Oggi sono uscita con il fuseaux della maratona firenze, l'edizione forse più sfortunata e fredda mai che ci sia mai stata, il mio unico misero e tristissimo ritiro per infortunio, che blu e viola com'è mi mette comunque allegria, la maglietta dello stage di Pizzolato del 2009, a Livigno, il posto più incantevole del mondo (all'epoca sicuramente, ora un po' meno) e una maglietta termica con i mezzi guanti, che però al quarto chilometro mi scaldava già come un cappotto,la fascia in testa sui riccioli perennemente disordinati e scarpine ultralight (ma quanto mi piacciono?!).
I soliti dieci chilometri sul solito percorso infrasettimanale, da pausa pranzo, cioè da fare a manetta, perchè in pausa (2 ore) ci deve saltar fuori l'allenamento, doccia e conseguente ripristino di una parvenza di serietà da ufficio, l'allettamento del Tubo che deve fare il pisolino pomeridiano, ma che quando rientra la mamma dal running diventa vulcanico e magari, e perchè no?, anche il pranzo.
Son stanca solo a dirlo..
Vabbè, oggi è andata meglio del previsto, perchè l'allenamento di 10 km l'ho bruciato in 46 minuti e il Tubo è stato preventivamente allettato dal Principe Consorte in vena di farsi adorare.
Lunga doccia e pasto meno furioso del solito, il che aiuta la digestione, certo.
Stasera però mi aspetta il secondo allenamento della giornata: un'ora di spin bike.
"Ecco, adesso che hai corso, ti posso dire che oggi si doppia!" mi annuncia bello giulivo il fascinoso consorte.
Ecco perchè mi ha messo a nanna il Tubo...
E domani altro allenamento in pausa pranzo, venerdì nuoto e sabato un 3.500 cross, domenica 26 km trail...
To be continued...
Visualizzazione post con etichetta spinning. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spinning. Mostra tutti i post
mercoledì 22 febbraio 2012
venerdì 4 marzo 2011
È come una dipendenza
Esco dal lavoro e sento freddo, siamo a zero gradi e si gela, abituati com’eravamo a temperature un pochino più miti.
Vorrei andare a casa, ingoiare un pasto caldo nel più breve tempo possibile e rintanarmi sul divano nella curva del suo fianco. Accoccolarmi.
Vorrei andare a casa, ingoiare un pasto caldo nel più breve tempo possibile e rintanarmi sul divano nella curva del suo fianco. Accoccolarmi.
Ma lui mi è venuto a prendere e andremo insieme alla lezione di spinbike del più sadico istruttore mai conosciuto.
Che pena svestirsi nello spogliatoio gelato, insieme alle ragazze del corso di GAG, che avvolte nei loro fuseaux rosa sculettano cianciando.
Io no. Io mi do’ una mossa perché fra dieci minuti si comincia.
Io mi metto il calzoncino imbottito che sembra che abbia un mega assorbente in mezzo alle gambe, e che di grazioso non ha nulla, una canotta rossa e sopra la maglietta tecnica dell’ultima mezza maratona che ho corso. Tanto per capirci.
Bandana in testa, perché alla fine avrò i capelli intrisi di sudore e l’unica concessione al look che posso fare è abbinare le tinte. Grigio e rosso.
Si và. Lui arriva che siam già sulle bici, mette la musica e si comincia.
ci da’ il ritmo: 100 BPM, una bella pianura agile.
Che pena svestirsi nello spogliatoio gelato, insieme alle ragazze del corso di GAG, che avvolte nei loro fuseaux rosa sculettano cianciando.
Io no. Io mi do’ una mossa perché fra dieci minuti si comincia.
Io mi metto il calzoncino imbottito che sembra che abbia un mega assorbente in mezzo alle gambe, e che di grazioso non ha nulla, una canotta rossa e sopra la maglietta tecnica dell’ultima mezza maratona che ho corso. Tanto per capirci.
Bandana in testa, perché alla fine avrò i capelli intrisi di sudore e l’unica concessione al look che posso fare è abbinare le tinte. Grigio e rosso.
Si và. Lui arriva che siam già sulle bici, mette la musica e si comincia.
ci da’ il ritmo: 100 BPM, una bella pianura agile.
Stringo la resistenza e pedalo. Sciolgo i muscoli delle braccia, delle spalle, chiudo gli occhi che tanto senza lenti non vedo nulla e per me il mondo è nebbia. Intorno è nebbia e io sono sola.
Pedalo seguendo la musica, seguendo le indicazioni che ci da’ la voce. Ed eccolo lì davanti alla mia bici. Un ghigno. Stringo la resistenza. Tocca le ruote delle altre bici per sentire se sono calde, se stiamo lavorando bene. La mia no, mi guarda e basta.
E io stringo. E salgo. E spingo su questi pedali che se stai fuori sella sembra di correre.
E quando hai le gambe gonfie e i piedi che sembrano nella melassa e fai fatica a spostare il pedale, allora stai bene. Non sei più stanca, non hai più freddo, non hai più fame.
E quando hai le gambe gonfie e i piedi che sembrano nella melassa e fai fatica a spostare il pedale, allora stai bene. Non sei più stanca, non hai più freddo, non hai più fame.
Mentre gli altri rallentano e arrancano e io filo sui miei pedali, i capelli che sfiorano la schiena bagnata di sudore, un filo di fiato che esce ritmicamente dalla bocca, allora sorrido io.
Finisce la lezione e lui si mette davanti alla mia bici. Tocco la ruota.
“E’ calda?”
…
“E’ calda?”
…
venerdì 21 gennaio 2011
Il pettegolezzo è maschio
Ieri sera salgo sulla bici di spinning per la lezione bisettimale.
Per questa volta vado nella palestra più vicina, anziché in quella dove trovo la mia istruttrice, ma anche così non manco di incontrare gente che conosco. Peccato.
Il cretino di turno, un revival della nostra ex squadra podistica, mi attacca, durante il riscaldamento, un bottone allucinante su un amico comune, in realtà un mio ex (era tra gli innominati ed improbabili personaggi che non hanno lasciato traccia, anzi che rimuoverei volentieri).
Sono molto amici loro, perciò attacca a raccontarmi, assolutamente senza alcun sollecito da parte mia, che ha il tipo ha perso il lavoro, ha lasciato la sua tipa, è partito per il Nicaragua da solo come un cane e in più si è attaccato alla bottiglia, a suo dire.
Sono molto amici loro, perciò attacca a raccontarmi, assolutamente senza alcun sollecito da parte mia, che ha il tipo ha perso il lavoro, ha lasciato la sua tipa, è partito per il Nicaragua da solo come un cane e in più si è attaccato alla bottiglia, a suo dire.
Il tutto con un sorrisetto perverso e compiaciuto sulla faccetta rotonda da ex-sportivo scoppiato con tanto di panzetta.
Questo era uno che correva bene, perciò cerco di parlagli di corsa, tanto per non farlo sbraitare in mezzo alla palestra della prova gatto che ho dovuto subire dall’ex tipo appunto.
Ovvero se non andavo bene al suo gatto, non sarei andata bene io per lui.
Per la cronaca ho superato la prova gatto, ma il tipo l’ho lanciato lo stesso.
Ovvero se non andavo bene al suo gatto, non sarei andata bene io per lui.
Per la cronaca ho superato la prova gatto, ma il tipo l’ho lanciato lo stesso.
Superato l’impasse, non pago, ricomincia a parlarmi di un altro ragazzo che correva con noi, uno sfigato pazzesco svitato e suonato.
“Veramente ha la donna, me l’ha pure presentata” intervengo.
“Ah, si e com’è?” si volta dalla bici con occhietto famelico per captare ogni minimo dettaglio.
“Un bel viso e un sorriso dolce. Carina.” Di più non si può dire, ma è sufficiente per ammosciarlo.
Questa è stata una mazzata per lui, ma domani tutta la cittadina saprà che il tipo sfigato sta con una donna. Che mondo.
Arriva l’istruttore e comincia la lezione. Stringo la mia resistenza e pedalo.
Menomale...
mercoledì 15 dicembre 2010
biciclettando
siccome non sto ferma neanche se tentano di accopparmi, ier sera mi son fiondata sulla mia biciclettina (ebbene si, ormai è la MIA: prima fila la penultima a destra) per la lezione bisettimanale di spinning, che devo ammettere mi da' una certa soddisfazione, anche se pur incrementando la resistenza la fatica percepita è decisamente minore rispetto ad un allenamento di running tirato.
non è dato sapere cosa pensi lo sfortunato allenatore nel vedermi pedalare forsennamente in salita con un sorriso idiota stampato in faccia: devo imparare a controllarmi, ma è difficile.
non ero più abituata alla vita "da palestra" o "da piscina": borsoni pieni di tutto, dallo shampoo alle calze di ricambio, alla promiscuità degli spogliatoi.
In questo senso il running è veramente uno sport da asociali ed io un po' ci stavo sguazzando, quindi non tutto il male vien per nuocere...
ultimo, ma non meno importante sabato pomeriggio ci sarà il battesimo del Tubo, devo trovare qualcosa di carino da mettergli addosso.
Idee?!
non è dato sapere cosa pensi lo sfortunato allenatore nel vedermi pedalare forsennamente in salita con un sorriso idiota stampato in faccia: devo imparare a controllarmi, ma è difficile.
non ero più abituata alla vita "da palestra" o "da piscina": borsoni pieni di tutto, dallo shampoo alle calze di ricambio, alla promiscuità degli spogliatoi.
In questo senso il running è veramente uno sport da asociali ed io un po' ci stavo sguazzando, quindi non tutto il male vien per nuocere...
ultimo, ma non meno importante sabato pomeriggio ci sarà il battesimo del Tubo, devo trovare qualcosa di carino da mettergli addosso.
Idee?!
Iscriviti a:
Post (Atom)