Saranno le nostre, tra una manciata di giorni.
Così poco e così tanto, se ci pensi, se ci penso, e se guardo il passato con lo stesso sguardo che ho avuto, spaventata quel fine settimana di aprile, su quell'aereo.
Fiori per noi che di fiori ne abbiamo avuti tanti e pochi.
Gioie e dolori: tante, uno solo, profondo e forte, che ci ha unito se possibile ancora di più.
Auguri a te, che non sei mai scappato, che ti preso cura di nostro figlio già quand'era nel mio ventre, che non ti sei mai smentito, che hai avuto la forza, la durezza, il coraggio.
Auguri a me, che ci sono stata sempre, che ti ho accompagnato, che ti ho sostenuto, che ho avuto la pazienza, la fermezza e che mi sono schierata al tuo fianco, sempre con te.
Ne è valsa la pena ogni giorno di questi giorni.
Io ti amo.
Tu mi completi.
venerdì 29 marzo 2013
lunedì 25 marzo 2013
Bim Bum Bam e Croc!!
Non c'è niente di meglio di un suono onomatopeico per rendere l'idea del casotto che siam riusciti a seminare, noi famiglia Iccio, tra Trentino e Alto Adige.
Di noi si ricorderanno senz'altro i commessi del factory store de La Sportiva, un po' vuoi per le mie Noosa Tri 8 fiammeggianti, un po' per il botto che ha fatto il carretto sotto la sapiente guida di Ico.
Il carrello in questione, per la cronaca, stava vicino alla cassa: Ico ha scatenato un putiferio spostando il carrello per impossessarsi della locandina che ci stava sotto.
Sequenza rapida e agghiacciante: il carrello cade dallo scalino espositore, travolge un paio di sci che a momenti decapitano la commessa.
Il tutto in quei dieci secondi secchi che lo perdi di vista. Mica ore..
Che poi La Sportiva è a prova di bambino: c'è un tavolino dove si possono mettere a disegnare e una piccola parete verticale di roccia dove Ico ha tentato di arrampicarsi, per poi proseguire mettendosi in piedi sul tavolo, che è più facile e da' soddisfazioni certe.
Insomma, un delinquente.
La commessa non ci ha denunciati per fortuna, anche se sto pensando di aprire, al beneamato pargolo, una solida posizione RCT, che non si sa mai.
"Croc" invece l'ho fatto io alla kalterersee-halbmarathon, che è sempre un bel correre con tanto di isotopo e lago in fianco e peccato per le condizioni meteo che non sono state né favorevoli né propizie.
Il fatto è che forse a ben vedere l'anno scorso avevo fatto un mezzo miracolo.
Quest'anno molto meno o due minuti in più, per l'esattezza.
Ma non è tanto quello, anche se, nello spogliatoio femminile, tra un crucco ignudo che si crede donna (o forse da loro vanno di moda gli spogliatoi unisex) e tutto il resto dell'umanità, ci trovo una personcina nota e tosta che mi dice che anche lei ha fatto fatica quest'anno e che ci ha messo un minuto in più.
Che se lo dico io, son balle.
Se lo dice la vincitrice...
Beh, dalla contentezza di aver ragione, il mio collo, sotto la delicata frizione dell'asciugamano, ha fatto proprio "croc..".
Un perfetto colpo di frusta, autoindotto.
E oggi, ibuprofene amico mio, non riesco a girare il collo che di qualche minuscolo grado.
Che dite...?
Una mezza a Lourdes?
Di noi si ricorderanno senz'altro i commessi del factory store de La Sportiva, un po' vuoi per le mie Noosa Tri 8 fiammeggianti, un po' per il botto che ha fatto il carretto sotto la sapiente guida di Ico.
Il carrello in questione, per la cronaca, stava vicino alla cassa: Ico ha scatenato un putiferio spostando il carrello per impossessarsi della locandina che ci stava sotto.
Sequenza rapida e agghiacciante: il carrello cade dallo scalino espositore, travolge un paio di sci che a momenti decapitano la commessa.
Il tutto in quei dieci secondi secchi che lo perdi di vista. Mica ore..
Che poi La Sportiva è a prova di bambino: c'è un tavolino dove si possono mettere a disegnare e una piccola parete verticale di roccia dove Ico ha tentato di arrampicarsi, per poi proseguire mettendosi in piedi sul tavolo, che è più facile e da' soddisfazioni certe.
Insomma, un delinquente.
La commessa non ci ha denunciati per fortuna, anche se sto pensando di aprire, al beneamato pargolo, una solida posizione RCT, che non si sa mai.
"Croc" invece l'ho fatto io alla kalterersee-halbmarathon, che è sempre un bel correre con tanto di isotopo e lago in fianco e peccato per le condizioni meteo che non sono state né favorevoli né propizie.
Il fatto è che forse a ben vedere l'anno scorso avevo fatto un mezzo miracolo.
Quest'anno molto meno o due minuti in più, per l'esattezza.
Ma non è tanto quello, anche se, nello spogliatoio femminile, tra un crucco ignudo che si crede donna (o forse da loro vanno di moda gli spogliatoi unisex) e tutto il resto dell'umanità, ci trovo una personcina nota e tosta che mi dice che anche lei ha fatto fatica quest'anno e che ci ha messo un minuto in più.
Che se lo dico io, son balle.
Se lo dice la vincitrice...
Beh, dalla contentezza di aver ragione, il mio collo, sotto la delicata frizione dell'asciugamano, ha fatto proprio "croc..".
Un perfetto colpo di frusta, autoindotto.
E oggi, ibuprofene amico mio, non riesco a girare il collo che di qualche minuscolo grado.
Che dite...?
Una mezza a Lourdes?
venerdì 22 marzo 2013
90
La paura, o più semplicemente il mio numero di pettorale, domenica. Tutto un programma, ma anche no...
Domenica (e speriamo che non nevichi!) correrò una mezza in un posto bellissimo che mi farà piacere rivedere e dove mi farà un piacere anche più grande portare anche Ico.
Sono felice di fare questo fine settimana fuori con lui, perché era dalle vacanze di Natale che non si riusciva ad andare da nessuna parte.
In casa come i topolini, che barba che noia. Noi, asserragliati in casa, un po' ci spegniamo, un po' ci annoiamo e diventiamo "brontolosi".
Pioverà, ca va sans dire, ma un bell'ombrello e scarpe asciutte, si va' dappertutto. Soprattutto a fare shopping di roba da trail e da running... (quell'uomo ha sempre un secondo fine).
Per quanto mi riguarda, non ho molte fisime agonistiche, perché tra i piedi che mi fanno male e quel mezzo litro di catarro che ho nei bronchi, non so proprio cosa si può azzardare e un po' mi dispiace, perché l'anno scorso son stata premiata ed è stata una cosa simpatica. Rifare quel tempo, attualmente, però è un po' fuori portata.
La forma latita, anche se stamattina mi sono messa i jeansettini di cinque anni fa' e mi stanno, a pennello. Son soddisfazioni di questi tempi. Il bello di fare un trasloco è anche trovare la cosa giusta che avevi lasciato a prender polvere chissà dove.
Stamattina sono stata omaggiata di un servizio baby sitting "tutto compreso" da parte del Principe consorte, che si è alzato e si è occupato di Ico dalla punta dei piedi alla punta dei capelli. Appena sveglio, Ico gli è volato tra le braccia, sorridendogli un "Dommito Bbene!" nelle orecchie, ha poggiato il testolino sulla spalla del papà e gli ha dato un bacio.
Ieri strillava come un'aquila. Oggi così, pucci pucci bau bau, vattelapesca?!
So' momenti.
Io, dopo aver preparato i suoi vestitini sul comò (oggi ho dato il meglio di me con un completino blu con giacchino verde a disegni blu) mi sono defilata, ascoltandoli tubare sereni la loro armoniosa e mascolina affinità.
Una buona premessa per un bel fine settimana.
Domenica (e speriamo che non nevichi!) correrò una mezza in un posto bellissimo che mi farà piacere rivedere e dove mi farà un piacere anche più grande portare anche Ico.
Sono felice di fare questo fine settimana fuori con lui, perché era dalle vacanze di Natale che non si riusciva ad andare da nessuna parte.
In casa come i topolini, che barba che noia. Noi, asserragliati in casa, un po' ci spegniamo, un po' ci annoiamo e diventiamo "brontolosi".
Pioverà, ca va sans dire, ma un bell'ombrello e scarpe asciutte, si va' dappertutto. Soprattutto a fare shopping di roba da trail e da running... (quell'uomo ha sempre un secondo fine).
Per quanto mi riguarda, non ho molte fisime agonistiche, perché tra i piedi che mi fanno male e quel mezzo litro di catarro che ho nei bronchi, non so proprio cosa si può azzardare e un po' mi dispiace, perché l'anno scorso son stata premiata ed è stata una cosa simpatica. Rifare quel tempo, attualmente, però è un po' fuori portata.
La forma latita, anche se stamattina mi sono messa i jeansettini di cinque anni fa' e mi stanno, a pennello. Son soddisfazioni di questi tempi. Il bello di fare un trasloco è anche trovare la cosa giusta che avevi lasciato a prender polvere chissà dove.
Stamattina sono stata omaggiata di un servizio baby sitting "tutto compreso" da parte del Principe consorte, che si è alzato e si è occupato di Ico dalla punta dei piedi alla punta dei capelli. Appena sveglio, Ico gli è volato tra le braccia, sorridendogli un "Dommito Bbene!" nelle orecchie, ha poggiato il testolino sulla spalla del papà e gli ha dato un bacio.
Ieri strillava come un'aquila. Oggi così, pucci pucci bau bau, vattelapesca?!
So' momenti.
Io, dopo aver preparato i suoi vestitini sul comò (oggi ho dato il meglio di me con un completino blu con giacchino verde a disegni blu) mi sono defilata, ascoltandoli tubare sereni la loro armoniosa e mascolina affinità.
Una buona premessa per un bel fine settimana.
mercoledì 20 marzo 2013
Carne al fuoco
A me la Legge di Murphy mi fa’ un baffo… è un
periodo, cazzo, anche se a pensarci bene, è da un po’ che dura ‘sto periodo.
Da un annetto circa e non sembra che voglia mollarla lì tanto presto.
Da un annetto circa e non sembra che voglia mollarla lì tanto presto.
È un periodo. È la vita.
Esprime una rassegnazione che non è nelle mie corde.
Non sono mai stata una persona paziente, ma lo sto diventando.
Sto diventando un fottuto bonzo.
OHMMMMMMMMMMMMMMM
Esprime una rassegnazione che non è nelle mie corde.
Non sono mai stata una persona paziente, ma lo sto diventando.
Sto diventando un fottuto bonzo.
OHMMMMMMMMMMMMMMM
Ricapitolando: due giorni a casa con l’ennesima
influenza catarrosa, domenica ho una mezza che solo Dio sa come correrò, Ico ha
avuto anche lui un week end di febbre altissima e non dorme di notte (quindi
manco io), ho un piede con un simpatico inizio di fascite plantare e l’altro
con una dolorosa recidiva borsite sull’alluce valgo (sempre a proposito della
famosa mezza maratona di domenica).
Ho dimenticato qualcosa?!
Ho dimenticato qualcosa?!
Ah, si, ieri sera si è guastata la caldaia e io ho
pensato: “Menomale che non è gennaio…” (in perfetto bonzo-style!), sono andata
a prendere la legna per la stufa, ho scaldato pentole e pentoloni di acqua per
lavarci tutti e ho messo a Ico la tuta pesante di pile per dormire (no, vabbè
neve a parte non fa’ così tanto freddo, ma dato che ha avuto la febbre…).
Stamattina, sfebbrato, lo porto all’asilo dopo che
mi ha piantato una pezza allucinante per mettersi le mutande (solo blu le
vuole) anziché il pannolo-mutanda e la simpatica addetta al ricevimento bimbi
che poi è mia cugina (che fa’ in pratica la bidella, ma non glielo dire che s’incazza)
mi storce il naso perché potrebbe anche capitare l’incidente. Certo che capita, se non lo porti a far
pipì con regolarità.
Ma non me la prendo neanche più: siamo una famiglia di simpaticoni, ve l’ho già detto.
E poi, se lui vuole mettersi le mutande e nei due giorni che è stato a casa con me problemi non ce ne sono stati, io gli devo mettere il pannolino perché tu non lo vuoi portare a far pipì???!!!
Che palle.
Ma non me la prendo neanche più: siamo una famiglia di simpaticoni, ve l’ho già detto.
E poi, se lui vuole mettersi le mutande e nei due giorni che è stato a casa con me problemi non ce ne sono stati, io gli devo mettere il pannolino perché tu non lo vuoi portare a far pipì???!!!
Che palle.
E fra 17 giorni ho il trasloco. IL TRASLOCO:
inscatola tutto e rimetti a posto tutto.
Un Ironman?! Io me la rido.
giovedì 14 marzo 2013
Que sera, sera
“Uè, che diavoletto!!”… che poi sarei io.
Oggi son vestita di rosso, maglioncino rosso fuoco, collant rosso lacca, minigonna di jeans molto mini e stivali, che con la scarpetta la mini mi fa' un po' zoccola (cose mie).
Ma non è un collega che mi apostrofa così, e quando mi volto, accanto all’ascensore vedo nientepopodimenoche l’amministratore delegato.
‘Sticazzi, e scusate il francesismo, ma si tratta di un settasettenne baffuto, dal carattere burbero e, dicono, molto attento ed intransigente in fatto di abbigliamento.
Mi sorride e il tono è amichevole.
Oggi son vestita di rosso, maglioncino rosso fuoco, collant rosso lacca, minigonna di jeans molto mini e stivali, che con la scarpetta la mini mi fa' un po' zoccola (cose mie).
Ma non è un collega che mi apostrofa così, e quando mi volto, accanto all’ascensore vedo nientepopodimenoche l’amministratore delegato.
‘Sticazzi, e scusate il francesismo, ma si tratta di un settasettenne baffuto, dal carattere burbero e, dicono, molto attento ed intransigente in fatto di abbigliamento.
Mi sorride e il tono è amichevole.
Sorrido anche io, anche se un po’ genata e
lo saluto con “Buona giornata, Ing. Cicciobello” (non si chiama Cicciobello,
ovviamente, eh..!).
Fra un po’ mi sa’ che non lo vedremo più, che qui fra fusioni e acquisizioni non sappiamo bene dove andremo a finire. Tra le prime teste che cadono e le scene isteriche di colleghi cui è saltato completamente il mansionario, sono fra le poche (ma anche i pochi) a sfoggiare una calma olimpica. Je m'en fous.
E non posso fare a meno di pensare che la vita ti mette continuamente alla prova.
Facessero quello che vogliono, penso. Vado anche a tagliare le aiuole, mi mandassero pure dove vogliono, anche in Sicilia (magari!!), ma è più facile che m’infilino in qualche ufficio nuovo e bello con qualche nuovo collega, magari ben più affabile del Muffetta.
Anche il mio capo non sarà più il mio capo: se saprò giocare bene le mie carte potrei anche diventare io il capo di me stessa e di qualcun altro, ma non so se è quello che voglio veramente.
Vedremo. Ma una cosa è certa: meglio che mi decida ad infilare in fondo ad un cassetto ‘sta minigonna e mi dia una regolata che non ho più vent’anni.
Peccato..
Fra un po’ mi sa’ che non lo vedremo più, che qui fra fusioni e acquisizioni non sappiamo bene dove andremo a finire. Tra le prime teste che cadono e le scene isteriche di colleghi cui è saltato completamente il mansionario, sono fra le poche (ma anche i pochi) a sfoggiare una calma olimpica. Je m'en fous.
E non posso fare a meno di pensare che la vita ti mette continuamente alla prova.
Facessero quello che vogliono, penso. Vado anche a tagliare le aiuole, mi mandassero pure dove vogliono, anche in Sicilia (magari!!), ma è più facile che m’infilino in qualche ufficio nuovo e bello con qualche nuovo collega, magari ben più affabile del Muffetta.
Anche il mio capo non sarà più il mio capo: se saprò giocare bene le mie carte potrei anche diventare io il capo di me stessa e di qualcun altro, ma non so se è quello che voglio veramente.
Vedremo. Ma una cosa è certa: meglio che mi decida ad infilare in fondo ad un cassetto ‘sta minigonna e mi dia una regolata che non ho più vent’anni.
Peccato..
(ma forse anche no, non è che a vent'anni fossi tanto più felice. solo un po' più giovane..)
Oggi 3 km di nuoto, i soliti 55
minuti e la sensazione di aver appena incominciato a fare fatica.
Ieri in pausa pranzo,
L’unica consolazione è che il primo chilometro forte è venuto di poco più forte dell’ultimo chilometro piano.
Mi son capita solo io, vero?!
Amen.
lunedì 11 marzo 2013
Uh, la noia!
Uh, la noia..
Uh, la noia di dover portare quadri di qua e scatoloni di là, non me la ricordavo più, anche se alla fine, a me l’odore di stanze vuote non dispiace.
Ieri pomeriggio, che non pioveva, siamo stati alla “casa nuova” con Ico, che girava per le stanze e faceva di sì col testolone.
“Ti piace, Ico? Guarda, il tuo lettino lo mettiamo qui”.
Lo incastriamo qui, sarebbe stato semanticamente più corretto, ma lui non percepisce la felicità a suon di metri quadri ed è contento uguale e io mi vedo già fare delle belle passeggiate serali fino al campetto dove ci sono altri bimbi. Meno spazio ma più opportunità.
Va bene uguale, anzi meglio.
E’ stato un bel fine settimana, senza gare, senza spostamenti, a fare progetti, ad inventarsi soluzioni, e a comprare le mutande di Ico, perché stiamo procedendo a grandi passi sulla via dello spannolinamento.
E qui tutti a dire la loro, tutti a fare gli splendidi e i saputi.
Uh, la noia di queste madri che passano il tempo a parlare delle deiezioni dei loro figli con dovizia di particolari: “… eh, il mio a tre anni aveva già, faceva già, diceva già”.
Seeeee, aveva già scoperto l’America e leggeva giàla
Divina Commedia.
E poi ti dicono che
sei competitiva tu, che fai sport.
Almeno io son competitiva con le cose mie, non attraverso mio figlio, che non so se ve l’ha detto qualcuno mai, ma non è una vostra proiezione, non è una versione di te stessa alta un metro.
Un sé a parte. E non è neanche garantito al limone che vi stiate simpatici.
Io questo, non c’è problema, non me lo dimentico di sicuro.
Però mi sta simpatico, questo mio bimbo alto un metro, sempre sorridente, sempre collaborativo, curioso, ostinato, tenace, con la sua parola d’ordine sempre in bocca: “Peccchè?!”.
“Perché due non è tre”, gli ha detto il Principe consorte ieri sera, scatenando una risata incontrollabile,la mia. Cominciamo bene.
Uh, la noia di dover portare quadri di qua e scatoloni di là, non me la ricordavo più, anche se alla fine, a me l’odore di stanze vuote non dispiace.
Ieri pomeriggio, che non pioveva, siamo stati alla “casa nuova” con Ico, che girava per le stanze e faceva di sì col testolone.
“Ti piace, Ico? Guarda, il tuo lettino lo mettiamo qui”.
Lo incastriamo qui, sarebbe stato semanticamente più corretto, ma lui non percepisce la felicità a suon di metri quadri ed è contento uguale e io mi vedo già fare delle belle passeggiate serali fino al campetto dove ci sono altri bimbi. Meno spazio ma più opportunità.
Va bene uguale, anzi meglio.
E’ stato un bel fine settimana, senza gare, senza spostamenti, a fare progetti, ad inventarsi soluzioni, e a comprare le mutande di Ico, perché stiamo procedendo a grandi passi sulla via dello spannolinamento.
E qui tutti a dire la loro, tutti a fare gli splendidi e i saputi.
Uh, la noia di queste madri che passano il tempo a parlare delle deiezioni dei loro figli con dovizia di particolari: “… eh, il mio a tre anni aveva già, faceva già, diceva già”.
Seeeee, aveva già scoperto l’America e leggeva già
Almeno io son competitiva con le cose mie, non attraverso mio figlio, che non so se ve l’ha detto qualcuno mai, ma non è una vostra proiezione, non è una versione di te stessa alta un metro.
Un sé a parte. E non è neanche garantito al limone che vi stiate simpatici.
Io questo, non c’è problema, non me lo dimentico di sicuro.
Però mi sta simpatico, questo mio bimbo alto un metro, sempre sorridente, sempre collaborativo, curioso, ostinato, tenace, con la sua parola d’ordine sempre in bocca: “Peccchè?!”.
“Perché due non è tre”, gli ha detto il Principe consorte ieri sera, scatenando una risata incontrollabile,
Domenica:
Si ricomincia.
giovedì 7 marzo 2013
Partire è un po' morire..
.. mi sembra che fosse una poesia, ma non mi ricordo più di chi (se vi interessa, cercatevelo che tanto oggi si può "googolare" tutto e sapere tutto, tanto che l'altro giorno al vedere il mio medico che sfogliava un'enciclopedia, mi è scappata una risatina che l'ha impermalosito non poco).
Tanto per dire che fra poco si va'.
30 chilometri di distanza non sono molti (mi piacerebbe metterne in mezzo molti di più, ma poi dovrei venire al lavoro con un elicottero e questo proprio non me lo posso permettere) ma abbastanza per:
1) stare più sereni;
2) ritrovare il tempo di fare progetti costruttivi per noi;
3) ricominciare a sorridere e a sorriderci.
Qualche scotto da pagare c'è, ma faccio spallucce.
Laverò più piatti, addio idromassaggio, mi alzerò cinque minuti prima, ma sorriderò, sorriderò sorriderò luminosa come la cometa di Halley perché ci saranno cose buone: smetterò di temere il postino e le sue raccomandate del cazzo, ad esempio, Ico andrà in un ottimo asilo, un altro esempio, e poi quest'estate potrò andare a correre alle 06.00 di mattina senza rischiare di essere investita da un bilico, e non è l'ultimo esempio!
Bello, dai.
Bello dai, cercare di dimenticarsi cose che non possono essere dimenticate, ma metterle in un cassetto, come tutta la mia adolescenza e a pensarci bene, come una buona parte della vita che ho vissuto stando dietro alla loro pochezza, alla loro inadeguatezza.
Li ho giustificati per anni, dicendomi che è difficile "fare i genitori" e imbroccarla, ma ora che sono un genitore anche io so (ora si che lo so, si che sono sicura che la mia non fosse solo un'intuizione giovanile, ma la premonizione di ciò che sarebbe successo o più brutalmente, la dura e cruda verità) che sono tutte cazzate e che si può (si deve) scegliere come comportarsi con un figlio, che si può (si deve) smettere di nascondersi dietro a delle scuse.
Metterò in un cassetto e butterò via la chiave. In un bel pozzo profondo.
Partire sarà pure come morire ma forse per me sarà più come rinascere.
P.S.: primo giorno di running dopo l'influenza: 9 km sotto la pioggia a buon passo, anche se con qualche problema di respirazione, dovuto ai postumi di questa brutta tosse, ma passerà. Passerà e per Caldaro sarò in piena forma, scatoloni o non scatoloni.
Tanto per dire che fra poco si va'.
30 chilometri di distanza non sono molti (mi piacerebbe metterne in mezzo molti di più, ma poi dovrei venire al lavoro con un elicottero e questo proprio non me lo posso permettere) ma abbastanza per:
1) stare più sereni;
2) ritrovare il tempo di fare progetti costruttivi per noi;
3) ricominciare a sorridere e a sorriderci.
Qualche scotto da pagare c'è, ma faccio spallucce.
Laverò più piatti, addio idromassaggio, mi alzerò cinque minuti prima, ma sorriderò, sorriderò sorriderò luminosa come la cometa di Halley perché ci saranno cose buone: smetterò di temere il postino e le sue raccomandate del cazzo, ad esempio, Ico andrà in un ottimo asilo, un altro esempio, e poi quest'estate potrò andare a correre alle 06.00 di mattina senza rischiare di essere investita da un bilico, e non è l'ultimo esempio!
Bello, dai.
Bello dai, cercare di dimenticarsi cose che non possono essere dimenticate, ma metterle in un cassetto, come tutta la mia adolescenza e a pensarci bene, come una buona parte della vita che ho vissuto stando dietro alla loro pochezza, alla loro inadeguatezza.
Li ho giustificati per anni, dicendomi che è difficile "fare i genitori" e imbroccarla, ma ora che sono un genitore anche io so (ora si che lo so, si che sono sicura che la mia non fosse solo un'intuizione giovanile, ma la premonizione di ciò che sarebbe successo o più brutalmente, la dura e cruda verità) che sono tutte cazzate e che si può (si deve) scegliere come comportarsi con un figlio, che si può (si deve) smettere di nascondersi dietro a delle scuse.
Metterò in un cassetto e butterò via la chiave. In un bel pozzo profondo.
Partire sarà pure come morire ma forse per me sarà più come rinascere.
P.S.: primo giorno di running dopo l'influenza: 9 km sotto la pioggia a buon passo, anche se con qualche problema di respirazione, dovuto ai postumi di questa brutta tosse, ma passerà. Passerà e per Caldaro sarò in piena forma, scatoloni o non scatoloni.
lunedì 4 marzo 2013
K.O.
Fuori combattimento causa recidiva di influenza che stavolta mi ha portato febbre, tosse e chi più ne ha, più ne metta...
Così, sabato mattina, i quattromila metri in piscina si sono ridotti a duemilacinque, grazie anche alla complicità del solito coglione che mi ha preso a palettate con conseguente (mezza) rissa.
Domenica invece annullata la spedizione a Piacenza, che già correre 30 km non è una passeggiata di salute, figurarsi correrli con 38° di febbre (fosse stata la mia gara obiettivo, si certo, una botta di tachipirina e passa la paura, ma così come stanno le cose.. sarà per la prossima e tanti saluti).
Lo spirito agonistico ultimamente è in fiacca.
Sia per me che per il Principe Consorte.
Ma c'è anche da considerare che mai come quest'anno siamo stati messi KO da influenze e malanni vari.
Siamo un po' allucinati da notti faticose (manco a dirlo, l'amato pargolo si è svegliato stamattina alle 04.00, con la febbre, cantando...!), allenamenti faticosi, appuntamenti che saltano, and so on.
E' veramente dura e mi chiedo (mai come in questo periodo) se vale veramente la pena si arrivare a quel traguardo.
La risposta non è semplice.
Fare sport per stare bene e fare fitness non è allettante come avere un crono da rispettare, un traguardo da varcare.
Non è neanche lontanamente motivante o appassionante.
Perciò andrò avanti, anche se con un po' di fatica.
Guardiamo i lati positivi.
Mal che vada, per quanto possa arrivare alla gara mal preparata, arriverò in fondo in un modo o nell'altro, e avremo comunque fatto una bellissima vacanza all'Elba.
Così, sabato mattina, i quattromila metri in piscina si sono ridotti a duemilacinque, grazie anche alla complicità del solito coglione che mi ha preso a palettate con conseguente (mezza) rissa.
Domenica invece annullata la spedizione a Piacenza, che già correre 30 km non è una passeggiata di salute, figurarsi correrli con 38° di febbre (fosse stata la mia gara obiettivo, si certo, una botta di tachipirina e passa la paura, ma così come stanno le cose.. sarà per la prossima e tanti saluti).
Lo spirito agonistico ultimamente è in fiacca.
Sia per me che per il Principe Consorte.
Ma c'è anche da considerare che mai come quest'anno siamo stati messi KO da influenze e malanni vari.
Siamo un po' allucinati da notti faticose (manco a dirlo, l'amato pargolo si è svegliato stamattina alle 04.00, con la febbre, cantando...!), allenamenti faticosi, appuntamenti che saltano, and so on.
E' veramente dura e mi chiedo (mai come in questo periodo) se vale veramente la pena si arrivare a quel traguardo.
La risposta non è semplice.
Fare sport per stare bene e fare fitness non è allettante come avere un crono da rispettare, un traguardo da varcare.
Non è neanche lontanamente motivante o appassionante.
Perciò andrò avanti, anche se con un po' di fatica.
Guardiamo i lati positivi.
Mal che vada, per quanto possa arrivare alla gara mal preparata, arriverò in fondo in un modo o nell'altro, e avremo comunque fatto una bellissima vacanza all'Elba.
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