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giovedì 24 gennaio 2013

Buon umore


Sono di nuovo di buon umore: è uscito anche il sole, visto che oggi nuoto non me  ne dovrebbe fregare niente, ma un po’ di sole fa’ sempre piacere, che qui sembra di stare in pieno inverno artico, dove il sole da novembre a marzo non sai nemmeno più com’è fatto.

Dicevo sono di buon umore, anche se stamattina alle 05.30 mi sono svegliata con la tosse e ho tentato il suicidio con una pastiglia di Borocillina che mi è andata di traverso e dalla trachea è finita direttamente nello stomaco, senza neanche passare in bocca.
Risultato: uno stomaco fresco e la gola in fiamme e ... peccato che fosse l’ultima pastiglia.

Sono di buon umore perché stamattina il Principe consorte si è alzato molto prima del solito, si è preparato per correre, ci ha caricati in macchina e ha accompagnato me e Ico alle rispettive destinazioni ed è stato un po’ come farsi una scampagnata. Un tocco d’insolito che mi ricorda cosa fa’ lui per me ogni giorno, con gratitudine.
Lui che cucina manicaretti light, che va’ a prendere Ico all’asilo, che fa’ la spesa, che mi scarrozza per voglia più che per vera necessità.
Che mi aspetta a casa. Che quando mi scappa una lacrima me l’asciuga con un tocco del pollice e mi dice di stare tranquilla.

Penso alle cose belle che ho, a Ico che il mattino ha sonno e fa’ i capricci, poi si pente e mi chiede: “ sei Rabbiata?” con quel sorriso dolce che ha in tutte le foto da 0 anni ad oggi. Poi, tanto per non sbagliare, mi chiede la “pasta con le gongole” anche se sono le sette e un quarto del mattino.

Sono di buon umore, perché lunedì in pausa pranzo, abbiamo incontrato la Bozzola e sua madre. Ci siamo guardate, ci siamo avvicinate e presentate da sole, senza che lui mettesse becco.
Ci siamo strette la mano e ci siamo scambiate un sorriso e, mentre io dicevo alla Bozzola di non farsi i capelli viola dal parrucchiere, ho pensato che non sono gelosa di questa donna (bella) che è stata la sua compagna prima (molto prima) di me.
È storia antica ed io sono storia contemporanea.
Non sono gelosa e mi sta pure simpatica.
Sempre detto che sono strana.

venerdì 21 dicembre 2012

Fratelli

Poveri noi, il giorno del nostro "mesiversario" ce lo siamo ricordati una volta crollati nel letto, praticamente the day after.
Naturalmente per stanchezza, che non siamo ancora arrivati al "che barba che noia"..!

Ieri, mentre insegnavo alla Bozzola come si prepara lo zabaione e la sorvegliavo nella rottura delle uova che lei esegue con maestria ('sti figli assomigliano tutti a lui, interessatissimi alla cucina e abilissimi tra i fornelli), pensavo a com'è difficile spiegare a un bimbo di quasi tre anni che sua sorella ha un'altra mamma.
Li osservo ma non ci sono cenni di difficoltà nel loro rapporto, che è molto spontaneo, fatto di tanti sorrisi, di fiducia incondizionata da parte di Ico e di curioso interesse da parte della Bozzola.
Nonostante la differenza d'età, si somigliano: non fisicamente, ma nei gesti, nei gusti, negli atteggiamenti. Si piacciono. Per ora.
Anche a me piaceva mia sorella.

Non smetto di pensare che abbiamo delle grosse responsabilità come genitori, nei loro confronti e mai come quest'anno me ne rendo conto.
Avrei solo un piccolo desiderio da realizzare quest'anno, e non si tratta di gare, di tempi, di eclatanti performances sportive, ma soltanto (e chiedo poco.. eh) di rendere questa nostra famiglia ancora più omogenea, da allargata che è che diventi un pochino più stretta.
E' difficile e non è che posso (e devo) fare tutto io, ma se qualcuno mi aiuta di riuscire a crescere due fratelli, piuttosto che due estranei. Si, sarebbe proprio bello.
Ah.. visto che non ci sentiremo per un po'.. Buon Natale!.

lunedì 13 febbraio 2012

Avanti tutta o indietro un po’..




Un po’ indietro, la settimana scorsa, a livello allenamenti: mi sono fatta pretendere da una botta di pigrizia e ho fatto ben due (ben dueeeeeee!!!) riposi settimanali.
Un po’ ci sta’, dopotutto dovevo anche metabolizzare i 30 km della settimana scorsa, particolarmente pesanti e, soprattutto, il grande freddo. Un freddo con la F maiuscola: ridendo e scherzando son ben tre settimane di temperature abbondantemente sotto lo zero. Ancora oggi, col sole che splende, abbiamo un bel -5. E quindi forse un po’ di pigrizia ci sta’, anche perché a livello di prestazioni, sembro non risentirne troppo: ieri sono arrivata terza alla garetta domenicale, rifilando ben otto minuti di distacco alla quarta e prendendone solo quattro dalla seconda.
Quello che mi ha dato maggior soddisfazione tuttavia è stato correre il solito allenamento quotidiano, i soliti 10 km, ad un ritmo facile facile, spingendo un po’ solo sugli ultimi tre chilometri e trovarmi con il miglior tempo sul percorso. Buon segno!


Avanti tutta con i soliti mocciosi, il Tubo e la Bozzola, che eri si sono ritrovati in un tubare reciproco. Quei due nani si adorano. Nani si fa’ per dire, lui domani ha due anni ed è la metà di me, lei ne ha nove e fra poco mi prende.
Lui adora la sorella maggiore e le da’ il tacito consenso a farsi fare cose che nemmeno da me, o meglio, da me no di certo!
Lei sorride al suo fratellino con una pazienza che non ci si aspetterebbe mai da una novenne con la frangia e lo smalto coi brillantini.
Così uguali, così diversi.

Lei,con i capelli scuri e gli occhi scuri della sua mamma, lui con gli occhi chiari e i capelli chiari della sua mamma: entrambi con il carattere cocciuto e affettuoso del loro papà.

Ma si vogliono un mondo di bene e si vede.
Avanti tutta!

giovedì 28 aprile 2011

da mamma a mamma

Siamo all'impasse...
Io non mi sono mai voluta intromettere per una precisa scelta di rispetto verso mio marito e verso sua figlia, però adesso ci sto pensando.
Mi piacerebbe fare quel numero di telefono e chiedere alla mamma della sorella di mio figlio (che giro di parole!!), dicevo.. chiederle per favore se riusciamo a metterci d'accordo per un giorno alla settimana.
Da mamma a mamma.

Ormai il nostro è una rapporto paritario, non ci siamo neanche mai salutate, nè conosciute, ma siamo nella stessa barca. I nostri figli sono fratello e sorella.
Perchè devono crescere senza conoscersi?

La bimba non si fa' viva col suo papà (e chissà perchè?) e lui, dal canto suo, non la chiama perchè è lei che deve chiamarlo per prima e intanto i giorni passano.
Insomma, ormai è un mese che non si vedono.
Mi devo fare i fatti miei?
Possibile che non ci sia una soluzione civile, pacifica e conveniente per tutti?
Senza contare il fatto che poi a me la bimba piace molto e sarei contentissima se stesse con noi più spesso.

Che faccio? Intervengo o non intervengo?
Telefono o mi faccio i fatti miei?
Mi becco una ramanzina dal principe consorte o dalla mamma della Bozzola?


 

mercoledì 9 febbraio 2011

pensieri e parole

Il Tubo, con la febbre da vaccinazione a 39, si è esibito nella sua prima passeggiata in completa autonomia e una volta partito non lo fermava più nessuno, nemmeno gli spigoli vivi dei mobili.

Si demolirà ‘sto bimbo o ha qualche possibilità di sopravvivenza?

Sua sorella, la Bozzola, reduce da un’infilata di moltiplicazioni a due e tre cifre e una serie di divisioni complicatissime, per cui ho dovuto rispolverare tutte le mie nozioni di terza elementare, lo filmava con il mio cellulare con strilletti eccitati “Bravo bravo, Tubo vieni qua, vieni là, girati…”

Il Tubo eseguiva con la disinvoltura di un fotomodello.

Sono sbalorditivi.
Ma io mi guardo da fuori, spassionatamente e mi chiedo cosa ci faccio qui, in questa cucina, con la piastrelle che ho decorato io (ma ero io?!).

Queste cose non dovrebbero succedere a me.
Io corro: mica son capace di crescere dei bimbi, di spiegare le divisioni con la virgola, di insegnare ad allacciare le stringhe, di sgridare un bimbo che fa’ i capricci.

Io che sto pensando di darmi alla triplice (e non allenza) perché il mio ginocchio ha dei seri problemi strutturali che non si risolveranno presto e questa sera il fisiatra mi darà una risposta precisa sulle mie reali probabilità di recupero.

Io che sognavo di fare il Tor de Géants in compagnia del mio atleta preferito, mi ritrovo sul divano ad assistere alla recita di Natale di una bimba che non è mia, ma è come se lo fosse, accarezzandole i capelli e tenendo d’occhio un puffo in pigiama che scorrazza per il salotto cercando di mangiarsi la cristalleria.
E siamo alle solite… si può veramente fare tutto? Essere tutto? E ogni aspetto di questa vita mi riempie di soddisfazione, tranne le otto ore che devo passare in ufficio, anche se ammetto volentieri che son le più rilassanti.

mercoledì 2 febbraio 2011

una serata speciale

Come tutti i martedì da un po’ di tempo a questa parte, rientro a casa dopo il lavoro, con i miei dodici chili di Tubo in braccio e trovo il Principe affaccendato in cucina e la Bozzola seduta al tavolo che fa’ i compiti.
Depongo il Tubo, un bacio alla Bozzola e al suo papà che spadella, rimetto in ordine le stanze e do’ una mano alla piccola con i suoi compiti.
Il primo a fare la pappa è il Tubo, mentre sua sorella lo guarda senza tentare di nascondere un po’ di fastidio.
Ceniamo noi, si chiacchera, si ride, la Tv è accesa ma non se la fila nessuno.
Mentre io sparecchio e lavo i piatti, il Tubo e la Bozzola cominciano a giocare insieme. Faccio finta di niente ma li sbircio.
Lei finalmente mostra un larvato interesse per le attività di suo fratello, che intanto le gira intorno alla sedia, le sorride sornione e riesce a farsi considerare.
Lei lo attira con il ciuccio e poi cominciano a fare la gara di “gattonaggio”.
Giocano. Lei ride e lui sghignazza. È piccolo, ma la segue dappertutto per casa e quando lei si allontana un po’ la va’ a cercare.
Ridono.
Poi lei mi chiede se può fargli il bagnetto, allora ci spostiamo di sopra, dove insaponare il Tubo diventa un gioco cui lui si presta volenteroso, quasi volesse compiacere sua sorella.
Lo mettiamo a dormire, dopo un bacino e una carezza e lei pure deve tornare a casa dalla sua mamma.
Ma prima di uscire, si lascia mettere il cappotto, mi da’ un bacio e mi chiede il numero di cellulare del suo fratellino.
Quando se ne vanno, dopo un poco, la Bozzola mi manda un messaggio per dirmi che forse viene venerdì, e che è stata una bella serata, grazie.


Così terribilmente normale da essere speciale.

mercoledì 1 dicembre 2010

PEZZI di CUORE

Lunedì era il compleanno della Bozzola, che poi è la bellissima figlia di mio marito. L’ho conosciuta che aveva cinque anni e i codini, adesso ne ha compiuti otto e porta gli stivali con le frange, nonostante i papà storca un po’ la bocca, scontento.
Così si torna da Firenze di corsa per organizzare la giornata con lei. Si va’ a prendere il Tubo dai nonni, una spesa veloce e poi la torta di compleanno con scritto Auguri e un cuoricino.
Arriva col suo regalo sotto il braccio, uno per lei, la macchinina telecomandata e uno per il suo papà, i trucchi di magia. Sorridono e buttano carta e polistirolo dappertutto mentre io stendo le lavatrici.
Il Piccolo principe tuba, dal suo porta enfant, momentaneamente dimenticato.
Facciamo la pizza insieme, infarinadoci e mentre lei “sega” pezzi di mozzarella dappertutto, io stendo la pasta.
La serata si conclude con la macchinina telecomandata che impazza per casa, la Bozzola che saltella, il Tubo che gattona dietro alla macchinina, cercando di prenderla e, come al solito, vuole assistere al bagnetto di suo fratello, prima di raggiungere il papà sul divano.
Per lei il Tubo è come un giocattolo, solo un po’ più grande, però le piace e si dimostra affettuosa con lui.
Mi piacerebbe che fosse maggiormente coinvolta nella nostra vita, ma capisco che lei ha la sua, con la sua prima famiglia. Noi siamo solo la seconda, perciò cerco di renderle piacevole ogni momento che trascorre con noi, anche se non dovrei. Non dovrei trattarla come un’ospite, ma come la mia bambina.
O forse no. Non lo so.
Spero solo che capisca che le voglio bene veramente.