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venerdì 15 giugno 2012

prossimi obiettivi..




Credevo che dopo una fatica, una prova come il 70.3, dopo l’impegno che ho profuso nel preparare e portare a termine una gara come quella di domenica, ecco, pensavo che per un po’ di tempo ne avrei avuto abbastanza...

E invece no: sono qui che mi documento, m’informo, mi sono già iscritta al mio prossimo olimpico e medito di fare un medio a settembre.

Stiamo pensando addirittura di andare a farci una lunga pedalata in montagna, per allenamento, io e il Principe consorte, ora più che mai propositivo in fatto di nuove gare di triathlon, di nuove sfide.
Sta meditando di preparare per bene la distanza del nuoto e poi anche per lui, il 2013 sarà l’esordio nella distanza superlunga (come ho imparato a chiamarla ultimamente, distinguendo la distanza-gara dal circuito).
Mi ha tolto la locandina dell’IM Italy 70.3 dal pannello del frigorifero dove, a inizio anno, avevamo messo le fotografie delle nostre gare-obiettivo e ha lasciato un significativo spazio vuoto, da riempire entro il prossimo fine settimana, pena la scelta da parte sua della mia prossima gara importante.

So già che comunque mi vuol proporre una maratona per scendere sotto il mio personale in autunno.

Ma quale altro uomo mi avrebbe così pienamente appoggiata e incoraggiata nelle mie attività sportive, ponendomi traguardi così ambiziosi, incoraggiandomi a dare sempre il massimo, a fare sempre meglio e a vivere così intensamente ogni attimo?

Spero che faccia di nostro figlio una persona come è lui: forte, determinato, positivo e generoso con le persone che ama.
Questo sarebbe il traguardo più bello.

martedì 12 giugno 2012

Pescara.. E ora chiamatemi Iron Mamma (mezza, Iron Mamma)



Lo so si vedono solo un sacco di capelli e la mia medaglia, messa pure al contrario, ma dai.. tanto era solo per rendere l'idea...
Finita l'esperienza di Pescara, anche se nel ripensarci provo ancora quel palpito di gioia e quel groppo di emozione fortissima, incontenibile, che mi ha riempito gli occhi di lacrime anche oggi, nel ripensarci, mentre correvo.
Il giorno prima avevo chiesto al fascinoso principe consorte che cosa pensa, che cosa gli da' la forza di andare avanti quando la fatica è insostenibile.
"Insomma, vuoi un mantra" mi chiede "vuoi la formula magica!". E ridiamo entrambi perchè sappiamo bene tutti e due che a volte la fatica è così forte che niente ti può motivare a proseguire, se non te stesso.
"Quanti giorni ti ricordi veramente della tua vita? Ecco, tu pensa che puoi fare di domani un giorno che ricorderai per sempre, con orgoglio".


A questo penso mentre sto in piedi sotto l'arco di partenza, accanto al mio Presidente, che parte nella mia stessa batteria. Sono andata ad abbracciare il mitico Aldo Rock e a dirgli "in bocca al lupo!" ed ora, mentre attaccano i Guns' n Roses a manetta, entro in acqua e comincio, dopo un po' di passerella nel basso mare adriatico, a nuotare.
Sono in mezzo a 277 persone che nuotano e c'è un po' di confusione, ma non mi perdo d'animo. "Sai nuotare quindi fallo. Tu vuoi quel traguardo, no?!" Accanto a me nuota qualcuno che ha il mio stesso ritmo, ci guardiamo negli occhi ad ogni bracciata ed è come se ci facessimo coraggio a vicenda.

Il tragitto in mare è lunghissimo, più lungo dei 1.900 metri previsti, ma arrivo a poggiare i piedi sulla sabbia e  già mi sento vittoriosa. Mentre percorro la lunga passerella blu verso la zona cambio, intravedo il Principe consorte. Grazie di essere qui con me
Sono euforica e perdo un sacco di tempo in T1 tra pit-stop al bagno e vestizione per la bici.


Sulla bici mi sento bene e pedalo bene. Posso confessarvi con un po' di vergogna che questi sono i primi 90 km che mi accingo a pedalare, ma non ho nessun timore in proposito. Fa' caldo e bevo molto. Pedalo e mi godo il panorama, sto attenta all'asfalto e rimango concentrata per i primi 40 chilometri che passano in fretta. Al secondo giro mi concedo un po' di svago scambiando due battute in greco con Maria, di Rodi, dove ho lavorato e imparato la lingua. E' una bella ragazza bionda che mi sorride meravigliata di sentirsi apostrofata in greco. Faccio bene le discese, senza slogarmi le dita sui freni pur mandando improperi al cretino che mi passa a destra, a 60 km/h.
E' un pro, ma per me è solo un idiota che mi mette in pericolo.

Soffro un po' l'asse attrezzato: siamo controvento e io ho anche male il sottosella, perciò la pedalata si fa' discontinua e meno efficiente.
Patisco ma tengo duro ma sto attenta a non perdere troppa velocità.

Pescara sembra non arrivare più, quando al 90° chilometro mi accorgo che siamo ancora lontani. "Non è finita finché non è finita". Frazione di bici dignitosa, in tre ore e mezza, come volevo io, nonostante i chilometri in più.


Arrivo in zona cambio per il running e trovo molte bici messe alla come viene viene. Mah?! Di giudici neanche l'ombra, mentre mi preparo e ricevo gli ultimi incoraggiamenti mi lamento un po': "Basta gel, voglio un arrosticino!".
Gli astanti, abruzzesi, ridono. Io sorrido e vado. Sto per diventare finisher.
Posso farcela, adesso si balla la mia musica.

E io ballo, cioè, corro. Corro bene anche se parto un po' troppo spedita, mentre la gente applaude e grida il nome sul mio pettorale. Al sesto chilometro però mi blocco, qualcosa non va'. Ho paura che sia lo stomaco, non mi sento bene. Un marcantonio alto e fasciato in un body arancio mi apostrofa "Ehi, su!", così ricomincio a correre e mi accorgo che ho avuto paura e basta. Paura di essere troppo stanca per finire, ma non è così.
Corro, bevendo a tutti i ristori, coca cola e acqua: acqua in testa e acqua addosso. Sono zuppa ma corro. All'ultimo giro, il Principe consorte corre per alcuni metri con me. "Dai, dai, dai, stai andando benissimo! Adesso vai al ponte e poi hai finito!".

"Tu non sai cos'è quel ponte...!" piagnucolo. "Si, ma è finita. Poi alla passerella rossa, ti godi l'arrivo, perchè di arrivi così ce ne sono pochi!" e mi assesta una pacca sul didietro.
Corro ancora bene, facilmente, faccio il maledetto Ponte sul Mare correndo. Arrivo e alzo le braccia trionfante e alla passerella rossa dico a tutti che ho finito, sono arrivata e rido, piango e do' la mano a tutti quelli che l'allungano. Sono così felice.
Mi prendo la mia medaglia e abbraccio mio marito che mi raggiunge subito. Sono emozionata e felice e penso che adesso voglio la favola intera.

Adesso voglio l'Ironman.


Menzione speciale per il sorriso più dolce a Magic. Ci ho inciampato dentro in zona cambio, la mattina della gara. Carino, simpatico, mi da' alcuni suggerimenti per la bici e per il nuoto e poi ci scambiamo un in bocca al lupo. E' stato un piacere!


Altra menzione speciale per Gianlù, che ho incontrato nel post gara, in piena crisi di euforia! Mancava poco che gli buttassi le braccia al collo, ma mi sono contenuta, anche se gli ho praticamente raccontato tutta la mia gara. Molto felice di averlo visto dal vivo.


Stefano... Si stava facendo fotografare con Fontana. Non avrei mai potuto interrompere l'idillio! Speravo di ritrovarlo in zona cambio o perlomeno di vederlo sul percorso di corsa ma quando uno è strong è strong...! Alla prossima, Uomo!


I miei risultati:
00:43:28 nuoto  
00:06:29 T1 (mi sono rifatta il trucco)
03:31:30 bici 
00:03:27 T2 (un'altra passata di rossetto per i fotografi)
01:52:17 corsa
tempo totale di gara: 6 ore e 17 minuti.