In un contesto che avrebbe potuto promettere belle cose (Liguria,
mare e lungomare), ci siamo ritrovati ad arrancare nella strada (aperta al
traffico) sotto la massicciata della ferrovia (del mare, neanche l'odore), a
combattere con un numero non pervenuto (ma erano tanti) di ponticelli che, al
primo alzi le spalle e vai su, all'ultimo (ventunesimo chilometro, ma siete
bastardi dentro..!) ti sei veramente scaramellata lo scaramellabile, che se
avessi voluto fare del dislivello sarei andata a correre in collina, no?! No.
Il tutto condito da: due ristori messi a casaccio (uno al settimo,
uno al diciassettesimo?), riforniti alla ligure (acqua!), dove mancava poco di
doversi riempire il bicchiere da soli, in un percorso di andata-ritorno-andata,
drammaticamente noioso, solitario, coi podisti dallo sguardo perso nel vuoto, che non
sapevano più se tenere la destra o la sinistra.
Insomma, un casino!
Avrei voluto tenere una media di 4'40'', ma un po' che non sto
facendo niente di veramente veloce da prima della maratona di Torino, un po' che la noia l'ha
fatta da padrona, ho chiuso ad una media di 4'43'', staccando negli ultimi
quattro chilometri un simpatico triatleta che mi ha "accompagnata"
dall'ottavo in poi. All'ultimo giro di boa (ci mancavano giusto quelli; che son
la roba che odio di più in una gara di triathlon.. pensa un po'..) l'ho visto
molto indietro e un po' affaticato.
Ma in effetti il percorso non era dei più invitanti e scorrevoli.
Ma in effetti il percorso non era dei più invitanti e scorrevoli.
Messi in saccoccia anche questi 21 km un po' più allegri del solito, chiusi comunque con un ritardo di due minuti dal PB, aggiunti ai 4.200 metri
nuotati sabato, mi ritrovo a pensare ad altre situazioni non proprio ottimali.
Non mi sono fatta mai tanti problemi ma ultimamente il mio lavoro
mi pesa.
Mi annoio.
E' triste pensare di trascorrere otto ore al giorno a fare
qualcosa che non ti piace (più).
Non è tanto il lavoro ad essere cambiato, quanto le persone e le
condizioni.
C'è più intransigenza, c'è fastidio generalizzato, più stress del
solito e pessimismo cosmico e ogni richiesta, più o meno ufficiosa, viene
respinta in malo modo..
Part time?! E quando mai?! (cos'è
'sta parolaccia? come osi solo non pronunciarla, ma anche pensarla!).
Qui non si fa', non usa, non lo chiedere neanche e non rompere i
coglioni coi tuoi diritti (che non ne hai)..
Cambiare sarebbe bello, ma, coi chiari di luna che ci sono... è un
rischio che non so se son disposta a correre. Si tiene duro, come al diciassettesimo chilometro di una gara non bella che non allieta l'anima né le gambe.
Ma si tiene duro, si cerca di perdere il meno possibile, si soffre un po' e si torna a casa con un risultato comunque discreto.
Ma si tiene duro, si cerca di perdere il meno possibile, si soffre un po' e si torna a casa con un risultato comunque discreto.