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venerdì 16 novembre 2012

-2 Allora io vado, eh..


..io vado a prendermela!!

Vi farò sapere se son contenta di come è andata, anche se a conti fatti, non posso che essere soddisfatta già solo per avere l'opportunità di essere lì, di sapere di essere in grado di correrla, di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità fare per poterla correre, di essere consapevole che farò del mio meglio (come sempre!) e che il mio meglio è tutto quello che serve per farmi contenta.
Vada come vada, ci avrò provato.

Non ho paura, ho solo.. tanta voglia di correre e di tagliare un altro fantastico traguardo (e col personale o no, so che fin lì ci arrivo!)... 

giovedì 15 novembre 2012

Off Topic

Premessa:
A febbraio porto Ico all’asilo per la preiscrizione. Si tratta di un asilo comunale vicino a casa, finalmente una comodità! La direttrice è entusiasta: anche se il bimbo non ha tre anni a settembre lo prenderanno perché non hanno abbastanza iscrizioni per completare le classi e c’è il rischio che qualche maestra rimanga a casa. Non ci sono problemi: pannolino, non pannolino, Ico lo prendono volentieri. Ok. Tutto bene.

Inizia l’asilo a metà settembre: tutto benone.
Lui si inserisce che è una favola. Gli piace e va’ volentieri. È autonomo nel fare la pappa, con la sua mutanda-pannolino si destreggia ed evitiamo fastidiosi inconvenienti, si ferma anche al pomeriggio. Io chiedo e mi informo e i commenti su di lui sono tutti univocamente entusiasti. È un bimbo bravo e si fa’ voler bene. Ma..

Ma mi arriva a casa sempre pieno di botte, lividi e tagli. Uno ogni due giorni in media. E io zitta, perché son cose che succedono.
E’ vero è piccino, corre, cade. Ma le botte? C’è un bimbo che l’ha preso in antipatia e sembra che se le diano di santa ragione. Ok, ci sta.
Che se la sbrogli, per quanto può.
Ma…

Tre giorni fa’ mi accorgo che ha un occhio gonfio, lacrimoso, con un vasto ematoma nella sclera e un livido sulla fronte piuttosto esteso.
Chiedo spiegazioni.
Anzi, le chiede il principe consorte.
“Per noi non è successo nulla” dice la direttrice.
Eh
, insomma, qualcosa sarà pur successo, no?!

No, sarà lo spurgo della congiuntivite e comunque stai muta,  zitta che ti sto facendo un favore a tenertelo che è così piccolo..
Anzi, già che ci siamo ti comunico che abbiamo deciso all’unanimità che da domani anziché alle 07:30 entra alle 08:00, perché tanto il servizio di prescuola non serve a nessuno, se non a te, alla figlia del marocchino e ai due fratellini napoletani (sic!).

Ora, ma io… perché non mi devo incazzare?!?!

lunedì 12 novembre 2012

La prima volta

...c'è sempre una prima volta, si dice.
A me capita ieri mattina, domenica alla garetta di 9 km, anche se la spacciano per una 10k, di pianoro svelto tra l'argine del Po, uno sterrato bello e drenante e l'asfalto che riporta in paese, reso un po' viscido dalle foglie.
La mattinata uggiosa si è po' addolcita e spunta fuori anche una lacrima di sole, così decido di correre in maglietta, tanto gli ordini di scuderia sono di fare i 4e30 al km, velocità alla quale si presume che farò fatica.
Parto allegra senza farmi tanti problemi di posizione (è un allenamento, l'ultimo test prima della mia vera gara), ma vedo che sono abbastanza avanti, tra le prime quattro, diciamo.
Un po' mi scoccia eh, arrivo sempre così, quarta, quinta... quando va' bene, terza, però so che non son le mie, queste garette veloci e non me ne faccio un cruccio.
Prendo la tipa in top (che coraggio! a me verrebbe un colpo a girare con la pancia scoperta con questi sei/sette gradi) al terzo chilometro, sull'argine. Tra una pozzanghera e l'altra la passo agile. Sento lo scalpiccio dei suoi piedi dietro di me che risuona sempre più lontano.
L'altra è una ragazza giovane, molto più giovane di me.
La conosco ed è una tipetta piccola ma veloce.
La raggiungo al quarto chilometro. Le sono ancora dietro quando un suo compagno di squadra si volta e le dice "Vai tranquilla..".
Ok, non sono un fenomeno, è vero. Ma un noncurante "Vai tranquilla" è quantomeno azzardato e mi da' un po' noia.
In un secondo decido di darle qualche problema, oggi.
La passo. Mal che vada mi riprenderà negli ultimi due chilometri, penso, ma rimane dietro.
Vado sempre regolare, chè il Principe consorte mi ha detto di non strafare.
E io non strafaccio anche se passo un po' di uomini che mi guardano in maniera strana. Eh, se vi da' fastidio essere passati da una donnetta, penso.
Manca un chilometro all'arrivo e davanti a me vedo la fila dei podisti che si sgrana sulla curva. Cerco di identificare la prima donna, là davanti.
Ma a quanto sta andando?! Non la vedo proprio.
Pazienza, seconda oggi va benissimo, dai.
A 500 metri dal traguardo, un fenomeno che torna indietro a defatigare mi incita "Su i gomiti, dritta, spingi. Brava. Dai!!". Lo prendo in parola e aumento un po' ma non troppo eh, che poi il Principe consorte mi ribalta se mi faccio male proprio oggi.
Arrivo tra i quattro gatti che ci sono ad assistere.
Applausi e facce un po' incredule. Ma cos'ha sta gente, oggi? penso mentre rallento fino a fermarmi.

"Hai vinto" mi fa' il Principe consorte indicandomi la macchina.
Mi cambio in fretta per non prendere freddo.
"Vinto che cosa?" ma io non ho ancora capito.
"Sei la prima" e se la ride.
"Ma no..!" alzo gli occhi. Sta scherzando!
"Ma si!".
O cavolo!!! E io che cercavo la prima, là davanti.

A parte il piccolo divertissement: 9 km a 4 e20 in progressione.
Nessuna sensazione di fatica e gambe a posto.
Dai, che forse ce la faccio.


martedì 25 settembre 2012

Escalation

Mi vedo ancora nella foto che mi sono scaricata ieri, da domenica.
Una breve gita fuori porta, al mare, tanto per assaporare di nuovo, prima che venga l'inverno il gusto della salsedine.
Abbracciata ad Ico, gli occhi enormi e gli zigomi tirati che spuntano dal viso affilato.
Ma non ero ingrassata? Dalla faccia non sembra. Il sorriso poco convinto di chi ha perso un po' la bussola e si chiede: "Ma dove stiamo andando a finire?!".

Ogni giorno porta con se' una sorpresa, che non è sempre bella.
Ogni mossa va' attentamente studiata e valutata per non precipitare una situazione di equilibrio che già di per sè è instabile.
Ogni tanto una passata di terremoto, poi finisce, ma so che me ne arriverà un'altra.
Sto ancora in piedi. E corro.


giovedì 19 luglio 2012

nel verde

Domenica corro 30 chilometri in montagna e buon pro mi faccia.
Che poi non si venga a dire che non lo amo, non lo appoggio, neanche una carezza, insomma, perchè è smaccatamente una balla, smentita dai fatti.
Prendi il trail per esempio.

Sarà una bella prova di resilienza mentale chè a me, non m'ha mai convinto tutta 'sta masnada di invescendati con la scarpina tecnica grippante e il calzoncino attillato bianco (?) della Salomon, che nel cinquanta per cento dei casi non si può vedere addosso a nessuno che non sia Jornet o Chaigneau...
Gesù, ma mettiti un bel paio di calzoncini normali, che fai piangere anziché ridere!
Dicevo non m'han mai convito, questi corridori fanatici che se mettono un piede sull'asfalto si sfasciano le ginocchia (dicono loro) e dopo che invece si macinano 300 km su e giù in mezzo alla merda di vacca si sentono benissimo...
Coi loro panini al prosciutto e i termos con la minestra...
Ma, la prestazione? Ma il gesto atletico dove lo mettiamo??
Se vuoi fare una passeggiata in montagna c'è mica bisogno che ti vesti da batman, ti appiccichi il pettorale, tenti di cavarmi gli occhi coi tuoi bastoncini telescopici del piffero?
Vai e non rompere tanto l'anima con la tua tecnica di discesa quando poi in salita ti passo che ansimi e sbuffi e cominci ad attaccare bottone con storie improponibili sul tuo panettiere ad Agrate Brianza.
Non stanno mai zitti. Stanno per esalare il loro ultimo respiro ma ti chiedono cosa ci fai qui e come hai iniziato a correre? Ma che ti frega???!!!

Ok, un po' li odio.
Perchè loro si divertono veramente. Ci credono. La natura, lo spirito trail: ah.. ci sono 37 ruscelletti da guadare, che poi sono torrenti in piena. Ah... che goduria!!
Ah, che palle correre coi piedi fradici non lo dice nessuno, solo io.

Quindi farò un lavorone sulla motivazione, resistenza, resilienza e quant'altro.
Che mi serve pure in questo periodo.

Ah raga', nel verde.
Vado a correre nel verde. Speriamo di correre. Almeno un pochino.

mercoledì 6 giugno 2012

Frizzantissima

Faccio l'ennesima telefonata, dopo almeno tre o quattro giorni che provo a chiamare l’ufficio di dementi senza esito, e il cretino di turno si gira verso la collega dicendole che in linea c'è "la sua fidanzata" e se la ridono gioiosi... c'è mancato poco che li mandassi a stendere  lui e la stronza collega che millanta di aver mandato mail che non ha mandato
E uno…

Dopo aver fatto le corse con la macchina che neanche Schumacher in pista ai suoi bei tempi, arrivo nel parcheggio della piscina dove un signore, bello bello, sereno come un Papa, sta facendo esercizi di parcheggio, impedendomi chiaramente il transito... lo supero con uno stridio di pneumatici, con buona pace del mio gommista, e posteggio. Scendo, prendo la borsa e intanto il tipo si ferma, mi si avvicina e mi apostrofa…
se cerca rogna mi ha trovata, penso.
"Mi scusi, signorina (merito della minigonna di jeans), sa dov'è il tal ristorante?"
Eh, che problemi…
Glielo indico, sperando che la pizza orrenda che fanno lì gli vada di traverso.
E due..

Arrivo in ufficio, accaldata, trafelata, con la minigonna storta e trovo l'aria condizionata a 12 gradi…
Ripeto, signore e signori, DODICI GRADI..
E dove siamo? al Polo Sud???!!
Dopo aver augurato al mio adiposo e accalorato collega un sacco di corna dalla sua adorata mogliettina, apro la finestra incurante dell’odore di letame che aleggia fuori e punto il maledetto aggeggio sul 22. I pinguini ringraziano.

Ma io mi chiedo, questo idiota cosa fa’ in casa sua, vive in una ghiacciaia?!
Ma ce la faccio, secondo voi, ad arrivare a venerdì sana??!!
E poi mi chiedono chi me lo fa’ fare di fare un mezzo IRONMAN.
Cazzo, mi diverto. Ecco perché.

venerdì 18 maggio 2012

schegge di follia


Ok, non sono granchè come trailer.. (in realtà non sono granchè come triatleta, come podista, come nuotatrice, come ciclista.. ma anche come cuoca, donna di casa, come mamma.. and so on)

Dopo questa botta di autocritica, ho pensato che bisogna migliorare, sfidandosi.

che ne dite di 50 km con 2.500 metri D+  il 30 giugno?!

Qui sopra.
Dolomiti.
Il posto è bello. 
Quasi quasi...

lunedì 7 maggio 2012

la testa, l'acqua e la paura.. il mio primo Olimpico

Ed ho fatto anche l'olimpico, anche se, signore e signori, ho seriamente rischiato di uscire dall'acqua dopo le prime tre (brutte) bracciate per non rientrarci più. Mai più.
Ho sbagliato a non fare riscaldamento in acqua: avrei capito come girava e come dovevo nuotare.
Perchè si da' il caso che io nel mio piccolo sappia nuotare, quindi a che pro farsi 1.000 metri sguazzando con la testa fuori in preda al timor panico?!
Nessuno. E infatti dopo il primo giro in acqua (sadici questi altoatesini: due giri in acqua con relativa uscita e rientro, il secondo più breve del primo) mi son calmata e ho nuotato meglio il secondo giro, anche se qualche idiota della batteria maschile è riuscito pure a passarmi sopra. Proprio sopra.
Vabbè che siamo in gara, però mi dico... complimenti! A parte ciò, uscita dall'acqua con un tempo pessimo, ma neanche ultima, pensaunpo', salto sulla bici e comincio a pedalare.

Si comincia in salita, fatica ma tutto bene. Vado su tranquilla e scendo piano che non ho voglia di cadere.
A quanto pare sono una delle poche che la pensa così. Orde di ciclisti mi passano a velocità sostenuta e ad un pelo dalla mia biciclettina, che già sbanda di suo per il vento (forte: infatti mentre costeggiamo il lago vedo i wind surf che se la spassano con le vele che schioccano sull'acqua).
Il cameramen di Raisport che segue la gara mi riprende e mi chiede se sono la seconda. Sorrido, va' che è meglio...se non arrivo ultima oggi festeggio..!
Al secondo giro, prendo un po' più di confidenza col percorso ma, dopo il giro di boa, dopo che un novello Cipollini, alla testa del suo gruppone urlava indicazioni sui cambi (...) frenandomi con le scintille davanti al naso, mi accingo a superare (finalmente ne passo uno più scarso di me!!) un ciclista che sta pedalando lentissimo alla mia sinistra; forse si sta scartando una barretta, forse sta ammirando i vigneti, non si capisce bene..
Arrivo alla sua altezza quando dall'altra carreggiata, uno dei tipi del gruppone che arriva giù a tutta birra, sbanda, evita il birillo che divide le due carreggiate, ma perde il controllo e invade brutalmente la nostra.
Lo evito per un pelo, con una prontezza di riflessi che non sapevo di avere: con un urlo angosciato lui stramazza addosso all'ignaro ciclista (quello che volevo superare: vedi che a mangiare troppo in bici ci si fa' male!!), che va' giù con un tonfo, come un birillo, mentre l'altro gli capriola sopra.
Gambe e braccia e pezzi di bici dappertutto. Mancavano giusto i fuochi d'artificio.
Io grido al soccorso e mi tolgo rapidamente di mezzo per non fare la stessa fine.
Credo gara finita per entrambi e una bella strizza per la sottoscritta.
Ultimo giro ben pedalato, nonostante 'sta salita e 'sto ventaccio abbiano seriamente scalfito il mio aplomb. Ho pure freddo.

Arrivo alla zona cambio e smonto tranquilla, chiedendomi se ce la farò a correre.
Quaranta secondi e sono pronta per il running. Nonostante tutto corro, mentre tanti camminano.
Sadici questi altoatesini: in un anello di 3,3 km riescono ad infilarci salita, sterrato, salita impervia sullo sterrato, discesa e pavimentazione a lastre. Manca un bugnato e poi abbiamo tutto. Arrivo in salita, ovviamente. Ma per loro non è salita. Casomai un lieve dislivello..

In cinquanta minuti sbrigo la mia pratica: niente di eclatante ma le condizioni erano quelle che erano.
Stanca, mi bevo un bel bicchierone di te' annacquato mentre gli altri intorno si infilano in bocca improbabili bomboloni alla crema, gentilmente offerti dall'organizzazione. C'è anche chi se li porta via a braccia...!!!
Mah?!
Rimango perplessa e mi faccio coccolare dal Principe Consorte che ha vegliato amorevole su di me per tutta la gara.
Le cose da analizzare sono tante e ci lavoriamo insieme: migliorabilissimo il nuoto e si può limare qualche cosina anche sulla bici, anche se sinceramente non mi va' di rischiare di piallarmi per terra, la corsa bene sopratutto per la tenuta, anche se tanto lo fa' il percorso di gara e le condizioni, che sono state durette: vento, acqua molto mossa e freddo.
Ho nuotato, pedalato e corso a sensazione, senza GPS, crono o quant'altro. Così, per saggiare le mie (modestissime) capacità.
A questo punto, non mi resta che riprovarci per vedere se riesco a fare meglio.

Il 27 di maggio. In mare. Chi la dura la vince.
Io persevero.


mercoledì 2 maggio 2012

Improvvise improvvisazioni


Non mi ricordavo un tempo simile dall’anno in cui ci siam sposati, in una mattinata plumbea, quando  il diluvio universale ha cortesemente atteso che almeno fossi uscita con tutti i miei dieci chili di abito di seta dalla chiesa prima si scatenarsi.
Quest’anno pure non ci lascia tregua e l’umore ne risente. Non riesco ad andare in bici nemmeno se prendo appuntamento: avevo preventivato di farlo il primo maggio in concomitanza con la maratona che il Principe consorte avrebbe corso e poi magari di farmi altri 10 km di corsa tranquilla dopo. E invece no. Un uragano sul Piemonte. Così ho ripiegato sulla 10 km collaterale alla maratona dove sono arrivata terza assoluta ad un baffo dalla seconda.

Questo perché domenica mattina, alla solita garetta del paesino accanto, mi son ritrovata a 400 metri da traguardo e ho lasciato andare via l’avversaria davanti a me. Non sia mai!!! Le ho pure detto, vai tranquilla che non ti vengo a prendere. Lei sesta, io settima. Mi dovevo rompere l’osso del collo? No, eppure sono stata tacciata di arrendevolezza. A me? Arrendevole e rinunciataria??!!

Tanto ha detto – il Principe consorte – e tanto ha fatto che ieri mattina son partita convinta per quei 10 km ad un ritmo con cui non ho molta confidenza. Ho stretto i denti e mi son data una mossa. Quando ho capito, dal giro di boa, che ero tra le prime cinque, ho cominciato a mulinare le mie gambette cicciotte e sono andata a prendere le due davanti. Una l’ho passata bene e per l’altra, beh, ho improvvisato una corsa agile e leggera che l’ha demotivata mentre in realtà stavo penando pure io…! Toh, rinunciataria a chi??

A parte ciò, piove pure oggi. Andrò a correre e poi vediamo di mettere insieme un piano d’azione per sabato. Il mio primo olimpico, sempre che ci facciano nuotare, in ‘sto laghetto alpino. A questo punto la frazione run l’ho allenata per bene, manca tutto il resto, ma improvviseremo.


Sembra che mi venga bene..

martedì 24 aprile 2012

hic sunt leones

..e siamo arrivati al finis Africae!!
ok, la smetto di tirarmela col latino e con citazioni prese ad hoc dal "Il nome della rosa", libro e soprattutto film molto sopravvalutati, ma comunque molto più meritevoli di altre opere del genere.  splendidi!!!
dicevo, la smetto e dico le cose come stanno...


il fine settimana si è srotolato piuttosto pigramente in una tranquilla località marina, dove non abbiamo nuotato perchè c'erano onde troppo noiose ma abbiamo comunque fatto una bella e lunga corsa domenica mattina, serenamente, senza pressioni di prestazioni, gare e quant'altro.
abbiamo anche parlato e abbiamo persino riso di cuore nel ricordarci episodi di noi appannati dal un bel po' di polvere.


sulla strada verso casa, il principe consorte ha maturato il convincimento che sebbene il triathlon non sia uno sport serio (divertente fin che vuoi ma sempre sciocchezza rimane), l'anno prossimo venturo si cimenterà in una gara col pallino sopra. un Ironman!!
Tanto, che vuoi che sia?! Lui ha corso per centinaia di chilometri, ha corso per una intera giornata di fila... ha corso nella notte, sui colli alpini, nella neve, con la grandine e col vento, col sole a picco... dico, ma che vuoi che sia un IRONman?!


non ha nemmeno torto perciò.. ho preso il pallino al balzo...anche io!!
anche io, cavolo! non voglio stare certo a casa a lucidare le padelle... anche se non ho fatto tutto quello che ha fatto lui. 


resta soltanto da decidere la destinazione.
e resta da vedere, chi dei due arriva prima...!


a sto giro, potrei anche farcela





giovedì 12 aprile 2012

Ma mai quanto me.. !


Probabilmente sono completamente depressa oppure in preda a sbalzi umorali e ormonali incontrollabili. Ma si può essere messe così per davvero a 35 anni?!
Stavo parlando bella bella con la collega panzona (al sesto mese di gravidanza) che mi fa’ una tenerezza infinita perché ha voluto questo bimbo con ogni atomo del suo essere, e con la collega strafighetta che però anche lei, gratta gratta,  tanto male non è, quando d’improvviso si attacca a parlare di parti, taglio cesareo (e di che cosa vuoi parlare con la collega in dolce attesa?!).

Mi chiedono ed io rispondo e sono anche molto più disponibile del solito a fare quattro chiacchere. Mi chiedono ed io rispondo di come sono stata sbattuta su una barella nel cuore della notte, in preda alla febbre alta tanto che sbattevo i denti, e di come mentre mi risvegliavo dall’anestesia, e loro stavano ancora tirando, tagliando cucendo, quello che è, io sentivo dolore, un dolore che non voglio sentire mai più nella mia vita e di come per due giorni non ho visto mio figlio, se non in una foto del cellulare e per due minuti grazie alla compiacenza di una nurse che me l’ha portato in segreto e poi è scappata con mio figlio, MIO figlio, tra le braccia.

Mi chiedono ed io rispondo e ad un certo punto, come una perfetta idiota, mi metto a piangere. La scema perfetta.
E per fortuna non ho raccontato il resto, cazzo, sennò piangevano loro pure calde lacrime.

Comunque, una scena davvero desolante per il mio amor proprio. Un vero calcio nei denti. Chiarito che il mio non è stato proprio per niente un parto felice, e che capiterà a poche sfigate come me un’esperienza del genere, sennò la panzona si terrorizza, le tipette si fanno in quattro per consolarmi, scusandosi per le domande inopportune.
Ma quando mai…! 

È che non ne devo proprio più parlare se mi può succedere di scoppiare a lacrimare come la madonna di
Medjugorje, così dal nulla.
Care, ci son rimaste pure male. Ma mai quanto me.. !

martedì 20 marzo 2012

detto/fatto

Stamattina, nonostante la nottata insonne, mi son svegliata pimpantissima, così, prima che mi passasse la voglia, mi son messa in bici e ho pedalato fino agli uffici.


L'esperienza è stata senz'altro interessante: sulle pur poco trafficate stradine di campagna il solito coglione col SUV che incontro anche in macchina ha cercato di arrotarmi alla modica velocità di 130 all'ora (di solito si accontenta di cercare di farmi lo specchietto: si vede che non mi ha riconosciuta!).
Dopo un sonoro appellativo che gli tirato dietro accompagnato da una mimica rozza ma di rapida comprensione, la macchina dietro di lui ha rallentato un pelo. Solo 100 Km/h. Bravi. 
Che volpi.
Poi ammazzano il ciclista e piangono perchè "si sono rovinati la vita".
Vabbè.. A parte ciò, la stradina è bella per quanto lo può essere una stradina di campagna in Val Padana, bucolica e niente di più. Incontro un cane che mi ricorre, passo il cavalcavia sull'autostrada col rapporto più agile possibile, scendo a lambire il Santuario, Madonna aiutami tu ad arrivare sana e salva, e proseguo.


Sulla statale il traffico si fa' sostenuto e le autovetture, non tutte, ma alcune si, mi passano molto (troppo per i miei gusti) vicino.
Calma e gesso. Sto a destra il più possibile. Il traguardo è vicino.
A conti fatti sono arrivata sana a salva. 
Un po' troppo sudata a dir la verità. Forse, intimorita dall'arietta frizzante, mi son vestita troppo.
O forse, ho pedalato troppo forte (seeeeeee... 25 km/h).
Così, dopo un breve spogliarello in bagno e una rapida una lavata, mi ritrovo con solo il golfino di lana sulla nuda pelle.


Speriamo che non se ne accorga nessuno.
Domani mi organizzo meglio!



martedì 7 febbraio 2012

Un bel lunedì mattina

Sarà stato che da due settimane non si gareggiava - il Principe Consorte è stato messo KO dal'influenza , poi le copiose nevicate della scorsa domenica ci han tarpato le ali, anzi.. le gambe - ma la levataccia alle 5 e 30 di mattina per andare a scarpinare in quel di Borgomanero sui sentieri di Santa Cristina, domenica, è stata meno peggio del previsto.
Siamo partiti con una temperatura di -17,5 gradi e ci metto anche il mezzo grado, perchè rende l'idea.

Il freddo era qualcosa di fisico, quasi tangibile.

Dopo mezzo chilometro ero già per terra, chiappe sul ghiaccio e alla via così: il Principe Consorte s'è involato e mi ha mollata lì a soffrire da sola.
Beh, io una gara da sola, me la so fare, ho pensato. 
E infatti non ho sofferto nemmeno più di tanto a zampettare nella neve e sul ghiaccio per 30 lunghissimi chilometri fuori strada, con tutti i dislivelli più bastardi negli ultimi dieci chilometri di gara.
Ero così attenta a dove appoggiavo i piedi che ad un certo punto ho pure perso la strada e quindi qualche manciata di minuti nel ritornare sul sentiero. Pazienza. Sono arrivata bene, stanca ma non sfinita, a soli dieci minuti dal mio prestante consorte, che su questi percorsi è molto più sciolto di quanto non sia io.

La cosa più bella all'arrivo è stata individuare, con la più grande incredulità, uno dei nostri geometri di cantiere, un mio collega di circa una sessantina d'anni, un signore sempre molto riservato, segaligno e taciturno, che stava lì, a pochi passi da me, in un contesto assoluatmente inaspettato.

Ieri, dopo aver controllato sulla classifica che fosse effettivamente lui, l'ho chiamato. E' stato quasi come fare outing.
-Ma, geo, anche Lei fa' trail running?
-Si, vorrei fare le PdP e forse anche la LUT quest'anno.E comunque anche io avevo notato che c'era il Suo nome fra gli arrivati nell'ultima mezza, Dottoressa, però non osavo..

E ci siamo ritrovati così, due quasi sconosciuti fino ad una manciata di minuti prima, con un sacco di cose in comune due minuti dopo.
Ho messo giù il telefono con un sorriso nuovo. 

Bel lunedì mattina.


venerdì 3 febbraio 2012

personaggi strani?!

Oggi mi ha fatto sorridere incrociare sulle strade ancora innevate del circondario un ragazzo, che alla guida di una macchina nera, bassa e molto fischiante (sarà stata la cinghia?), mi fa' un segno di approvazione col pollice verso l'alto, tutto serio in volto.
Mah? cosa avrà voluto dire? Brava oppure Sei una pazza furiosa?! 


Il mio vicinato è strano.
Il signore che abita nella villetta rosa, a 30 metri da casa mia, tiene le luci accese del vialetto tutta la notte (avrà paura dei ladri? vuole illuminare la strada?vorrà sprecare tanta energia elettrica?) tanto che il chiarore si infila anche tra le mie imposte.
Domenica scorsa poi, alle sette e trenta del mattino, era in piena attività sul vialetto a spalare la neve, in compagnia del suo stupido e perennemente abbaiante cane. 

Alle otto ha finito, è rientrato in casa e non è più uscito per tutta la giornata.
Spalare più tardi e fare meno casotto, no?


Nella casa di fronte ci stanno Florindo e family. Li conosco da tutta la vita. 
Lui si diverte a bagnare ettari ed ettari di perfetto prato all'inglese per far crescere l'erba, poi appena è cresciuta, si diverte a tagliarla. Ognuno...
Ha tanti begli attrezzi: il trattorino, il trattore vero, la falciatrice, il decespugliatore, le cesoie e per i punti difficili persino le forbicine... !!
A volte lo vedo anche strappare a mano il ciuffetto che è sfuggito a tutto il resto dell'armamentario.
Tutto ciò, ovviamente, dalle 13.00 alle 15.30 del pomeriggio, preferibilmente di sabato, in estate. Quando magari, nell'afosa calura, ti faresti pure un pisolino. 


Poi c'è la coppietta con l'antifurto che da due anni suona ogni quarto d'ora. 
Peggio che le campane della chiesa. 
Abbiamo pure pensato di regalargli un libretto d'istruzioni,  ma faceva brutto.
Adesso hanno una bambina piccola e l'antifurto non suona più. 
Sto giusto pensando di metterne uno io, così, per provare.


Poi ci siamo noi. Corriamo. Facciamo gare di triathlon e di corsa.
Abbiamo un bambino piccolo e corriamo. 
Anche con la neve, pensaunpo'.
Eh, ma siamo strani. Si, siamo proprio strani.

lunedì 12 dicembre 2011

Sua Maestà la Maratona (ce l'ho fatta!)

Reggio Emilia: 3 ore 33 minuti 08 secondi


L'ho inseguito per mesi in allenamento, l'ho inseguito nei sogni, ho fallito e l'ho mancato, ma finalmente ho avuto successo: tre ore e trentatré. Il mio tempo migliore sulla distanza. 


E' stato incredibilmente facile, semplice, è venuto così. Forse perchè ormai era ora...
E' stata una bella soddisfazione, una bella emozione correre senza sofferenza, con la concentrazione giusta, con facilità, senza problemi.
Quando, al 35° chilometro ho visto che tenendo il ritmo, sarei arrivata entro le 3 ore e 35, quasi non ci credevo.


So che posso ancora limare qualcosa, che posso osare qualcosa di più, non molto, ma posso tentare di togliere quei tre minuti..
Ma non oggi: oggi sono veramente contenta di questo tempo.
Sapevo di valerlo e per una volta posso dire di avere avuto ragione a crederci.
E per oggi non penso alle prossime gare, ma mi godo la mia soddisfazione.


L'ho domata, Sua Maestà la Maratona.



giovedì 22 settembre 2011

Diamoci un taglio!

così!




ho anche preso l'appuntamento, che si sa' è come fare l'iscrizione ad una gara: se la fai, sei già a buon punto!

Ieri, alla pausa caffè, la Collega A. mi dice che non sono poi tanto lunghi i miei capelli, e che son tanto belli...
Mah?! A casa mia, i capelli che si intrecciano si possono definire a buona ragione lunghi...e da domani vedrà cosa vuol dire davvero "corto"!

Era da un po' di tempo che ci riflettevo, perchè se da una parte non ho mai avuto esitazione a tagliare senza pietà, dall'altra mi piace "piacere" al Principe consorte, che per il boccolo, ha sempre avuto una debolezza.

Però ieri sono stata rassicurata ampiamente:
Semper: "se mi taglio i capelli corti, mi lasci?"
Principe consorte: "ma non dire cazzate.."

La prendo come una liberatoria. Tanto ricrescono.

lunedì 12 settembre 2011

Non è un paese per giovani..

Parafrasando il titolo di un film che ho trovato allucinante e prendendo liberamento spunt dall'ultimo post di ON al suo caro SuperBoss , mi viene in mente che questo è un paese per vecchi che non fanno figli.

Come possono i nostri strapagati parlamentari venirci a dire che l'Italia ha bisogno di crescere demograficamente, perchè nessuno ci pagherà le pensioni un domani (a parte il fatto che in pensione di questo passo non ci andremo mai..!).
A parte il fatto che siamo già troppi a 'sto mondo (altro che crescere..), quando fai un figlio, hai fatto un guaio.

Un guaio lungo almeno 18 anni, se non di più: e i primi anni sono i più duri, perchè siccome il cucciolo di uomo è l'animale più ritardato del mondo e ha bisogno di cure e attenzioni costanti, tu (madre, ma anche padre) non puoi riprendere il tuo posto nella società degnamente, in quanto il tempo da dedicare al cucciolo è decisamente troppo rispetto a quello che dovresti dedicare al lavoro.
Si, ma se non lavori, tu e il cucciolo, cosa mangiate? Cartone?
Ed ecco perchè, a mio giudizio, a fare un cucciolo, bisogna essere in due e belli decisi, anche. Altrimenti diventa una lotta contro il mondo, per avere un orario di lavoro decente, per avere il tempo in cui veder crescere tuo figlio, per ricordarti tu, ogni tanto davanti ad uno specchio, di essere una persona.
Io ho una posizione tutto sommato invidiabile: un marito che ha un ruolo fondamentale in casa e col bimbo, i nonni vicino a casa che sono spesso e volentieri a disposizione, un lavoro comodo, ben pagato, e un capo con cui riesco a ragionare.
Riesco persino a fare sport e tutti (compresi i compagni di squadra) se ne meravigliano.
Ma giustamente! Perchè ci sono esempi limite di come la vita vada letteralmente a rotoli, nel momento in cui decidi di fare un figlio. Altro che momento splendido e felicissimo..!
Molte volte mi son sentita come se cercassi di pattinare sul ghiaccio senza pattini.

Senza contare che dovrebbero esserci molti più servizi per le madri che lavorano, più asili nido, così che non ti si debba costringere a fare l'iscrizione al nido di un bimbo che non è ancora nato (si, ho sentito anche questa..), più elasticità nelle soluzioni lavorative (si potrebbe lavorare anche da casa, ma chissà perchè qui in Italia questa pratica è sconosciuta).

E così, o ti riduci a rincretinirti cecando di mettere insieme i pezzettini del complicatissimo puzzle, tanto che quando ti dicono "perchè non fate un altro bimbo?" ti viene la pelle d'oca solo al pensiero, oppure te ne fotti e ti fai dichiarare "gravidanza a rischio" quando hai appena visto lo spermatozoo.

Amen!

mercoledì 7 settembre 2011

Fuga dal (nel) mondo dei sogni

Stamattina, mentre stavo sulla macchinina in direzione “buio e noioso posto delle grane”, ho visto i camion betoniera che costeggiavano la ferrovia, a circa un chilometro e mezzo di distanza e si andavano ad infilare nella carraia che costeggia i campi circostanti.
 
A volte ritornano, i pannelli solari intendo, perché quando dieci camion betoniera sfilano in processione alle 08.00 del mattino per scaricare il loro contenuto, beh.. o stanno costruendo un nuovo centro commerciale o stanno cementificando lo scavo per i pannelli solari del cazzo.
Si, pannelli del cazzo.

Io li adoro i pannelli: li uso e li ho usati in vacanza, dove a 2.000 metri di altitudine non c’è energia elettrica. Ma con i pannelli fai tutto quello che hai bisogno, a meno che tu non voglia attaccare il ferro per arricciare i capelli, come quell’idiota della vicina che mandava in sovraccarico ogni giorno l’impianto, perché lei doveva farsi i capelli. Per andar dove non si sa, dato che siamo in montagna e le mucche non badano di certo alla tua piega.
Dicevo, “adoro” i pannelli, ma quelli che se ne stanno sopra ai tetti, agli edifici commerciali, alle tettoie dei parcheggi, non quelli conficcati nel terreno cementificato, che diventa irrecuperabile.

Questo come premessa, perché ogni volta che guardo veramente e “vedo” quello che ho intorno mi deprimo, anzi no, mi infastidisco, perché non mi piace: non mi piace per niente.
E ogni volta che andiamo via, abbiamo sempre meno voglia di tornare in questa casa, che in realtà è solo un posticino, neanche troppo confortevole, dove, per il momento, dobbiamo stare. Perché?

Perché il Tubo è ancora troppo piccolo (leggi non autonomo), e io ho ancora bisogno di un lavoro tranquillo.
Il Principe consorte ogni tanto morde il freno, ma facciamo progetti.

Fuga. Fuga in un mondo da sogno.

mercoledì 3 agosto 2011

abbiamo preso atto

Io ci provo.
Non sono una che si prende la testa fra le mani e si dispera, o meglio, si, capita, ma poi, dopo pochi secondi, mi dico che è tempo perso.
Bisogna cercare sempre di risolvere, di adattarsi, di arrivare all'obiettivo, fosse un traguardo, fosse un risultato sul lavoro e fosse anche il raggiungimento di un benessere fisico e mentale.
Fosse anche un migliore comfort a livello di quotidianità.
Ci agitiamo tanto e poi siamo rinunciatari rispetto a quelli che sono i nostri standard di vita, che solitamente e parlo per me, sia chiaro, fanno schifo.

Ieri sera, sulla tangenziale indemoniata di questa piccola città, mentre andavamo a prendere il Tubo al nido, mentre stavamo in coda, l'ennesima coda della giornata, perchè stanno facendo lavori dappertutto e peraltro lavori che non dureranno poco, io e il Principe Consorte ci siamo guardati in faccia... e lì per lì abbiamo avuto lo stesso pensiero.
Basta.

E vabbè che siamo stanchi e vogliamo andare in ferie e tutto sembra faticoso, ma personalmente mi sono rotta l'anima di portare al nido 'sto povero bambino e passare due ore al giorno con le chiappe sul sedile della macchina in maniera del tutto improduttiva.

Ci organizzeremo diversamente, cercheremo una baby sitter che venga a casa, chiederemo a mio padre una mano d'aiuto in più, sfrutterò le mie ore non retribuite, ma basta.

E' una piccola presa di coscienza, ma è già un buon passo avanti.

lunedì 1 agosto 2011

tutto 'sto casino perchè

stamattina la sveglia ha suonato, ma io l'ho bellamente ignorata...
eh si, lo faccio pure io, la stakanovista del running. ecchepalle doversi svegliare alle 05.50 per andare a correre.
eppure è così. Il Principe consorte ha sentenziato, ieri sera mentre salivo le scale patana patana per andare a fare il bagno col Tubo, che sono pronta per la prova costume ma non per la maratona.

Quindi, dieci chiloemtri al giorno tutti i giorni e fin qui son d'accordo anche io, ma non alle 06.00 di mattina tutti i giorni, che per carità, non mi sono mica arruolata nell'esercito e poi, dopo, non mi posso nemmeno schiacciare un pisolino!
Mi son rigirata nelle lenzuola, e ho continuato bella bella la nanna.
Correrò per punizione in pausa pranzo sotto il sole delle 13.00 nel campo dietro casa, perchè stanno pure asfaltando e non è il caso che asfaltino anche me. Che gran divertimento, dieci giri di campo!!

Speriamo solo che a nessuno dei miei vicini di casa venga in mente di chiamare la neuro...!



aggiornamento delle 15:30

i giri nel campo dietro casa son diventati 20, ovvero 10 km esatti solo il sole di mezzodì, in mezzo alle stoppie... e nonostante tutto, non ho corso neanche male...!