martedì 15 novembre 2011

illusione e controllo

Venerdì devo prendere un aereo e so già che questo mi costerà almeno tre capelli bianchi in più.
La paranoia scaturisce dal semplice fatto che odio ritrovarmi a chilometri e chilometri da terra, in balia di strumenti e uomini che non so come funzionano e come operano, e di non avere nessun tipo di controllo sulla situazione.
Non che viaggiare sulla A4 il venerdì sera dia qualche improbabile illusione di controllo, ma in qualche modo, i quattro pneumatici che mi collegano al terreno, mi fanno sentire meglio. Solo di po’, lo ammetto. Con tutta la fiducia che nutro nel conducente del mezzo, che so affidabile, preciso, preparato e capace di portare una vettura con una certa sicurezza, beh.. che controllo vuoi avere tra migliaia di automobilisti col piedino attaccato all’acceleratore, la mano sul cellulare o peggio ancora, e l’ho visto coi miei occhi, gli occhi al giornale?! Poco.
Ma non volevo parlare del traffico.

Volevo parlare del controllo e dell’illusione di averlo, di possederlo, di esserne dotati.
Domenica dovrò dimostrarlo a me stessa, domenica dovrò farne non dico sfoggio, ma almeno un uso ragionato. E non serve pensare che hai fatto tutto quello che era necessario fare, per prepararti, per mantenere il controllo sulla situazione.

Lunghissimi: uno da 44 km in montagna ad agosto, otto ore di pioggia e vento sulla pelle e nelle gambe, col dislivello bastardo a toglierti voglia e fiato; uno di 37 km di collinare trail, due di 32 chilometri sul ritmo, correndo su un lungomare ventoso che ha ti fatto passare ogni illusione.
Ritmi: ripetute. Tante, mai fatte così tante. Lavori veloci, lavori che ti chiedono tutto il fiato che hai.
Progressivi: almeno uno la settimana, 15/18 chilometri, partenza ritmo maratona, arrivo ritmo dieci chilometri e in mezzo tutta una sofferenza fatta di “tieni su la testa, sciogli le spalle, RESPIRA!”.

Respira e mantieni il controllo, perché tu sei tutto quello che ti serve per finire.

La preparazione è stata una bella avventura: ho corso tanto, accantonando per forza di cose, nuoto e bici. Ho corso da sola e in compagnia, a volte soffrendo perché mancava la forma, la voglia, la concentrazione, a volte facile, svelta che non sembravo neanche io.

Magari non farò un gran tempo, e sarà un vero peccato perché, alla faccia di tutti quelli che dicono di correre una maratona per puro divertimento, smazzarsi un allenamento di tre mesi pieni a correre con i 35 gradi di agosto e i 2 gradi di domenica sull’argine del Tanaro, è una faticaccia ingrata. Non mi venite a dire per favore che provate piacere ad alzarvi alle sei di mattina perché diversamente non puoi mettere insieme 15 chilometri; non mi venite a dire che tirare in pista col cuore che esce dal petto e la saliva che sale in gola è gratificante; non mi venite a dire che correre la sera alle sette nel buio con la frontale per evitare che ti stirino è divertente.

No, non lo è. Divertente è fare un trail autogestito, senza pettorale, senza sbattimenti di posizioni e classifica, nei boschi innevati di Chamonix il 10 di ottobre. Divertente è correre senza pensieri di ritmo e velocità in riva al mare, facendo del fartlek allegro, annusando l’aria che sa’ di salsedine, pregustando il piatto di spaghetti ai frutti di mare che verrà dopo.

Il resto, lo facciamo per un risultato, per una gratificazione. E ci costa impegno e una certa dose di sofferenza.
Il controllo è un’illusione. O forse no?

Stasera scrivo veramente per me sola, perché come un amico giorni fa’ mi ha generosamente ricordato “il senso delle cose che facciamo sta soltanto nel trovare la loro corretta collocazione, o meglio, la loro funzione reale, e non sempre è così visibile o immediata. Spesso si manifesta in modi sotterranei, nascosti, spesso a distanza di molto tempo e nemmeno ce ne accorgiamo”.

Forse è solo voglia di pensare e a volte i pensieri vengono fuori di getto quando meno te lo aspetti, quando sei con la testa sul cuscino e dovresti riposare e invece, con gli occhi chiusi, ti vedi al 40° chilometro della tua fatica e ti vedi così come sarai quel giorno, con quei pantaloncini, con quella canottiera, con quella fascia nei capelli, con quell’espressione che sai di avere quando stai facendo fatica ma sai anche che il risultato è vicino.

Illusione?

14 commenti:

  1. vabbè scusa ma...
    1) avverti meglio che hai rimesso il blog
    2) come mai avevi smesso?
    3) come mai hai ricominciato?
    credo che i tuoi lettori vogliano saperlo.
    io sì, quindi anche se non vuoi scriverlo pubblicamente mandami una mail e dimmelo :)

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  2. vabbè ma scusa, con tutte le cose che ho scritto, tu commenti così?
    è un interrogatorio, non un commento
    ;D

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  3. ma scusa, tu mi glissi...tu prima rispondi poi te commento il post...

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  4. :) Bentornata ragazza! Andrai alla grande, perchè sei allenata anche di testa ( che certi allenamenti sono peggio della gara, ma allenano la testolina...) Mi raccomando! :)

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  5. @Stefano:

    1) che avverto? metto gli annunci? "chi mi ama mi segua".. l'hai mai sentito dire?

    2)ho smesso perchè fa' male. davvero. diventi dipendente. confondi la realtà col blog fino a che confondi gente da blog con la gente reale e ti crei illusioni e aspettative del tutto fuorvianti.
    non sto parlando di casi clinici, chiaro? sto parlando di uno stato lievemente confusionale. così ho deciso che ogni tanto stacco.

    3)ho ricominciato perchè ci sono argomenti di cui mi piace parlare, perchè è senz'altro un buon modo per sfogare le proprie "frustrazioni" (mi viene in mente a questo proposito qualcuno che si lamenta sovente delle ferrovie italiane :D) in maniera accettabile, and so on... tutto cum grano salis. vedi punto due sopra.

    chiara, esauriente e cristallina?
    :D

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  6. Only, magari!
    Dovrei farcela.
    Se non mangio troppi cioccolatini tra oggi e domani :D

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  7. oooh, mo vabbè!
    e comunque io non ho problemi con le ferrovie capito? CAPITO?!?! NON. HO. NESSUN. CAZZO. DI. PROBLEMA. CON. LE FERROVIE. DEL. CAZZO!

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  8. ah, comunque sono contento che abbia "riaperto" il blog. ti leggo sempre volentieri!

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  9. bentornata!!!! ogni tanto passavo... giusto per vedere se c'eri!!!

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  10. Ho urlato il tuo nome
    hai alzato le braccia
    è stato un attimo
    ma è stato bello...
    Congratulazioni ad entrambe le sorelle runner, ma io lo sapevo che eri una scheggia!!!

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  11. Ma come è andata??? vogliamo il resoconto!!!! Sonietta

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  12. Bea!!!! Ti ho sentita! E ho capito subito che eri tu!! Mi è venuto da piangere! E mentre piangevo mi sono buttata al traguardo. Grazie!
    Di cuore, grazie.

    PS: è andata bene.. considerando che:
    a)non c'era un metro in piano e
    b) faceva un caldo mostruoso!

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  13. Anche a me è venuto da piangere...
    Volevo abbracciarti ...

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