venerdì 21 dicembre 2012

Fratelli

Poveri noi, il giorno del nostro "mesiversario" ce lo siamo ricordati una volta crollati nel letto, praticamente the day after.
Naturalmente per stanchezza, che non siamo ancora arrivati al "che barba che noia"..!

Ieri, mentre insegnavo alla Bozzola come si prepara lo zabaione e la sorvegliavo nella rottura delle uova che lei esegue con maestria ('sti figli assomigliano tutti a lui, interessatissimi alla cucina e abilissimi tra i fornelli), pensavo a com'è difficile spiegare a un bimbo di quasi tre anni che sua sorella ha un'altra mamma.
Li osservo ma non ci sono cenni di difficoltà nel loro rapporto, che è molto spontaneo, fatto di tanti sorrisi, di fiducia incondizionata da parte di Ico e di curioso interesse da parte della Bozzola.
Nonostante la differenza d'età, si somigliano: non fisicamente, ma nei gesti, nei gusti, negli atteggiamenti. Si piacciono. Per ora.
Anche a me piaceva mia sorella.

Non smetto di pensare che abbiamo delle grosse responsabilità come genitori, nei loro confronti e mai come quest'anno me ne rendo conto.
Avrei solo un piccolo desiderio da realizzare quest'anno, e non si tratta di gare, di tempi, di eclatanti performances sportive, ma soltanto (e chiedo poco.. eh) di rendere questa nostra famiglia ancora più omogenea, da allargata che è che diventi un pochino più stretta.
E' difficile e non è che posso (e devo) fare tutto io, ma se qualcuno mi aiuta di riuscire a crescere due fratelli, piuttosto che due estranei. Si, sarebbe proprio bello.
Ah.. visto che non ci sentiremo per un po'.. Buon Natale!.

mercoledì 19 dicembre 2012

La fine del tunnel

Non lo posso ancora dire ad alta voce ma... forse stiamo uscendo dall'incubo.
L'incubo lo so io cos'è e tanto mi basta.
Era cominciato nel gennaio del 2012 e si è trascinato, toccando vette di cattiveria e abissi di degrado morale nel fine estate, inizio autunno: la piena è arrivata a settembre e a ottobre, giusto in tempo per il mio compleanno.
Se mi avessero predetto quello che è effettivamente accaduto, mi sarei fatta beffe di.. ma ecco, se non altro ho imparato che l'imprevedibile accade e che la fiducia è un bene da accordare con molta parsimonia.
Ho anche capito che, per quanto razionalmente non abbia alcun senso, le percezioni "di pelle", le sensazioni, quel brivido di simpatia/antipatia, entusiasmo/prudenza, è fondamentale in qualunque scelta, non solo nel comprarsi le scarpe nuove da running.
Ho imparato che il mio istinto capisce molto prima del mio intelletto e che per destreggiarmi in questo mondo devo imparare a usare meglio anche questa risorsa.
Sembrerà cretino arrivarci a 36 anni, ma forse è davvero meglio tardi che mai.

La telefonata di ieri sera ha dissipato le ombre: se non abbiamo vinto, almeno siamo sulla buona strada.
E' finito il tempo delle minacce, è finito il tempo delle pretese.
Sentire la paura scivolare via di dosso e pensare di avere altre opportunità, pensare di poter fare delle scelte, che siano anche solo archiviare tutta quanta la faccenda in fondo al cuore, è liberatorio.
Si, lo so… non è finita finchè non è finita, però siamo arrivati al 35° chilometro sani e salvi (passatemi la metafora podistica), davanti a noi ancora sette chilometri (sette mesi?) e poi possiamo varcare quel traguardo (quella soglia!).
È un viaggio che non avrei mai voluto fare, ma non ho avuto scelta se non soccombere a quello che mi veniva imposto, ancora una volta, e mi è impossibile ignorarne le conseguenze. È una ferita che non guarirà mai bene fino in fondo, sarà sempre come aver male qualche osso, quando cambia il tempo..
Ma anche questo fa’ parte del viaggio e posso dirmi contenta, oggi, se siamo arrivati a vedere la fine del tunnel.

lunedì 17 dicembre 2012

e invece di...

E invece di andare in quella piscina, che conosco tanto bene, a tirare due schiaffi a chi so io, siamo andati in montagna, pur sapendo che avrebbe nevicato.. la neve non è di per se' il problema: il problema è riuscire a muoversi sulle strade innevate.
Ma, nonostante i nostri timori, la macchina alla fine ha fatto il suo dovere: ci ha trasportati a destinazione, dove è stata parcheggiata al sicuro, in attesa che il Principe consorte finisse di correre il suo trail di 30 km sulla neve del Fraiteve.
Bello... sa guardare. Io neanche sotto minaccia...!
Senz'altro è stata un'esperienza anche per Ico che, col suo tutone da sci, imperversava per Sestriere, innamorando le cameriere della pizzeria e per me, che ieri mattina mi son ritrovata a 2.035 metri a correre col fiatone e con un'improbabile numero di gradi sotto lo zero, con la neve che scendeva giù fitta, appannandomi gli occhiali, chè mi è pure venuta la congiuntivite, sfiga.

Ritorno con puntata da Ikea per saccheggiare la bottega svedese e cena a base di aringa e salmone. Anche per Ico, che ha gradito molto.

Davanti ad una bottiglia di Sauternes e con davanti agli occhi le immagini dell'ultimo atto di pazzia di un mondo inevitabilmente sull'orlo di una crisi di follia, abbiamo deciso che non ci faremo regali di Natale.
Faremo Natale regalando qualcosa a qualcuno che ne ha veramente bisogno.
Faremo una bella spesa e la daremo in regalo a chi serve davvero un pacco di pasta in più.
Troverò il tempo e comprerò dei vestiti nuovi per quei bimbi più sfortunati di Ico.
Quello che avremmo (voluto) dovuto (potuto) regalarci noi, lo daremo a chi ne ha veramente bisogno.
Questo sarà il nostro Natale.
Noi ci regaleremo soltanto i nostri sorrisi. Direi che è sufficiente..


venerdì 14 dicembre 2012

Alla bella arte della cucina...!

Ci pensavo stamattina mentre, col Principe consorte alla guida del potente mezzo, solcavamo le strade coperte di ghiaccio e neve, che non è passato uno spazzaneve che fosse uno, qui nell'amena provincia coi Comuni in bancarotta.
Che poi qualcuno me lo deve proprio spiegare perchè questi cazzo di Comuni, con tutti i soldi che tirano su da tasse comunali, multe e i cazzi buffi che sanno loro, sono in rosso...

Polemica politica a parte, le strade comunque fanno schifo e bisogna essere pronti a tutto, anche a spingere il TIR spagnolo su dalla rampa ghiacciata.. però poi io ho l'OBBLIGO delle catene a bordo o dei pneumatici termici, che manco fossi a Livigno.. I pneumatici termici, tua sorella..
Pulisci le strade, Comune, invece di pagare l'happy hour ai consiglieri comunali. Spargi il sale, spargi la sabbia..
Insomma, fai qualcosa per quei poveri cittadini che ti pagano le tasse a ufo!! Nicht, non pervenuto. Il Comune è in rosso, andate a piedi... e sia, ma poi non mi far perdere mezza giornata lavorativa per iscrivere mio figlio all'asilo!

Ma dicevo, sterile polemica politica a parte, raccontavo al Principe consorte di come ieri sera mi son ritrovata a sguazzare nella vasca da bagno con Ico che si improvvisa chef e mi serve le sue pietanze preferite.

E io lo ascolto attentamente, questo bimbo di quasi tre anni, che mi serve senza soluzione di continuità sul piatto da portata (una spugna; quanta fantasia hanno i bimbi..!): "glato alla panda" (gelato alla panna), "glato cato" (gelato al cioccolato), "pesce e pate" (pesce con le patate), "patta" (pasta), "piutto" (prosciutto), "piccia a piutto" (pizza al prosciutto), "bianco" (yogurt bianco).

Vabbè, qualcosa delle sue scelte alimentari si salva.
Per il resto, se all'asilo gli dessero meno schifezze da mangiare, sarebbe meglio.
In ogni caso, la sua predisposizione alla cucina non m'inquieta per nulla che già me lo vedo, col suo cappello da chef, davanti a prestigiosi fornelli... !!

martedì 11 dicembre 2012

Spirito

Ci ho messo un po' a convincermi, anzi, a lasciarmi convincere.
Oddìo, non è che c'è voluto molto.
Lui è entrato in cucina mentre stavo sfaccendando, mi ha lanciato uno sguardo in tralice, poi si è lasciato andare ad alcune considerazioni nel tono morbido di chi non vuole convincere nè motivare.
Insomma, me l'ha buttata lì, la storia dei "pionieri" che partono per fare un ironman con il sacco a pelo sulla bici, perchè non sanno a cosa vanno incontro, e si fermano a mangiare al Mac, perchè "è un altro spirito".
Un altro spirito, lo spirito giusto.

Ora, io al Mac non mi ci fermo a mangiare neanche sotto tortura, ma ho colto.
Ho colto l'invito alla pacata riflessione, spassionata. Ce la posso fare?
Si. Certo, che ce la posso fare.
Certo anche che non lo finisco in nove ore e neanche in dieci a dire il vero, ma ho lo spirito giusto, ormai lo posso proprio dire.
Sarà dura preparare queste distanze lunghissime, ma si. Si. Si. Lo voglio.
Lo voglio da quando ho cominciato a fare triathlon, perchè ho capito subito che la mia distanza-gara è dall'olimpico in su.
Ho capito subito che le mie gare sono quelle senza scia, con tante salite.

E ho capito anche che voglio quest'avventura: dentro me stessa, dentro la mia testa, voglio mettermi alla prova.
Questo credo sia lo spirito giusto.
Non tanto per la prestazione in sè, quanto per l'esperienza che trarrò dalla preparazione e dalla gara stessa.
E così, trascorsa quella mezz'oretta in un'intima e quanto mai sorridente meditazione, ho deciso.
Sarà superlungo, sarà in Italia, sarà settembre.
Sarà Elbaman!

giovedì 6 dicembre 2012

e oggi uguale..

Anche oggi ho corso i miei soliti 9 km che fare di più mi sembra di fare troppa fatica e fare di meno mi sembra di non aver fatto nulla, pia illusione..
Le gambe girano molto meglio di ieri, a dire il vero, e la fatica è molta meno. Sarà questo sole che mi riscalda un po' i muscoli, oltrechè migliorare l'umore in maniera esponenziale...
Poi, questo periodo, questo dicembre, mi ricorda sempre un dicembre di ormai cinque anni fa'.
La mia prima garetta podistica, una tapasciata, una scusa lunga 8 km per mangiare dopo la fetta di panettone per qualcuno, ma per me, una cosa terribilmente seria.
Otto chilometri a 5'15'' che mi sembrava di aver volato, non corso.
Come cambiano le prospettive.
Neanche per un momento, allora, nel dovermi cambiare al freddo e al gelo, dopo la corsa ho pensato: "questi son tutti pazzi".
Neanche per un attimo, allora, nello spingermi su per quel misero cavalcavia, ho pensato di mettermi a camminare.
"Il podista che cammina in salita è un podista inefficiente" avevo letto da qualche parte. Inefficiente a me? Piuttosto crepo ma vado su correndo.
Chiaramente l'idea di salita è stata rivisitata e rivista, ma comunque quella frase non c'è verso che me la dimentico.

Come non c'è verso che dimentichi altre cose, ma è la mia memoria a scegliere, non io. O almeno non consapevolmente.
Mi devo impegnare per ricordare qualcosa: mi piacerebbe ricordare per esempio il sorriso della Bozzola mentre ieri sera dava il bacetto della buonanotte a Ico, suo fratello, e il tono gioioso con cui lui la saluta e la chiama.

Queste sono le cose che voglio ricordare.
Come quel paio d'occhi verdi, che in quel mattino gelido di cinque anni fa', non mi si scollavano di dosso, fermi, indiscreti, quasi curiosamente consapevoli.
E io lì, a farmi ipnotizzare, come il topo col gatto.
E oggi e uguale, anche se nessuno ci avrebbe dato un soldo, allora..
E oggi uguale, anche se forse in fondo il gatto oggi sono io.


martedì 4 dicembre 2012

alla faccia mia..

Siamo reduci (tutti e tre) da un fine settimana di fuoco e stavolta non per gare, ma per ripresa di un'intensa attività sociale.
Da un po' (da un bel po'...) siamo rimasti senza appoggio per Ico, nel senso che i nonni si son defilati e quindi sta con noi o a scuola.
Non abbiamo ancora preso in considerazione una tata un po' per mancanza di fiducia e un po' per pigrizia.
E in effetti è una bella fatica trovare una persona decente cui affidare un figlio, che si sa, non è un pacco. Sono molto elastica in tante cose, ma non ho molta fiducia nel prossimo (e faccio bene, perchè quando ne ho avuta l'ho sempre presa in un piede, per usare un elegante eufemismo).
Ma dicevo, così ci siam tirati dietro Ico in una girandola di feste sociali: cena della società di triathlon, cena della società di atletica... sempre temendo che ci cadesse addormentato sulla sedia.
Macchè.
'Sto mini-tizio è incrollabile, praticamente indistruttibile..
Ha passato due serate a giocare con bimbi sconosciuti senza batter ciglio, a imparare nomi nuovi di persone mai viste, a correre, a strillare (avevano uno spazio apposito al ristorante, prima che mi tacciate di essere una mamma permissiva e rompicoglioni) ed è andato a dormire ad un'ora distruttiva anche per me. Io ciondolavo dal sonno e lui cantava beato e il giorno dopo, come nuovo.

Io invece faccio fatica. Sto correndo e anche benino, senza particolari dolori da post-maratona (che di solito almeno un ginocchio mi parte), ma senza particolare entusiasmo.
Sarò appagata dal mio (bel) risultato, sarò stanca, sarò.. non lo so.
Ho voglia di andare in vacanza, di staccare la spina e allenarmi in qualche bel posto che non sia qui.
Ho preso anche il raffreddore, per colpa di un dannato vestitino che ho messo domenica sera. Carino ma leggero. E l'ho pagata.
Sono praticamente un rottame.

lunedì 3 dicembre 2012

il consenso

mi chiedo, perchè dovrei cambiare?!
arrivi a un punto in cui ti trovi ad un bivio, o cambi tu o cambiano gli altri.
sono sempre stata una persona capace di adattarsi, non un'insofferente, anche se ultimamente si, per vicende mie personali, lo sono diventata.
o meglio, mi ci hanno fatta diventare.
ma amen, questa è un'altra storia.

e alla fine, non sembra, ma ci penso anche a quello che scrivo qui, che a volte mi sembra di dover scrivere per un pubblico (no di questo non si parla perchè..., no di quello è meglio non parlare perchè...).
e poi salta fuori che c'è sempre lo scontento, che ci mette un minuto a rompere le uova nel paniere.

beh, forse è ora di farsene una ragione e fregarsene un po'..
degli scontenti, di quelli che vorrebbero ma non sono, di quelli che mi vorrebbero così e cosa' ma io non sono e non sarò mai (lo so, è un discorso criptico, ma io mi capisco e tanto basta), insomma di fregarsene del consenso.

anarchia.
da oggi scrivo politicamente scorretto.
e scrivo un po' di quel che mi pare e piace e vediamo cosa cambia.
(probabilmente niente)

PS: i commenti rimangono moderati... ancora per un po'.