che poi era il titolo dell'album di un certo Bryan Adams, che quell'estate mi sono sentita e risentita fino alla noia.
Ma si sa, a diciassette anni, le cose belle sembrano sempre belle e senza difetti.
Anche adesso però.
Difetti non ne vedo ancora.
Grossi difetti non ne trovo ancora.
C'è qualche piccolo aggiustamento da fare, certo, e bisogna pensare anche alla ricerca di una routine quotidiana che funzioni bene per tutti, ma se c'è una specialità in cui sappiamo di eccellere, il Principe consorte ed io, è proprio l'organizzazione.
Mentre Ico è alle prese con il grembiulino nuovo e nuovi amichetti all'asilo, nuove esperienze e la sua nuova maestra, noi siamo alle prese con gli scatoli (ancora parecchi) da mettere a posto.
La casa è piccina ma funzionale: tutto a posto nel posto giusto e con un po' di attenzione e di cura sarà persino più facile da gestire e piacevole da vivere.
Siamo stanchi, stanotte mi sognavo gli scatoloni da svuotare e i vetri da lavare. Le mille cose che inizio e che pian piano finirò.
Per ora mi godo il profumo del biancospino in fiore quando vado a correre sulla collina dietro casa e mentre ieri affrontavo la mia prima uscita in bici, 50 km di collinare bello tosto, sorridevo pensando alle nuove possibilità, agli amici di allenamento più vicini, ai nuovi incontri.
Alla vita nuova.
Siamo usciti dal tunnel, siamo usciti dall'inverno.
Per ora, tutto bene.
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lunedì 15 aprile 2013
mercoledì 20 marzo 2013
Carne al fuoco
A me la Legge di Murphy mi fa’ un baffo… è un
periodo, cazzo, anche se a pensarci bene, è da un po’ che dura ‘sto periodo.
Da un annetto circa e non sembra che voglia mollarla lì tanto presto.
Da un annetto circa e non sembra che voglia mollarla lì tanto presto.
È un periodo. È la vita.
Esprime una rassegnazione che non è nelle mie corde.
Non sono mai stata una persona paziente, ma lo sto diventando.
Sto diventando un fottuto bonzo.
OHMMMMMMMMMMMMMMM
Esprime una rassegnazione che non è nelle mie corde.
Non sono mai stata una persona paziente, ma lo sto diventando.
Sto diventando un fottuto bonzo.
OHMMMMMMMMMMMMMMM
Ricapitolando: due giorni a casa con l’ennesima
influenza catarrosa, domenica ho una mezza che solo Dio sa come correrò, Ico ha
avuto anche lui un week end di febbre altissima e non dorme di notte (quindi
manco io), ho un piede con un simpatico inizio di fascite plantare e l’altro
con una dolorosa recidiva borsite sull’alluce valgo (sempre a proposito della
famosa mezza maratona di domenica).
Ho dimenticato qualcosa?!
Ho dimenticato qualcosa?!
Ah, si, ieri sera si è guastata la caldaia e io ho
pensato: “Menomale che non è gennaio…” (in perfetto bonzo-style!), sono andata
a prendere la legna per la stufa, ho scaldato pentole e pentoloni di acqua per
lavarci tutti e ho messo a Ico la tuta pesante di pile per dormire (no, vabbè
neve a parte non fa’ così tanto freddo, ma dato che ha avuto la febbre…).
Stamattina, sfebbrato, lo porto all’asilo dopo che
mi ha piantato una pezza allucinante per mettersi le mutande (solo blu le
vuole) anziché il pannolo-mutanda e la simpatica addetta al ricevimento bimbi
che poi è mia cugina (che fa’ in pratica la bidella, ma non glielo dire che s’incazza)
mi storce il naso perché potrebbe anche capitare l’incidente. Certo che capita, se non lo porti a far
pipì con regolarità.
Ma non me la prendo neanche più: siamo una famiglia di simpaticoni, ve l’ho già detto.
E poi, se lui vuole mettersi le mutande e nei due giorni che è stato a casa con me problemi non ce ne sono stati, io gli devo mettere il pannolino perché tu non lo vuoi portare a far pipì???!!!
Che palle.
Ma non me la prendo neanche più: siamo una famiglia di simpaticoni, ve l’ho già detto.
E poi, se lui vuole mettersi le mutande e nei due giorni che è stato a casa con me problemi non ce ne sono stati, io gli devo mettere il pannolino perché tu non lo vuoi portare a far pipì???!!!
Che palle.
E fra 17 giorni ho il trasloco. IL TRASLOCO:
inscatola tutto e rimetti a posto tutto.
Un Ironman?! Io me la rido.
lunedì 21 gennaio 2013
Normale amministrazione
Ho nuotato e ho corso.
Di più non si può dire, che siam rimasti comunque tappati in casa con Ico e la sua febbre a 38, che poi magicamente il lunedì mattina sparisce.
Ma dicevo, ho nuotato.
Sabato ho fatto un allenamento di 4 chilometri, senza pensieri. Incurante del raffreddore, del mal di gola, che se aspetto che mi passino, per combinar qualcosa, è primavera.
Nel costumino nuovo rosso, palette, pull boy e buona volontà, in un'ora e mezza ho completato la distanza. Avendo inserito anche molta tecnica, il tempo finale non mi deve dire niente, se non che quel 3.800 lo posso fare. Con la muta, in mare, poi.. non è niente di impossibile.
E già mi sento (un filino) rassicurata.
Domenica mattina una copiosa nevicata mi ha costretto ad un'andatura prudente.
Rispolverate le scarpe da trail running, svegliato il Principe consorte ad un'ora crudele e insolita per lui siam partiti sotto i fiocchi di neve che scendevano copiosi.
Solo noi sull'asfalto bianco, con dieci centimetri buoni di bianco mantello, e un pandino rovesciato a ruote in su nel fosso.
Un momento di pausa, giusto per accertarsi che non ci fosse più nessuno a bordo (che io di notte, voglio dormire con la coscienza a posto), e poi via.. Neve fino alle caviglie e fatica fino a dove gli spazzaneve son già passati. Ora si corre meglio, senza dover alzare le ginocchia sotto il mento, perlomeno.
Scambio qualche commento col mio gentile consorte, ma per lo più corriamo in silenzio, vicini, in una simbiosi e un'armonia che nel quotidiano è difficile raggiungere.
15 chilometri che riusciamo a fare pure in progressione. Le gambe sono stanche, ho pure una vescica al piede, ma alla fine, come sempre, dopo la mia iniezione di endorfine, sono contenta e un poco euforica.
Siamo stati bravi e per festeggiare oggi, il nostro anniversario privatissimo, preparo anche una crostata alle arance che mi riesce bene.
Tutto sommato non è andata neanche malissimo, dai...
Di più non si può dire, che siam rimasti comunque tappati in casa con Ico e la sua febbre a 38, che poi magicamente il lunedì mattina sparisce.
Ma dicevo, ho nuotato.
Sabato ho fatto un allenamento di 4 chilometri, senza pensieri. Incurante del raffreddore, del mal di gola, che se aspetto che mi passino, per combinar qualcosa, è primavera.
Nel costumino nuovo rosso, palette, pull boy e buona volontà, in un'ora e mezza ho completato la distanza. Avendo inserito anche molta tecnica, il tempo finale non mi deve dire niente, se non che quel 3.800 lo posso fare. Con la muta, in mare, poi.. non è niente di impossibile.
E già mi sento (un filino) rassicurata.
Domenica mattina una copiosa nevicata mi ha costretto ad un'andatura prudente.
Rispolverate le scarpe da trail running, svegliato il Principe consorte ad un'ora crudele e insolita per lui siam partiti sotto i fiocchi di neve che scendevano copiosi.
Solo noi sull'asfalto bianco, con dieci centimetri buoni di bianco mantello, e un pandino rovesciato a ruote in su nel fosso.
Un momento di pausa, giusto per accertarsi che non ci fosse più nessuno a bordo (che io di notte, voglio dormire con la coscienza a posto), e poi via.. Neve fino alle caviglie e fatica fino a dove gli spazzaneve son già passati. Ora si corre meglio, senza dover alzare le ginocchia sotto il mento, perlomeno.
Scambio qualche commento col mio gentile consorte, ma per lo più corriamo in silenzio, vicini, in una simbiosi e un'armonia che nel quotidiano è difficile raggiungere.
15 chilometri che riusciamo a fare pure in progressione. Le gambe sono stanche, ho pure una vescica al piede, ma alla fine, come sempre, dopo la mia iniezione di endorfine, sono contenta e un poco euforica.
Siamo stati bravi e per festeggiare oggi, il nostro anniversario privatissimo, preparo anche una crostata alle arance che mi riesce bene.
Tutto sommato non è andata neanche malissimo, dai...
venerdì 21 dicembre 2012
Fratelli
Poveri noi, il giorno del nostro "mesiversario" ce lo siamo ricordati una volta crollati nel letto, praticamente the day after.
Naturalmente per stanchezza, che non siamo ancora arrivati al "che barba che noia"..!
Ieri, mentre insegnavo alla Bozzola come si prepara lo zabaione e la sorvegliavo nella rottura delle uova che lei esegue con maestria ('sti figli assomigliano tutti a lui, interessatissimi alla cucina e abilissimi tra i fornelli), pensavo a com'è difficile spiegare a un bimbo di quasi tre anni che sua sorella ha un'altra mamma.
Li osservo ma non ci sono cenni di difficoltà nel loro rapporto, che è molto spontaneo, fatto di tanti sorrisi, di fiducia incondizionata da parte di Ico e di curioso interesse da parte della Bozzola.
Nonostante la differenza d'età, si somigliano: non fisicamente, ma nei gesti, nei gusti, negli atteggiamenti. Si piacciono. Per ora.
Anche a me piaceva mia sorella.
Non smetto di pensare che abbiamo delle grosse responsabilità come genitori, nei loro confronti e mai come quest'anno me ne rendo conto.
Avrei solo un piccolo desiderio da realizzare quest'anno, e non si tratta di gare, di tempi, di eclatanti performances sportive, ma soltanto (e chiedo poco.. eh) di rendere questa nostra famiglia ancora più omogenea, da allargata che è che diventi un pochino più stretta.
E' difficile e non è che posso (e devo) fare tutto io, ma se qualcuno mi aiuta di riuscire a crescere due fratelli, piuttosto che due estranei. Si, sarebbe proprio bello.
Ah.. visto che non ci sentiremo per un po'.. Buon Natale!.
Naturalmente per stanchezza, che non siamo ancora arrivati al "che barba che noia"..!
Ieri, mentre insegnavo alla Bozzola come si prepara lo zabaione e la sorvegliavo nella rottura delle uova che lei esegue con maestria ('sti figli assomigliano tutti a lui, interessatissimi alla cucina e abilissimi tra i fornelli), pensavo a com'è difficile spiegare a un bimbo di quasi tre anni che sua sorella ha un'altra mamma.
Li osservo ma non ci sono cenni di difficoltà nel loro rapporto, che è molto spontaneo, fatto di tanti sorrisi, di fiducia incondizionata da parte di Ico e di curioso interesse da parte della Bozzola.
Nonostante la differenza d'età, si somigliano: non fisicamente, ma nei gesti, nei gusti, negli atteggiamenti. Si piacciono. Per ora.
Anche a me piaceva mia sorella.
Non smetto di pensare che abbiamo delle grosse responsabilità come genitori, nei loro confronti e mai come quest'anno me ne rendo conto.
Avrei solo un piccolo desiderio da realizzare quest'anno, e non si tratta di gare, di tempi, di eclatanti performances sportive, ma soltanto (e chiedo poco.. eh) di rendere questa nostra famiglia ancora più omogenea, da allargata che è che diventi un pochino più stretta.
E' difficile e non è che posso (e devo) fare tutto io, ma se qualcuno mi aiuta di riuscire a crescere due fratelli, piuttosto che due estranei. Si, sarebbe proprio bello.
Ah.. visto che non ci sentiremo per un po'.. Buon Natale!.
mercoledì 19 dicembre 2012
La fine del tunnel
Non lo posso ancora dire ad alta voce ma... forse stiamo uscendo dall'incubo.
L'incubo lo so io cos'è e tanto mi basta.
Era cominciato nel gennaio del 2012 e si è trascinato, toccando vette di cattiveria e abissi di degrado morale nel fine estate, inizio autunno: la piena è arrivata a settembre e a ottobre, giusto in tempo per il mio compleanno.
Se mi avessero predetto quello che è effettivamente accaduto, mi sarei fatta beffe di.. ma ecco, se non altro ho imparato che l'imprevedibile accade e che la fiducia è un bene da accordare con molta parsimonia.
Ho anche capito che, per quanto razionalmente non abbia alcun senso, le percezioni "di pelle", le sensazioni, quel brivido di simpatia/antipatia, entusiasmo/prudenza, è fondamentale in qualunque scelta, non solo nel comprarsi le scarpe nuove da running.
Ho imparato che il mio istinto capisce molto prima del mio intelletto e che per destreggiarmi in questo mondo devo imparare a usare meglio anche questa risorsa.
Sembrerà cretino arrivarci a 36 anni, ma forse è davvero meglio tardi che mai.
La telefonata di ieri sera ha dissipato le ombre: se non abbiamo vinto, almeno siamo sulla buona strada.
E' finito il tempo delle minacce, è finito il tempo delle pretese.
Sentire la paura scivolare via di dosso e pensare di avere altre opportunità, pensare di poter fare delle scelte, che siano anche solo archiviare tutta quanta la faccenda in fondo al cuore, è liberatorio.
Si, lo so… non è finita finchè non è finita, però siamo arrivati al 35° chilometro sani e salvi (passatemi la metafora podistica), davanti a noi ancora sette chilometri (sette mesi?) e poi possiamo varcare quel traguardo (quella soglia!).
È un viaggio che non avrei mai voluto fare, ma non ho avuto scelta se non soccombere a quello che mi veniva imposto, ancora una volta, e mi è impossibile ignorarne le conseguenze. È una ferita che non guarirà mai bene fino in fondo, sarà sempre come aver male qualche osso, quando cambia il tempo..
Ma anche questo fa’ parte del viaggio e posso dirmi contenta, oggi, se siamo arrivati a vedere la fine del tunnel.
mercoledì 14 novembre 2012
santa pazienza
Ok, mi piacerebbe lasciare lì in bella vista il mio ultimo post, così come sarebbe bello avere solo bei ricordi, vivere solo momenti di gioia e non avere mai cattivi pensieri, problemi, scocciature e noie, che sono invece all'ordine del giorno.
E non sto mica parlando a caso, eh...
Oggi per esempio, che con Ico che ha la febbre a 39 e un occhio pieno di sangue (sembra che l'abbiano menato per l'ennesima volta all'asilo) in perfetto stile Dracula, qualche pensierino me lo da'...
Altri pensierini me li da' per esempio la direttrice di quel cavolo di asilo o scuola dell'infanzia che dir si voglia: una cretina come ce ne sono poche.
Tra cazzi e mazzi di varie specie, mi è saltato l'allenamento in pista, ma non posso neanche protestare perchè il Principe consorte si è alzato alle 05:30 per correre e soprattutto per permettere a me di correre in pausa pranzo.
E' rimasto a casa a fare il papà a tempo pieno, un lavoro che svolge in maniera superlativa, come tutto il resto, non c'è dubbio.
Altro che lamentarmi, non posso far altro che ringraziare, ringraziare, ringraziare.
Onore al merito.
Senza di lui, non avrei modo di pensare a niente di più che mettere insieme pranzo e cena, altro che Elbaman l'anno prossimo...!
Anche se la sua proposta di allenamento sul nuoto mi spaventa un po'...(8 km al giorno e mi potrebbero saltar via le braccia...).
Ultimo giro di giostra, prima dell'appuntamento di domenica:3 km riscaldamento a 4'50'' (solo perchè avevo il vento a favore..), variazioni di ritmo 1' forte e 1' recupero (a 5m/km) per 16 volte.
Tutto il ritorno col vento contro. Accidenti, la fatica...
E non sto mica parlando a caso, eh...
Oggi per esempio, che con Ico che ha la febbre a 39 e un occhio pieno di sangue (sembra che l'abbiano menato per l'ennesima volta all'asilo) in perfetto stile Dracula, qualche pensierino me lo da'...
Altri pensierini me li da' per esempio la direttrice di quel cavolo di asilo o scuola dell'infanzia che dir si voglia: una cretina come ce ne sono poche.
Tra cazzi e mazzi di varie specie, mi è saltato l'allenamento in pista, ma non posso neanche protestare perchè il Principe consorte si è alzato alle 05:30 per correre e soprattutto per permettere a me di correre in pausa pranzo.
E' rimasto a casa a fare il papà a tempo pieno, un lavoro che svolge in maniera superlativa, come tutto il resto, non c'è dubbio.
Altro che lamentarmi, non posso far altro che ringraziare, ringraziare, ringraziare.
Onore al merito.
Senza di lui, non avrei modo di pensare a niente di più che mettere insieme pranzo e cena, altro che Elbaman l'anno prossimo...!
Anche se la sua proposta di allenamento sul nuoto mi spaventa un po'...(8 km al giorno e mi potrebbero saltar via le braccia...).
Ultimo giro di giostra, prima dell'appuntamento di domenica:3 km riscaldamento a 4'50'' (solo perchè avevo il vento a favore..), variazioni di ritmo 1' forte e 1' recupero (a 5m/km) per 16 volte.
Tutto il ritorno col vento contro. Accidenti, la fatica...
giovedì 12 luglio 2012
05:35
...che poi è l'ora in cui mi alzo per andare a correre.
Anche stamattina, da sola, sulla strada porta alla poco allettante zona "dei capannoni", tra un autotreno che mi passa troppo vicino per i miei gusti e una macchina guidata da un incredulo ragazzetto con gli occhi ancora pieni di sonno, pensavo che correrò qui ancora per poco.
Non che mi dispiaccia questo, sia chiaro. E' molto meglio correre tra i vigneti ordinati delle colline dove andremo a vivere, dove ritorneremo, ad essere precisa.
Perchè quattro anni fa' siam partiti proprio da lì e ci siamo allontanati a malincuore.
Si vede che era destino...
Si chiude un ciclo e se ne apre un altro: non sono pentita ma terribilmente delusa e proprio dalle persone da cui mi sarei aspettata, casomai, una mano d'aiuto.
Si dice che il sapore acre della delusione serva a crescere: può essere, ma ne avrei fatto a meno.
Intanto mi rincuoro col pensiero che ieri, il Tubo e il Principe consorte sono andati a completare le pratiche d'iscrizione all'asilo, "dai bimbi" per dirla col Tubo.
Tutto benissimo, si è già fermato volentieri a giocare con i suoi nuovi compagnetti e le bambine se lo son preso in custodia, da brave mammine.
L'inserimento dovrebbe essere meno traumatico delle funeree previsioni delle maestre. Che poi "Che posso fare?" penso mentre corro "O si inserisce, o si inserisce".
Non è che posso portarmelo in ufficio da settembre.
Stamattina c'è meno vento del solito, ma le gambe non vanno benissimo.
Sono stanca ed ho evidentemente troppi pensieri che mi frullano in testa per potermi concentrare sulla corsa.
Corro e basta ed è già qualcosa di positivo: una certezza in questo momento di instabilità.
Domani avremo delle risposte che determineranno alcune scelte importanti.
Finalmente, una liberazione.
Non vedo l'ora di finire e devo ancora iniziare, proprio come quando vado a correre.
Sono le sei e mezza e ho finito l'allenamento.
Ora comincia la mia giornata e devo anche chiamare il tappezziere per ripristinare i cuscini del divano che ho distrutto nel tentativo di lavarli.
Devo ancora iniziare e non vedo l'ora di finire...
Anche stamattina, da sola, sulla strada porta alla poco allettante zona "dei capannoni", tra un autotreno che mi passa troppo vicino per i miei gusti e una macchina guidata da un incredulo ragazzetto con gli occhi ancora pieni di sonno, pensavo che correrò qui ancora per poco.
Non che mi dispiaccia questo, sia chiaro. E' molto meglio correre tra i vigneti ordinati delle colline dove andremo a vivere, dove ritorneremo, ad essere precisa.
Perchè quattro anni fa' siam partiti proprio da lì e ci siamo allontanati a malincuore.
Si vede che era destino...
Si chiude un ciclo e se ne apre un altro: non sono pentita ma terribilmente delusa e proprio dalle persone da cui mi sarei aspettata, casomai, una mano d'aiuto.
Si dice che il sapore acre della delusione serva a crescere: può essere, ma ne avrei fatto a meno.
Intanto mi rincuoro col pensiero che ieri, il Tubo e il Principe consorte sono andati a completare le pratiche d'iscrizione all'asilo, "dai bimbi" per dirla col Tubo.
Tutto benissimo, si è già fermato volentieri a giocare con i suoi nuovi compagnetti e le bambine se lo son preso in custodia, da brave mammine.
L'inserimento dovrebbe essere meno traumatico delle funeree previsioni delle maestre. Che poi "Che posso fare?" penso mentre corro "O si inserisce, o si inserisce".
Non è che posso portarmelo in ufficio da settembre.
Stamattina c'è meno vento del solito, ma le gambe non vanno benissimo.
Sono stanca ed ho evidentemente troppi pensieri che mi frullano in testa per potermi concentrare sulla corsa.
Corro e basta ed è già qualcosa di positivo: una certezza in questo momento di instabilità.
Domani avremo delle risposte che determineranno alcune scelte importanti.
Finalmente, una liberazione.
Non vedo l'ora di finire e devo ancora iniziare, proprio come quando vado a correre.
Sono le sei e mezza e ho finito l'allenamento.
Ora comincia la mia giornata e devo anche chiamare il tappezziere per ripristinare i cuscini del divano che ho distrutto nel tentativo di lavarli.
Devo ancora iniziare e non vedo l'ora di finire...
mercoledì 11 aprile 2012
Tempus fugit
Venerì sera, subito dopo la pappa, io e il Tubo
siamo andati a fare un giretto a piedi, approfittando della bella serata e
delle temperature miti.
Raggiungiamo la magione degli augusti genitori e
poi ce ne ritorniamo verso casa.
Nel mentre il Tubo chiacchera coi sassi del vialetto sterrato che conduce a casa dei miei, ulula indicando i gatti del vicino e corre. Si, corre. Lui ha una sola andatura: di corsa e possibilmente a manetta. Non è una strada di grande transito e ho possibilità di vedere ogni automobile che passa, quindi lo lascio piuttosto libero di scapicollarsi.
Nel mentre il Tubo chiacchera coi sassi del vialetto sterrato che conduce a casa dei miei, ulula indicando i gatti del vicino e corre. Si, corre. Lui ha una sola andatura: di corsa e possibilmente a manetta. Non è una strada di grande transito e ho possibilità di vedere ogni automobile che passa, quindi lo lascio piuttosto libero di scapicollarsi.
Naturalmente quando il Tubo è in circolazione,
tutti i vicini di casa, appena possono, escono a salutarlo, cosa che se
all’inizio mi dava un po’ fastidio, adesso mi diverte. Lui è veramente
socievole: salta letteralmente in braccio a tutti e distribuisce baci a destra
e a manca.
Così, quando arriva sparata una macchina sportiva,
lo prendo saldamente per mano e ci facciamo da parte. La vettura si ferma a
pochi metri da noi inchiodando e si parcheggia negli adorati tulipani della
vicina. Si apre lo sportello e ne scende un ragazzo alto e moro che si dirige sorridendo
verso di noi. Lo riconosco solo per via del sorriso, perché tutto il resto mi è
piuttosto estraneo.
Si accoscia nei suoi jeans aderenti e chiama il
Tubo a gran voce. Il Tubo, neanche a dirlo,si sgancia dalla mia mano e gli vola addosso.
Tubano per un buon minuto prima di ritornare a considerarmi. Il tipo mi sorride tenendo sempre in braccio il Tubo che ora si divincola energicamente. “Oppa!” gli dice, per essere messo giù.
Giulio, chiamiamolo così, lo accontenta e posa il Tubo per terra.
Tubano per un buon minuto prima di ritornare a considerarmi. Il tipo mi sorride tenendo sempre in braccio il Tubo che ora si divincola energicamente. “Oppa!” gli dice, per essere messo giù.
Giulio, chiamiamolo così, lo accontenta e posa il Tubo per terra.
Lo conosco da quando aveva otto anni e, quando
tornavo a casa dall’università, mi stava sempre alle costole. Un bambinetto che
già allora aveva un sorriso da marpione. Faccio un rapido e calcolo e immagino
che abbia sui 23 anni.
Era veramente da tanto tempo che non lo vedevo e mi
sembra incredibile che si sia trasformato in questo giovane uomo.
Ci facciamo gli auguri, mi chiede come stiamo e
poi, io e il Tubo lo lasciamo andare al suo aperitivo. Mentre lo guardo andar
via agitando la mano in un saluto, mentre tengo il Tubo per mano, non posso
fare a meno di sentirmi decrepita.
E chissà come sentirò quando sarà il Tubo a
scorrazzare allegramente in giro per queste strade…!
venerdì 30 settembre 2011
La banda dell'ospizio
Nessuno mi ha salvata dalle ripetute in pista, ieri sera.
Sui mille e due: tre giri di pista, un brutto lavoro, troppo lungo. “Cinque per 1.200 più un mille a tutta”. A tutta, cosa? (Avrei voluto chiedere, ma sono stata zitta e ho subìto).
Non ho sofferto nemmeno troppo, ma le gambe non si sono ancora riprese del tutto e ieri sera, dopo lo sforzo, mi facevano male.
Considerato che domenica ho una mezza maratona da correre, direi che di più non si poteva fare e sempre in vista della succitata mezza, oggi potrei pure concedermi una giornata di riposo (forse).
Sui mille e due: tre giri di pista, un brutto lavoro, troppo lungo. “Cinque per 1.200 più un mille a tutta”. A tutta, cosa? (Avrei voluto chiedere, ma sono stata zitta e ho subìto).
Non ho sofferto nemmeno troppo, ma le gambe non si sono ancora riprese del tutto e ieri sera, dopo lo sforzo, mi facevano male.
Considerato che domenica ho una mezza maratona da correre, direi che di più non si poteva fare e sempre in vista della succitata mezza, oggi potrei pure concedermi una giornata di riposo (forse).
Il nuoto è stato temporaneamente sospeso mentre la bici, anche per via di queste belle giornate, è tornata in auge.
Sabato scorso, dopo aver furiosamente litigato con Principe consorte non mi ricordo nemmeno più bene per quale motivo, ho inforcato il mio potente mezzo e sono andata a farmi un bel giro da sola.
Che splendida sensazione di libertà e serenità, filare per le strade di campagna… o questo almeno finché non sono incappata nel solito ventaccio cattivo e contrario e in un paio di camion che mi hanno fatto uno sfilo pazzesco.
Così, ho deciso di andare a trovare l’amata nonna alla casa di riposo dove si intrattiene con altri arzilli coetanei.
All’ingresso nel bel parco della villa, tutti i nonnetti che erano fuori a prendere il sole, sgranano gli occhi (e gli occhiali) per vedere chi era la pazza vestita da ciclista che stava entrando.
Grandi feste da tutti: sono stata accolta come Fausto Coppi dopo una vittoria. Mancava giusto lo champagne.
Ma che bella di qua, che magra di là, ma che sportiva, ma che meraviglia di nipote, che hai Margherita…! Ma che bella bicicletta..! (eh, non ci vedono!!)
Naturalmente sanno tutto delle mie “imprese” sportive e sono senz’altro i miei più affezionati fans. La banda dell’ospizio. Potrei fondare una nuova squadra di triathlon per over 70.
Così, ho deciso di andare a trovare l’amata nonna alla casa di riposo dove si intrattiene con altri arzilli coetanei.
All’ingresso nel bel parco della villa, tutti i nonnetti che erano fuori a prendere il sole, sgranano gli occhi (e gli occhiali) per vedere chi era la pazza vestita da ciclista che stava entrando.
Grandi feste da tutti: sono stata accolta come Fausto Coppi dopo una vittoria. Mancava giusto lo champagne.
Ma che bella di qua, che magra di là, ma che sportiva, ma che meraviglia di nipote, che hai Margherita…! Ma che bella bicicletta..! (eh, non ci vedono!!)
Naturalmente sanno tutto delle mie “imprese” sportive e sono senz’altro i miei più affezionati fans. La banda dell’ospizio. Potrei fondare una nuova squadra di triathlon per over 70.
Devo andare più spesso a trovare mia nonna.. fa’ senz’altro bene all’umore!
mercoledì 7 settembre 2011
Fuga dal (nel) mondo dei sogni
Stamattina, mentre stavo sulla macchinina in direzione “buio e noioso posto delle grane”, ho visto i camion betoniera che costeggiavano la ferrovia, a circa un chilometro e mezzo di distanza e si andavano ad infilare nella carraia che costeggia i campi circostanti.
A volte ritornano, i pannelli solari intendo, perché quando dieci camion betoniera sfilano in processione alle 08.00 del mattino per scaricare il loro contenuto, beh.. o stanno costruendo un nuovo centro commerciale o stanno cementificando lo scavo per i pannelli solari del cazzo.
Si, pannelli del cazzo.
Io li adoro i pannelli: li uso e li ho usati in vacanza, dove a
Dicevo, “adoro” i pannelli, ma quelli che se ne stanno sopra ai tetti, agli edifici commerciali, alle tettoie dei parcheggi, non quelli conficcati nel terreno cementificato, che diventa irrecuperabile.
Questo come premessa, perché ogni volta che guardo veramente e “vedo” quello che ho intorno mi deprimo, anzi no, mi infastidisco, perché non mi piace: non mi piace per niente.
E ogni volta che andiamo via, abbiamo sempre meno voglia di tornare in questa casa, che in realtà è solo un posticino, neanche troppo confortevole, dove, per il momento, dobbiamo stare. Perché?
Perché il Tubo è ancora troppo piccolo (leggi non autonomo), e io ho ancora bisogno di un lavoro tranquillo.
Il Principe consorte ogni tanto morde il freno, ma facciamo progetti.
Il Principe consorte ogni tanto morde il freno, ma facciamo progetti.
Fuga. Fuga in un mondo da sogno.
mercoledì 15 giugno 2011
miciomiciobaubau
Ispirata dal post di Gnappetta, stamattina ho mandato al Principe Consorte un messaggio grondante miele purissimo.
Una volta tanto.
Una volta tanto.
A lui non piacciono i messaggi, infatti la risposta, rigorosamente verbale, è stata “ E non potevi telefonarmi?”.
Dopo questa doccia fredda, mi ha riattaccato il telefono in fretta e furia, perché lui e il Tubo stavano facendo la marmellata di pesche. In sottofondo, in effetti, si sentiva il Tubo che cianciava a pieni polmoni le sue sillabe monche, ché lui non riesce ancora a dire le parole intere.
Dopo questa doccia fredda, mi ha riattaccato il telefono in fretta e furia, perché lui e il Tubo stavano facendo la marmellata di pesche. In sottofondo, in effetti, si sentiva il Tubo che cianciava a pieni polmoni le sue sillabe monche, ché lui non riesce ancora a dire le parole intere.
Ha sedici mesi e le uniche parole che pronuncia sono “papà” e “mamma”, con una netta preferenza per papà, che poi suona “babà” e alcune strane accozzaglie di suoni tipo “chioppe chioppe”, “ngè ngè” e “abba”.
Questa mattina era in braccio al nonno che gli diceva “Tubo, prova a dire ACQUA, ACQUA..!”
E lui tutto volenteroso “AAAAbba!”
Mio padre si volta raggiante verso di me: “Semper, il Tubo ha detto Acqua”.
“Papà, ma che dici? Ha detto ABBA”.
“Si, ma l’intezione era dire acqua”.
Ah, vabbè…
Tutto questo per dire che speriamo che la marmellata sia meno dura di quella di ciliegie, sempre realizzata dal Principe Consorte...!
Ma voi direte.. già tanto che te la prepara..!
Ma voi direte.. già tanto che te la prepara..!
E ineffetti, meglio la marmellata che "miciomiciobaubau"..
venerdì 25 marzo 2011
cercando casa...
Sto cercando l’alloggio per le nostre vacanze estive, in montagna, dove si terrà una gara particolarmente importante per il Principe Consorte, così uniamo l’utile al dilettevole.
D’altra parte, la montagna in estate mi piace tanto: poter correre al fresco, abbronzarsi senza sudare, gustare le specialità regionali che sia bresaola o pierrade, senza il rischio d’intossicazione, passeggiare la sera senza zanzare. Che meraviglia: il fresco, il verde, le passeggiate rilassanti sui sentieri comunque poco frequentati, tanto son tutti a fare perennemente shopping.
Trovare una casetta adatta allo scopo si sta rivelando un’impresa ardua. Quest’anno son partita per tempo, ma già molti hanno prenotato.
Il versante francese offre delle proposte a condizioni davvero migliori di quello italiano, case ben attrezzate, ben tenute e confortevoli ma con prezzi decisamente più alti.
Il versante francese offre delle proposte a condizioni davvero migliori di quello italiano, case ben attrezzate, ben tenute e confortevoli ma con prezzi decisamente più alti.
Quello che mi stupisce, e non dovrebbe perché lo so che gli alloggi di montagna sono piccoli, è la ridotta dimensione degli spazi.
Mq 38 abitabili sono pressoché lo standard. Il mio bagno è di 25 mq.
Come faccio a vivere per tre settimane nel mio bagno più un pezzetto?!
Mi accorgo che lo spazio è un vero lusso.Come faccio a vivere per tre settimane nel mio bagno più un pezzetto?!
E anche due bagni, che sono, oggi come oggi, indispensabili.
Praticamente, se vogliamo stare comodi, dato che c’è anche il Tubo da considerare e lui deve imperativamente dormire in una seconda camera, abbiamo bisogno di almeno 80/100 mq.
Mi tocca cercare una reggia...
quanti vizi!!
mercoledì 9 febbraio 2011
pensieri e parole
Il Tubo, con la febbre da vaccinazione a 39, si è esibito nella sua prima passeggiata in completa autonomia e una volta partito non lo fermava più nessuno, nemmeno gli spigoli vivi dei mobili.
Si demolirà ‘sto bimbo o ha qualche possibilità di sopravvivenza?
Sua sorella, la Bozzola, reduce da un’infilata di moltiplicazioni a due e tre cifre e una serie di divisioni complicatissime, per cui ho dovuto rispolverare tutte le mie nozioni di terza elementare, lo filmava con il mio cellulare con strilletti eccitati “Bravo bravo, Tubo vieni qua, vieni là, girati…”
Il Tubo eseguiva con la disinvoltura di un fotomodello.
Sono sbalorditivi.
Ma io mi guardo da fuori, spassionatamente e mi chiedo cosa ci faccio qui, in questa cucina, con la piastrelle che ho decorato io (ma ero io?!).
Ma io mi guardo da fuori, spassionatamente e mi chiedo cosa ci faccio qui, in questa cucina, con la piastrelle che ho decorato io (ma ero io?!).
Queste cose non dovrebbero succedere a me.
Io corro: mica son capace di crescere dei bimbi, di spiegare le divisioni con la virgola, di insegnare ad allacciare le stringhe, di sgridare un bimbo che fa’ i capricci.
Io che sto pensando di darmi alla triplice (e non allenza) perché il mio ginocchio ha dei seri problemi strutturali che non si risolveranno presto e questa sera il fisiatra mi darà una risposta precisa sulle mie reali probabilità di recupero.
E siamo alle solite… si può veramente fare tutto? Essere tutto? E ogni aspetto di questa vita mi riempie di soddisfazione, tranne le otto ore che devo passare in ufficio, anche se ammetto volentieri che son le più rilassanti.
giovedì 3 febbraio 2011
venerdì 31 dicembre 2010
Tiriamo le somme…
Ci sarebbe molto da dire perché quest’anno è stato indimenticabile in ogni senso.
Nelle nostre vite è arrivato il nostro splendido bambino che ci ha dato un’emozione fortissima. Ha portato con sé tanto impegno in più nella mia vita quotidiana, tanta fatica ma anche momenti di gioia pura, amore incondizionato.
La sua venuta al mondo, anche se in maniera traumatica o forse soprattutto per essa, mi ha portato a vivere ogni giorno con più gioia, con più gratitudine e con maggiore consapevolezza.
La sua venuta al mondo, anche se in maniera traumatica o forse soprattutto per essa, mi ha portato a vivere ogni giorno con più gioia, con più gratitudine e con maggiore consapevolezza.
Un bambino ti aiuta a riscoprire una dimensione dell’esistere che era andata perduta.
È stato l’anno della casa nuova.
Finalmente un posto che si possa chiamare a buon titolo “casa”, senza pensare al prossimo trasloco, al successivo trasferimento.
Finalmente un posto che si possa chiamare a buon titolo “casa”, senza pensare al prossimo trasloco, al successivo trasferimento.
Noi che siamo sempre stati un po’ zingari, abbiamo messo delle radici, che speriamo trovino un buon terreno dove stare.
Sempre a proposito di emozioni, come non citare quella fortissima che mi da’ la corsa e ogni aspetto che la riguarda.
Dalla gioia per la condivisione di questa passione con mia sorella alle belle emozioni delle tante gare concluse, delle prestazioni ottenute, dei riconoscimenti modesti ma significativi, della forma fisica ritrovata dopo la gravidanza, senza ansie né paranoie, con più facilità di quanto mi sarei mai aspettata.
Dalla
Ogni medaglia ha il suo lato al rovescio certo: il bimbo porta via tanto tempo, la casa è un impegno economico, la corsa ha i suoi alti e bassi.
Ma complessivamente è stato un anno molto felice, molto fortunato, molto appagante, come meglio non avrei potuto desiderare.
Nell’ingozzarmi di lenticchie a Capodanno, nella flebile speranza di vincere il SuperEnalotto, e nell’ingurgitare zampone per assicurarmi la salute, che con i miei precedenti non si sa mai, mi ritrovo senza nulla da chiedere, senza molto da desiderare per il futuro.
Sono pronta a prendere quello che verrà. Buon Anno.
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