Qualcuno è già partito; martedì toccherà a me e al Muffetta.Partiremo insieme per arrivare in posti diversi, finalmente divisi, deo gratias!.
Io son praticamente pronta, che l'allenamento a fare gli scatoli ce l'ho da quel dì che ho conosciuto il Principe Consorte: il 20 aprile andavamo a cena insieme per la prima volta e il 20 settembre traslocavamo entrambi dalle nostre casine per prenderne una insieme.
A quel primo ne son seguiti altri due e quindi, casomai, ho da insegnare agli altri (solo in questo caso). E infatti, tutti a copiare i miei scatoli ben imballati, numerati e contrassegnati con nome e destinazione ben visibili.
Ho approfittato della pausa pranzo per nuotare un duemilaecinque ben fatto, con un trecento metri di tecnica e gli ultimi cinquecento metri a stecca, tirata da un baldo marcantonio della squadra master e mi sembra di non aver fatto niente, abituata ad almeno un mezzo chilometrino in più. Almeno.
I master, i signori della velocità. Ah ah.
Comunque sono dell'idea che nuotare con qualcuno che va' più forte sia stimolante.
Questi, presi tutti insieme, sono poco simpatici, ma tutto dipende da come ti poni, che magari un sorriso in più fa' miracoli.
Anche il Principe consorte ultimamente sorride di più, il che, neanche a dirlo, mi rende felicissima, al settimo cielo.
Oggi, per l'appunto, festeggiamo cinque anni e cinque mesi di vita insieme, che quel primo appuntamento è stata anche l'ultima notte della mia vita che ho dormito da single.
A dire il vero è una condizione che non mi manca.
L'indipendenza è indispensabile e blablablabla, ma poi alla fine stare con qualcuno è bello.
E' bello arrivare a casa e trovare la cena pronta e Ico sul divano che guarda Peppa Pig.
E' bello ricevere una carezza prima di dormire, vedersi aggiungere una merendina o un frutto alla borsetta della pausa pranzo, sapere che qualcuno ti pensa, si preoccupa per te, ti dice di non andare in giro col tettuccio abbassato perché ora, proprio ora, non puoi permetterti di prendere il raffreddore.
Se sono molto felice, gara o non gara, lavoro o non lavoro, cazzi e mazzi e buffi permettendo, è merito suo.
Auguri.