lunedì 12 settembre 2011

Non è un paese per giovani..

Parafrasando il titolo di un film che ho trovato allucinante e prendendo liberamento spunt dall'ultimo post di ON al suo caro SuperBoss , mi viene in mente che questo è un paese per vecchi che non fanno figli.

Come possono i nostri strapagati parlamentari venirci a dire che l'Italia ha bisogno di crescere demograficamente, perchè nessuno ci pagherà le pensioni un domani (a parte il fatto che in pensione di questo passo non ci andremo mai..!).
A parte il fatto che siamo già troppi a 'sto mondo (altro che crescere..), quando fai un figlio, hai fatto un guaio.

Un guaio lungo almeno 18 anni, se non di più: e i primi anni sono i più duri, perchè siccome il cucciolo di uomo è l'animale più ritardato del mondo e ha bisogno di cure e attenzioni costanti, tu (madre, ma anche padre) non puoi riprendere il tuo posto nella società degnamente, in quanto il tempo da dedicare al cucciolo è decisamente troppo rispetto a quello che dovresti dedicare al lavoro.
Si, ma se non lavori, tu e il cucciolo, cosa mangiate? Cartone?
Ed ecco perchè, a mio giudizio, a fare un cucciolo, bisogna essere in due e belli decisi, anche. Altrimenti diventa una lotta contro il mondo, per avere un orario di lavoro decente, per avere il tempo in cui veder crescere tuo figlio, per ricordarti tu, ogni tanto davanti ad uno specchio, di essere una persona.
Io ho una posizione tutto sommato invidiabile: un marito che ha un ruolo fondamentale in casa e col bimbo, i nonni vicino a casa che sono spesso e volentieri a disposizione, un lavoro comodo, ben pagato, e un capo con cui riesco a ragionare.
Riesco persino a fare sport e tutti (compresi i compagni di squadra) se ne meravigliano.
Ma giustamente! Perchè ci sono esempi limite di come la vita vada letteralmente a rotoli, nel momento in cui decidi di fare un figlio. Altro che momento splendido e felicissimo..!
Molte volte mi son sentita come se cercassi di pattinare sul ghiaccio senza pattini.

Senza contare che dovrebbero esserci molti più servizi per le madri che lavorano, più asili nido, così che non ti si debba costringere a fare l'iscrizione al nido di un bimbo che non è ancora nato (si, ho sentito anche questa..), più elasticità nelle soluzioni lavorative (si potrebbe lavorare anche da casa, ma chissà perchè qui in Italia questa pratica è sconosciuta).

E così, o ti riduci a rincretinirti cecando di mettere insieme i pezzettini del complicatissimo puzzle, tanto che quando ti dicono "perchè non fate un altro bimbo?" ti viene la pelle d'oca solo al pensiero, oppure te ne fotti e ti fai dichiarare "gravidanza a rischio" quando hai appena visto lo spermatozoo.

Amen!

5 commenti:

  1. Io sto in ansia per quando dovrò annunciare la lieta novella...già mi immagino la guerra.

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  2. già.. e non è un bello stato d'animo, vero?

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  3. finquando avremo in grio gente arrivista che reputa il lavoro la cosa fondamentale ci saranno sempre questi problemi. e purtroppo mi sa che le direzione futura è ancora più pessimista...ho avuto la fortuna di accorgermi (e scegliere) in tempo sediventare un eccellente lavoratore ed un normale padre di famiglia o viceversa... rinunciare ad una famiglia numerosa per i problemi sociali è una sconfitta del nostro secolo, ma di questo pare non accorgersene nessuno...

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  4. No, affatto. Considerando che ancora mi stanno rinfacciando la vecchia maternità...però dai, magari riesco ad ottenere il part time! ;)

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  5. diciamo pure che sono in molti ad accorgersi che la qualità della vita sta andando a rotoli e la famiglia è la prima voce in capitolo a farne le spese. non è solo una questione economica anche se mancano veri incentivi (le voci in busta paga per chi ha figli a carico sono importi ridicoli!); manca il rispetto, prima di tutto, perchè chi dovrebbe calmierare una situazione a rischio, ti dice "non me ne frega un cazzo dei tuoi problemi in casa".
    e succede a tante/i. i padri poi sono ancor più discriminati, a mio avviso, perchè sul lavoro, nessuno si aspetta un uomo che voglia passare più tempo con i figli: non è dignitoso!!

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