Con queste premesse, mi porto alla zona cambio e
preparo il mio potente mezzo per la sua frazione: borracce gel, casco,
occhiali, pantaloncini di bici e poi i pantaloncini da corsa, tutto come sarà
all’Elba. L’unico dubbio è nuotare senza muta o con la muta.
La metto, con sotto il top e le mutandine nere.
Mi porto in zona partenza per provare l’acqua: è ancora presto do’ due bracciate volentieri, almeno mi rinfresco..
Fa’ già un caldo boia. Un caldo barbino. Caldo tropicale. Insomma, caldo. Il leit motiv della giornata.
Scambio due chiacchiere con Florence, in francese, che devo fare esercizio di conversazione, con altri della mia squadra che faranno la staffetta e poi via.
Noi donne partiamo per prime.
Anche qui l’ipocrisia regna sovrana. Organizzatore,
se ci vuoi davvero agevolare, facci partire dopo. O anche insieme. Così io mi
defilo subito e lascio andare il triatleta medio, convinto che picchiare ogni
cosa che si muove in acqua sia la tattica di gara vincente. Mentre se mi dai 2
minutini risicati di handicap, io sai dove me lo posso mettere il mio
vantaggio??!!
Nuoto bene, ma alla seconda boa, i maschioni mi prendono: come già visto in altri film, gli élite non mi sfiorano nemmeno, ma dopo qualche minuto arriva la mandria dei bufali inferociti.
Nuoto bene, ma alla seconda boa, i maschioni mi prendono: come già visto in altri film, gli élite non mi sfiorano nemmeno, ma dopo qualche minuto arriva la mandria dei bufali inferociti.
Paura vera a nastro per almeno trenta secondi, poi decido di continuare a nuotare cercando di far finta di niente: i più veloci passeranno comunque, agli altri che mi danno botte da orbi auguro di mettere giù male il piede e rompersi l’osso sacro uscendo dall’acqua.
Amen.
Al secondo giro mi accorgo di avere un caldo boia e che la muta mi ha scorticato il collo. Allegria! Nel mentre, al secondo giro e seconda boa, mi raggiungono le staffette. Botte da orbi, di nuovo. Auguro tante belle cose anche a loro.
Al secondo giro mi accorgo di avere un caldo boia e che la muta mi ha scorticato il collo. Allegria! Nel mentre, al secondo giro e seconda boa, mi raggiungono le staffette. Botte da orbi, di nuovo. Auguro tante belle cose anche a loro.
Animata da questo spirito positivo, raggiungo la bici e mi spoglio. Letteralmente. Qualcuno trova anche il tempo di commentare. Minchia, ma l’ormone a palla c’avete. Pensa a pedalare va’..
Parto in bici col rapporto agile, che l’anno scorso sulla rampetta che porta sulla statale ho visto scene gabazzosissime (altro che ciclisti provetti…!) e vado su bella agile e sorrido, moooooolto compiaciuta della mia astuzia tattica.
Parto per la mia scampagnata, spingendo poco, appena appena, avendo ben chiaro in mente il suggerimento del Guzzo (Santo subito!): ”Non bruciarti tutto sui primi
Sempre a proposito del Guzzo, mi passa dopo
qualche chilometro (Ma allora non sono andata malissimo in acqua!) e va’ subito via, a bombazza!! Strillo per salutarlo, tutta gioiosa. Vedo un po’ di scie,
ma me ne frego. Cavoli loro.
Tornando da Baveno verso Lesa mi accorgo addirittura che ho uno dietro che mi ciuccia la ruota (...a me??!! Ma sei messo malissimo!!!).
Si scusa di non potermi dare il cambio e mi precisa che non è in gara.
E anche qui… chiudiamo la parentesi prima di aprirla. Che è meglio…!
Tornando da Baveno verso Lesa mi accorgo addirittura che ho uno dietro che mi ciuccia la ruota (...a me??!! Ma sei messo malissimo!!!).
Si scusa di non potermi dare il cambio e mi precisa che non è in gara.
E anche qui… chiudiamo la parentesi prima di aprirla. Che è meglio…!
Al cominciare della salita, comincio anche a
superare (con grande, grandissima, enorme, no ma anche qualcosa in più,soddisfazione…)
qualche uomo.
Ahhhhhhhh, ma che bella sensazione! Che momento sublime! Ecco, vedi. Mi sono ammazzata di salitoni ultimamente.
Ma a qualcosa è servito.
Vado su sempre senza affanno. Che storia!
Ahhhhhhhh, ma che bella sensazione! Che momento sublime! Ecco, vedi. Mi sono ammazzata di salitoni ultimamente.
Ma a qualcosa è servito.
Vado su sempre senza affanno. Che storia!
Sulla super salita, lo strappettino più bastardo di tutta la gara, riprendo una staffettista con cui scambio due commenti (Tanto so che mi leggi, mi ha fatto piacere rivederti; hai anche fatto una bella bici. Brava, Fra!) ma poi la lascio andar via, che so che non devo esagerare.
Sto bene (a parte le mutandine che mi danno fastidio. Devo risolvere questo problema prima dell’Elba) e vorrei anche correre, dopo.
L’arrivo in zona cambio è tranquillo. Anche qui ci
metto il mio tempo a cambiarmi. Il caldo è qualcosa di mostruoso, ma parto decisa
perché se ci sto a pensare troppo rischio di non partire proprio più.
I primi due giri soffro (mentalmente) come un cane e il Principe consorte non aiuta, anzi mi maltratta di brutto… Sarà, ma con me non funziona. Mi devo dare una bella calmata da sola, ci devo lavorare su 'sta cosa, penso. Come a Pettenasco.
Oggi non ho neanche i crampi (pensa che botta di culo!): approfittiamone.
Mi accodo a due marcantoni che mi fanno compagnia, muta e silente: ci han fatto anche una bella foto, dove io sembro una tap- star che corre con le guardie del corpo. Figo.
Al terzo giro, visto che sto correndo, il Principe consorte pensa bene di prendermi e buttarmi nella fontana, cosa che mi costerà quei due minutini che.. ma va bene così, dai. Basta il pensiero.
I primi due giri soffro (mentalmente) come un cane e il Principe consorte non aiuta, anzi mi maltratta di brutto… Sarà, ma con me non funziona. Mi devo dare una bella calmata da sola, ci devo lavorare su 'sta cosa, penso. Come a Pettenasco.
Oggi non ho neanche i crampi (pensa che botta di culo!): approfittiamone.
Mi accodo a due marcantoni che mi fanno compagnia, muta e silente: ci han fatto anche una bella foto, dove io sembro una tap- star che corre con le guardie del corpo. Figo.
Al terzo giro, visto che sto correndo, il Principe consorte pensa bene di prendermi e buttarmi nella fontana, cosa che mi costerà quei due minutini che.. ma va bene così, dai. Basta il pensiero.
Bestemmio un po’, ma con grazia e ricomincio a correre. Sono un filino zuppa, ma è una costante delle mie gare di triathlon a quanto pare.
Ritrovo Florence che intanto è scesa dalla bici e le urlo che ho finito, con una pronuncia e un’inflessione che sento risuonare meravigliosamente bene.
Sarà la stanchezza, ma la “r” blesa riesce proprio bene.
Mentre Ico al bar mangia il suo toast corro verso il traguardo, un filino scocciata perché sul traguardo volevo che ci fosse qualcuno a farmi due complimenti, ma niente paura... al traguardo mi coccolano e mi danno anche un ghiacciolo al limone. Buono!!.
Poi c’è il Guzzo con
Scambiamo due parole e il Guzzo mi dice anche una gran bella cosa che mi colpisce molto: "Siamo fortunati a fare quello che facciamo. Fortunati, che ci possiamo permettere di essere qui." Bravo Guzzo. Sarai anche un triatleta maschio, ma non sei un trullo..! (scherzo, Guzzo!)
Ringrazio tutti e vado a cercare il fascinoso marito e
fascinoso mini figlio: ci metterò pressappoco tanto tempo quanto correre la mezza e nel
frattempo camminerò per altri 3 chilometri: poco
male, defatigamento...
In ultima analisi: è stato faticoso, ma non un massacro.
Sono sempre stata sotto controllo.
Fisicamente ci sono, sono a posto e non sono nemmeno troppo stanca.
Mentalmente il caldo ha contribuito alla sensazione del “non ne posso più”, ma che alla fine si è trasformato in “Ok, allora diamoci una mossa e andiamo a bere qualcosa di fresco” piuttosto che “Ok, allora mi siedo e aspetto le otto di sera”.
In ultima analisi: è stato faticoso, ma non un massacro.
Sono sempre stata sotto controllo.
Fisicamente ci sono, sono a posto e non sono nemmeno troppo stanca.
Mentalmente il caldo ha contribuito alla sensazione del “non ne posso più”, ma che alla fine si è trasformato in “Ok, allora diamoci una mossa e andiamo a bere qualcosa di fresco” piuttosto che “Ok, allora mi siedo e aspetto le otto di sera”.
Non
sono contenta (troppo lenta), ma sono contenta (questo sarà il mio passo gara).
E chi ci capisce qualcosa, è bravo…