venerdì 29 ottobre 2010

Ué ué

Ho appena chiuso una telefonata col Principe Consorte, che è a casa col Piccolo Principe.
Il sottofondo della telefonata erano le urla del Piccolo Principe, appunto, che strillava come un’aquila.

Poi naturalmente quando arrivo a casa a mezzogiorno trovo il Principe Consorte con i capelli (si fa’ per dire) dritti in testa e in Piccolo Principe seduto sul suo seggiolino tranquillo e beato come un Papa, che se la ridacchia sotto i baffi mentre il suo papà gli da’ la pappa.
Mi viene da pensare che se ci fossi a casa io, lui farebbe lo stesso i capricci.

Se fosse da mio padre o all’asilo nido (e ci andrà di filato compiuto un anno) magari saprebbero o potrebbero intrattenerlo in modo che non pianga e non strilli.
Lui piange e strilla quando si annoia o sta da solo nel suo box, per il resto, se stai lì con lui o lo fai gattonare sul pavimento, è felice come una Pasqua.

Ma io non posso stare a casa dal lavoro: è troppo comodo, troppo ben remunerato, una sicurezza che in tempi come questi non si può sottovalutare.

Il Piccolo Principe è un bravo bambino, però sempre bimbo è, non si può pretendere che giochi a briscola.
Non si può pretendere che nemmeno il Principe Consorte passi tutta la mattina a fare “nghè nghè” col Principino.

Non so, fatti loro mi dico, se l’aggiusteranno. Ma mi si stringe il cuore, un po’.

Spero solo che non lo tiri dalla finestra.

mercoledì 27 ottobre 2010

qui così

Oggi riposo, poi qualcuno mi deve spiegare perché sto comunque pensando di correre in pausa pranzo, infilando l’allenamento dopo la pappetta del pupo prima di tornare in ufficio.


Sta di fatto che ieri sera, davanti al pupo seduto sul porta enfant, ciuccio in bocca e piedini scalpitanti, e davanti al principe consorte ai fornelli, si è tenuta la sfilata di moda dell’anno: io che giravo avvolta in “toilettes” che ben poco avevano a che fare con la cucina, chiaramente scalza, coi capelli puntati in testa alla bell’e meglio.
I due uomini della mia vita hanno deciso per il vestito rosso Valentino, di cui qui sotto, bocciando clamorosamente il verde vaporoso (era verde menta, molto Grace Kelly) e il nero lunghissimo scollatura di pizzo e spacco (molto Morticia Adams).
Speriamo bene. Dovrei farcela a sembrare una donna. Devo pure ammettere che sono un po’ emozionata al pensiero di indossare qualcosa di diverso che i calzoncini da running e i jeans.



Sabato sera quindi diserteremo i 10.000 in pista che sono l’ultimo appuntamento agonistico della società, la chiusura in bellezza del campionato sociale, che il principe consorte vincerà per chilometri percorsi. Io invece dovrei ottenere un dignitoso terzo piazzamento nella classifica delle qualitative femminili.
Considerato che ho avuto il pupo a febbraio e che ho esordito nella prima competizione a maggio, in pochi mesi ho avuto riscontri soddisfacenti. Niente di che oggettivamente, ma per me soddisfacenti.

Se penso a tutte le paranoie quando ero incinta, un anno fa' di questi tempi.. tutto il nuotare che ho fatto, persino il giorno prima che il pupo nascesse, beh, posso solo essere contenta, diciamo non completamente soddisfatta, ma contenta.
"qui così è finito l'annus horribilis"

martedì 26 ottobre 2010

E anche oggi l’abbiamo aggiustata...

E anche oggi l’abbiamo aggiustata.
Nel senso che stamattina mi è mancato il cuore di uscire nella bufera di vento, perciò il principe consorte, sentendomi ritornare a letto, mi dice che se voglio posso correre sul tapis roulant. Dio, quanto lo amo!!
Sono le sette! Mi fiondo a mettere un pantaloncino e una canottiera e parto, il primo chilometro piano, che sul tapis fatico come un fachiro sui chiodi e poi via col progressivo. Mi posso permettere otto chilometri, non un metro in più.
Poi partono le comiche di ridolini: io che mi muovo a velocità spaziale, mi faccio la doccia e i capelli, preparo il bibero, cambio il pannolino, faccio il thè…
Colazione insieme al pupo: a lui una ciucciata a me un biscotto.
Mi infilo in un paio di jeans neri e mi metto un maglioncino del principe consorte che ho ristretto in lavatrice. Non sono inguardabile ma mi avvicino temerariamente al concetto. Manco a quindici anni mi vestivo così, sembro la figlia di mio marito (nove anni portati splendidamente).

Due considerazioni si rendono necessarie: domenica, alla mezza, una gentile signora con cui ogni tanto mi battaglio le posizioni in gara mi dice che sono “magrissima”. Le faccio notare che non è così (e pure la bilancia ieri mattina conferma) e lei mi dice che però ho un faccino smunto. Beh, quindi non era un complimento.
La seconda è che sabato sera andremo a teatro. Infilarsi un paio di scarpe con tacco sarà un problema, mi devo esercitare. Domerò il cespuglio che ho in testa a suon di balsamo e sguizzerò in un sexy vestito rosso. O forse è meglio il verde vaporoso e romantico? Come farò a non sentirmi completamente fuori posto?!


lunedì 25 ottobre 2010

mezza

e mezza fu. moooooooolto contenta e soddisfatta: coi problemi che ho è stata una vera manna. naturalmente molto merito al principe consorte che si è messo davanti e mi ha guidata, regolando passo e velocità, dando le indicazioni di massima che mi servivano. si, perchè quando vede che mi sto impanicando e che non ne verrò fuori sana, lui mi fa' da scudo. mi guida. il bello è che io non gli dico nulla, lui lo percepisce e si adegua. avrebbe potuto rilassarsi e correre con mia sorella, piano piano ad un ritmo sereno, invece, seppur ancora acciaccato dalla faticaccia della 24 ore, si è messo davanti e mi ha fatto il passo. per una volta non mi ha dato fastidio ma mi sono sentita protetta. noi funzioniamo così: siamo una squadra: io lo assisto, lui mi assiste.
come ci ha detto un amico della nostra squadretta di podisti, siamo fortunati, abbiamo una bella armonia.
è proprio così.

venerdì 22 ottobre 2010

davvero fatica

mi sembra di fare le ripetute in pista, ovvero una fatica micidiale, però ci voleva una bella svecchiata, no?
cerchiamo di vedere le cose in questa ottica, dopotutto anche queste sono lezioni di vita, piccoline certo, ma utili. abbiamo un sacco  di cose e siamo affezionati ad esse, ma poi, in situazioni estreme, si impara a farne a meno.
mi ricordo con quanto poco vivevamo quando in casa avevamo tutto inscatolato per il trasloco: i soliti due piatti, bicchieri e andava bene lo stesso.
cercheremo di adattarci anche qui.


nel frattempo domenica vado a correremi una mezza: diciamo che se riesco a farla a 4 e 45 son molto ma molto contenta.

come vi dicevo per altre cose/corse, vi faremo sapere!

Fatica!

si, no, non lo so, lo faccio ancora?
ho un po' di dubbi...