La visita medico sportiva, una volta l'anno, è un appuntamento che mi mette sempre un po' d'ansia, penso nella sala d'aspetto piena di uomini.
Le domande sono sempre quelle, le risposte più o meno anche, io sono sempre io e so che saltellare sul gradino per cinque minuti non è poi questa grande fatica, però resta sempre il fatto che gli anni passano e temo sempre qualche novità.
Ma anche stavolta è andata bene.
"Non sembra aver faticato troppo" dice il dottore, leggendo il tracciato dell'elettrocardiogramma, con tutto che mi ha fatto salire e scendere dal gradino più a lungo del previsto.
Gli lancio un'occhiata interrogativa dal lettino, dove sono sdraiata, con addosso solo le mutandine.
L'assistente, che è un ragazzo giovane, uscendo ha già fatto la bella figura di sbattere la faccia nella porta, nell'allungare il collo per dare una sbirciata.
Il dottore gli ha borbottato dietro qualcosa che non ho afferrato, ma il tono era inequivocabile.
Mi sono permessa un sorrisetto, anche se non capisco cosa ci sia da sbirciare.
Ormai il nudo femminile è talmente sdoganato che non vedo proprio cosa ci sia da guardare in una donna normale, con un fisico normale, che fa' una visita medico sportiva.
Il dottore no. Non c'è niente di equivoco o poco professionale nel suo sguardo e nelle sue mani; non come qualche anno fa' quando mi sono, mio malgrado, sentita palpeggiare dal cretino di turno.
Niente di che, se non per il fatto che era assolutamente evidente il compiacimento del tizio in questione per la palpatina "rubata".
Che parlando di molestie, uno si aspetta chissà che, invece poi si ritrova con un medico cretino che approfitta di una particolare situazione e si fa' una ghignata soddisfatta.
Comunque, anche questa è fatta ed è andata bene.
"Per cosa le serve il certificato?" mi chiede il dottore.
"Per triathlon e atletica leggera".
"Triathlon? Che è..?".
"Nuoto, bici e corsa" Anche qui, mi scappa un po' una risatina, che si vede che il dottore è abituato al calcio, piuttosto che..
Comunque, sono abile, arruolabile e ufficialmente autorizzata a faticare.
Domenica.
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giovedì 9 maggio 2013
mercoledì 20 marzo 2013
Carne al fuoco
A me la Legge di Murphy mi fa’ un baffo… è un
periodo, cazzo, anche se a pensarci bene, è da un po’ che dura ‘sto periodo.
Da un annetto circa e non sembra che voglia mollarla lì tanto presto.
Da un annetto circa e non sembra che voglia mollarla lì tanto presto.
È un periodo. È la vita.
Esprime una rassegnazione che non è nelle mie corde.
Non sono mai stata una persona paziente, ma lo sto diventando.
Sto diventando un fottuto bonzo.
OHMMMMMMMMMMMMMMM
Esprime una rassegnazione che non è nelle mie corde.
Non sono mai stata una persona paziente, ma lo sto diventando.
Sto diventando un fottuto bonzo.
OHMMMMMMMMMMMMMMM
Ricapitolando: due giorni a casa con l’ennesima
influenza catarrosa, domenica ho una mezza che solo Dio sa come correrò, Ico ha
avuto anche lui un week end di febbre altissima e non dorme di notte (quindi
manco io), ho un piede con un simpatico inizio di fascite plantare e l’altro
con una dolorosa recidiva borsite sull’alluce valgo (sempre a proposito della
famosa mezza maratona di domenica).
Ho dimenticato qualcosa?!
Ho dimenticato qualcosa?!
Ah, si, ieri sera si è guastata la caldaia e io ho
pensato: “Menomale che non è gennaio…” (in perfetto bonzo-style!), sono andata
a prendere la legna per la stufa, ho scaldato pentole e pentoloni di acqua per
lavarci tutti e ho messo a Ico la tuta pesante di pile per dormire (no, vabbè
neve a parte non fa’ così tanto freddo, ma dato che ha avuto la febbre…).
Stamattina, sfebbrato, lo porto all’asilo dopo che
mi ha piantato una pezza allucinante per mettersi le mutande (solo blu le
vuole) anziché il pannolo-mutanda e la simpatica addetta al ricevimento bimbi
che poi è mia cugina (che fa’ in pratica la bidella, ma non glielo dire che s’incazza)
mi storce il naso perché potrebbe anche capitare l’incidente. Certo che capita, se non lo porti a far
pipì con regolarità.
Ma non me la prendo neanche più: siamo una famiglia di simpaticoni, ve l’ho già detto.
E poi, se lui vuole mettersi le mutande e nei due giorni che è stato a casa con me problemi non ce ne sono stati, io gli devo mettere il pannolino perché tu non lo vuoi portare a far pipì???!!!
Che palle.
Ma non me la prendo neanche più: siamo una famiglia di simpaticoni, ve l’ho già detto.
E poi, se lui vuole mettersi le mutande e nei due giorni che è stato a casa con me problemi non ce ne sono stati, io gli devo mettere il pannolino perché tu non lo vuoi portare a far pipì???!!!
Che palle.
E fra 17 giorni ho il trasloco. IL TRASLOCO:
inscatola tutto e rimetti a posto tutto.
Un Ironman?! Io me la rido.
giovedì 21 febbraio 2013
La carogna
Ieri sera sono andata a fare la mia puntatina in
farmacia, perché col pargolo malato (e anche il gentile consorte, a ‘sto giro) due
puntatine la settimana non me le faccio mai mancare. Odio la farmacia, ma questo
è un altro discorso, anche se a ben vedere la odio perché in farmacia mi
succede sempre qualcosa di noioso e quindi qualcosa c’entra.
Quando entro, c’è – giustamente – il mondo. Smoccolo in silenzio e mi metto in fila dietro l’omino davanti a me, aspettando che qualcuno tra i quattro commessi/dottori che ci sono al bancone si liberi. Me ne sto lì in paziente attesa, bella bella, nel mio piumino pelliccioso, quando entra una signora, che scruta la situazione con fare circospetto, scruta l’omino e mi lancia un’occhiata. Poi, mi fa’: “Siete in coda?!”.
Ma no, guarda, siam qui a giocare alle belle statuine alle sei e mezza di una gelida serata invernale. Ci divertiamo così.
Minchia, quanto mi piacerebbe poter rispondere così...
O se mi piacerebbe. Invece no, sfodero un bel sorriso e le indico lo spazio dietro di me. Attendi. Attendiamo. Entrano altre due persone, ragazzo con giubbino e uomo maturo con giacca da marinaio, che per ingannare l’attesa si va’a scegliere il bagnoschiuma. Tutti disciplinatamente in coda.
Poi entra lui: settant’anni, Borsalino in testa e qualche carta fra le mani che sbircia nervosamente. Si guarda intorno e borbotta irritato. Sposta impaziente il peso da un piede all’altro e comincia a studiare di chiedere informazioni (e …di scampare la fila).
L’omino davanti a me è silente, non lo guarda, è pronto per il suo turno, dato che alla cassa una tipa sta pagando e se ne va. L’omino scatta avanti. Ora tocca a me.
Il settantenne col Borsalino borbotta nervoso, poi sceglie uno dei dottori, lo apostrofa, gli mostra le carte e quello gli fa’ cenno di aspettare. Il dottore si libera. Io mi muovo verso di lui: è il mio turno..
Il signore col Borsalino mi vede arrivare e mi fa’ un cenno. “Prego, prego, la lascio passare!”. La faccia tosta!
“No guardi, Lei non lascia passare nessuno” preciso piccata “è il mio turno, è Lei che ha saltato la fila”.
“Eh, ma non ho la ricetta” mi fa', come se fosse una buona scusa.
“Non mi interessa. Si metta in fila lo stesso, come fanno gli altri, se non le spiace!” (c'è anche il punto esclamativo perchè ora sono davvero irritata).
“Eh, ma quanto si agita. Ma se l’ho anche lasciata passare..!”.
Quando entro, c’è – giustamente – il mondo. Smoccolo in silenzio e mi metto in fila dietro l’omino davanti a me, aspettando che qualcuno tra i quattro commessi/dottori che ci sono al bancone si liberi. Me ne sto lì in paziente attesa, bella bella, nel mio piumino pelliccioso, quando entra una signora, che scruta la situazione con fare circospetto, scruta l’omino e mi lancia un’occhiata. Poi, mi fa’: “Siete in coda?!”.
Ma no, guarda, siam qui a giocare alle belle statuine alle sei e mezza di una gelida serata invernale. Ci divertiamo così.
Minchia, quanto mi piacerebbe poter rispondere così...
O se mi piacerebbe. Invece no, sfodero un bel sorriso e le indico lo spazio dietro di me. Attendi. Attendiamo. Entrano altre due persone, ragazzo con giubbino e uomo maturo con giacca da marinaio, che per ingannare l’attesa si va’a scegliere il bagnoschiuma. Tutti disciplinatamente in coda.
Poi entra lui: settant’anni, Borsalino in testa e qualche carta fra le mani che sbircia nervosamente. Si guarda intorno e borbotta irritato. Sposta impaziente il peso da un piede all’altro e comincia a studiare di chiedere informazioni (e …di scampare la fila).
L’omino davanti a me è silente, non lo guarda, è pronto per il suo turno, dato che alla cassa una tipa sta pagando e se ne va. L’omino scatta avanti. Ora tocca a me.
Il settantenne col Borsalino borbotta nervoso, poi sceglie uno dei dottori, lo apostrofa, gli mostra le carte e quello gli fa’ cenno di aspettare. Il dottore si libera. Io mi muovo verso di lui: è il mio turno..
Il signore col Borsalino mi vede arrivare e mi fa’ un cenno. “Prego, prego, la lascio passare!”. La faccia tosta!
“No guardi, Lei non lascia passare nessuno” preciso piccata “è il mio turno, è Lei che ha saltato la fila”.
“Eh, ma non ho la ricetta” mi fa', come se fosse una buona scusa.
“Non mi interessa. Si metta in fila lo stesso, come fanno gli altri, se non le spiace!” (c'è anche il punto esclamativo perchè ora sono davvero irritata).
“Eh, ma quanto si agita. Ma se l’ho anche lasciata passare..!”.
…
mercoledì 28 novembre 2012
Conti in sospeso.. neanche io, a volte, riesco a trattenermi
Lo so, caro Anonimo, lo so che ho dei conti in sospeso e che tu sei lì che ti mangi le ditine dalla curiosità...
Lo so bene che ho delle questioni da chiarire.
Non temere, l'idiota qui nonchè moglie di noto buzzurro (come siamo stati urbanamente definiti) lo sa benissimo.
Comunque grazie, per avermelo ricordato.
Per chi non lo sapesse, i commenti sono moderati..
Da lunedì, ovvero da quando ho letto uno sgradevolissimo messaggio, che ho tolto io stessa perchè mi disturbava profondamente e che peraltro avevo - privatamente - invitato a togliere.
Macchè. "Non ho saputo trattenermi" mi scrive in privato, non ancora completamente soddisfatta.
Eggià! Perchè quando qualcuno qui sale sul pulpito, col cazzo che poi scende... troppo bello concionare da lassù, senza manco sapere di che cazzo sta parlando e soprattutto forse senza aver capito bene il concetto di rispetto e che cosa ne deriva.
Io non ho mai dato dell'idiota nè del buzzurro a nessuno di voi; mi aspettavo perlomeno (perlomeno, eh!) che mi si usasse la stessa cortesia.
O che si usasse un altro tono dal momento che non ho offeso la sensibilità di nessuno, mi sembra (non ho dichiarato: oddio sono incinta, domani vado ad abortire!) o che ancora, mi si richiedessero spiegazioni più particolareggiate, vista sia la confidenza, sia la possibilità di farlo, prima di tacciarmi (ad minchiam, tra l'altro) di cattivo gusto da un pulpito poi, che in quanto a cattivo gusto ha dato esempi ampi e particolareggiati, ma qui non entro nel dettaglio dato che sono comunque cazzi suoi - la noti, la differenza?!? - e oggettivamente non me frega un fico secco.
Ma, come dicevo, lo so, che ho delle questioni da chiarire con una persona che per quanto oggi mi dispiaccia profondamente non ho esitato a definire amica, che sa di vicende mie personali molto delicate e di vicissitudini dolorose, e che avrebbe - prima di sparare sulla crocerossa - potuto ricordare il perchè e il percome io non mi possa permettere di rischiare un'altra gravidanza.
Ma è evidente che mi ritiene così imbecille da rischiare senza prendere precauzioni e mi informa dell'esistenza degli anticoncenzionali. Egraziealcazzo!!! Un applauso, prego.. Come avrei potuto sperare di arrivarci da sola?
E intanto, il commento stronzo è rimasto lì.. e nessun altro ne è seguito, nè di spiegazioni, nè chi chiarimenti. Niente.
Silenzio.
Nonostante io abbia lasciato trascorrere qualche giorno, a bella posta.
Sono rimaste solo parole che grondano cattiveria e astio, che ho cancellato, perchè, fino a prova contraria, caro anonimo, qui sono a casa mia e faccio un po' quel che voglio io...
Ma tu, caro anonimo, vuoi leggere una risposta?!
Non c'è una risposta, non c'è nessuna risposta alla cattiveria gratuita.
All'arroganza senza motivo.
All'esagerazione.Vediamo piuttosto se mi vien voglia, una bella domenica che non ho proprio nient'altro da fare, di andare a dirglieli in faccia questi due concetti:uno, che su tematiche così personali si può anche essere discordi, ma il disaccordo va' espresso casomai in altra maniera, senza dare dell'idiota e del buzzurro a nessuno (no, scusa, senza neanche azzardarti a pensarlo), soprattutto se è vero che "un po' ci parliamo";due, vaffanculo.
Lo so bene che ho delle questioni da chiarire.
Non temere, l'idiota qui nonchè moglie di noto buzzurro (come siamo stati urbanamente definiti) lo sa benissimo.
Comunque grazie, per avermelo ricordato.
Per chi non lo sapesse, i commenti sono moderati..
Da lunedì, ovvero da quando ho letto uno sgradevolissimo messaggio, che ho tolto io stessa perchè mi disturbava profondamente e che peraltro avevo - privatamente - invitato a togliere.
Macchè. "Non ho saputo trattenermi" mi scrive in privato, non ancora completamente soddisfatta.
Eggià! Perchè quando qualcuno qui sale sul pulpito, col cazzo che poi scende... troppo bello concionare da lassù, senza manco sapere di che cazzo sta parlando e soprattutto forse senza aver capito bene il concetto di rispetto e che cosa ne deriva.
Io non ho mai dato dell'idiota nè del buzzurro a nessuno di voi; mi aspettavo perlomeno (perlomeno, eh!) che mi si usasse la stessa cortesia.
O che si usasse un altro tono dal momento che non ho offeso la sensibilità di nessuno, mi sembra (non ho dichiarato: oddio sono incinta, domani vado ad abortire!) o che ancora, mi si richiedessero spiegazioni più particolareggiate, vista sia la confidenza, sia la possibilità di farlo, prima di tacciarmi (ad minchiam, tra l'altro) di cattivo gusto da un pulpito poi, che in quanto a cattivo gusto ha dato esempi ampi e particolareggiati, ma qui non entro nel dettaglio dato che sono comunque cazzi suoi - la noti, la differenza?!? - e oggettivamente non me frega un fico secco.
Ma, come dicevo, lo so, che ho delle questioni da chiarire con una persona che per quanto oggi mi dispiaccia profondamente non ho esitato a definire amica, che sa di vicende mie personali molto delicate e di vicissitudini dolorose, e che avrebbe - prima di sparare sulla crocerossa - potuto ricordare il perchè e il percome io non mi possa permettere di rischiare un'altra gravidanza.
Ma è evidente che mi ritiene così imbecille da rischiare senza prendere precauzioni e mi informa dell'esistenza degli anticoncenzionali. Egraziealcazzo!!! Un applauso, prego.. Come avrei potuto sperare di arrivarci da sola?
E intanto, il commento stronzo è rimasto lì.. e nessun altro ne è seguito, nè di spiegazioni, nè chi chiarimenti. Niente.
Silenzio.
Nonostante io abbia lasciato trascorrere qualche giorno, a bella posta.
Sono rimaste solo parole che grondano cattiveria e astio, che ho cancellato, perchè, fino a prova contraria, caro anonimo, qui sono a casa mia e faccio un po' quel che voglio io...
Ma tu, caro anonimo, vuoi leggere una risposta?!
Non c'è una risposta, non c'è nessuna risposta alla cattiveria gratuita.
All'arroganza senza motivo.
All'esagerazione.Vediamo piuttosto se mi vien voglia, una bella domenica che non ho proprio nient'altro da fare, di andare a dirglieli in faccia questi due concetti:uno, che su tematiche così personali si può anche essere discordi, ma il disaccordo va' espresso casomai in altra maniera, senza dare dell'idiota e del buzzurro a nessuno (no, scusa, senza neanche azzardarti a pensarlo), soprattutto se è vero che "un po' ci parliamo";due, vaffanculo.
lunedì 26 novembre 2012
Quel bel enfant..!
Ico ha fatto strage di cuori di vecchiette, che hanno cercato di insegnargli il francese inconsapevoli del fatto che lui abbia ancora problemi con l'italiano.
Mentre suo padre correva la sua 24 ore a Port Hercules, noi abbiamo scorrazzato su e giù per l'incantevole città, passando da La Rocher a Place du Casino senza soluzione di continuità e menomale che il trasporto pubblico a Monaco funziona benissimo. Come tutto il resto d'altra parte.
Abbiamo passeggiato in mezzo a Ferrari e Rolls-Royce senza batter ciglio, e se stavo a sentire mio figlio mi sarei dovuta sedere pure al Cafè de Paris (ma forse ci avrebbero infilati nella fila in fondo, non di sicuro nei primi tavolini, in bella vista..!). Per un attimo mi è balenata l'idea folle "Garcon, un vodka martini..!" poi ho lasciato perdere, che è meglio...
Tanto l'alcool non lo reggo.
Il Principe consorte ha corso benissimo, piazzandosi quinto assoluto.
Bravo e avrebbe potuto fare meglio se il percorso non fosse stato invaso dalla folla multicolorata e vociante che accumulava chilometri per beneficienza.
Una manifestazione sui generis, però ben organizzata. Non mancava nulla.
Come non mancavano i soliti coglioni (italiani) che commentavano "Guarda questi cretini che corrono in tondo..!! Roba da matti...!".
La tipica famiglia Brambilla in vacanza: buzzurri, coi figli buzzurri appiccicati ai loro video giocattoli, e neanche farlo apposta con quei trenta chili in più a testa che ti fan capire come passano le giornate.
Mi sono trattenuta dal rispondere male, come mi trattengo molte volte di questi tempi, pur facendo uno sforzo considerevole.
D'altra parte, anche i coglioni possono dire la loro opinione, no?! E' un mondo libero. Ognuno può dire e fare quel che vuole, o così pare... e allora lasciamola parlare, 'sta gente, che qualcosa deve pur fare...
Parentesi polemica a parte, si chiude così la nostra stagione agonistica, con un ultimo bel successo, che porterà il Principe consorte a vincere anche quest'anno la classifica della squadra. Anche io ho fatto la mia parte, sia nel triathlon sia nel podismo. E ne son ben contenta.
D'altra parte non ho mai programmato di stare in casa a far la calzetta, impazzirei..
Ora, un po' di meritato riposo e poi possiamo cominciare a pianificare la prossima stagione. Sono molto in dubbio per il mio Ironman. Non so.
Non sono neanche tanto sicura di volerlo fare.
Ci penserò.
Mentre suo padre correva la sua 24 ore a Port Hercules, noi abbiamo scorrazzato su e giù per l'incantevole città, passando da La Rocher a Place du Casino senza soluzione di continuità e menomale che il trasporto pubblico a Monaco funziona benissimo. Come tutto il resto d'altra parte.
Abbiamo passeggiato in mezzo a Ferrari e Rolls-Royce senza batter ciglio, e se stavo a sentire mio figlio mi sarei dovuta sedere pure al Cafè de Paris (ma forse ci avrebbero infilati nella fila in fondo, non di sicuro nei primi tavolini, in bella vista..!). Per un attimo mi è balenata l'idea folle "Garcon, un vodka martini..!" poi ho lasciato perdere, che è meglio...
Tanto l'alcool non lo reggo.
Il Principe consorte ha corso benissimo, piazzandosi quinto assoluto.
Bravo e avrebbe potuto fare meglio se il percorso non fosse stato invaso dalla folla multicolorata e vociante che accumulava chilometri per beneficienza.
Una manifestazione sui generis, però ben organizzata. Non mancava nulla.
Come non mancavano i soliti coglioni (italiani) che commentavano "Guarda questi cretini che corrono in tondo..!! Roba da matti...!".
La tipica famiglia Brambilla in vacanza: buzzurri, coi figli buzzurri appiccicati ai loro video giocattoli, e neanche farlo apposta con quei trenta chili in più a testa che ti fan capire come passano le giornate.
Mi sono trattenuta dal rispondere male, come mi trattengo molte volte di questi tempi, pur facendo uno sforzo considerevole.
D'altra parte, anche i coglioni possono dire la loro opinione, no?! E' un mondo libero. Ognuno può dire e fare quel che vuole, o così pare... e allora lasciamola parlare, 'sta gente, che qualcosa deve pur fare...
Parentesi polemica a parte, si chiude così la nostra stagione agonistica, con un ultimo bel successo, che porterà il Principe consorte a vincere anche quest'anno la classifica della squadra. Anche io ho fatto la mia parte, sia nel triathlon sia nel podismo. E ne son ben contenta.
D'altra parte non ho mai programmato di stare in casa a far la calzetta, impazzirei..
Ora, un po' di meritato riposo e poi possiamo cominciare a pianificare la prossima stagione. Sono molto in dubbio per il mio Ironman. Non so.
Non sono neanche tanto sicura di volerlo fare.
Ci penserò.
giovedì 15 novembre 2012
Off Topic
Premessa:
A febbraio porto Ico all’asilo per la preiscrizione. Si tratta di un asilo comunale vicino a casa, finalmente una comodità! La direttrice è entusiasta: anche se il bimbo non ha tre anni a settembre lo prenderanno perché non hanno abbastanza iscrizioni per completare le classi e c’è il rischio che qualche maestra rimanga a casa. Non ci sono problemi: pannolino, non pannolino, Ico lo prendono volentieri. Ok. Tutto bene.
Inizia l’asilo a metà settembre: tutto benone.
Lui si inserisce che è una favola. Gli piace e va’ volentieri. È autonomo nel fare la pappa, con la sua mutanda-pannolino si destreggia ed evitiamo fastidiosi inconvenienti, si ferma anche al pomeriggio. Io chiedo e mi informo e i commenti su di lui sono tutti univocamente entusiasti. È un bimbo bravo e si fa’ voler bene. Ma..
Ma mi arriva a casa sempre pieno di botte, lividi e tagli. Uno ogni due giorni in media. E io zitta, perché son cose che succedono.
E’ vero è piccino, corre, cade. Ma le botte? C’è un bimbo che l’ha preso in antipatia e sembra che se le diano di santa ragione. Ok, ci sta.
E’ vero è piccino, corre, cade. Ma le botte? C’è un bimbo che l’ha preso in antipatia e sembra che se le diano di santa ragione. Ok, ci sta.
Che se la sbrogli, per quanto può.
Ma…
Tre giorni fa’ mi accorgo che ha un occhio gonfio, lacrimoso, con un vasto ematoma nella sclera e un livido sulla fronte piuttosto esteso.
Chiedo spiegazioni.
Chiedo spiegazioni.
Anzi, le chiede il principe consorte.
“Per noi non è successo nulla” dice la direttrice.
Eh , insomma, qualcosa sarà pur successo, no?!
Eh
No, sarà lo spurgo della congiuntivite e comunque stai muta, zitta che ti sto facendo un favore a tenertelo che è così piccolo..
Anzi, già che ci siamo ti comunico che abbiamo deciso all’unanimità che da domani anziché alle 07:30 entra alle 08:00, perché tanto il servizio di prescuola non serve a nessuno, se non a te, alla figlia del marocchino e ai due fratellini napoletani (sic!).
Anzi, già che ci siamo ti comunico che abbiamo deciso all’unanimità che da domani anziché alle 07:30 entra alle 08:00, perché tanto il servizio di prescuola non serve a nessuno, se non a te, alla figlia del marocchino e ai due fratellini napoletani (sic!).
Ora, ma io… perché non mi devo incazzare?!?!
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