giovedì 27 gennaio 2011

pausa pranzo


così, per smaltire l'incazzatura, la pausa pranzo l'ho trascorsa in piscina, dove (udite udite) gli altri nuotatori sono usciti tutti dalla vasca allo scoccar dell'una.
eh... quando la fame chiama. ringrazio tutti, adoro nuotare da sola. una piscina tutta per me... wow...
approfittando della mancanza di compagni di corsia, mi sono fatta persino un 100 misti, roba che prima della gravidanza, forse, se avevo spazio, perlappunto.
il morale non è migliorato di molto, ma sicuramente un po' di endorfine giovano.
ah, se giovano... peccato che adesso ho un segnaccio degli occhialini sotto gli occhi.
se ci sentiamo domani, vuol dire che divorzio e divorziare per il volume della televisione mi sembra francamente idiota.
altrimenti, ci si legge martedì.
buon fine settimana...

a volte vorrei...


...rispolverare la macchinina, lasciare a casa eventuali passeggeri, fare un pieno di benzina e partire... senza meta.

mercoledì 26 gennaio 2011

musicalmente

“Born to be wild”

Beh, oggi è il motto di battaglia del mio capo e già che tira buon vento, teniamocelo buono.
La persona che mi ha sostituito in maternità ha combinato più casini che un incendio, ma anche questo non importa.
Nella vita l’importante vendersi bene.
Per me, lavorativamente parlando, è sempre stato periodo di saldi.
Vado via con poco e niente.

“momenti di gloria”

Il piccolo principe scorrazza per la cucina, spingendo una sedia.
Semper: “Guarda, principe consorte, come sta in piedi dritto e in equilibrio il piccolo principe!”
Il piccolo principe si schianta al suolo a pelle di leone e con un soffice “tump” atterra con la fronte sul tappeto, senza emettere un suono, eroicamente.
Principe consorte: “…!”

Piccolo principe sul seggiolone che gorgheggia “ahhhh ahhhh ahhh”.
Semper: “devi dire MAMMA, senti, Mam ma MaaaaaMMMa
Piccolo principe: “PRRRRRRRRR” lunghissima pernacchia.
Ah, però.
Queste si che son soddisfazioni.

martedì 25 gennaio 2011

Roma

e domenica correremo qui...
Dopo qualche tentennamento si è deciso per Roma che, come una vecchia amica, ogni tanto andiamo a trovare.
Festeggeremo il compleanno del Principe Consorte, riprenderò in blanda maniera gli allenamenti in sua compagnia e sarà bello correre ancora insieme, visiteremo la città, ci permetteremo di alzarci tardi la mattina e se qualche raggio di sole vorrà farci compagnia, sarà il benvenuto.
Mi sarebbe piaciuto anche scoprire qualche posto nuovo ma va bene così.

Roma può essere un posto nuovo ogni volta.

lunedì 24 gennaio 2011

Plebiscito

cari lettori, dove vorreste trascorrere un bel fine settimana?
forza, risposte e suggerimenti.

ps.: dove si possa correre, chiaramente.. grazie :D

venerdì 21 gennaio 2011

Il pettegolezzo è maschio

Ieri sera salgo sulla bici di spinning per la lezione bisettimale.
Per questa volta vado nella palestra più vicina, anziché in quella dove trovo la mia istruttrice, ma anche così non manco di incontrare gente che conosco. Peccato.
Il cretino di turno, un revival della nostra ex squadra podistica, mi attacca, durante il riscaldamento, un bottone allucinante su un amico comune, in realtà un mio ex (era tra gli innominati ed improbabili personaggi che non hanno lasciato traccia, anzi che rimuoverei volentieri).
Sono molto amici loro, perciò attacca a raccontarmi, assolutamente senza alcun sollecito da parte mia, che ha il tipo ha perso il lavoro, ha lasciato la sua tipa, è partito per il Nicaragua da solo come un cane e in più si è attaccato alla bottiglia, a suo dire.
Il tutto con un sorrisetto perverso e compiaciuto sulla faccetta rotonda da ex-sportivo scoppiato con tanto di panzetta.
Questo era uno che correva bene, perciò cerco di parlagli di corsa, tanto per non farlo sbraitare in mezzo alla palestra della prova gatto che ho dovuto subire dall’ex tipo appunto.
Ovvero se non andavo bene al suo gatto, non sarei andata bene io per lui.
Per la cronaca ho superato la prova gatto, ma il tipo l’ho lanciato lo stesso.
Superato l’impasse, non pago, ricomincia a parlarmi di un altro ragazzo che correva con noi, uno sfigato pazzesco svitato e suonato.
“Veramente ha la donna, me l’ha pure presentata” intervengo.
“Ah, si e com’è?” si volta dalla bici con occhietto famelico per captare ogni minimo dettaglio.
“Un bel viso e un sorriso dolce. Carina.” Di più non si può dire, ma è sufficiente per ammosciarlo.
Questa è stata una mazzata per lui, ma domani tutta la cittadina saprà che il tipo sfigato sta con una donna. Che mondo.

Arriva l’istruttore e comincia la lezione. Stringo la mia resistenza e pedalo.
Menomale...

giovedì 20 gennaio 2011

“Nominascion “

non volevo farlo perchè mi sembra molto una catena di sant'antonio.
e io le detesto

però, ci tengo a farvi sapere che è bello leggervi e che mi piacete.
magari siete degli psicopatici insopportabili dal vivo, però come si dice, non cercare la pagliuzza nell'occhio del vicino quando hai la trave nel tuo.

da brava psicotica quindi nomino i miei MUST e che gli altri non si offendano che li leggo con piacere lo stesso.

1 – Madame K, la donna più affettuosa e supermamma che conosco;
2 – Mr. Red, un runner, un triatleta e ho detto tutto;
3 – Aspettando Giulia, mi fa’ ridere, sorridere ed è una bella persona;
4 – Acqua, carica di saggezza come una nave spagnola di galeoni;
5 – Only (di qua e di là) presenzialista insomma, problematica, spigolosa, ma noiosa no di certo;
6 – Stresserentola, è di Palermo. La adoro. E la invidio. Tanto prima o poi ci vengo ad abitare anche io, quindi tanto vale farci amicizia!
7 – Quaglia, autenticamente simpatica dentro. Un’ironia amara, tagliente e vera.
8 – Poison, l’essere velenoso più micidiale che conosco, ma solo sulla carta
9 – Ontheroad, la mia futura consuocera :D teniamocela buona… ;D
10 – Funambola, in una parola funambolica.
11 – Mammadifretta, praticamente un alter ego. Io potrei fare Mammadicorsa.
12 – Sonietta, ultima e non meno importante. Testaccia dura e cuore tenero.

And so on… sembra un collettivo femminista, ma mi è venuto fuori così.
Non preoccupatevi, non avete vinto nulla, solo un pezzettino della mia stima.

mercoledì 19 gennaio 2011

EX

Ne ho parecchi, si insomma una modica cifra che a volte ho persino messo su nero su bianco, i miei scalpi appesi alla cintura.
Mi è sempre piaciuta la scena di Andie Mc Dowell che in “Quattro matrimoni e un funerale” li elenca tutti, uno per uno, rammentandone virtù, vizi e difetti, ma io non saprei proprio fare lo stesso, a parte qualcuno, i più importanti naturalmente, quelli che hanno segnato in qualche modo il mio modo di vedere la vita.
Che il primo non si scorda mai è tristemente vero: era un terribile prevaricatore incapace di trovare anche solo le sue tasche ma che voleva insegnarmi tutto. È durata fin troppo, ma all’epoca non avevo assolutamente le idee chiare su quello che dovrebbe essere un rapporto di coppia equilibrato. E poi avere il moroso era un must.
Bocciato.
Il secondo idem. Meno prepotente ma molto noioso. Molto ricco. Molto attaccato alla mamma.
Tre anni di patimento e poi via.
Tanti veloci storielle fino all’Amore con la A maiuscola.
Studente greco di medicina. Biondo, occhi azzurri, alto, arbitro di basket (non lo sapevo ma tutti i greci amano il basket).
Per lui ho imparato il greco, sono andata a conoscere la sua famiglia in Grecia e ho provato tutto quello smarrimento e stato confusionale che è la passione amorosa.
Sta di fatto che era un terribile dongiovanni e la nostra relazione era impoverita da terribili litigi e scenate. Finita perché io sono andata a lavorare in Grecia e lui si è trovato un’altra perché non poteva stare da solo.
Io pure mi son trovata i miei divertissement. Un periodo di caos e poi di nuovo una relazione seria. Sposato. Micidiale. Bugiardo. Finita presto, ma mai troppo presto.
Dopodiché lo sportivo. Allenatore di nuoto, dolcissimo, carinissimo, sottomesso.
Dopo tre anni finisce perché non si sente pronto per qualcosa di serio.
Anche lì, c’è di mezzo la mamma.
Ma quanti danni fanno ‘ste mamme ai figli maschi.
Mi spaventa, un domani sarò una di loro.
E così, dopo una bolgia di avventure con dei personaggi improbabili, approdo tra le braccia del Principe Consorte.
I miei (amici, parenti, genitori) gridano al “Miracolo”.
Conoscendomi pensano che durerà molto poco e invece, siamo quasi al terzo anno insieme. A quanto pare per me nulla dura più di tre anni, vedremo se a questo giro smentisco la mia fama.

lunedì 17 gennaio 2011

Medaglia medaglia medaglia...


Premi. Quanto mi piacciono.
E voi direte “e a chi no?!”
Beh, a me piacciono molto, perché sono abituata bene.

Oggi sono stata premiata da un’amica blogger, non propriamente per meriti miei, perché essere premiati per i mille giorni trascorsi col principe, significa anche premiare il principe consorte: non è che io sia proprio un’acqua cheta.

Comunque, nel ringraziare doverosamente la Funambola, mi è venuta una botta di nostalgia di quando, quest’estate, correvo come una gazzella nelle nostre corsette di provincia e molto spesso andavo a premio.
Spessissimo. Tanto che il Principe consorte e la sorella runner sapevano che ci saremmo dovuti necessariamente fermare per la mia premiazione.
Nonostante il caldo, la fame e in certe sere torme di zanzare che ci assalivano assetate di sangue super ossigenato, non li ho mai sentiti protestare.
Mai sentito un commento annoiato da parte loro.
Ed io invece, sto mal sopportando la loro buona forma fisica, i loro bei successi, i loro allenamenti, perché siccome in questo momento sono ferma, patisco.

Eccome se patisco. E mi vergogno pure un po’ di questi pensieri negativi.
L’unica consolazione che ho è che cerco di nasconderlo.
Spero di riuscirci bene.

venerdì 14 gennaio 2011

mille..


dal 02 febbraio 2009 (ed è ancora così, menomale che ogni tanto me lo ricordo)
"Lui con le sue gambe lunghe e aggraziate (e non è Roberto Bolle), lui che pure la signora del negozio degli abiti da sposa mi dice che è bello (si, è un dato oggettivo), lui che ha un carattere bizzoso come un cavallo da corsa (o forse di più).
Lui che mi dice “ti spiegherò” e poi se ne dimentica (ma io no), lui che ogni tanto mi fa la grazia di alzarsi prima di me e mi prepara una colazione pantagruelica (ma poi a pranzo per un motivo o per l’altro non si mangia), lui che è pieno di qualità come un cannolo di ricotta, e ha un ego grande come un palazzo di dieci piani, che come nessun altro mi sa rendere la vita un inferno ma anche uno splendido paradiso.
Lui che quando passa sopra di me come una stella cancella passato e futuro.
E ogni tanto mi devo ricordare di tirare il fiato.
Auguri."

giovedì 13 gennaio 2011

Suona la sveglia...

Ore 07.15 e schizzo fuori dalle lenzuola calde per andare a preparare la colazione per me e il caffè per il principe consorte. Mi vesto e in stato di catatonia vado a prendere il piccolo principe che ieri sera, dato che siamo stati fuori a cena con amici ed abbiamo fatto tardi, ha dormito dai nonni. Per fortuna che di notte dorme, sempre.
Ritorno a casa e mi bevo un caffè con principe consorte. Dieci minuti di tempo scarsi per dirsi che oggi in pausa pranzo andrò a nuotare quindi lui andrà a correre non appena tornerò a casa io. Mi aspetterà alle due col tutino indosso mentre io tornerò a casa coi capelli ancora bagnati.
Dopo aver brigato come una pazza per iscrivere il piccolo principe all’asilo nido più vicino, il principe consorte mi informa che forse forse non è necessario, si può andare avanti così, benché per lui sia pesante tenere il bimbo le tre ore della mattina, che poi stanno per diventare quattro, perché fra un mese inizia il tempo pieno. Otto ore lavorative al giorno. Una botta.
Ci rimango un filino male, ma incasso e rifletto.
Devo chiamare un ortopedico decente per il mio ginocchio, il referto della risonanza non era proprio incoraggiante.
Dopo aver portato il piccolo principe dai nonni alle due e mezza per rientrare in ufficio alle tre, naturalmente senza pranzo, mi si prospetta un buon tre ore lavorative che spero vivamente siano soft, molto soft, o potrei avere un collasso.
In tutto ciò, non c’è un cane che mi dia una mano coi lavori di casa perché tanto non serve.
Stasera abbiamo a cena mia sorella e credo che la riceverò in pigiama e la farò uscire di casa alle dieci non un minuto più tardi.
Domani sera allenamento di spinning alle otto di sera e per il week end è prevista una bella trasferta nebbiosa per andare a correre (il principe consorte, io accompagno) in mezzo al nulla.

Dove sto sbagliando?

mercoledì 12 gennaio 2011

Quid est noctis?

Ogni tanto mi sento di dire che sono credente.
Non è un aspetto della mia vita facile da comunicare agli altri, perché ti senti subito considerata come se fossi una minorata mentale con qualche problema comportamentale.

Non sono credente come i mafiosi che tengono sul comodino la lucina sempiternamente accesa sotto l’immagine di San Michele e della Madonna.

Non sono credente come quelle che vanno alla Messa di Natale con la pelliccia di visone e le scarpe firmate e poi sotto hanno il pigiama, per andare subito a dormire dopo.

Non sono credente come quelli che tante belle parole ma poi non salutano nemmeno il vicino di casa quando lo vedono.

Non sono nell’Azione Cattolica e non c’entra niente l’aver trascorso pochi anni delle scuole medie presso un istituto salesiano, dove per obbligo c’era la frequentazione della Messa una volta la settimana, il martedì mattina.
Il che non ha devastato la mia indipendenza emotiva o intellettuale né tantomeno ha influito negativamente sullo sviluppo della mia sessualità.
Ricordo con piacere persino gli “esercizi spirituali” e la lettura della Bibbia che considero una forma di conoscenza intellettuale al pari della lettura dell’Enciclopedia.

Cos’è la mia Fede allora?
Cercare di vivere al meglio ogni giorno che Dio mi regala, ringraziarLo, onorarLo, fare il bene e rifiutare ciò che è male, rispettare i Suoi comandamenti, che poi non sono altro che una guida morale che potrebbe essere benissimo laica.
Il rapporto con la Chiesa è ambiguo, perché la Chiesa è composta da uomini (e donne) che non sono perfetti, anzi a volte gravemente fallaci.
Se un ometto vestito di bianco condanna le stragi di cristiani in Egitto, beh è giusto che lo faccia. Non trovo che sia un’ingerenza, ma che sia parte del suo ruolo.
Dovrebbe anche condannare tutte le stragi del mondo, non solo di cristiani.

È allora? E allora bisogna vigilare: credere con gli occhi aperti sul mondo in cui viviamo.
Credere e interpretare questa realtà che non è il Medioevo, anche se le stragi che si consumano nel nostro tubo catodico – o meglio nelle Tv al plasma !– fanno sembrare questo medioevo molto reale e molto vicino.

lunedì 10 gennaio 2011

la fata ignorante

Io pensavo di essere una persona matura ma forse lo sono diventata solo con la gravidanza.
E
il forse è d’obbligo. Ora come ora sono preda di un’incazzatura paragonabile solo all’ottavo grado della scala Mercalli: distruttiva.
Distruttiva è la parola giusta: vorrei distruggere la bellissima faccia di qualcuno, perché mi son sentita dire delle cattiverie spietate dettate da un egoismo colossale. Colossale, grande come la Domus Aurea.
Ma ancora una volta è colpa mia: me la sono voluta io, me la sono cercata io.
E quello che mi sto chiedendo è fino a quando la sua carezza sulla mano mi calmerà i nervi e mi farà spuntare un sorriso, nonostante il giramento di palle sia tale da sollevare un B 17.
Perché succederà. E quando succederà, anziché sorridere amorevolmente, prenderò la sua mano e gli spaccherò i denti.
Ma lui questo l’ha capito, infatti la sceneggiata napoletana (e non me ne vogliano i napoletani) è durata meno del solito.
‘Fanculo.

Regalo di Natale

Avrei potuto stupirvi con effetti speciali… su come è stata la nostra fantastica vacanza in Sardegna, ad esempio.. vacanza, viaggio, allenamento e gara e pantagrueliche mangiate di piatti sardi.
E invece no.
Abbiamo preparato diligenti le nostre valigie, controllandone per bene il peso, e poi ci siam guardati negli occhi:

-ma tu hai voglia di partire? (Lui, dubbioso)
-… ma si, certo, ci divertiremo un sacco..  (io, mentendo spudoratamente)
-non sono tanto sicuro… (Lui, sempre più dubbioso)
-beh, si, sono solo otto giorni. Vedrai che staremo bene (un po’ stupita, visto che lui ha sempre la smania di andare)
-staremo bene anche qui (Lui)
Così siam rimasti a casa, dove casa vuol dire quindici giorni a stretto contatto con il Tubo e, posso dire? Sono stata magnificamente bene. Qualche corsetta, tante belle nuotate in piscina, tanto tempo per noi, spaparanzati dappertutto, decisamente più pigri del solito, con dei ritmi rallentatissimi, da bradipi praticamente. Sereni. Tranquilli.
Con questo pupo meraviglioso che ormai scorrazza per casa e che io non riesco a non vedere bellissimo, anche se devo ammettere con rammarico mi somiglia clamorosamente.
Un Natale insieme al resto della famiglia, il Capodanno da soli con la nostra tavola imbandita e il Tubo sul suo seggiolone, senza ansie da aereo e senza sentire la nostalgia per la sua piccola (grande) mancanza.
Il regalo di Natale del principe consorte è stato anche questo.
Bellissimissimo!