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martedì 17 aprile 2012

della ventosa salita del Poggio e del mio primo duathlon che doveva essere un triathlon

...ed eccomi qui a raccontare della mia prima gara stagionale sulla multidisciplina: doveva essere un triathlon (avevo anche fatto le ripetute sul nuoto, mai fatte prima.. tzè!!) e invece si è trasformato in un pasticciatissimo duathlon (per condizioni meteo avverse, di cui la capitaneria - o l'organizzazione?!- si è accorta esattamente due minuti prima della partenza) con la gente in zona cambio e la muta già indosso.
Ci siamo lievemente alterati, anche perchè a detta dell'organizzazione, la frazione nuoto si sarebbe dovuta tenere con qualsiasi condizione meteo, sfavorevole o no, e poi io mica mi ero fatta 2 ore di macchina per andare a fare un duathlon?! 


Comunque è andata così: pasticciatissima anche la partenza. Ci han dato 3 miseri minutini per improvvisare un riscaldamento e poi siamo partiti in gruppi mal mischiati, mal assortiti. uomini dal pettorale 1 al 100, dal 100 al 200 nella teoria, ma la realtà è che ogni parvenza d'ordine era persa e che i giudici di gara squagliati al sole, che comunque picchia.
5 km di run sul lungomare più ventoso della storia (2 giri da 2,5 km), a 4 e 32 senza eccessiva fatica (ma questo l'ho saputo dopo perchè ho scelto di stare senza Garmin e senza crono) per impostare la gara solo sulle mie sensazioni, 20 km di bike sul un percorso aperto al traffico ma ben presidiato (comunque sono stata attentissima).


Il percorso in bici era veramente panoramico e bello, un vallonato tranquillo fino alla salitina del Poggio (qualcuno mi aveva preventivato una faticaccia!!!)... in realtà si tratta di una salita piuttosto agile, che ho fatto tranquilla tranquilla, godendomi il panorama e cercando di non farmi portare via della folate di vento. Una bellissima discesa sotto il sole, anche se contornato di nubi minacciose, ma che ci han graziato. 
Sulla discesa mi passa, borbottando per la mia poca dimestichezza con le curve strette, una tipa in body rosso che mi si mette davanti, agitandosi tutta sui pedali.
C'è un tipo che le fa' strada e che la tira.



Le sto dietro con calma, che io di spaccarmi cadendo non ne ho voglia, e poi sul lungo mare, in prossimità dell'arrivo, spingo sui miei pedali con le gabbiette e la lascio lì.
Arrivo alla zona cambio con giudice che mi sventola la bandiera sul naso urlando "FREEEEENAA!". Massì che ti ho visto. 
Abbandonata a me stessa (non si capisce da che parte si esce dalla ZC), parto per l'ultima frazione run che corro a 4 e 34, sempre con tanto vento contro al ritorno, ma sempre con una sensazione di facilità incoraggiante, e arrivo al traguardo a due secondi da quella davanti a me, molto più efficiente sulla bici: chapeau!
Il duathlon mi è piaciuto, ma il TRI è un'altra storia. 
Mi ha fatto sorridere superare tanti uomini nella corsa, non ci sono abituata..!!
E mi ha fatto tanto piacere quando invece il numero 120 mi ha ripreso in bici, è passato e mi ha detto "attaccati!". 
Grazie, ma io la mia gara, la faccio da sola. Però ho apprezzato il pensiero.


Alla fine, mi sono regalata una bagnetto in mare. A parte la temperatura, GELIDA, c'erano effettivamente onde che avrebbero messo in difficoltà i meno esperti. 
E' andata bene così..!!