lunedì 2 luglio 2012

Una domenica da mamma..

Stavolta ho accompagnato io...
Stavolta ho atteso il Principe Consorte che completava l'ennesima sua fatica di trail, 120 chilometri in uno dei posti più belli del mondo, le Dolomiti, il che significa per buon conto anche un dislivello importante.
Passi, colli e forcelle e discese pietrose, con radici che ti scombinano la falcata e i sassi su cui poggiare i piedi, dopo tanti chilometri percorsi, diventa un problema.
Lo so che cos'è il trail running, lo so bene.
Così ho fatto la mamma e ho lasciato il traguardo a lui, che se l'è ampiamente meritato, arrivando benissimo, un ottimo piazzamento, una rimonta spettacolare.
Appena partito, si è fermato un momento per baciarmi e per dare un buffetto al Tubo, in bilico sulla transenna.
Oltre che un grande uomo è un ottimo atleta.
E il formato mignon, beh, stavolta ce lo siamo portato e anche se è un terribile brighella, se l'è cavata bene.
Ha conquistato tutti col suo sorriso: è un piccolo, intrepido, spericolato Tubo, che ha accompagnato il suo papà correndo con lui, e a che passo...!, gli ultimi trecento metri fino al traguardo.
Che grande emozione vederli arrivare insieme, sorridenti, mano nella mano.

Va bene così, una domenica da mamma e da moglie di un trail runner.
Anche queste son soddisfazioni.

lunedì 25 giugno 2012

Idro, la tenda e l'attraversamento rospi


Io non l'avevo visto mai un cartello con scritto su "attenzione attraversamento rospi"...
A Idro c'è.
Sulla strada che costeggia il lago, bellina, strettina, panoramica in maniera quasi commovente, che arriva ai campeggi e a un borgo minuscolo che si chiama Vesta, come la dea romana del focolare domestico.
E da nessun'altra parte per inciso, anche se forse i rospi sanno dove andare, anche senza asfalto...
Non mi ricordo da quanto tempo non ridevo così, come ho riso davanti al buffo cartello, o come ho riso davanti alla "teoria della frenata in discesa", magistralmente esposta e spiegata con gli stuzzicadenti dal Principe Consorte.
Quanto ho riso! E come siamo stati bene nella nostra tenda, poi. Che ti viene da sorridere pensando agli alberghi col centro benessere dove storci il naso se trovi un capello in acqua.

Davanti al lago e alla frazione in acqua ho sempre i miei bravi problemi d'ansia.
Stavolta mi son girata e, con la faccia tosta che mi contraddistingue, gli ho detto "Io non parto, andiamocene".
La sue espressione è stata chiarissima ed eloquente. "Non dire cazzate". Ma lui non usa quel linguaggio.
Poi siamo partiti e non c'è stato più tempo di pensare a nulla se non al fatto che dovevo nuotare. 
Un po' di corrente, tanta gente superata nei due giri in acqua e nessun altro problema se non gli occhialini piena d'acqua che ho tenuto su così.. per bellezza.
Chi si ferma è perduto.


Che la frazione di bicicletta fosse qualcosa di temibile l'avevo capito e dal giro di perlustrazione ho ricavato non solo conferme ma anche utili indicazioni su dove e come fare le cambiate necessarie.
In realtà il 50 per andar su l'ho usato ben poco.
Scarsissimo il pubblico, ma caloroso: i due vecchietti seduti sulla sedia in giardino: "Ma è una donna??" dice lui, ottuagenario nel dialetto indigeno.
"Mi sembra di si" dice lei, centenaria. Nel dubbio, mi applaudono con poca convinzione.
Pochi chilometri ma tosti, tanto verde, tanta solitudine, tanti pensieri, di fatica, di concentrazione.
Quando scendo mi sembra di volare, non leggo il tachimetro perchè ho paura ma i freni li tocco solo quando necessario e penso "Ma son venuta su di qui?! Io?!". E pensare che ho pure superato qualcuno (maschio).
Sono molto fiera di me.

Nella corsa faccio un po' di pasticci, per esempio non mi prendo il gel. Svampita fino in fondo, vuoi mica smentire la tua fama?
Il Principe consorte è lì sul lungo lago erboso che mi incoraggia correndo un breve tratto con me.
"Stai dritta, tieni su le mani, apri le spalle".
Vorrei mandarlo a stendere ma non ho nemmeno le forze per fare questo e devo ancora correre gli ultimi cinque chilometri. Che agonia, ragazzi.. che sofferenza, ma stringo i dentini e faccio qualche sorpasso di cicliste più valenti di me. 
In realtà ho fatto il quarto tempo assoluto nella corsa, tra le donne, e non avevo più nient'altro da dare perciò ho la coscienza in pace. Più di così, non c'era nulla.
Mi sono divertita.
Ho riso tanto.
Mi è scappata la solita lacrima.

Emozioni.


mercoledì 20 giugno 2012

50


Oggi è il nostro “mesiversario” e noi preferiamo ormai da 4 anni e 2 mesi, festeggiare quello piuttosto che la data del nostro matrimonio, come due eterni fidanzatini.
Ci siamo visti, presi e piaciuti. Forse perché in fondo ci siamo conosciuti in un’età in cui la gente “normale” ha già dei figli e ha smesso di sognare i propri sogni.
Noi no. Noi mai. 

Noi abbiamo sbagliato e credere e a dare fiducia ma poi abbiamo avuto il coraggio di rimetterci in pista, a correre. Non ci siamo arresi e ancora oggi non ci arrendiamo a chi ci vorrebbe col decespugliatore in una mano e i ferri da calza nell’altra.
Noi abbiamo scelto la nostra vita e portiamo avanti le nostre idee, senza voler fare proseliti, senza tante dichiarazioni d’intenti.
Solo con la voglia di essere insieme, di condividere.


Oggi sono 50 mesi che stiamo insieme. Auguri.

martedì 19 giugno 2012

Non c'è pace fra gli ulivi

stamattina alle 05: 25 ero perfettamente sveglia, pimpantissima.
mi sono alzata e dopo aver dato un bacio al principe consorte che ronfava beato come un ghiro, sono andata a corrermi i miei dieci chilometri quasi quotidiani.
era da un po' di tempo che progettavo di correre la mattina presto: intanto perchè sembra che le mie cellule, non appena sentano l' "odore" del sole, si attivino del tutto indipendentemente dalla mia volontà, e poi perchè mentre tutti dormono è più bello correre.
Mi sembra di non rubare del tempo a nessuno.

Non al Principe Consorte che comunque ha piacere di trascorrere la pausa pranzo con me, non al piccolo Tubo che la sera è tanto contento di fare la sua passeggiata, sempre più lunga, con la mamma.

All'inizio tanta fatica, ma poi le gambe si son svegliate, io mi son svegliata, e gli ultimi quattro chilometri li ho tirati a tutta birra, tanto domenica ho una gara e un piccolo richiamo di velocità può solo fare bene.

La gara appunto. Di triathlon appunto.. 
Mi sono iscritta tutta felice, senza considerare il "mostruoso" (1.300 mt) dislivello positivo sul percorso bike e la temperatura dell'acqua che sarà, a dir bene, gelida...
Pazienza, ormai è fatta.
Le salite non mi spaventano quanto le discese, anche se saranno veramente impegnative e l'acqua: due giri da 750 mt si possono fare anche se avrò freddo.

Cercheremo di trarne insegnamenti utili per il futuro e di fare il "mio" meglio, come sempre.
Questo è davvero l'anno del triathlon.
E di altre cose.
Novità.

Tanto per cambiare...

puff... (sparito!)

http://it.wikipedia.org/wiki/Non_c'%C3%A8_pace_tra_gli_ulivi

venerdì 15 giugno 2012

prossimi obiettivi..




Credevo che dopo una fatica, una prova come il 70.3, dopo l’impegno che ho profuso nel preparare e portare a termine una gara come quella di domenica, ecco, pensavo che per un po’ di tempo ne avrei avuto abbastanza...

E invece no: sono qui che mi documento, m’informo, mi sono già iscritta al mio prossimo olimpico e medito di fare un medio a settembre.

Stiamo pensando addirittura di andare a farci una lunga pedalata in montagna, per allenamento, io e il Principe consorte, ora più che mai propositivo in fatto di nuove gare di triathlon, di nuove sfide.
Sta meditando di preparare per bene la distanza del nuoto e poi anche per lui, il 2013 sarà l’esordio nella distanza superlunga (come ho imparato a chiamarla ultimamente, distinguendo la distanza-gara dal circuito).
Mi ha tolto la locandina dell’IM Italy 70.3 dal pannello del frigorifero dove, a inizio anno, avevamo messo le fotografie delle nostre gare-obiettivo e ha lasciato un significativo spazio vuoto, da riempire entro il prossimo fine settimana, pena la scelta da parte sua della mia prossima gara importante.

So già che comunque mi vuol proporre una maratona per scendere sotto il mio personale in autunno.

Ma quale altro uomo mi avrebbe così pienamente appoggiata e incoraggiata nelle mie attività sportive, ponendomi traguardi così ambiziosi, incoraggiandomi a dare sempre il massimo, a fare sempre meglio e a vivere così intensamente ogni attimo?

Spero che faccia di nostro figlio una persona come è lui: forte, determinato, positivo e generoso con le persone che ama.
Questo sarebbe il traguardo più bello.

martedì 12 giugno 2012

Pescara.. E ora chiamatemi Iron Mamma (mezza, Iron Mamma)



Lo so si vedono solo un sacco di capelli e la mia medaglia, messa pure al contrario, ma dai.. tanto era solo per rendere l'idea...
Finita l'esperienza di Pescara, anche se nel ripensarci provo ancora quel palpito di gioia e quel groppo di emozione fortissima, incontenibile, che mi ha riempito gli occhi di lacrime anche oggi, nel ripensarci, mentre correvo.
Il giorno prima avevo chiesto al fascinoso principe consorte che cosa pensa, che cosa gli da' la forza di andare avanti quando la fatica è insostenibile.
"Insomma, vuoi un mantra" mi chiede "vuoi la formula magica!". E ridiamo entrambi perchè sappiamo bene tutti e due che a volte la fatica è così forte che niente ti può motivare a proseguire, se non te stesso.
"Quanti giorni ti ricordi veramente della tua vita? Ecco, tu pensa che puoi fare di domani un giorno che ricorderai per sempre, con orgoglio".


A questo penso mentre sto in piedi sotto l'arco di partenza, accanto al mio Presidente, che parte nella mia stessa batteria. Sono andata ad abbracciare il mitico Aldo Rock e a dirgli "in bocca al lupo!" ed ora, mentre attaccano i Guns' n Roses a manetta, entro in acqua e comincio, dopo un po' di passerella nel basso mare adriatico, a nuotare.
Sono in mezzo a 277 persone che nuotano e c'è un po' di confusione, ma non mi perdo d'animo. "Sai nuotare quindi fallo. Tu vuoi quel traguardo, no?!" Accanto a me nuota qualcuno che ha il mio stesso ritmo, ci guardiamo negli occhi ad ogni bracciata ed è come se ci facessimo coraggio a vicenda.

Il tragitto in mare è lunghissimo, più lungo dei 1.900 metri previsti, ma arrivo a poggiare i piedi sulla sabbia e  già mi sento vittoriosa. Mentre percorro la lunga passerella blu verso la zona cambio, intravedo il Principe consorte. Grazie di essere qui con me
Sono euforica e perdo un sacco di tempo in T1 tra pit-stop al bagno e vestizione per la bici.


Sulla bici mi sento bene e pedalo bene. Posso confessarvi con un po' di vergogna che questi sono i primi 90 km che mi accingo a pedalare, ma non ho nessun timore in proposito. Fa' caldo e bevo molto. Pedalo e mi godo il panorama, sto attenta all'asfalto e rimango concentrata per i primi 40 chilometri che passano in fretta. Al secondo giro mi concedo un po' di svago scambiando due battute in greco con Maria, di Rodi, dove ho lavorato e imparato la lingua. E' una bella ragazza bionda che mi sorride meravigliata di sentirsi apostrofata in greco. Faccio bene le discese, senza slogarmi le dita sui freni pur mandando improperi al cretino che mi passa a destra, a 60 km/h.
E' un pro, ma per me è solo un idiota che mi mette in pericolo.

Soffro un po' l'asse attrezzato: siamo controvento e io ho anche male il sottosella, perciò la pedalata si fa' discontinua e meno efficiente.
Patisco ma tengo duro ma sto attenta a non perdere troppa velocità.

Pescara sembra non arrivare più, quando al 90° chilometro mi accorgo che siamo ancora lontani. "Non è finita finché non è finita". Frazione di bici dignitosa, in tre ore e mezza, come volevo io, nonostante i chilometri in più.


Arrivo in zona cambio per il running e trovo molte bici messe alla come viene viene. Mah?! Di giudici neanche l'ombra, mentre mi preparo e ricevo gli ultimi incoraggiamenti mi lamento un po': "Basta gel, voglio un arrosticino!".
Gli astanti, abruzzesi, ridono. Io sorrido e vado. Sto per diventare finisher.
Posso farcela, adesso si balla la mia musica.

E io ballo, cioè, corro. Corro bene anche se parto un po' troppo spedita, mentre la gente applaude e grida il nome sul mio pettorale. Al sesto chilometro però mi blocco, qualcosa non va'. Ho paura che sia lo stomaco, non mi sento bene. Un marcantonio alto e fasciato in un body arancio mi apostrofa "Ehi, su!", così ricomincio a correre e mi accorgo che ho avuto paura e basta. Paura di essere troppo stanca per finire, ma non è così.
Corro, bevendo a tutti i ristori, coca cola e acqua: acqua in testa e acqua addosso. Sono zuppa ma corro. All'ultimo giro, il Principe consorte corre per alcuni metri con me. "Dai, dai, dai, stai andando benissimo! Adesso vai al ponte e poi hai finito!".

"Tu non sai cos'è quel ponte...!" piagnucolo. "Si, ma è finita. Poi alla passerella rossa, ti godi l'arrivo, perchè di arrivi così ce ne sono pochi!" e mi assesta una pacca sul didietro.
Corro ancora bene, facilmente, faccio il maledetto Ponte sul Mare correndo. Arrivo e alzo le braccia trionfante e alla passerella rossa dico a tutti che ho finito, sono arrivata e rido, piango e do' la mano a tutti quelli che l'allungano. Sono così felice.
Mi prendo la mia medaglia e abbraccio mio marito che mi raggiunge subito. Sono emozionata e felice e penso che adesso voglio la favola intera.

Adesso voglio l'Ironman.


Menzione speciale per il sorriso più dolce a Magic. Ci ho inciampato dentro in zona cambio, la mattina della gara. Carino, simpatico, mi da' alcuni suggerimenti per la bici e per il nuoto e poi ci scambiamo un in bocca al lupo. E' stato un piacere!


Altra menzione speciale per Gianlù, che ho incontrato nel post gara, in piena crisi di euforia! Mancava poco che gli buttassi le braccia al collo, ma mi sono contenuta, anche se gli ho praticamente raccontato tutta la mia gara. Molto felice di averlo visto dal vivo.


Stefano... Si stava facendo fotografare con Fontana. Non avrei mai potuto interrompere l'idillio! Speravo di ritrovarlo in zona cambio o perlomeno di vederlo sul percorso di corsa ma quando uno è strong è strong...! Alla prossima, Uomo!


I miei risultati:
00:43:28 nuoto  
00:06:29 T1 (mi sono rifatta il trucco)
03:31:30 bici 
00:03:27 T2 (un'altra passata di rossetto per i fotografi)
01:52:17 corsa
tempo totale di gara: 6 ore e 17 minuti. 







giovedì 7 giugno 2012

Pronti, partenza..


Ok, ci siamo arrivati... sembra incredibile, ma ormai siamo qui...

Quest'avventura che è cominciata per caso, quando il Principe consorte mi ha detto "dovresti provare a fare triathlon" e mi ha comprato la bicicletta da corsa per fare il mio primo sprint, un anno fa', si sta concretizzando in un appuntamento che mai avrei osato pensare.
Ho fatto la mia prima gara dopo due, e dico due, uscite in bicicletta e un allenamento intensivo in piscina perché ero a secco da almeno un anno e domenica parteciperò ad una gara che possiamo definire "impegnativa".
Massacrante no di certo: ho visto gente correre per 24 ore consecutive facendo i conti con la propria fatica e le proprie motivazioni, gente correre in montagna, affrontare dislivelli paurosi, tempo da lupi e sentieri veramente difficili per ben più di 100 km.
Certo, non darà una passeggiata di salute, ma sarà gratificante arrivare al traguardo. 
Sarà bello, altrimenti non avrebbe senso farlo.

Venendo a noi...
Dopodomani sarò a Pescara fra di voi, anche se un po' defilata: un po’ perché il Principe consorte non condivide la mia spinta centrifuga verso tutto il resto dell'umanità che non sia lui (e il Tubo), soprattutto se questa spinta viene mediata dal mezzo virtuale (che esecra e rifugge), e un po’ perché l’ultima volta che qualcuno mi ha appoggiato le mani sulle spalle è stato minacciato di finire al paratriathlon…

Mi è scappato un sorriso al pensiero… lo stesso sorriso di una piccoletta con i capelli rossi che vedrete ascoltare attenta il briefing, che vedrete girare in zona cambio affannata perché magari è riuscita a infilare la bici nel posto sbagliato, che starà sulla spiaggia inguainata nella muta con una lacrima che le spunta dagli occhi, che dovrete superare “smadonnando” in bicicletta e che vedrete correre con top e pantaloncini sul ponte, sorridente, perché ormai il più è fatto…
Sarò lì con voi, a nuotare, pedalare e correre, con un sorriso solo per voi.
In bocca al lupo, ragazzi!

mercoledì 6 giugno 2012

Frizzantissima

Faccio l'ennesima telefonata, dopo almeno tre o quattro giorni che provo a chiamare l’ufficio di dementi senza esito, e il cretino di turno si gira verso la collega dicendole che in linea c'è "la sua fidanzata" e se la ridono gioiosi... c'è mancato poco che li mandassi a stendere  lui e la stronza collega che millanta di aver mandato mail che non ha mandato
E uno…

Dopo aver fatto le corse con la macchina che neanche Schumacher in pista ai suoi bei tempi, arrivo nel parcheggio della piscina dove un signore, bello bello, sereno come un Papa, sta facendo esercizi di parcheggio, impedendomi chiaramente il transito... lo supero con uno stridio di pneumatici, con buona pace del mio gommista, e posteggio. Scendo, prendo la borsa e intanto il tipo si ferma, mi si avvicina e mi apostrofa…
se cerca rogna mi ha trovata, penso.
"Mi scusi, signorina (merito della minigonna di jeans), sa dov'è il tal ristorante?"
Eh, che problemi…
Glielo indico, sperando che la pizza orrenda che fanno lì gli vada di traverso.
E due..

Arrivo in ufficio, accaldata, trafelata, con la minigonna storta e trovo l'aria condizionata a 12 gradi…
Ripeto, signore e signori, DODICI GRADI..
E dove siamo? al Polo Sud???!!
Dopo aver augurato al mio adiposo e accalorato collega un sacco di corna dalla sua adorata mogliettina, apro la finestra incurante dell’odore di letame che aleggia fuori e punto il maledetto aggeggio sul 22. I pinguini ringraziano.

Ma io mi chiedo, questo idiota cosa fa’ in casa sua, vive in una ghiacciaia?!
Ma ce la faccio, secondo voi, ad arrivare a venerdì sana??!!
E poi mi chiedono chi me lo fa’ fare di fare un mezzo IRONMAN.
Cazzo, mi diverto. Ecco perché.

martedì 5 giugno 2012

Rosso Mamma



“Tubo, guarda che bella la rosa, di che colore è?!”
“Mmmmammma!” così, con tante “emme”.
Rosa “rosso mamma”.

Per il Tubo, il rosso è il colore di mamma per antonomasia. Non è difficile capire perché: il rosso mi piace parecchio, capelli a parte, e lui è un piccoletto attento, anche se non sembra.
È un piccoletto in gamba, il Tubo, anche se durante la passeggiata serale di ieri, si è piallato sull’asfalto e si è fatto la “danda”, come la chiama lui. 

Il risultato sono state le sue ginocchia sbucciate e una bella rimproverata alla mamma che non è stata abbastanza pronta ad evitare la caduta. Ma d’altra parte, se mio figlio che mi chiede di correre insieme a lui, io che posso fare, se non assecondarlo? Vedere questo nanerottolo di 92 centimetri, che mi corre a fianco agitando le manine e ridendo tutto gioioso, mi rende veramente felice. 

È un momento di serenità che mi prendo tutte le sere, solo per me.
Lo so che sono un po’ (tanto) egoista ma lui è il mio piccolo capolavoro e per ora mi ha dato solo motivo di essere fiera di lui.
E del suo papà, che è un educatore straordinario e fa’ molto meglio di quanto potrei mai fare io, troppo ansiosa, troppo protettiva.

Mi mancherà a Pescara, il mio piccoletto, ma andrò, farò quello che devo fare, tenendo ben presente la sua piccola ma significativa lezione: posso anche cadere ma mi rialzo subito, anche con la “danda”..