Ed ho fatto anche l'olimpico, anche se, signore e signori, ho seriamente rischiato di uscire dall'acqua dopo le prime tre (brutte) bracciate per non rientrarci più.
Mai più.
Ho sbagliato a non fare riscaldamento in acqua: avrei capito come girava e come dovevo nuotare.
Perchè si da' il caso che io nel mio piccolo sappia nuotare, quindi a che pro farsi 1.000 metri sguazzando con la testa fuori in preda al timor panico?!
Nessuno. E infatti dopo il primo giro in acqua (
sadici questi altoatesini: due giri in acqua con relativa uscita e rientro, il secondo più breve del primo) mi son calmata e ho nuotato meglio il secondo giro, anche se qualche
idiota della batteria maschile è riuscito pure a passarmi sopra. Proprio sopra.
Vabbè che siamo in gara, però mi dico... complimenti! A parte ciò, uscita dall'acqua con un tempo pessimo, ma neanche ultima,
pensaunpo', salto sulla bici e comincio a pedalare.
Si comincia in salita, fatica ma tutto bene. Vado su tranquilla e scendo piano che non ho voglia di cadere.
A quanto pare sono una delle poche che la pensa così. Orde di ciclisti mi passano a velocità sostenuta e ad un pelo dalla mia biciclettina, che già sbanda di suo per il vento (forte: infatti mentre costeggiamo il lago vedo i wind surf che se la spassano con le vele che schioccano sull'acqua).
Il cameramen di Raisport che segue la gara mi riprende e mi chiede se sono la seconda.
Sorrido, va' che è meglio...se non arrivo ultima oggi festeggio..!
Al secondo giro, prendo un po' più di confidenza col percorso ma, dopo il giro di boa, dopo che un novello Cipollini, alla testa del suo gruppone urlava indicazioni sui cambi (...) frenandomi con le scintille davanti al naso, mi accingo a superare (
finalmente ne passo uno più scarso di me!!) un ciclista che sta pedalando lentissimo alla mia sinistra; forse si sta scartando una barretta, forse sta ammirando i vigneti, non si capisce bene..
Arrivo alla sua altezza quando dall'altra carreggiata, uno dei tipi del gruppone che arriva giù a tutta birra, sbanda, evita il birillo che divide le due carreggiate, ma perde il controllo e invade brutalmente la nostra.
Lo evito per un pelo, con una prontezza di riflessi che non sapevo di avere: con un urlo angosciato lui stramazza addosso all'ignaro ciclista (quello che volevo superare:
vedi che a mangiare troppo in bici ci si fa' male!!), che va' giù con un tonfo, come un birillo, mentre l'altro gli capriola sopra.
Gambe e braccia e pezzi di bici dappertutto. Mancavano giusto i fuochi d'artificio.
Io grido al soccorso e mi tolgo rapidamente di mezzo per non fare la stessa fine.
Credo gara finita per entrambi e una bella strizza per la sottoscritta.
Ultimo giro ben pedalato, nonostante 'sta salita e 'sto ventaccio abbiano
seriamente scalfito il mio aplomb. Ho pure freddo.
Arrivo alla zona cambio e smonto tranquilla, chiedendomi se ce la farò a correre.
Quaranta secondi e sono pronta per il running. Nonostante tutto corro, mentre tanti camminano.
Sadici questi altoatesini: in un anello di 3,3 km riescono ad infilarci salita, sterrato, salita impervia sullo sterrato, discesa e pavimentazione a lastre. Manca un bugnato e poi abbiamo tutto. Arrivo in salita, ovviamente. Ma per loro non è salita. Casomai un lieve dislivello..
In cinquanta minuti sbrigo la mia pratica: niente di eclatante ma le condizioni erano quelle che erano.
Stanca, mi bevo un bel bicchierone di te' annacquato mentre gli altri intorno si infilano in bocca improbabili bomboloni alla crema, gentilmente offerti dall'organizzazione.
C'è anche chi se li porta via a braccia...!!!
Mah?!
Rimango perplessa e mi faccio coccolare dal Principe Consorte che ha vegliato amorevole su di me per tutta la gara.
Le cose da analizzare sono tante e ci lavoriamo insieme:
migliorabilissimo il nuoto e si può limare qualche cosina anche sulla bici, anche se sinceramente non mi va' di rischiare di piallarmi per terra, la corsa bene sopratutto per la tenuta, anche se tanto lo fa' il percorso di gara e le condizioni, che sono state durette: vento, acqua molto mossa e freddo.
Ho nuotato, pedalato e corso a sensazione, senza GPS, crono o quant'altro. Così, per saggiare le mie (
modestissime) capacità.
A questo punto, non mi resta che riprovarci per vedere se riesco a fare meglio.
Il 27 di maggio. In mare. Chi la dura la vince.
Io persevero.