lunedì 27 maggio 2013

Finish line

Anche le cose belle, prima o poi finiscono.
No, non anche, ma soprattutto.
È tempo di cambiamenti ed anche di giri di vite.
Scriverò molto meno e cercherò di leggervi comunque, perché in fin dei conti, molti di quelli che passano di qui, mi piacciono, mi stanno simpatici..

A parte ciò, che può interessare o anche no, ieri sono riuscita a regalarmi la prima serissima pedalata della stagione, una novantina di chilometri davvero ardui, che mi hanno molto gratificata e stancata, ma neanche troppo a dire il vero. Pedalando pensavo che comunque mi spiaceva aver fatto tanto tardi e aver saltato il pranzo domenicale con i miei due uomini.
Ma se voglio arrivare anche a quella finish line, a qualcosa dovrò rinunciare.
Forse.
Ma mi farò perdonare.
Alla fine penso che i sensi di colpa siano la fatica più gravosa da affrontare.

giovedì 23 maggio 2013

Progetti

Da quando ci siamo trasferiti, per andare al lavoro (e per tornare) prendo l'autostrada.
E' molto più veloce della strada statale e, a conti fatti, meno trafficata, senza contare il fatto che, uscita dal casello e fatti duecento metri duecento, sono in ufficio (per ora).
Viaggiare in autostrada, personalmente, mi sconfifera e anche parecchio. Conosco donne che "oddìo, io non guido in autostrada! é pericoloso..!", ma personalmente mi fa' più paura fare manovra di parcheggio con la monovolume del Principe Consorte, nonostante tutti gli aggeggini elettronici che suonano per segnalarti l'ostacolo e le telecamere dietro, davanti, sopra e sotto (si fa' per dire)...


In autostrada devi solo andare dritto.
Possibilmente nella tua corsia.

Ecco, questo è un concetto che non appartiene a tutti, eh.

Per esempio al geniaccio che quando si è immesso stamattina, mi è passato davanti al paraurti a ventitré centimetri di distanza, tagliando dalla prima alla terza senza soluzione di continuità.
Che se arrivava qualcuno da dietro, un po' forte, hai voglia a frenare.
O come il coglionazzo col SUV del papà, che venerdì sera va al mare con gli amici a fare aperitivo  e quindi pensa bene di mettersi sulla "sorpasso" fisso a 190 km/h, dimenticandosi l'uso dei freni.
Ecco, in quelle occasioni diventa un po' un viaggio allucinante.
Ma io vado tranquilla, con tettuccio ancora chiuso, che questo inverno non è ancora del tutto finito.

Inverno! Mi sono abbondantemente scocciata di questo meteo inclemente, così ho deciso che per me è primavera  e ieri mattina ho ufficialmente dato inizio agli allenamenti di running "estivi": ore 05:35, ero pronta a zampettare in silenzio fuori di casa per i miei 10 km di collinare. 
Non è per dire, ma su un percorso come questo, con un discreto dislivello nei primi tre chilometri e un falsopiano mai facile per i rimanenti quattro, riesco a stare più o meno sulla media che tenevo quando correvo sul piattone dietro casa di là, quando le colline le vedevo forse col binocolo.
Non male.
Davvero, niente male.
Ci vorrebbe una garetta, magari una garetta veloce. 
Uno sprint.

Aggiornamento ore 15:39 

Macchè sprint!!
70.3 o medio. O tutto o niente. Eccheccazzo.
Mi sono appena iscritta. 
Fra, diciamo, 20 giorni?!
Diciamo. 

lunedì 20 maggio 2013

Nel nome del ciglio

Dovrebbe essere "figlio", ma sono sicura che Nostro Signore non se ne farà un cruccio.
L'intenzione era buona e se poi al posto di "figlio" è venuto fuori "ciglio", e la mamma si è sbellicata dalle risate, beh, ecco.. c'è di peggio. Lui ci mette impegno, proprio come me. Mi somiglia in questo. Si impegna in tutto quel che fa', anche i disastri.
Lui è così: micidiale ma simpaticamente disarmante.
Impegnativo ma anche dotato, che sia per la musica (canta sempre), che sia per la risata (ogni frase è un piccolo boato di simpatia), che sia per lo sport (è un discreto velocista e ha una resistenza notevole) ancora non lo sappiamo.
Ma dotato lo è senz'altro.

Passata la passata di varicella (io son sempre in forse), all'asilo siamo in allerta scarlattina.
Se si fa' anche questa, non mi resta che prenotare il Cammino di Compostela e portarcelo. Chissà che non serva.

Nel frattempo, io corro, pedalo (poco) e dimagrisco.
Ieri nel vedere i numerini sulla bilancia ho avuto un attimo di incredulità, anche se nell'indossare i pantaloncini da running e nel trovarmeli larghi addosso, me lo aspettavo.
Ho perso ancora un bel mezzo chilo.
In tutto da gennaio siamo a -5, che in quattro mesi non son pochi e, tutto sommato, se pur son stata ben contenta di perderne due, toh, anche tre, di più non era il caso.

Sarà un po' per questo, sarà per il nuovo taglio di capelli, un po' punk, ma oggi in piscina il tipetto, in corsia, mi complimentava, facendo un po' il cascamorto e un po' lo splendido, sfoggiando una rana dalla spinta davvero invidiabile.

Avrei voluto dirgli che a casa ho un figlio di tre anni e un marito siculo, ma poi mi son detta di non farmi il romanzetto Harmony.
Quando l'ho trovato fuori dalla porta, con la mano sulla maniglia, pronto ad aprirmela, col suo bel sorriso smagliante e l'occhiata sorniona, ho capito che non avevo sbagliato.

Tu chiamale, se vuoi, intuizioni.

giovedì 9 maggio 2013

Abile e arruolabile

La visita medico sportiva, una volta l'anno, è un appuntamento che mi mette sempre un po' d'ansia, penso nella sala d'aspetto piena di uomini.

Le domande sono sempre quelle, le risposte più o meno anche, io sono sempre io e so che saltellare sul gradino per cinque minuti non è poi questa grande fatica, però resta sempre il fatto che gli anni passano e temo sempre qualche novità.
Ma anche stavolta è andata bene.
"Non sembra aver faticato troppo" dice il dottore, leggendo il tracciato dell'elettrocardiogramma, con tutto che mi ha fatto salire e scendere dal gradino più a lungo del previsto.
Gli lancio un'occhiata interrogativa dal lettino, dove sono sdraiata, con addosso solo le mutandine.
L'assistente, che è un ragazzo giovane, uscendo ha già fatto la bella figura di sbattere la faccia nella porta, nell'allungare il collo per dare una sbirciata.
Il dottore gli ha borbottato dietro qualcosa che non ho afferrato, ma il tono era inequivocabile.
Mi sono permessa un sorrisetto, anche se non capisco cosa ci sia da sbirciare. 

Ormai il nudo femminile è talmente sdoganato che non vedo proprio cosa ci sia da guardare in una donna normale, con un fisico normale, che fa' una visita medico sportiva.
Il dottore no. Non c'è niente di equivoco o poco professionale nel suo sguardo e nelle sue mani; non come qualche anno fa' quando mi sono, mio malgrado, sentita palpeggiare dal cretino di turno.
Niente di che, se non per il fatto che era assolutamente evidente il compiacimento del tizio in questione per la palpatina "rubata".
Che parlando di molestie, uno si aspetta chissà che, invece poi si ritrova con un medico cretino che approfitta di una particolare situazione e si fa' una ghignata soddisfatta.

Comunque, anche questa è fatta ed è andata bene.
"Per cosa le serve il certificato?" mi chiede il dottore.
"Per triathlon e atletica leggera".
"Triathlon? Che è..?".
"Nuoto, bici e corsa" Anche qui, mi scappa un po' una risatina, che si vede che il dottore è abituato al calcio, piuttosto che..

Comunque, sono abile, arruolabile e ufficialmente autorizzata a faticare.
Domenica. 


giovedì 2 maggio 2013

Sciamonìmonblan, triathlon e altre amenità..

Se chiedi a Ico qual è il suo posto preferito, ti risponde Sciamonìmonblan, così, tutto intero, senza pause di riflessione. D'altro canto lui non è un tipo riflessivo, ma attivo casomai.
Me ne ha dato ampia dimostrazione ieri sera al parchetto dietro casa, dove si è tirato su a braccia con la corda su un asse inclinato lungo tre metri per  poi infilarsi impavido sul ponte di corde, dove cerco di guidarlo, ma anche lì, si scosta infastidito " 'accio io!" esclama.

Abbiam trovato il nostro posticino per l'estate e credo che andrà bene: potrò anche nuotare e tentare qualche allenamento in bici.
Sarà dura la settimana in cui il Principe consorte correrà la PTL, ma qualche santo provvederà.. Non mi voglio agitare adesso tanto più che, agitandomi agitandomi, mi è venuta pure l'orticaria.

Pomfi rossi su tutta la schiena e il torace, prurito e.. come prima prescrizione medica, il riposo assoluto!

Assoluto per me è un termine relativo, così ieri comunque ho corso 12 bellissimi chilometri di collinare impegnativo, a una buona media, senza particolare impegno, il che non mi sorprende neanche più di tanto dato che son dimagrita ancora. Mangio poco e si vede.
A parte tutto, sembra che la forma ci sia.
E' la continuità della condizione a mancare.

Anche qui vedremo: il 12 ho la mia prima gara di triathlon della stagione (in mare!) e, sempre se riusciamo ad arrivarci (nel frattempo anche il BMW ha reso l'anima al signore delle autovetture), mi piacerebbe riuscire a fare una gara decente.
No, non è vero.
Più che altro mi piacerebbe divertirmi a fare triathlon.
Che mi piace parecchio.

Mi da' delle belle sensazioni.
Mi diverte.
Col nuoto sono a posto, la bici è un po' approssimativa ma si fa', la corsa se la giornata è buona può darmi anche delle belle soddisfazioni.

Dai, che grane a parte, si comincia!
E pomfi a parte, son contenta.