venerdì 26 ottobre 2012

il brutto anatroccolo

Sembra una legge incontrovertibile che il giorno della mia gara ci debba essere un tempo da lupi. In realtà non sarà propriamente una gara, perché domenica correrò una mezza a ritmo facile, per poi proseguire, dopo il traguardo, verso casa per altri 15 chilometri in (speriamo di tenerla) leggera progressione.
Alla fine dovrei essere riuscita a fare 35 km a ritmo gara.
E anche l’ultimo lunghissimo sarà stato fatto, dopodiché dovrò pensare al recupero e alle ultime rifiniture di lavori veloci in pista.
Il 18 novembre si avvicina ed io sono emozionata, concentrata e felice, perché sto entrando in forma.

Laddove un mesetto fa’ completavo faticosamente i miei dieci chilometri in allenamento, costringendomi ad aumentare l’andatura con un discreto sforzo, ora, nonostante la tosse persistente e fastidiosa che il piccolo untore, Ico, mi ha attaccato, filo come un trenino senza chiedere impegno al mio fisico né alla mia testa.
Anche il fisico è cambiato. Poca roba, ma siccome io ci convivo attentamente con me stessa, senza salire sulla bilancia, so benissimo che ho perso peso.
Quello che mi da’ più soddisfazione, ben al di là dell’aspetto fisico, è la sensazione di correre facile ad andature per me di solito impegnative.
È un buon segnale e mi riempie di fiducia.

Sarebbe davvero una grande soddisfazione riuscire a farcela, riuscire a fare una buona gara e correre una maratona come sogno di correrla.
Ho bisogno di emozionarmi come succede sempre in prossimità dell’arrivo, quando realizzo che ho fatto una buona gara, che ho corso bene e che tutte le mie fatiche hanno un senso.
Per me. Un riscatto di tutto quello che ho passato negli ultimi sei mesi.
Per il Principe consorte, perché il mio successo è anche il suo e viceversa.

E tutto il resto del mondo, se non vuole capire, se non sa comprendere, se non riesce o non vuole condividere questo mio modo di essere, andasse pure in malora nel suo sconfinato giardino dalla siepe a forma di merlatura guelfa, un mondo di fatto solo di caminetti in pietra e bagni in marmo.
Chiusi, mentre la vita è fuori.
Corsa o non corsa, la vita è fuori ed è fatta di esperienze che non puoi fare per interposta persona o davanti alla TV.
Sono il brutto anatroccolo della famiglia ma chissà, forse anche un cigno.

8 commenti:

  1. bello correre facile! brava, non mollare :)

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    1. no, no.. non mollo, tranquillo! anche se il "G-Giorno" sarò talmente agitata che illuminerò Torino, io da sola :D

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    1. ;D bello, bello.. (ps: oggi ho provato anche a saltellare giù dalla panchina.. e niente petrolio ;D)

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  3. pREparare una mara è un terno al lotto...già l'hanno perso quelli di Venezia, più probabilità per te che lo vinca! :-)

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  4. Speriamo, dai! A torino problemi di acqua alta non dovrebbero essercene...!

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  5. Ma la merlatura guelfa da dove ti è uscita???? :-)

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    1. è proprio vero!
      c'è qualcuno che ha trasformato la siepe in merlatura (guelfa, perchè ghibellina in effetti era un po' più impegnativa da realizzare)..

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