Un po' mi mancavano gli allenamenti in
piscina...
Mi mancava quell'odore di cloro che ti si attacca addosso anche se stai per
cinque minuti sotto lo doccia bollente, una volta finito l'allenamento.
Ti scortichi la pelle, ti strofini col
bagnoschiuma più persistente e profumato che hai, ma l'odore del cloro resta.
Mi mancava mettere cuffia e occhialini,
in bilico su un piede solo, perché intanto nell'altro sto infilando il costume
che finirò di far scorrere fino alla vita con un complicato ancheggio, che
neanche una provetta danzatrice del ventre padroneggia con la mia consumata
abilità.
Vabbè, si. Sto esagerando un po'... ma
vero è che la velocità di base nello svestirsi-rivestirsi (no, non pensate a
quello!) non l'ho mai persa, dato che non ho mai avuto occasione di fare le cose
con calma.
Sono sempre in modalità
"forsennata".
Forse è per quello che mi da' un po'
fastidio condividere la corsia con qualcuno, avvenimento che non capitava
sovente, soprattutto quando gli allenamenti duravano poco più di quaranta
minuti. Ma si sa', allungando i chilometri nuotati, si allunga anche il tempo,
in maniera per me quasi esponenziale, cosicché è difficile rimanere sola nella
corsia per un'ora intera, un'ora e mezza intera, il sabato.
Ora, sappiate che io ho una tolleranza
quasi infinita, appartenendo a quella categoria di persone che si controllano,
restano calme, glissano con un sorriso ma poi quando gli hai scaramellato per
bene le palle, sbroccano, te le cantano e te le suonano.
Questa brutta accozzaglia di luoghi
comuni per introdurre il discorso: oggi in corsia mi ha raggiunto Marcantonio.
Con tutte le altre cinque corsie con dentro una persona di sesso maschile,
Marcantonio ovviamente sceglie di accomodarsi nella mia. Per prima cosa, sono
tentata di dirgli che ho qualche raro virus infettivo e di starmi alla larga,
ma lo so, lo so, lo so... non è carino!
Così, mentre lui saltella a bordo vasca
ciondolando le braccia e facendo girare le spalle a mo' di pala eolica, finisco
rassegnata il mio primo chilometro e attacco la serie dei 200 con le palette
nella speranza di mettergli un po' di paura: anche se sono formato mignon una
palettata sul muso fa' sempre male.
Marcantonio non si accontenta di
entrare, no. Lui deve fare un tuffo eclatante per aprire l'acqua come Mosè con Mar Rosso. Una
panciata e via, me lo ritrovo già dietro che i primi 50 metri ci da’ dentro
come se fosse questione di vita o di morte, per poi anfanare al bordo per
almeno mezzo minuto.
Pianissimo..
Tanto piano che io dietro con
palette e pull boy gli do’ una spintarella così, un po’ per gioco, un po’
seriamente come a dire hey, bello, vedi di regolarti. Niente. Messaggio non
pervenuto, anzi, vira, con una capriola lenta e morbida, e invece di passare a destra, rischiamo di fare un frontale.
Che stordito, 'sto Marcantonio!
Vabbè, non avrà capito, mi lascerà
passare là in fondo e giù un’altra toccatina ai piedi.
Marcantonio, lì davanti, si dev'essere imbestialito perché comincia a scalciare con rinnovato vigore coi piedi, malgrado il pull boy che tiene stretto tra le gambe.
Lo lascio virare e lo passo. Quattro bracciate e via. Adesso stai dietro tu, penso.
Avanti così, bene o male, finché Marcantonio non pensa bene di fare un po’ di tavoletta.
Eh eh, mancava giusto quella,
per rallentare ulteriormente il traffico!
Giustamente, mentre io arrivo per fare il mio 25
forte, lui deve anticiparmi di quei 15 secondi per partire con la tavola e le gambe a manetta che sembra un battello a vapore del 1800 sul Mississippi.
Lo sorpasso sempre a metà vasca e, sempre
a metà vasca, con un gesto di stizza lui gira la testa dall’altra parte.
Guarda che, casomai, sei tu che dai
fastidio a me, cocco!
Dulcis in fundo, si mette sulla schiena a fare gambe rana mentre io rifletto sulla differenza di allenamento.
Ma che cosa sta preparando Marcantonio?! Son quasi tentata di chiederlo.
La corsa coi sacchi?! Fa' pallanuoto, pallavvelenata, pallamano?!
Cosa fa' Marcantonio per divertirsi?!
Vorrei tanto saperlo ma rimango nella mia ignoranza, e me la ridacchio un po'..
Ai miei 2.800 metri
esce.
Evvai! Peccato che ho quasi finito...
Avessi tempo, per festeggiare mi farei un
cinquecento sciolto, così.. per rilassarmi un po’.
Bye bye, Marcantonio!