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lunedì 15 aprile 2013

So far so good

che poi era il titolo dell'album di un certo Bryan Adams, che quell'estate mi sono sentita e risentita fino alla noia.
Ma si sa, a diciassette anni, le cose belle sembrano sempre belle e senza difetti.
Anche adesso però.

Difetti non ne vedo ancora.
Grossi difetti non ne trovo ancora.

C'è qualche piccolo aggiustamento da fare, certo, e bisogna pensare anche alla ricerca di una routine quotidiana che funzioni bene per tutti, ma se c'è una specialità in cui sappiamo di eccellere, il Principe consorte ed io, è proprio l'organizzazione.

Mentre Ico è alle prese con il grembiulino nuovo e nuovi amichetti all'asilo, nuove esperienze e la sua nuova maestra, noi siamo alle prese con gli scatoli (ancora parecchi) da mettere a posto.

La casa è piccina ma funzionale: tutto a posto nel posto giusto e con un po' di attenzione e di cura sarà persino più facile da gestire e piacevole da vivere.
Siamo stanchi, stanotte mi sognavo gli scatoloni da svuotare e i vetri da lavare. Le mille cose che inizio e che pian piano finirò.


Per ora mi godo il profumo del biancospino in fiore quando vado a correre sulla collina dietro casa e mentre ieri affrontavo la mia prima uscita in bici, 50 km di collinare bello tosto, sorridevo pensando alle nuove possibilità, agli amici di allenamento più vicini, ai nuovi incontri. 
Alla vita nuova.
Siamo usciti dal tunnel, siamo usciti dall'inverno.

Per ora, tutto bene.


lunedì 25 giugno 2012

Idro, la tenda e l'attraversamento rospi


Io non l'avevo visto mai un cartello con scritto su "attenzione attraversamento rospi"...
A Idro c'è.
Sulla strada che costeggia il lago, bellina, strettina, panoramica in maniera quasi commovente, che arriva ai campeggi e a un borgo minuscolo che si chiama Vesta, come la dea romana del focolare domestico.
E da nessun'altra parte per inciso, anche se forse i rospi sanno dove andare, anche senza asfalto...
Non mi ricordo da quanto tempo non ridevo così, come ho riso davanti al buffo cartello, o come ho riso davanti alla "teoria della frenata in discesa", magistralmente esposta e spiegata con gli stuzzicadenti dal Principe Consorte.
Quanto ho riso! E come siamo stati bene nella nostra tenda, poi. Che ti viene da sorridere pensando agli alberghi col centro benessere dove storci il naso se trovi un capello in acqua.

Davanti al lago e alla frazione in acqua ho sempre i miei bravi problemi d'ansia.
Stavolta mi son girata e, con la faccia tosta che mi contraddistingue, gli ho detto "Io non parto, andiamocene".
La sue espressione è stata chiarissima ed eloquente. "Non dire cazzate". Ma lui non usa quel linguaggio.
Poi siamo partiti e non c'è stato più tempo di pensare a nulla se non al fatto che dovevo nuotare. 
Un po' di corrente, tanta gente superata nei due giri in acqua e nessun altro problema se non gli occhialini piena d'acqua che ho tenuto su così.. per bellezza.
Chi si ferma è perduto.


Che la frazione di bicicletta fosse qualcosa di temibile l'avevo capito e dal giro di perlustrazione ho ricavato non solo conferme ma anche utili indicazioni su dove e come fare le cambiate necessarie.
In realtà il 50 per andar su l'ho usato ben poco.
Scarsissimo il pubblico, ma caloroso: i due vecchietti seduti sulla sedia in giardino: "Ma è una donna??" dice lui, ottuagenario nel dialetto indigeno.
"Mi sembra di si" dice lei, centenaria. Nel dubbio, mi applaudono con poca convinzione.
Pochi chilometri ma tosti, tanto verde, tanta solitudine, tanti pensieri, di fatica, di concentrazione.
Quando scendo mi sembra di volare, non leggo il tachimetro perchè ho paura ma i freni li tocco solo quando necessario e penso "Ma son venuta su di qui?! Io?!". E pensare che ho pure superato qualcuno (maschio).
Sono molto fiera di me.

Nella corsa faccio un po' di pasticci, per esempio non mi prendo il gel. Svampita fino in fondo, vuoi mica smentire la tua fama?
Il Principe consorte è lì sul lungo lago erboso che mi incoraggia correndo un breve tratto con me.
"Stai dritta, tieni su le mani, apri le spalle".
Vorrei mandarlo a stendere ma non ho nemmeno le forze per fare questo e devo ancora correre gli ultimi cinque chilometri. Che agonia, ragazzi.. che sofferenza, ma stringo i dentini e faccio qualche sorpasso di cicliste più valenti di me. 
In realtà ho fatto il quarto tempo assoluto nella corsa, tra le donne, e non avevo più nient'altro da dare perciò ho la coscienza in pace. Più di così, non c'era nulla.
Mi sono divertita.
Ho riso tanto.
Mi è scappata la solita lacrima.

Emozioni.


giovedì 26 aprile 2012

PS: post scriptum

oggi, nonostante il ventaccio gramo, son venuta in ufficio sul mio potente mezzo, la mia rossa Viner.
Mi piace arrivare in volata giù dal cavalcavia e mi piace ancor di più ripartire in salita, zainetto sulle spalle, sapendo che dalle vetrate c'è qualcuno che scuotendo la testa si convince che io sono quella fuori di testa del secondo piano.
quelli fuori di testa, secondo me, son quelli che stanno felici e contenti nelle loro "bare di metallo", tanto per citare il citabile, ma insomma.. a ciascuno il suo.

oggi solo bici, perchè ieri, pur non volendo, mi son tirata il collo sui 14 chilometri di collinare più bello e tosto che la provincia poteva mettere a disposizione.. e, nonostante gli ultimi sette chilometri a chiappe strette, ho migliorato il mio tempo di un minuto abbondante, che potevano pure essere due, chiappe strette a parte.
sbagliando s'impara, è vero, ma porca l'oca, mi chiedo perchè una pizza debba fare di questi guasti e un piatto di canederli, no..!!
l'alimentazione pre-gara è tasto dolentissimo e io la pago salata se non sto più che attenta.
anche lì, ognuno ha i suoi problemi: ginocchia, tendiniti e rotule.. io la panciotta... pazienza!

altra gente deve stare attenta, a come mi guarda per esempio o a come mi sfiora, perchè se anche le intenzioni sono rispettosissime e castissime, il mio PC è lì a guatare... ed è arrivato alla stessa velocità con cui Bolt percorre i suoi 200 metri, ovvero un fulmine di guerra.
era da tempo che non si comportava così: dalla nascita del Tubo era come se si fosse tranquillizzato, come se l'avessi fidelizzato. non è più così e, anche se  io non ho alcuna propensione per le storie parallele, né per i mariti, i fidanzati delle altre, né per i ragazzetti che fanno i disinvolti, insomma non ho alcun debole per altri uomini se non per lui, capisco che ci rimane male se sorrido troppo.. ad un altro. 

pardon, ma io sorrido spesso e volentieri senza alcun secondo fine se non sorridere per la gioia di esserci, arrivare, gioire, stare bene. e qualche volta sorrido anche se sono triste, così, per ricordarmi come si fa'.

PS: ti amo, testa di pietra (e amo solo te)

lunedì 2 aprile 2012

se c'è da pedalare, pedalo

Stamattina i corridoi dell'azienda risuonano dei miei tacchi e anche il Gran Capo ha tirato su gli occhi dalla scrivania sentendomi arrivare col solito chilozzo di carte da firmare tra le braccia. Gonna sopra il ginocchio e tacchi, avrà pensato che avessi mandato una sostituta, perchè io di solito viaggio su scarpe ben ammortizzate, altroché tacchi.
Ma ogni ci sta, soprattutto se son di buon umore.


Nel fine settimana è successo che, per la prima volta da quando avevo il Pancione, cioè ero il dolce attesa del Tubo, io e il Principe Consorte abbiamo fatto allenamenti diversi a centinaia di chilometri di distanza.
Solitamente, anche se prepariamo gare diverse, troviamo il modo nel week end di allenarci o gareggiare insieme. Ieri no.
Lui a farsi 30 km di trail, io a farmi 65 km chilometri di collinare in bici con il gruppo del triathlon. 
E nonostante la settimana precedente ci fossimo scornati parecchie volte, è stato bello svegliarsi domenica mattina e avere un moto di tristezza e tenerezza non vedendomelo a fianco a me, nel letto. Buon segno.


Per la cronaca, credo di essere la più scarsa ciclista della regione, anche se a detta di qualcuno "ho la gamba" e "pedalo bene". Il problema è che ho paura delle discese, perciò vado giù con freno tirato e non sono un fulmine con i cambi e quindi mi intorto un po' sulle salite prima di capire cosa e quando e come devo cambiare.
Per il resto, se c'è da pedalare, pedalo e mi piace pure.
90 km in bici, a questo punto, si fanno con serenità. 
Magari ci metterò un po' di più di tre ore, ma si fanno.
Anche questo tassello, è andato a posto.

martedì 20 marzo 2012

detto/fatto

Stamattina, nonostante la nottata insonne, mi son svegliata pimpantissima, così, prima che mi passasse la voglia, mi son messa in bici e ho pedalato fino agli uffici.


L'esperienza è stata senz'altro interessante: sulle pur poco trafficate stradine di campagna il solito coglione col SUV che incontro anche in macchina ha cercato di arrotarmi alla modica velocità di 130 all'ora (di solito si accontenta di cercare di farmi lo specchietto: si vede che non mi ha riconosciuta!).
Dopo un sonoro appellativo che gli tirato dietro accompagnato da una mimica rozza ma di rapida comprensione, la macchina dietro di lui ha rallentato un pelo. Solo 100 Km/h. Bravi. 
Che volpi.
Poi ammazzano il ciclista e piangono perchè "si sono rovinati la vita".
Vabbè.. A parte ciò, la stradina è bella per quanto lo può essere una stradina di campagna in Val Padana, bucolica e niente di più. Incontro un cane che mi ricorre, passo il cavalcavia sull'autostrada col rapporto più agile possibile, scendo a lambire il Santuario, Madonna aiutami tu ad arrivare sana e salva, e proseguo.


Sulla statale il traffico si fa' sostenuto e le autovetture, non tutte, ma alcune si, mi passano molto (troppo per i miei gusti) vicino.
Calma e gesso. Sto a destra il più possibile. Il traguardo è vicino.
A conti fatti sono arrivata sana a salva. 
Un po' troppo sudata a dir la verità. Forse, intimorita dall'arietta frizzante, mi son vestita troppo.
O forse, ho pedalato troppo forte (seeeeeee... 25 km/h).
Così, dopo un breve spogliarello in bagno e una rapida una lavata, mi ritrovo con solo il golfino di lana sulla nuda pelle.


Speriamo che non se ne accorga nessuno.
Domani mi organizzo meglio!



lunedì 12 marzo 2012

buoni propositi

è bastato un sabato sera, che sarebbe dovuto/potuto essere bellissimo, e invece è stato guastato dalla solita sterile polemica su "come bisogna crescere i figli",per riflettere su nuovi buoni propositi.
prima di tutto, evitare, tagliare, sfoltire con certe frequentazioni.
insomma, se anche ad una cena tra amici, coetanei, ex compagni di scuola e relativi consorti, bisogna necessariamente parlare di figli e di come educarli, beh.. siamo proprio alla frutta!


quando poi l'oca di turno se ne esce dichiarando che se non vuoi crescere un figlio "disadattato, sfigato e che odia i genitori" (sic!) devi necessariamente mandarlo alla scuola calcio, è difficile mantenere la calma compostezza del monaco zen. 
persino mia sorella, la fascinosa sorella runner, si è un pelino incazzata.


anche perchè, l'oca, che predica la conformità al branco di pecore, è un'insegnante che casomai dovrebbe "insegnare" agli adolescenti che educa a non essere conformisti e cercare la propria individuale realizzazione e non a fare qualsiasi cosa pur di essere accettati!
mah. la conclusione della serata è stata una mega rissa in merito alla scuola calcio, tanto per dire che il calcio comunque fa' male. a prescindere.


I buoni propositi sono:
-non parlare più di figli, educazione dei figli o argomenti attinenti con nessuno, se non di provata intelligenza. l'argomento è fondamentalmente noioso e scatena polemiche inutili.


-ora che si stanno facendo interessanti le temperature, si andrà al lavoro in bicicletta. 


sono un decina di chilometri, quindi si può fare in una ventina di minuti contro i dieci che ci metto abitualmente in macchina. 
gli interrogativi sono molteplici e non di scarsa gravità.
non so ancora bene cosa farmene della bici una volta in ufficio, perchè fuori non ci sono rastrelliere e mi scoccia un pelino farmi rubare la bici da corsa.
l'altro problema è che chiaramente non posso venire al lavoro in bicicletta e in minigonna e anche i capelli, col casco, non saranno il massimo della piega.
la mia immagine fescion potrebbe subire un brutto colpo!


in caso di riunione mattutina magari vedrò di evitare il mezzo bici, però mi sembra una buona risoluzione.
la migliore, direi.
da aprile si comincia!





venerdì 30 settembre 2011

La banda dell'ospizio

Nessuno mi ha salvata dalle ripetute in pista, ieri sera.
Sui mille e due: tre giri di pista, un brutto lavoro, troppo lungo. “Cinque per 1.200 più un mille a tutta”. A tutta, cosa? (Avrei voluto chiedere, ma sono stata zitta e ho subìto).
Non ho sofferto nemmeno troppo, ma le gambe non si sono ancora riprese del tutto e ieri sera, dopo lo sforzo, mi facevano male.
Considerato che domenica ho una mezza maratona da correre, direi che di più non si poteva fare e sempre in vista della succitata mezza, oggi potrei pure concedermi una giornata di riposo (forse).


 
Il nuoto è stato temporaneamente sospeso mentre la bici, anche per via di queste belle giornate, è tornata in auge.

 
Sabato scorso, dopo aver furiosamente litigato con Principe consorte non mi ricordo nemmeno più bene per quale motivo, ho inforcato il mio potente mezzo e sono andata a farmi un bel giro da sola.
Che splendida sensazione di libertà e serenità, filare per le strade di campagna… o questo almeno finché non sono incappata nel solito ventaccio cattivo e contrario e in un paio di camion che mi hanno fatto uno sfilo pazzesco.

Così, ho deciso di andare a trovare l’amata nonna alla casa di riposo dove si intrattiene con altri arzilli coetanei.


All’ingresso nel bel parco della villa, tutti i nonnetti che erano fuori a prendere il sole, sgranano gli occhi (e gli occhiali) per vedere chi era la pazza vestita da ciclista che stava entrando.
Grandi feste da tutti: sono stata accolta come Fausto Coppi dopo una vittoria. Mancava giusto lo champagne.

Ma che bella di qua, che magra di là, ma che sportiva, ma che meraviglia di nipote, che hai Margherita…! Ma che bella bicicletta..! (eh, non ci vedono!!)

Naturalmente sanno tutto delle mie “imprese” sportive e sono senz’altro i miei più affezionati fans. La banda dell’ospizio. Potrei fondare una nuova squadra di triathlon per over 70.
Devo andare più spesso a trovare mia nonna.. fa’ senz’altro bene all’umore!

lunedì 13 giugno 2011

abbiamo dato

La casa è un macello, nel senso che tra la pioggia e quant’altro, siamo ai limiti della decenza e mi sa’ che in settimana dovrò trovare un’oretta per rimettere a posto un po’ di cose, però a livello di forma fisica, non si può stare messi meglio di come stiamo.


Sabato ci siamo concessi una bella uscita in bici di due ore e un quarto: una cinquantina di chilometri di collinare impegnativo. Superato il noioso e trafficato tratto di rettilineo che porta alle prime appendici di Appennino, ci siamo ritrovati immersi in un’atmosfera bucolica, tra campi e vigneti, fino a Passo Coppi (300 Mt s.l.m.), a pochi chilometri dal paese natale di Fausto e Coppi, l’indimenticato e indimenticabile campione di ciclismo.
Sull’asfalto che porta al paesino, sono riportate in un lungo emozionante elenco, che un ciclista che sale piano, spingendo sui pedali con il rapporto più agile possibile, si gode ancor di più, la lunga lista di vittorie e di successi del grande Fausto.
Qualche minuto di raccoglimento di fronte al monumento che ne ricorda la prematura scomparsa e poi ripartiamo per scendere verso la nostra pianura, in direzione casa. Ancora una trentina di tranquilli e pedalabili chilometri e siamo arrivati, ma io avrei pedalato tranquillamente ancora per un po’. Buon segno.


Domenica mattina ci siamo dedicati al running: gara di dieci chilometri di collinare severo, condito da tante salite fuori strada, dove il fango la fa’ da padrone e dove il battito cardiaco ti sale in gola a far compagnia al sapore acre della fatica. In preparazione alla maratona alpina ci sta, almeno mi abituo a questa fatica pesante e continua.
Tanto per la cronaca, sono arrivata terza. Non avrei voluto spremermi più di tanto, ma quando sul percorso ti dicono: “vai che sei terza”, cosa fai? Ti metti a camminare? No, ti spremi appunto come un limone, anche se le gambe sono un po’ affaticate dalla pedalata del giorno prima, ma arrivi. E fare l’ultimo chilometro a 4’ e 14’’ dopo dieci chilometri di fatica pura, beh.. è molto soddisfacente.

 
Fino a stasera posso riposarmi..!