mercoledì 29 febbraio 2012



" Tutto ciò che ci irrita sugli altri può condurci a una comprensione di noi stessi." 


Carl Gustav Jung 

lunedì 27 febbraio 2012

punti di vista


Che i miei siano persone diverse da me e da mio marito, con gusti, attitudini e opinioni diverse, beh... è assodato.
Nel tempo però è diventato un problema. Il concetto di “domenica di sport” che ha mio padre è il divano e la partita; mia madre invece non esce nemmeno a farsi una passeggiata e non credo che sia mai uscita dal cortile di casa senza avere un motore sotto le chiappe. Perciò come posso pretendere che amino la corsa o anche solo che apprezzino e siano fieri della nostra attività sportiva?

Ora, questo è per dire che sono consapevole che spostarsi di 100 km da casa per venire al mare ad assistere all’arrivo al traguardo di 26 km trail, per loro possa essere stressante, per quanto mi stupisca di come una domenica al mare possa essere percepita così. C’è il sole, stai in spiaggia, mangi un gelato.. stressante?!
Ma almeno, sabato pomeriggio, a due passi da casa, con una bella giornata di sole, avrebbero potuto pure portare il Tubo a vederci correre la nostra staffetta di 3.700 metri. (A proposito: 15 minuti e 45 secondi e non era neanche in piano.. !).
No, no…

Dove vanno loro col Tubo senza dirci nulla? Vanno in visita alla vicina di casa e relativa marmocchia di tre mesi per poi spostarsi al vicino centro commerciale, dove comprano la pizza, visto che sono a dieta entrambi, e le scarpe nuove per il Tubo, il tutto naturalmente senza dirci nulla, senza nemmeno chiedere se le scarpe nuove (invernali) le aveva effettivamente bisogno o meno (e non le aveva bisogno, gli avrei comprato io a breve quelle più leggere).

“Perché sai, noi lì, a quelle gare lì, noi non ci sentiamo a nostro agio!” mi dice mia madre. Eggià, lei si sente a suo agio solo al centro commerciale!
Posticino ameno, altroché il mare!!

Sarei molto tentata di buttare direttamente nell’immondizia le scarpe nuove non richieste. E sono molto molto molto tentata, una volta conclusa l’avventura IronMan 70.3, di smettere di gareggiare per portarci dietro il Tubo (adesso è effettivamente troppo piccino per seguirci nelle nostre imprese sportive di cui comunque non afferra il senso) così da mostrargli le cose belle da fare nella vita, mica il centro commerciale del cazzo, bruciassero tutti. 

venerdì 24 febbraio 2012

Pia illusione

Ieri sarebbe dovuto essere un allenamento soft, tranquillo, otto chilometri da fare in scioltezza, senza cercare andature impegnative, più che altro perchè il doppio allenamento di mercoledì, non essendo ancora abituata alla faccenda, aveva lasciato un po' di postumi, stanchezza e affaticamento, insomma..
e allora parto piano, con le gambette dure come legno ben stagionato, che si muovono in maniera incoerente rispetto a quello che vorrei facessero, ma pazienza. Son stanca e mi va' bene anche trotterellare a 5 e 15, anzi è quasi una sensazione di pace.. correndo solo 8 chilometri poi, avrò tempo per fare le cose con più calma del solito prima di rientrare dopo la pausa.


Son così rilassata che provo a fare il giro "delle case", ovvero un giro più corto che attraversa una piccola estensione del paese. E' da almeno un anno che non ci passo più perchè stavano facendo dei lavori di scavo.
Stavano?! Devo constatare personalmente che i lavori sono ancora in corso, così mi tocca bypassare il cantiere riempiendomi le scarpe di fango.
Le mie amate scarpe nel fango... vabbè.. calma e gesso. Riprendo a correre con più facilità di prima e riprendo l'asfalto.


Al quarto chilometro e rotti, un bellissimo esemplare di Labrador, libero come l'aria, decide che quello che sto facendo gli piace tantissimo.
Perciò mi saltella accanto, cerca di addentarmi giocosamente le mani e mi segue per un bel chilometro, incurante di allontanarsi da casa sua (ma è poi casa sua?!).
Scocciatissima gli urlo di tornarsene a casa, smoccolando al'indirizzo dei soliti cretini che non riescono a tenersi il cane in cortile, senza rompere l'anima a tutta la comunità.


Il cane è un bel cucciolone, dalle zampe grosse e il mantello chiaro. Bello e simpatico, sembra che mi sorrida.
E' senza collare e io sono tentatissima di portarmelo a casa, tanto mancano solo tre chilometri e lui sembra divertirsi quanto me a correre. Intanto abbiamo anche aumentato il ritmo.


Poi mi fermo. Insomma... è se è di qualcuno?! Vedo sopraggiungere un'automobile e intanto il cane si è infrattato dietro una recinzione.
Il ragazzo alla guida dell'auto si ferma al mio cenno. "Scusa, sai mica di chi è quel cane?!" lo indico.
"Benny! il mio Benny..." lo chiama, li lascio alla loro riappacificazione. 
Il ragazzo ha l'aria contenta, Benny molto meno, ma io adesso devo proprio andare a casa. Manco a dirlo ho fatto tardi...
Inutile dire che per recuperare il tempo perduto dietro a Benny e al padrone, mi devo fare gli ultimi tre chilometri a manetta.


Addio allenamento tranquillo.Grazie, Benny!





mercoledì 22 febbraio 2012

fast and furious

Oggi sono uscita con il fuseaux della maratona firenze, l'edizione forse più sfortunata e fredda mai che ci sia mai stata, il mio unico misero e tristissimo ritiro per infortunio, che blu e viola com'è mi mette comunque allegria, la maglietta dello stage di Pizzolato del 2009, a Livigno, il posto più incantevole del mondo (all'epoca sicuramente, ora un po' meno) e una maglietta termica con i mezzi guanti, che però al quarto chilometro mi scaldava già come un cappotto,la fascia in testa sui riccioli perennemente disordinati e scarpine ultralight (ma quanto mi piacciono?!).


I soliti dieci chilometri sul solito percorso infrasettimanale, da pausa pranzo, cioè da fare a manetta, perchè in pausa (2 ore) ci deve saltar fuori l'allenamento, doccia e conseguente ripristino di una parvenza di serietà da ufficio, l'allettamento del Tubo che deve fare il pisolino pomeridiano, ma che quando rientra la mamma dal running diventa vulcanico e magari, e perchè no?, anche il pranzo.


Son stanca solo a dirlo..


Vabbè, oggi è andata meglio del previsto, perchè l'allenamento di 10 km l'ho bruciato in 46 minuti e il Tubo è stato preventivamente allettato dal Principe Consorte in vena di farsi adorare.
Lunga doccia e pasto meno furioso del solito, il che aiuta la digestione, certo.


Stasera però mi aspetta il secondo allenamento della giornata: un'ora di spin bike.
"Ecco, adesso che hai corso, ti posso dire che oggi si doppia!" mi annuncia bello giulivo il fascinoso consorte.
Ecco perchè mi ha messo a nanna il Tubo...


E domani altro allenamento in pausa pranzo, venerdì nuoto e sabato un 3.500 cross, domenica 26 km trail...


To be continued...

martedì 21 febbraio 2012

niente karma

sono qui, tra il chiaro e lo scuro che mi chiedo per che cosa valga la pena  combattere.


la riflessione, per quanto vaga e fumosa, non è priva di senso, perchè le cose vanno bene finché ci credi e te le fai anche andare bene.
dopodiché acquistano inevitabilmente un sapore diverso.


sono qui che cerco di prendere una decisione, cerco di progettare un futuro che per ora è inchiodato da quattro paletti, che non salteranno tanto presto.


in Giappone hanno una parola bellissima che riassume tutta una filosofia di vita sull'esistenza: karma.
ma io credo che il destino alla fine ce lo costruiamo noi, ogni giorno un pezzetto.


e io non voglio costruire la mia rovina, non voglio piegarmi al fato o al fatto.


voglio gioire, sorridere, correre e veder crescere mio figlio... e magari avere accanto a me una persona che mi sorride.
questo voglio.
e lo avrò.lo avrò. lo avrò.


(e magari anche fare un bel tempo a Pescara, il 10 di giugno. ma questo è molto più facile del resto)



venerdì 17 febbraio 2012

Sarà dura

Non so se riuscirò ad evitare il Battesimo dell’ultimo arrivato in famiglia: il figlio di mio cugino; stamattina l’augusta genitrice ha annunziato l’evento e il relativo invito.
Il problema è che io, a parte lo zio che è un fratello di mio padre e la zia, che comunque è una donnina dolce, brucerei volentieri tutto il resto della famiglia, cugini compresi, anzi loro soprattutto e relativa prole.

Rappresentano, i miei cugini, tutto quello che io non sopporto, non approvo, non apprezzo, loro e relativa prole.
La maggiore, che ha una decina di anni più di me, ha sposato un industrialotto milanese, borioso, pieno di sicumera e ignorante come una rapa, per generare una degna rampolla ora quattordicenne maleducata e musona, che si vergogna se il padre non la va’ a prendere a scuola col Cayenne, e che seppur detentrice del culo più grosso della provincia, rimane ostinatamente convinta di essere la futura étoile della Scala.

Il minore, un anno meno di me, ha abbandonato giovanissimo la scuola, non ha propensione per l’impegno in nessun campo della vita, men che mai il lavoro, gestisce un locale che gli ha pagato il padre, trasformandolo nel corso degli anni da ristorante a pub per finire con un locale strano pieno di macchinette ruba soldi. Ha sposato un’estetista “buona per farci il ghiaccio”* se posso permettermi una battuta che non è mia* e convinta di essere Belen, ma che nel corso degli anni ha messo su un po’ troppi chili per essere Belen. Simpatica e cordiale come un dito in un occhio; unici interessi, borse, vestiti, trucco e parrucco.

Il battesimo si svolgerà chiaramente in Chiesa con tutto il parentado conciato in pompa magna; io potrei sfoggiare il mio visone e il mio rubino, che ogni volta che lo metto alla mancata Belen cadono i bulbi oculari, ma non ne ho voglia.
Mi piacerebbe mettere i jeans e le noosa, una maglietta spiritosa e lasciare che il Tubo, vestito con la tuta, scorrazzi per terra con i cuginetti suoi coetanei, piuttosto che incerottarlo in una camicina e gilet.

Oppure potremmo partire per il week end.
Sarà dura.










*Julia Roberts in Pretty Woman

mercoledì 15 febbraio 2012

Falso e tendenzioso


Mentre il Tubo, ormai duenne e molto consapevole di sé, ne se stava seduto sul divano, sgranocchiando una meringa e sfogliando il suo libro di favole nuovo di pacca, che adora (ma allora ha preso qualcosa anche da me!!!), io e il Principe consorte pranzavamo piuttosto rilassati con un orecchio proteso verso la TV, in maniera piuttosto indifferente ma vigile.

A parte il fatto che mi è parecchio dispiaciuto che la candidatura della Capitale sia stata brutalmente cassata come troppo esosa per le casse dello Stato, a parte che 50 minuti di Celentano, ieri sera, mi hanno provocato un inizio di coma e che risentendo oggi alla radio una delle canzoni del festival mi sia venuta una botta d’iperglicemia senza assunzione alcuna di sostanze strane, a parte tutto ciò, l’orecchio mi è caduto sul  servizio dedicato alla “povera” stagione alberghiera di Cortina senza neve.

Alberghi vuoti e prezzi bassi. Ma dove che ci vado?!

Ma avete provato a prenotare un albergo in montagna in questo periodo?!
Io si..! I prezzi bassi lo saranno forse per Rockefeller e quanto a disponibilità… ecco si aggira all’incirca sul “Tutto Esaurito” per ogni fine settimana da fine dicembre a questa parte: questo naturalmente a meno di non dare a finire in qualche alberghetto dove ci arrivi (se ci arrivi) col gatto delle nevi.
Siccome io mi rilasso diversamente, avevo pensato a qual cosina col centro benessere, sauna e idromassaggio. Ecco, tanto per festeggiare San Valentino.

E comunque c'è qualcosa che non mi quadra!

martedì 14 febbraio 2012

Di torte di compleanno, nonni e madri


Sarebbe dovuta essere una bella giornata, il compleanno del Tubo, ma è già partita male, con una bella lite mattutina con gli augusti genitori (miei, naturalmente). Tutto nasce dal fatto che ieri sera l’abbiamo, come sempre una volta la settimana, lasciato a dormire dai nonni che in concomitanza del suo compleanno si sono dati ai pazzi festeggiamenti, approfittando della nostra assenza.

Ora, passi pure che ve lo volete festeggiare per i cavoli vostri, il beneamato nipotino, senza coinvolgerci, perché evidentemente se il nipotino è beneamato, i genitori lo sono molto meno (e questo è da mo’ che l’avevamo capito, dato il pregresso che non stiamo qui a raccontare), ma che mi si prenda pure per scema, ecco quello mi piace un po’ meno. 
La nonna mi dice che gli prepara i biscotti con la marmellata e niente torta, stamattina arrivo e il nonno tutto giulivo estrae la torta dal forno come un prestigiatore e si accinge a tagliarne una bella fetta per la colazione del nipotino, senza neanche guardarmi in faccia a dire, posso? 
Giacché siamo ben d’accordo che i dolci non se li deve mangiare, il Tubo. Soprattutto non a spron battuto, come è uso nella casa degli augusti genitori in sovrappeso.

MA,  per la serie “Tu non conti nulla e non rompere i cosiddetti, figlia” ne
 nasce una discussione senza fine e senza soluzione di continuità dove si tira in ballo forse anche l’assassinio di Kennedy, tanto per dire quanto mia madre riesce a divagare, pur di non ammettere le proprie manchevolezze, ovvero una comunicazione incomprensibilmente assurda e una capacità di prevaricare che non ce l'aveva neanche Amin Dada.

E le mie mancanze? Io sono LA figlia che li odia (perché l’altra è tutta santa e benedetta) e che le fa’ persino (udite udite) sballare gli esami del sangue, tanto per aggiungere come sempre, arte di cui è maestra sopraffina, una buona dose di sensi di colpa.

Eggià, perché in sæcula sæculorum per colpa mia, lei ha dovuto lasciare il lavoro che amava, ha dovuto fare dei sacrifici per allevarmi, ha patito le pene dell’inferno per farmi studiare e adesso le sballo pure gli esami del sangue stressandola. Non sarà per caso che hai trenta chiletti in più, cara donna, da smaltire e che magari anziché ingozzarti di torte ti cominci ad ingozzare di finocchi crudi?!

Beh, ormai è tardi per cercare una riconciliazione. 
Mi dico che chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto.
Cercherò di fare meglio e son proprio convita di riuscirci. 

lunedì 13 febbraio 2012

Avanti tutta o indietro un po’..




Un po’ indietro, la settimana scorsa, a livello allenamenti: mi sono fatta pretendere da una botta di pigrizia e ho fatto ben due (ben dueeeeeee!!!) riposi settimanali.
Un po’ ci sta’, dopotutto dovevo anche metabolizzare i 30 km della settimana scorsa, particolarmente pesanti e, soprattutto, il grande freddo. Un freddo con la F maiuscola: ridendo e scherzando son ben tre settimane di temperature abbondantemente sotto lo zero. Ancora oggi, col sole che splende, abbiamo un bel -5. E quindi forse un po’ di pigrizia ci sta’, anche perché a livello di prestazioni, sembro non risentirne troppo: ieri sono arrivata terza alla garetta domenicale, rifilando ben otto minuti di distacco alla quarta e prendendone solo quattro dalla seconda.
Quello che mi ha dato maggior soddisfazione tuttavia è stato correre il solito allenamento quotidiano, i soliti 10 km, ad un ritmo facile facile, spingendo un po’ solo sugli ultimi tre chilometri e trovarmi con il miglior tempo sul percorso. Buon segno!


Avanti tutta con i soliti mocciosi, il Tubo e la Bozzola, che eri si sono ritrovati in un tubare reciproco. Quei due nani si adorano. Nani si fa’ per dire, lui domani ha due anni ed è la metà di me, lei ne ha nove e fra poco mi prende.
Lui adora la sorella maggiore e le da’ il tacito consenso a farsi fare cose che nemmeno da me, o meglio, da me no di certo!
Lei sorride al suo fratellino con una pazienza che non ci si aspetterebbe mai da una novenne con la frangia e lo smalto coi brillantini.
Così uguali, così diversi.

Lei,con i capelli scuri e gli occhi scuri della sua mamma, lui con gli occhi chiari e i capelli chiari della sua mamma: entrambi con il carattere cocciuto e affettuoso del loro papà.

Ma si vogliono un mondo di bene e si vede.
Avanti tutta!

venerdì 10 febbraio 2012

di cose che non si possono capire


Ieri mi sono letta tutta la sentenza che assolve “per non aver commesso il fatto” i due principali imputati, tra i sette e ripeto sette, tra medici del pronto soccorso e radiologi, che nei primi giorni di un gennaio di un paio d’annetti fa’ hanno avuto in cura una mia cara amica e che, non avendo capito niente, nemmeno che fosse moribonda, l’hanno dapprima dimessa e poi, al secondo ricovero in pronto soccorso, dopo averle assegnato un “codice verde”, l’hanno lasciata morire su una barella.
Onestamente, pur facendo tutti gli sforzi possibili e immaginabili, non riesco a capire la valenza di questa sentenza.

Sette medici che non riescono a realizzare che davanti a loro c’è una persona che non ha un’influenza, che non ha un trauma e, infatti le lastre non evidenziano fratture di sorta, ma che sta male, seriamente male.
Nessuno si fa’ una domanda di più, le fanno gli esami di routine (e a dir la verità, se magari già al primo ricovero le avessero fatto anche un esame del sangue, forse qualche allarme sarebbe scattato, ma nessuno ritiene opportuno approfondire) e se la sbrigano mandandola a casa con un antiinfiammatorio e un antidolorifico.

E la condannano a morte, perché quando torna in ospedale, è già in buona sostanza moribonda. Per sfortuna, perché “non ci sono prove che lei presentasse già i sintomi di sepsi”, quella sepsi che l’ha uccisa.
E sfortuna vuole che stia cambiando il turno e che la dottoressa che la prende in carico alle otto non si accorge nemmeno che ha davanti una morente.
E nonostante la suddetta sentenza sia piena di considerazioni sul pressapochismo, sulla superficialità dell’operato dei sanitari, vanno tutti assolti “perché il fatto non sussiste”.
Il radiologo ha risposto ai quesiti tecnici, quindi ha fatto il suo dovere, la dottoressa ha chiamato l’infettivologo, che poi è arrivato quattro ore dopo, ma ha fatto il suo dovere. 
Risultato: la paziente è morta. Ma il fatto non sussiste.

Dice la sentenza, lei era comunque condannata. Perché? Perché quando è stata ricoverata per la prima volta, due giorni prima, quando ancora si sarebbe potuta salvare, nessuno ha capito che aveva qualcosa di molto più grave di un’influenza o di una contusione alla spalla.
Aveva una sepsi. Un’infezione grave (e mi vengono i brividi, perché l’anno dopo è toccata pure a me) ma, nessuno dei medici, dai quei sintomi (così dicono), avrebbe potuto capirlo, ipotizzarlo, pensarlo.
Ma ora io mi chiedo, cosa ci stanno a fare allora i medici, se non possono capire mai niente? Se non possono fare mai niente?

E dico, ora, non è tanto per la punizione in sé, ma è la valutazione dell’operato di un sanitario che non si accorge che una persona le sta morendo sotto il naso.
E, infatti, lei, sfortunata, è morta nel pomeriggio, in un’agonia e tra sofferenze che potevano essere lenite, almeno.
Una morte che se pur fosse stata inevitabile, poteva essere procrastinata. Almeno.
Io non so se dormirei tanto bene di notte, se fossi la dottoressa Pinco Palla, che se l’è avuta davanti per tutto il suo turno, e non ha capito niente di quello che stava succedendo.

Ma è un mio personalissimo pensiero, ecco.
Non siamo qui per attribuire colpe, ma per capire. Capire come si possano evitare queste inutili tragedie. Eppure non ce la facciamo. Eppure, come ha detto il suo papà, sembra quasi che sia stata colpa sua, che non è ritornata in ospedale anche il giorno dopo il primo ricovero, o che la sua diagnosi non sia stata capace di farsela da sè. 

martedì 7 febbraio 2012

Un bel lunedì mattina

Sarà stato che da due settimane non si gareggiava - il Principe Consorte è stato messo KO dal'influenza , poi le copiose nevicate della scorsa domenica ci han tarpato le ali, anzi.. le gambe - ma la levataccia alle 5 e 30 di mattina per andare a scarpinare in quel di Borgomanero sui sentieri di Santa Cristina, domenica, è stata meno peggio del previsto.
Siamo partiti con una temperatura di -17,5 gradi e ci metto anche il mezzo grado, perchè rende l'idea.

Il freddo era qualcosa di fisico, quasi tangibile.

Dopo mezzo chilometro ero già per terra, chiappe sul ghiaccio e alla via così: il Principe Consorte s'è involato e mi ha mollata lì a soffrire da sola.
Beh, io una gara da sola, me la so fare, ho pensato. 
E infatti non ho sofferto nemmeno più di tanto a zampettare nella neve e sul ghiaccio per 30 lunghissimi chilometri fuori strada, con tutti i dislivelli più bastardi negli ultimi dieci chilometri di gara.
Ero così attenta a dove appoggiavo i piedi che ad un certo punto ho pure perso la strada e quindi qualche manciata di minuti nel ritornare sul sentiero. Pazienza. Sono arrivata bene, stanca ma non sfinita, a soli dieci minuti dal mio prestante consorte, che su questi percorsi è molto più sciolto di quanto non sia io.

La cosa più bella all'arrivo è stata individuare, con la più grande incredulità, uno dei nostri geometri di cantiere, un mio collega di circa una sessantina d'anni, un signore sempre molto riservato, segaligno e taciturno, che stava lì, a pochi passi da me, in un contesto assoluatmente inaspettato.

Ieri, dopo aver controllato sulla classifica che fosse effettivamente lui, l'ho chiamato. E' stato quasi come fare outing.
-Ma, geo, anche Lei fa' trail running?
-Si, vorrei fare le PdP e forse anche la LUT quest'anno.E comunque anche io avevo notato che c'era il Suo nome fra gli arrivati nell'ultima mezza, Dottoressa, però non osavo..

E ci siamo ritrovati così, due quasi sconosciuti fino ad una manciata di minuti prima, con un sacco di cose in comune due minuti dopo.
Ho messo giù il telefono con un sorriso nuovo. 

Bel lunedì mattina.


venerdì 3 febbraio 2012

personaggi strani?!

Oggi mi ha fatto sorridere incrociare sulle strade ancora innevate del circondario un ragazzo, che alla guida di una macchina nera, bassa e molto fischiante (sarà stata la cinghia?), mi fa' un segno di approvazione col pollice verso l'alto, tutto serio in volto.
Mah? cosa avrà voluto dire? Brava oppure Sei una pazza furiosa?! 


Il mio vicinato è strano.
Il signore che abita nella villetta rosa, a 30 metri da casa mia, tiene le luci accese del vialetto tutta la notte (avrà paura dei ladri? vuole illuminare la strada?vorrà sprecare tanta energia elettrica?) tanto che il chiarore si infila anche tra le mie imposte.
Domenica scorsa poi, alle sette e trenta del mattino, era in piena attività sul vialetto a spalare la neve, in compagnia del suo stupido e perennemente abbaiante cane. 

Alle otto ha finito, è rientrato in casa e non è più uscito per tutta la giornata.
Spalare più tardi e fare meno casotto, no?


Nella casa di fronte ci stanno Florindo e family. Li conosco da tutta la vita. 
Lui si diverte a bagnare ettari ed ettari di perfetto prato all'inglese per far crescere l'erba, poi appena è cresciuta, si diverte a tagliarla. Ognuno...
Ha tanti begli attrezzi: il trattorino, il trattore vero, la falciatrice, il decespugliatore, le cesoie e per i punti difficili persino le forbicine... !!
A volte lo vedo anche strappare a mano il ciuffetto che è sfuggito a tutto il resto dell'armamentario.
Tutto ciò, ovviamente, dalle 13.00 alle 15.30 del pomeriggio, preferibilmente di sabato, in estate. Quando magari, nell'afosa calura, ti faresti pure un pisolino. 


Poi c'è la coppietta con l'antifurto che da due anni suona ogni quarto d'ora. 
Peggio che le campane della chiesa. 
Abbiamo pure pensato di regalargli un libretto d'istruzioni,  ma faceva brutto.
Adesso hanno una bambina piccola e l'antifurto non suona più. 
Sto giusto pensando di metterne uno io, così, per provare.


Poi ci siamo noi. Corriamo. Facciamo gare di triathlon e di corsa.
Abbiamo un bambino piccolo e corriamo. 
Anche con la neve, pensaunpo'.
Eh, ma siamo strani. Si, siamo proprio strani.

mercoledì 1 febbraio 2012

nel bianco


dopo due notti, praticamente passate in bianco, comincio a risentire della fatica, ma oggi in pausa, correrò ugualmente, anche se (e qui il bianco è una costante) non smette di nevicare.
pazienza, calzerò le mie scarpine da trail, e cercherò di non fare la seconda di ieri sera, quando, dopo due parole scambiate in fretta al telefono con un folletto che andava a divertirsi (e io no), mi sono precipitata giù dalla scala gelata davanti agli uffici.
dove
 precipitata è la parola giusta.
schiantata anche. ma io mi rialzo. sempre. quasi sempre..
sono un tipino resistente, o forse solo cocciuto.
a casa in fretta, per quanto le strade poco pulite possano permettere questo termine, per finire in bellezza con 5 km di tapis roulant e 30 minuti di bici, perchè il tapis roulant mi si è praticamente sfasciato sotto i piedi.
alleluja.


finirà questa settimana?
il problema è che domenica mi aspettano 30 km di trail e allora non so se ho veramente voglia che questa settimana finisca..


AGGIORNAMENTO ORE 15.00


e così sono andata.. che bello correre su due dita di ghiaccio ricoperti da neve fresca, perchè da noi, gli spazzaneve son passati solo ieri mattina e poi più (della serie, cosa può fare per voi il vostro Paese? Molto, ma in realtà fa' poco)...
Viaggiano poche automobili, meno del solito, molto meno del solito. Dalle vetture la gente mi guarda un po' stranita. Alcuni spalano davanti ai cancelli d'ingresso dei loro cortili, io passo di corsa, pian piano, e saluto.
con un po' di circospezione, c'è molto ghiaccio per terra, e le buche e le insidie del manto d'asfalto usurato sono ben nascosti sotto lo strato di neve fresca che continua a cadere, completo i miei 9 km e mezzo in cinquanta minuti. piano piano. ma adesso, almeno, sorrido.