oggi, nonostante il ventaccio gramo, son venuta in ufficio sul mio potente mezzo, la mia rossa Viner.
Mi piace arrivare in volata giù dal cavalcavia e mi piace ancor di più ripartire in salita, zainetto sulle spalle, sapendo che dalle vetrate c'è qualcuno che scuotendo la testa si convince che io sono quella fuori di testa del secondo piano.
quelli fuori di testa, secondo me, son quelli che stanno felici e contenti nelle loro "bare di metallo", tanto per citare il citabile, ma insomma.. a ciascuno il suo.
oggi solo bici, perchè ieri, pur non volendo, mi son tirata il collo sui 14 chilometri di collinare più bello e tosto che la provincia poteva mettere a disposizione.. e, nonostante gli ultimi sette chilometri a chiappe strette, ho migliorato il mio tempo di un minuto abbondante, che potevano pure essere due, chiappe strette a parte.
sbagliando s'impara, è vero, ma porca l'oca, mi chiedo perchè una pizza debba fare di questi guasti e un piatto di canederli, no..!!
l'alimentazione pre-gara è tasto dolentissimo e io la pago salata se non sto più che attenta.
anche lì, ognuno ha i suoi problemi: ginocchia, tendiniti e rotule.. io la panciotta... pazienza!
altra gente deve stare attenta, a come mi guarda per esempio o a come mi sfiora, perchè se anche le intenzioni sono rispettosissime e castissime, il mio PC è lì a guatare... ed è arrivato alla stessa velocità con cui Bolt percorre i suoi 200 metri, ovvero un fulmine di guerra.
era da tempo che non si comportava così: dalla nascita del Tubo era come se si fosse tranquillizzato, come se l'avessi fidelizzato. non è più così e, anche se io non ho alcuna propensione per le storie parallele, né per i mariti, i fidanzati delle altre, né per i ragazzetti che fanno i disinvolti, insomma non ho alcun debole per altri uomini se non per lui, capisco che ci rimane male se sorrido troppo.. ad un altro.
pardon, ma io sorrido spesso e volentieri senza alcun secondo fine se non sorridere per la gioia di esserci, arrivare, gioire, stare bene. e qualche volta sorrido anche se sono triste, così, per ricordarmi come si fa'.
PS: ti amo, testa di pietra (e amo solo te)
giovedì 26 aprile 2012
martedì 24 aprile 2012
hic sunt leones
..e siamo arrivati al finis Africae!!
ok, la smetto di tirarmela col latino e con citazioni prese ad hoc dal "Il nome della rosa", libroe soprattutto film molto sopravvalutati, ma comunque molto più meritevoli di altre opere del genere. splendidi!!!
dicevo, la smetto e dico le cose come stanno...
il fine settimana si è srotolato piuttosto pigramente in una tranquilla località marina, dove non abbiamo nuotato perchè c'erano onde troppo noiose ma abbiamo comunque fatto una bella e lunga corsa domenica mattina, serenamente, senza pressioni di prestazioni, gare e quant'altro.
abbiamo anche parlato e abbiamo persino riso di cuore nel ricordarci episodi di noi appannati dal un bel po' di polvere.
sulla strada verso casa, il principe consorte ha maturato il convincimento che sebbene il triathlon non sia uno sport serio (divertente fin che vuoi ma sempre sciocchezza rimane), l'anno prossimo venturo si cimenterà in una gara col pallino sopra. un Ironman!!
Tanto, che vuoi che sia?! Lui ha corso per centinaia di chilometri, ha corso per una intera giornata di fila... ha corso nella notte, sui colli alpini, nella neve, con la grandine e col vento, col sole a picco... dico, ma che vuoi che sia un IRONman?!
non ha nemmeno torto perciò.. ho preso il pallino al balzo...anche io!!
anche io, cavolo! non voglio stare certo a casa a lucidare le padelle... anche se non ho fatto tutto quello che ha fatto lui.
resta soltanto da decidere la destinazione.
e resta da vedere, chi dei due arriva prima...!
a sto giro, potrei anche farcela
ok, la smetto di tirarmela col latino e con citazioni prese ad hoc dal "Il nome della rosa", libro
dicevo, la smetto e dico le cose come stanno...
il fine settimana si è srotolato piuttosto pigramente in una tranquilla località marina, dove non abbiamo nuotato perchè c'erano onde troppo noiose ma abbiamo comunque fatto una bella e lunga corsa domenica mattina, serenamente, senza pressioni di prestazioni, gare e quant'altro.
abbiamo anche parlato e abbiamo persino riso di cuore nel ricordarci episodi di noi appannati dal un bel po' di polvere.
sulla strada verso casa, il principe consorte ha maturato il convincimento che sebbene il triathlon non sia uno sport serio (divertente fin che vuoi ma sempre sciocchezza rimane), l'anno prossimo venturo si cimenterà in una gara col pallino sopra. un Ironman!!
Tanto, che vuoi che sia?! Lui ha corso per centinaia di chilometri, ha corso per una intera giornata di fila... ha corso nella notte, sui colli alpini, nella neve, con la grandine e col vento, col sole a picco... dico, ma che vuoi che sia un IRONman?!
non ha nemmeno torto perciò.. ho preso il pallino al balzo...anche io!!
anche io, cavolo! non voglio stare certo a casa a lucidare le padelle... anche se non ho fatto tutto quello che ha fatto lui.
resta soltanto da decidere la destinazione.
e resta da vedere, chi dei due arriva prima...!
a sto giro, potrei anche farcela
venerdì 20 aprile 2012
4 anni
questa è la canzone che ascoltavamo in macchina, mentre tornavamo da Selinunte verso Palermo, in un fine aprile ventoso di quattro anni fa'; ma tutto era cominciato proprio in questa data.
e mentre tu mi guardavi guidare tranquilla la macchina presa a nolo e mi sfioravi i capelli, queste note e queste parole dicevamo tutto quello che c'era da dire su di noi.
un venti di aprile è cominciato tutto, in maniera così repentina ed inaspettata che sono stata quasi travolta da te, dal tuo modo di essere, di pensare, di agire.
è stato bellissimo e faticoso.è tuttora bellissimo e faticoso.
come una lunga corsa che richiede tanta preparazione, tanta attenzione ai dettagli e tanto coraggio.
con te bisogna stare sempre vigili, bisogna essere sempre forti, bisogna stare un passo avanti...quello che mi dai però ripaga tutti il mio impegno.
come una corsa.a te, amore mio da quattro anni, un niente, un'eternità.
auguri.
giovedì 19 aprile 2012
Zona Cambio_secondo numero
...che dire? è sempre più bello, sempre più ricco, scritto con vera passione per questo sport che è... bellissimo e divertente!
Andate sul sito, registratevi e leggetelo (è GRATIS!).
Due risate, tante informazioni interessanti e qualche riflessione semi seria sulla nostra vita di triatleti.
martedì 17 aprile 2012
della ventosa salita del Poggio e del mio primo duathlon che doveva essere un triathlon
...ed eccomi qui a raccontare della mia prima gara stagionale sulla multidisciplina: doveva essere un triathlon (avevo anche fatto le ripetute sul nuoto, mai fatte prima.. tzè!!) e invece si è trasformato in un pasticciatissimo duathlon (per condizioni meteo avverse, di cui la capitaneria - o l'organizzazione?!- si è accorta esattamente due minuti prima della partenza) con la gente in zona cambio e la muta già indosso.
Ci siamo lievemente alterati, anche perchè a detta dell'organizzazione, la frazione nuoto si sarebbe dovuta tenere con qualsiasi condizione meteo, sfavorevole o no, e poi io mica mi ero fatta 2 ore di macchina per andare a fare un duathlon?!
Comunque è andata così: pasticciatissima anche la partenza. Ci han dato 3 miseri minutini per improvvisare un riscaldamento e poi siamo partiti in gruppi mal mischiati, mal assortiti. uomini dal pettorale 1 al 100, dal 100 al 200 nella teoria, ma la realtà è che ogni parvenza d'ordine era persa e che i giudici di gara squagliati al sole, che comunque picchia.
5 km di run sul lungomare più ventoso della storia (2 giri da 2,5 km), a 4 e 32 senza eccessiva fatica (ma questo l'ho saputo dopo perchè ho scelto di stare senza Garmin e senza crono) per impostare la gara solo sulle mie sensazioni, 20 km di bike sul un percorso aperto al traffico ma ben presidiato (comunque sono stata attentissima).
Il percorso in bici era veramente panoramico e bello, un vallonato tranquillo fino alla salitina del Poggio (qualcuno mi aveva preventivato una faticaccia!!!)... in realtà si tratta di una salita piuttosto agile, che ho fatto tranquilla tranquilla, godendomi il panorama e cercando di non farmi portare via della folate di vento. Una bellissima discesa sotto il sole, anche se contornato di nubi minacciose, ma che ci han graziato.
Sulla discesa mi passa, borbottando per la mia poca dimestichezza con le curve strette, una tipa in body rosso che mi si mette davanti, agitandosi tutta sui pedali.
C'è un tipo che le fa' strada e che la tira.
Le sto dietro con calma, che io di spaccarmi cadendo non ne ho voglia, e poi sul lungo mare, in prossimità dell'arrivo, spingo sui miei pedali con le gabbiette e la lascio lì.
Arrivo alla zona cambio con giudice che mi sventola la bandiera sul naso urlando "FREEEEENAA!". Massì che ti ho visto.
Abbandonata a me stessa (non si capisce da che parte si esce dalla ZC), parto per l'ultima frazione run che corro a 4 e 34, sempre con tanto vento contro al ritorno, ma sempre con una sensazione di facilità incoraggiante, e arrivo al traguardo a due secondi da quella davanti a me, molto più efficiente sulla bici: chapeau!
Il duathlon mi è piaciuto, ma il TRI è un'altra storia.
Mi ha fatto sorridere superare tanti uomini nella corsa, non ci sono abituata..!!
E mi ha fatto tanto piacere quando invece il numero 120 mi ha ripreso in bici, è passato e mi ha detto "attaccati!".
Grazie, ma io la mia gara, la faccio da sola. Però ho apprezzato il pensiero.
Alla fine, mi sono regalata una bagnetto in mare. A parte la temperatura, GELIDA, c'erano effettivamente onde che avrebbero messo in difficoltà i meno esperti.
E' andata bene così..!!
Ci siamo lievemente alterati, anche perchè a detta dell'organizzazione, la frazione nuoto si sarebbe dovuta tenere con qualsiasi condizione meteo, sfavorevole o no, e poi io mica mi ero fatta 2 ore di macchina per andare a fare un duathlon?!
Comunque è andata così: pasticciatissima anche la partenza. Ci han dato 3 miseri minutini per improvvisare un riscaldamento e poi siamo partiti in gruppi mal mischiati, mal assortiti. uomini dal pettorale 1 al 100, dal 100 al 200 nella teoria, ma la realtà è che ogni parvenza d'ordine era persa e che i giudici di gara squagliati al sole, che comunque picchia.
5 km di run sul lungomare più ventoso della storia (2 giri da 2,5 km), a 4 e 32 senza eccessiva fatica (ma questo l'ho saputo dopo perchè ho scelto di stare senza Garmin e senza crono) per impostare la gara solo sulle mie sensazioni, 20 km di bike sul un percorso aperto al traffico ma ben presidiato (comunque sono stata attentissima).
Il percorso in bici era veramente panoramico e bello, un vallonato tranquillo fino alla salitina del Poggio (qualcuno mi aveva preventivato una faticaccia!!!)... in realtà si tratta di una salita piuttosto agile, che ho fatto tranquilla tranquilla, godendomi il panorama e cercando di non farmi portare via della folate di vento. Una bellissima discesa sotto il sole, anche se contornato di nubi minacciose, ma che ci han graziato.
Sulla discesa mi passa, borbottando per la mia poca dimestichezza con le curve strette, una tipa in body rosso che mi si mette davanti, agitandosi tutta sui pedali.
C'è un tipo che le fa' strada e che la tira.
Le sto dietro con calma, che io di spaccarmi cadendo non ne ho voglia, e poi sul lungo mare, in prossimità dell'arrivo, spingo sui miei pedali con le gabbiette e la lascio lì.
Arrivo alla zona cambio con giudice che mi sventola la bandiera sul naso urlando "FREEEEENAA!". Massì che ti ho visto.
Abbandonata a me stessa (non si capisce da che parte si esce dalla ZC), parto per l'ultima frazione run che corro a 4 e 34, sempre con tanto vento contro al ritorno, ma sempre con una sensazione di facilità incoraggiante, e arrivo al traguardo a due secondi da quella davanti a me, molto più efficiente sulla bici: chapeau!
Il duathlon mi è piaciuto, ma il TRI è un'altra storia.
Mi ha fatto sorridere superare tanti uomini nella corsa, non ci sono abituata..!!
E mi ha fatto tanto piacere quando invece il numero 120 mi ha ripreso in bici, è passato e mi ha detto "attaccati!".
Grazie, ma io la mia gara, la faccio da sola. Però ho apprezzato il pensiero.
Alla fine, mi sono regalata una bagnetto in mare. A parte la temperatura, GELIDA, c'erano effettivamente onde che avrebbero messo in difficoltà i meno esperti.
E' andata bene così..!!
giovedì 12 aprile 2012
Ma mai quanto me.. !
Probabilmente sono completamente depressa oppure
in preda a sbalzi umorali e ormonali incontrollabili. Ma si può essere messe
così per davvero a 35 anni?!
Stavo parlando bella bella con la collega panzona (al
sesto mese di gravidanza) che mi fa’ una tenerezza infinita perché ha voluto
questo bimbo con ogni atomo del suo essere, e con la collega strafighetta che
però anche lei, gratta gratta, tanto
male non è, quando d’improvviso si attacca a parlare di parti, taglio cesareo (e di che cosa vuoi parlare con la collega in dolce attesa?!).
Mi chiedono ed io rispondo e sono anche molto più
disponibile del solito a fare quattro chiacchere. Mi chiedono ed io rispondo di
come sono stata sbattuta su una barella nel cuore della notte, in preda alla
febbre alta tanto che sbattevo i denti, e di come mentre mi risvegliavo dall’anestesia,
e loro stavano ancora tirando, tagliando cucendo, quello che è, io sentivo
dolore, un dolore che non voglio sentire mai più nella mia vita e di come per
due giorni non ho visto mio figlio, se non in una foto del cellulare e per due
minuti grazie alla compiacenza di una nurse che me l’ha portato in segreto e
poi è scappata con mio figlio, MIO figlio, tra le braccia.
Mi chiedono ed io rispondo e ad un certo punto,
come una perfetta idiota, mi metto a piangere. La scema perfetta.
E per fortuna non ho raccontato il resto, cazzo, sennò piangevano loro pure calde lacrime.
E per fortuna non ho raccontato il resto, cazzo, sennò piangevano loro pure calde lacrime.
Comunque, una scena davvero desolante per il mio
amor proprio. Un vero calcio nei denti. Chiarito che il mio non è stato proprio
per niente un parto felice, e che capiterà a poche sfigate come me un’esperienza
del genere, sennò la panzona si terrorizza, le tipette si fanno in quattro per
consolarmi, scusandosi per le domande inopportune.
Ma quando mai…!
Ma quando mai…!
È che non ne devo proprio più parlare se mi può succedere di scoppiare a lacrimare come la madonna di Medjugorje, così dal nulla.
Care, ci son rimaste pure male. Ma mai quanto me.. !
mercoledì 11 aprile 2012
Tempus fugit
Venerì sera, subito dopo la pappa, io e il Tubo
siamo andati a fare un giretto a piedi, approfittando della bella serata e
delle temperature miti.
Raggiungiamo la magione degli augusti genitori e
poi ce ne ritorniamo verso casa.
Nel mentre il Tubo chiacchera coi sassi del vialetto sterrato che conduce a casa dei miei, ulula indicando i gatti del vicino e corre. Si, corre. Lui ha una sola andatura: di corsa e possibilmente a manetta. Non è una strada di grande transito e ho possibilità di vedere ogni automobile che passa, quindi lo lascio piuttosto libero di scapicollarsi.
Nel mentre il Tubo chiacchera coi sassi del vialetto sterrato che conduce a casa dei miei, ulula indicando i gatti del vicino e corre. Si, corre. Lui ha una sola andatura: di corsa e possibilmente a manetta. Non è una strada di grande transito e ho possibilità di vedere ogni automobile che passa, quindi lo lascio piuttosto libero di scapicollarsi.
Naturalmente quando il Tubo è in circolazione,
tutti i vicini di casa, appena possono, escono a salutarlo, cosa che se
all’inizio mi dava un po’ fastidio, adesso mi diverte. Lui è veramente
socievole: salta letteralmente in braccio a tutti e distribuisce baci a destra
e a manca.
Così, quando arriva sparata una macchina sportiva,
lo prendo saldamente per mano e ci facciamo da parte. La vettura si ferma a
pochi metri da noi inchiodando e si parcheggia negli adorati tulipani della
vicina. Si apre lo sportello e ne scende un ragazzo alto e moro che si dirige sorridendo
verso di noi. Lo riconosco solo per via del sorriso, perché tutto il resto mi è
piuttosto estraneo.
Si accoscia nei suoi jeans aderenti e chiama il
Tubo a gran voce. Il Tubo, neanche a dirlo,si sgancia dalla mia mano e gli vola addosso.
Tubano per un buon minuto prima di ritornare a considerarmi. Il tipo mi sorride tenendo sempre in braccio il Tubo che ora si divincola energicamente. “Oppa!” gli dice, per essere messo giù.
Giulio, chiamiamolo così, lo accontenta e posa il Tubo per terra.
Tubano per un buon minuto prima di ritornare a considerarmi. Il tipo mi sorride tenendo sempre in braccio il Tubo che ora si divincola energicamente. “Oppa!” gli dice, per essere messo giù.
Giulio, chiamiamolo così, lo accontenta e posa il Tubo per terra.
Lo conosco da quando aveva otto anni e, quando
tornavo a casa dall’università, mi stava sempre alle costole. Un bambinetto che
già allora aveva un sorriso da marpione. Faccio un rapido e calcolo e immagino
che abbia sui 23 anni.
Era veramente da tanto tempo che non lo vedevo e mi
sembra incredibile che si sia trasformato in questo giovane uomo.
Ci facciamo gli auguri, mi chiede come stiamo e
poi, io e il Tubo lo lasciamo andare al suo aperitivo. Mentre lo guardo andar
via agitando la mano in un saluto, mentre tengo il Tubo per mano, non posso
fare a meno di sentirmi decrepita.
E chissà come sentirò quando sarà il Tubo a
scorrazzare allegramente in giro per queste strade…!
venerdì 6 aprile 2012
pensieri in libertà
Sono rientrata dalla pausa pranzo, che poi è stata una pausa nuoto.
Avendo poco tempo, più o meno 45 minuti, mi son data una mossa e ho fatto 200 di riscaldamento, 200 di tecnica (malfatta, come al solito) e un 2.000 nuotato bene, aumentando un po' sugli ultimi 500 metri.
Poi un ultimo 200 sciolto per defatigare un po'.
Non ero stanca per niente, l'acqua su di me ha un effetto quasi ipnotico, e il ritmo tra respirazione e bracciata mi induce in uno stato di concentrazione/beatitudine senza eguali. Potrei anche chiudere gli occhi perchè so esattamente quante bracciate impiego a finire la vasca.
Certo che il mare e il lago sono un discorso diverso...
Nemmeno correre mi rilassa così e ne ho proprio bisogno.
In questo periodo mi dimentico tutto: il Garmin sul davanzale di una finestra sconosciuta durante l'allenamento di bici di domenica (fortunosamente e fortunatamente recuperato!), il portafoglio, le ciabatte in palestra.
Qualsiasi cosa.
A volte mi consolo pensando che non riuscirei mai a dimenticare mio figlio da qualche parte: fa' troppo rumore, ma è una magra consolazione.
A proposito di magro, devo necessariamente comprarmi un paio di jeans nuovi. Quelli che ho mi ballano addosso e non è un bel vedere.
Se vogliamo è piuttosto strano perchè il peso non è variato di molto, ma evidentemente qualche cosa è cambiato.
Considerazioni futili su argomenti futili.
Il fine settimana pasquale per me è iniziato così, proseguirà domani con 20 km di running a ritmo piuttosto tranquillo, un giretto in bici domenica mattina e la garetta di 9,4 km lunedì.
Volevo lavare le tende ma, se piove, dormo.
E con questo, auguri di Buona Pasqua a tutti voi...!
Avendo poco tempo, più o meno 45 minuti, mi son data una mossa e ho fatto 200 di riscaldamento, 200 di tecnica (malfatta, come al solito) e un 2.000 nuotato bene, aumentando un po' sugli ultimi 500 metri.
Poi un ultimo 200 sciolto per defatigare un po'.
Non ero stanca per niente, l'acqua su di me ha un effetto quasi ipnotico, e il ritmo tra respirazione e bracciata mi induce in uno stato di concentrazione/beatitudine senza eguali. Potrei anche chiudere gli occhi perchè so esattamente quante bracciate impiego a finire la vasca.
Certo che il mare e il lago sono un discorso diverso...
Nemmeno correre mi rilassa così e ne ho proprio bisogno.
In questo periodo mi dimentico tutto: il Garmin sul davanzale di una finestra sconosciuta durante l'allenamento di bici di domenica (fortunosamente e fortunatamente recuperato!), il portafoglio, le ciabatte in palestra.
Qualsiasi cosa.
A volte mi consolo pensando che non riuscirei mai a dimenticare mio figlio da qualche parte: fa' troppo rumore, ma è una magra consolazione.
A proposito di magro, devo necessariamente comprarmi un paio di jeans nuovi. Quelli che ho mi ballano addosso e non è un bel vedere.
Se vogliamo è piuttosto strano perchè il peso non è variato di molto, ma evidentemente qualche cosa è cambiato.
Considerazioni futili su argomenti futili.
Il fine settimana pasquale per me è iniziato così, proseguirà domani con 20 km di running a ritmo piuttosto tranquillo, un giretto in bici domenica mattina e la garetta di 9,4 km lunedì.
Volevo lavare le tende ma, se piove, dormo.
E con questo, auguri di Buona Pasqua a tutti voi...!
mercoledì 4 aprile 2012
l'acqua calda
Oggi mi sono tuffata nella lettura
degli altrui blog. Di solito non mi capita di perdermi nella lettura di tutto
un blog, perché mi sembra di ficcanasare. Assurdo, tant’è vero che quel che è
scritto rimane scritto e se qualcuno lo tiene lì è perché vuole rileggerselo,
rivivere le stesse emozioni, sensazioni, quindi ha piacere che ci sia e magari
anche che sia letto da altri.
Lo so, però tant’è, la mia impressione è quella.
Lo so, però tant’è, la mia impressione è quella.
Ma ci sono letture affascinanti tra i
blog maschili che frequento.
Il che forse mi dovrebbe preoccupare. Perché preferisco leggere di telai in carbonio e ruote ad alto profilo, piuttosto che disquisire sull’educazione dei bimbi e di piatti succulenti da preparare?!
Quando una preferisce andare a correre piuttosto che lavare le tende, beh, ha dei problemi…
Il che forse mi dovrebbe preoccupare. Perché preferisco leggere di telai in carbonio e ruote ad alto profilo, piuttosto che disquisire sull’educazione dei bimbi e di piatti succulenti da preparare?!
Quando una preferisce andare a correre piuttosto che lavare le tende, beh, ha dei problemi…
Ha un sacco di problemi. Il primo
problema è spiegare al mondo perché sei così come sei. Che comunque una
spiegazione te la chiedono sempre. Stamattina il mio superdirigente02,
vedendomi transitare per il corridoio col casco e i pantaloncini da ciclista
(stavo andando a cambiarmi) mi ha chiesto.
“Vengo in bici per risparmiare sul costo della benzina” ho sbottato prima che partisse col solito pippone sull’immagine dell’azienza e dei dipendenti e balle varie. Che ci sta. Ma non è per quello.
“Vengo in bici per risparmiare sul costo della benzina” ho sbottato prima che partisse col solito pippone sull’immagine dell’azienza e dei dipendenti e balle varie. Che ci sta. Ma non è per quello.
Il secondo problema è trovare tempo per
tutto, con una certa serenità. Ieri sera, mentre il Tubo saltellava tutto
giulivo per la sua camera dei giochi, io stavo collassando sul materassino da
yoga, dove avrei dovuto fare gli addominali. Alla fine me li ha fatti fare lui,
spingendomi la schiena (ovviamente io facevo solo finta di farmi spingere) ed
emettendo tutta una serie di urletti compiaciuti quando il busto si alzava. Piccolo
figlio sadico. Per finire la serata in allegria mi ha pure dato una testata sul
naso in perfetto stile fight club. Comunque siamo stati insieme quella bella oretta
al dì che gli permette di ricordarsi che io sono la sua mamma.
L’altro problema è che alla fine perdi
un attimo il senso delle cose. Allenarsi, allenarsi, allenarsi. Ci dai dentro
di brutto e a volte non ti ricordi nemmeno perché stai tirando su l’anima su
quell’asfalto bagnato, con la pioggia che ti scivola addosso e con la gente che
ti guarda dai finestrini delle macchine, con aria un po’ perplessa.
Perché fondamentalmente ci piace, uomini e donne, e
in questo siamo uguali per entusiasmo e voglia di metterci alla prova. Che scoperta.lunedì 2 aprile 2012
se c'è da pedalare, pedalo
Stamattina i corridoi dell'azienda risuonano dei miei tacchi e anche il Gran Capo ha tirato su gli occhi dalla scrivania sentendomi arrivare col solito chilozzo di carte da firmare tra le braccia. Gonna sopra il ginocchio e tacchi, avrà pensato che avessi mandato una sostituta, perchè io di solito viaggio su scarpe ben ammortizzate, altroché tacchi.
Ma ogni ci sta, soprattutto se son di buon umore.
Nel fine settimana è successo che, per la prima volta da quando avevo il Pancione, cioè ero il dolce attesa del Tubo, io e il Principe Consorte abbiamo fatto allenamenti diversi a centinaia di chilometri di distanza.
Solitamente, anche se prepariamo gare diverse, troviamo il modo nel week end di allenarci o gareggiare insieme. Ieri no.
Lui a farsi 30 km di trail, io a farmi 65 km chilometri di collinare in bici con il gruppo del triathlon.
E nonostante la settimana precedente ci fossimo scornati parecchie volte, è stato bello svegliarsi domenica mattina e avere un moto di tristezza e tenerezza non vedendomelo a fianco a me, nel letto. Buon segno.
Per la cronaca, credo di essere la più scarsa ciclista della regione, anche se a detta di qualcuno "ho la gamba" e "pedalo bene". Il problema è che ho paura delle discese, perciò vado giù con freno tirato e non sono un fulmine con i cambi e quindi mi intorto un po' sulle salite prima di capire cosa e quando e come devo cambiare.
Per il resto, se c'è da pedalare, pedalo e mi piace pure.
90 km in bici, a questo punto, si fanno con serenità.
Magari ci metterò un po' di più di tre ore, ma si fanno.
Anche questo tassello, è andato a posto.
Ma ogni ci sta, soprattutto se son di buon umore.
Nel fine settimana è successo che, per la prima volta da quando avevo il Pancione, cioè ero il dolce attesa del Tubo, io e il Principe Consorte abbiamo fatto allenamenti diversi a centinaia di chilometri di distanza.
Solitamente, anche se prepariamo gare diverse, troviamo il modo nel week end di allenarci o gareggiare insieme. Ieri no.
Lui a farsi 30 km di trail, io a farmi 65 km chilometri di collinare in bici con il gruppo del triathlon.
E nonostante la settimana precedente ci fossimo scornati parecchie volte, è stato bello svegliarsi domenica mattina e avere un moto di tristezza e tenerezza non vedendomelo a fianco a me, nel letto. Buon segno.
Per la cronaca, credo di essere la più scarsa ciclista della regione, anche se a detta di qualcuno "ho la gamba" e "pedalo bene". Il problema è che ho paura delle discese, perciò vado giù con freno tirato e non sono un fulmine con i cambi e quindi mi intorto un po' sulle salite prima di capire cosa e quando e come devo cambiare.
Per il resto, se c'è da pedalare, pedalo e mi piace pure.
90 km in bici, a questo punto, si fanno con serenità.
Magari ci metterò un po' di più di tre ore, ma si fanno.
Anche questo tassello, è andato a posto.
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