Ne ho parecchi, si insomma una modica cifra che a volte ho persino messo su nero su bianco, i miei scalpi appesi alla cintura.
Mi è sempre piaciuta la scena di Andie Mc Dowell che in “Quattro matrimoni e un funerale” li elenca tutti, uno per uno, rammentandone virtù, vizi e difetti, ma io non saprei proprio fare lo stesso, a parte qualcuno, i più importanti naturalmente, quelli che hanno segnato in qualche modo il mio modo di vedere la vita.
Che il primo non si scorda mai è tristemente vero: era un terribile prevaricatore incapace di trovare anche solo le sue tasche ma che voleva insegnarmi tutto. È durata fin troppo, ma all’epoca non avevo assolutamente le idee chiare su quello che dovrebbe essere un rapporto di coppia equilibrato. E poi avere il moroso era un must.
Bocciato.
Il secondo idem. Meno prepotente ma molto noioso. Molto ricco. Molto attaccato alla mamma.
Tre anni di patimento e poi via.
Tanti veloci storielle fino all’Amore con la A maiuscola.
Studente greco di medicina. Biondo, occhi azzurri, alto, arbitro di basket (non lo sapevo ma tutti i greci amano il basket).
Per lui ho imparato il greco, sono andata a conoscere la sua famiglia in Grecia e ho provato tutto quello smarrimento e stato confusionale che è la passione amorosa.
Sta di fatto che era un terribile dongiovanni e la nostra relazione era impoverita da terribili litigi e scenate. Finita perché io sono andata a lavorare in Grecia e lui si è trovato un’altra perché non poteva stare da solo.
Io pure mi son trovata i miei divertissement. Un periodo di caos e poi di nuovo una relazione seria. Sposato. Micidiale. Bugiardo. Finita presto, ma mai troppo presto.
Dopodiché lo sportivo. Allenatore di nuoto, dolcissimo, carinissimo, sottomesso.
Dopo tre anni finisce perché non si sente pronto per qualcosa di serio.
Anche lì, c’è di mezzo la mamma.
Ma quanti danni fanno ‘ste mamme ai figli maschi.
Mi spaventa, un domani sarò una di loro.
E così, dopo una bolgia di avventure con dei personaggi improbabili, approdo tra le braccia del Principe Consorte.
I miei (amici, parenti, genitori) gridano al “Miracolo”.
Conoscendomi pensano che durerà molto poco e invece, siamo quasi al terzo anno insieme. A quanto pare per me nulla dura più di tre anni, vedremo se a questo giro smentisco la mia fama.