mercoledì 24 novembre 2010

Dell’alano e altre piccolezze

E non serve pensare che domani mattina è l’ultima volta (per questa settimana, ovvio): è dura lo stesso.
Tutino, scarpette, buff dell’UTMB, che non si capisce perché questi trailer devono parlare in codice, chiamalo Ultra Trail du Mont Blanc,no? Che sentir dire “quest’anno ho fatto la LUT”, sembra che hai fatto una malattia non la Lavaredo Ultra Trail. Comunque, soprassediamo, io sono un paio di gambe prestate al trail, ma l’anima è podista da asfalto vero. Si va’.
Freddo micidiale e brinata candida ovunque. Il fiato mi si congela davanti alla bocca, ma le gambe girano bene. Benissimo.
Stamattina scelgo di starmene il più possibile tranquilla, niente automobili, perciò mi infilo in uno sterrato tranquillo che dovrebbe essere anche abbastanza asciutto. Qui non passa nessuno di sicuro.
Il vento non mi da’ noia, ma quando cambio direzione e ce l’ho dietro mi accorgo che a parità di sforzo andavo un po’ più lenta. Ora sono a 4 e 50. nessuna fatica.
Bene, le sensazioni sono buone, i pensieri si snodano con i metri percorsi, in scioltezza.
Un’altra svolta e passo ad una strada asfaltata, residenziale, tranquilla.
All’improvviso mi salta davanti un cavallo. No, è un cane, un alano gigantesco, che la padrona tiene a fatica ad un guinzaglio cortissimo.
Accelero, ma dopo un istante mi ritrovo il cane che corre a fianco a me e mi ringhia e la padrona dietro che corre pure lei e grida.
Evviva, cominciamo bene la giornata.
Sto cane è più alto di me, a momenti. Tirare non serve, è come cercare di lasciare indietro Baldini.
Uhm… Decido velocemente, in caso mi aggredisca, di cacciargli due dita negli occhi, cercando di portare a casa il resto. Il cane mi corre sempre a fianco, io sulla strada lui nel campo. Mancano tre chilometri a casa e non posso arrivare al cancello con ‘sto cane a rimorchio. Per fortuna gli piace il campo.
Mi ringhia. “non molli eh?”.
Manco io.
Altra svolta. Finalmente capisce che si è allontanato troppo e mi molla.
Spero che quella cretina della sua padrona abbia avuto un coccolone mentre gli correva dietro.
Eccomi a casa. Controllo il GPS: ho fatto un bell’allenamento veloce, non c’è che dire.

Firenze, arrivo. Mi porterò dietro un alano. Potrebbe servire.

6 commenti:

  1. Alla maratona di Roma ti sguinzaglio dietro Rauletto! ;)

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  2. mai scappare se un cane ti insegue. Fermati e mostra indifferenza.
    E le due dita cacciagliele negli occhi dei padroni che non sanno gestire i propri cani.

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  3. si, caro. il problema è che magari non faccio in tempo a picchiare il padrone, anche se la colpa è sua e non del cane. a me piacciono gli animali e i cani in genere, ma la gente deve imparare a tenerli al guinzaglio, soprattutto se sono grossi (ma anche piccoli direi, dato che se ti si infilano tra il piedi mentre corri, cadi e ti fai male)

    e io non vado a correre nel giardino di casa di qualcuno, ma su una strada pubblica.

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  4. vedi? medio progerssivo; forzato, ma fatto.
    Comunque lo sai: due categorie di persone devono metter in conto il problema cani: i postini e i runners: fortuna che fai altro nella vita no?
    poi staccare Baldini... Ghebre ce la fa ;)

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  5. è tutto ironico, tessssoro, non lascio indietro neanche la tartaruga di Achille ;D ma no, la Console a Livigno quest'estate forse... andava in senso inverso al mio :D ah ah ah

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