Siamo all'impasse...
Io non mi sono mai voluta intromettere per una precisa scelta di rispetto verso mio marito e verso sua figlia, però adesso ci sto pensando.
Mi piacerebbe fare quel numero di telefono e chiedere alla mamma della sorella di mio figlio (che giro di parole!!), dicevo.. chiederle per favore se riusciamo a metterci d'accordo per un giorno alla settimana.
Da mamma a mamma.
Ormai il nostro è una rapporto paritario, non ci siamo neanche mai salutate, nè conosciute, ma siamo nella stessa barca. I nostri figli sono fratello e sorella.
Perchè devono crescere senza conoscersi?
La bimba non si fa' viva col suo papà (e chissà perchè?) e lui, dal canto suo, non la chiama perchè è lei che deve chiamarlo per prima e intanto i giorni passano.
Insomma, ormai è un mese che non si vedono.
Mi devo fare i fatti miei?
Possibile che non ci sia una soluzione civile, pacifica e conveniente per tutti?
Senza contare il fatto che poi a me la bimba piace molto e sarei contentissima se stesse con noi più spesso.
Che faccio? Intervengo o non intervengo?
Telefono o mi faccio i fatti miei?
Mi becco una ramanzina dal principe consorte o dalla mamma della Bozzola?
giovedì 28 aprile 2011
errori di gioventù
Ho frequentato l’università a 300 chilometri da casa. Mi ricordo ancora di aver scelto una facoltà un po’ di nicchia, per assicurarmi di non essere destinata alla città universitaria più vicina, in compagnia delle solite, note, tristi facce.
E così, via verso il grande nord, in una città freddissima d’inverno e caldissima d’estate, deserta alle sette di sera anche di venerdì e sabato, con i bar chiusi di domenica e il panettiere che non capisce cosa gli chiedi.
Per una diciannovenne, una tristezza infinita.
Per una diciannovenne, una tristezza infinita.
Mi ricordo perfettamente la prima lezione nella mia classe di approfondimento. Ciascuno di noi avrebbe letto un brano dal libro di testo di filosofia della scienza. Al momento in cui ho cominciato a leggere io, tutte le teste si son girate e persino l’insegnante mi ha fermato per chiedermi da dove venissi.
Dal Burundi. Avrei dovuto rispondere.
Ma all’epoca mi facevo mille problemi ad essere diversa, perciò per essere accettata fumavo le schifose sigarette che fumavano le mie compagne di corso e cercavo di stirarmi i capelli. Prendevo appunti di statistica, studiavo in biblioteca. Facevo corsi di computer e andavo in bicicletta sul lungo fiume.
Ho smesso presto. Al secondo anno, ne avevo già le tasche piene di gente che interagiva soltanto in dialetto e beveva grappa alle cinque di pomeriggio.
Ma all’epoca mi facevo mille problemi ad essere diversa, perciò per essere accettata fumavo le schifose sigarette che fumavano le mie compagne di corso e cercavo di stirarmi i capelli. Prendevo appunti di statistica, studiavo in biblioteca. Facevo corsi di computer e andavo in bicicletta sul lungo fiume.
Ho smesso presto. Al secondo anno, ne avevo già le tasche piene di gente che interagiva soltanto in dialetto e beveva grappa alle cinque di pomeriggio.
Di bello mi è rimasto il ricordo di due laghi incantevoli, degli altopiani assolati, dei mercatini di Natale e del “parampampoli” che chissà se qualcuno sa cos’è…
e chiaramente la consapevolezza di potercela fare da sola, la capacità di sapermi organizzare, di muovermi in autonomia.
e chiaramente la consapevolezza di potercela fare da sola, la capacità di sapermi organizzare, di muovermi in autonomia.
Ma forse avrei imparato lo stesso e avrei potuto risparmiarmi un po’ di quella sofferenza.
Il bello è che ho deciso io. Manco posso dare la colpa a qualcuno.
Che fregatura.
Che fregatura.
martedì 26 aprile 2011
e non mi fate arrabbiare..
beh, diciamo che poteva andare meglio.
ho corso con la bronchite che il piccolo principe mi ha attaccato.
a me, mica a sua padre, che la solidarietà maschile c'è e si vede.
ieri mattina è stato (più o meno) uno sfacelo, avrei potuto fare almeno tre minuti meno sul percorso, invece praticamente me la sono passeggiata, scatarrando ovunque come una all'ultimo stadio della tubercolosi.
pazienza. magari poteva andarmi peggio, chessò, mi potevo rompere due costole..
il pomeriggio è proseguito con un po' di amena attività di giardinaggio.
Il Tubo scorrazzava dappertutto, imperversando nelle aiuole che suo padre annaffiava, tuffando le manine nell'acqua melmosa e gelida.
ad un certo punto, il principe consorte si gira, con la canna dell'acqua in mano e decide di innaffiarlo.
chissà, forse pensava che crescesse. invece no.
il Tubo, zuppo come un pavesino, mi guarda allibito mentre suo padre ride.
abbiamo rischiato il divorzio.
ma di brutto.
in tutto ciò, domani mi iscrivo al mio primo triathlon sprint.
non so neanche dove, ma lo faccio...
ma che? son nata per soffrire?
ho corso con la bronchite che il piccolo principe mi ha attaccato.
a me, mica a sua padre, che la solidarietà maschile c'è e si vede.
ieri mattina è stato (più o meno) uno sfacelo, avrei potuto fare almeno tre minuti meno sul percorso, invece praticamente me la sono passeggiata, scatarrando ovunque come una all'ultimo stadio della tubercolosi.
pazienza. magari poteva andarmi peggio, chessò, mi potevo rompere due costole..
il pomeriggio è proseguito con un po' di amena attività di giardinaggio.
Il Tubo scorrazzava dappertutto, imperversando nelle aiuole che suo padre annaffiava, tuffando le manine nell'acqua melmosa e gelida.
ad un certo punto, il principe consorte si gira, con la canna dell'acqua in mano e decide di innaffiarlo.
chissà, forse pensava che crescesse. invece no.
il Tubo, zuppo come un pavesino, mi guarda allibito mentre suo padre ride.
abbiamo rischiato il divorzio.
ma di brutto.
in tutto ciò, domani mi iscrivo al mio primo triathlon sprint.
non so neanche dove, ma lo faccio...
ma che? son nata per soffrire?
venerdì 22 aprile 2011
genitori e figli
Il Tubo ha la febbre e la tosse. Una piccola influenza, insomma. Una situazione gestibile, tutto sommato.
Ieri sera ricevo un sms di mia madre che mi chiede come va’.
Bene, dico, aveva un po’ di febbre, gli ho dato l’antipiretico e il suo sciroppo, dorme tranquillo.
Ieri sera ricevo un sms di mia madre che mi chiede come va’.
Bene, dico, aveva un po’ di febbre, gli ho dato l’antipiretico e il suo sciroppo, dorme tranquillo.
“Che ne pensi di un pediatra?! Avrà una bronchite”
Fantastico. La maestra mi ha già paventato il ricovero per bronchite e mia madre vuole che consultiamo un pediatra.
In sostanza siamo trattati come due deficienti, incapaci di capire la presunta gravità della situazione.
In sostanza siamo trattati come due deficienti, incapaci di capire la presunta gravità della situazione.
Ma quale gravità, mi dico? E poi, abbiamo già fatto le nostre valutazioni: il bimbo dorme bene, ha appetito, qualche linea di febbre, un po’ di tosse, si, ma non ha mica il rantolo. Il respiro agonico. Non è mica defedato.
E’ bello vivace come sempre.
E’ bello vivace come sempre.
Dovesse peggiorare, andremo certamente a farlo visitare dal pediatra, che già so, gli darà dell’antibiotico.
Amen. Se e ripeto se, dovesse peggiorare. Ma sono propensa a credere che migliorerà.
L’altro tasto dolente in periodo pasquale èla cioccolata.
L ’anno scorso l’abbiam scampata, perché aveva due mesi, ma quest’anno ci siamo…
Amen. Se e ripeto se, dovesse peggiorare. Ma sono propensa a credere che migliorerà.
L’altro tasto dolente in periodo pasquale è
L
Il Tubo DEVE, tassativamente assaggiare la cioccolata. È Pasqua!
A detta di tutti, la maestra, i nonni, i vicini di casa (e chi li ha interpellati?) un bimbo ha bisogno della cioccolata, di questa esperienza mistica.
A detta di tutti, la maestra, i nonni, i vicini di casa (e chi li ha interpellati?) un bimbo ha bisogno della cioccolata, di questa esperienza mistica.
Ma che BISOGNO fisiologico ha un bimbo di 14 mesi di mangiare la cioccolata?!
Naturalmente noi siamo due pazzi, con metodi da carcerieri.
Insomma, gli unici che non contano una cippa siamo noi, i genitori.
Insomma, gli unici che non contano una cippa siamo noi, i genitori.
Mi sbaglierò, ma secondo me, c’è qualcosa che non funziona.
giovedì 21 aprile 2011
pezzettini
ogni tanto perdiamo dei pezzi.
che poi non succede niente, se uno se ne va' non è detto che sia un male.
però io ne sento la mancanza.
ecco.
mi avete fatto compagnia.
una piacevole compagnia.
e mi mancano questi pezzettini che se ne sono andati.
ecco.
che poi non succede niente, se uno se ne va' non è detto che sia un male.
però io ne sento la mancanza.
ecco.
mi avete fatto compagnia.
una piacevole compagnia.
e mi mancano questi pezzettini che se ne sono andati.
ecco.
A volte, ritorna
Abbiamo festeggiato.
E oggi si ritorna alla normalità, anche se ha un sapore un po’ più dolce del solito.
Ieri il Principe consorte mi ha mandato lo stesso sms di tre anni fa’.
L’ho riletto con una certa commozione e con un certo sgomento, nel constatare che si ricordava perfettamente il messaggio parola per parola e che dal messaggio stesso traspare chiarissimamente che non aveva neanche preso in considerazione l’idea di essere rimbalzato. Che presuntuoso!
E oggi si ritorna alla normalità, anche se ha un sapore un po’ più dolce del solito.
Ieri il Principe consorte mi ha mandato lo stesso sms di tre anni fa’.
L’ho riletto con una certa commozione e con un certo sgomento, nel constatare che si ricordava perfettamente il messaggio parola per parola e che dal messaggio stesso traspare chiarissimamente che non aveva neanche preso in considerazione l’idea di essere rimbalzato. Che presuntuoso!
Abbiamo cenato nello stesso posto dove eravamo stati allora, anche se l’atmosfera era inevitabilmente diversa, ma non in maniera sgradevole.
Siamo cambiati, non ci baciamo più a tutti i semafori rossi, ma nemmeno guardiamo ciascuno fuori dal nostro finestrino.
Mi ricordo un viaggio a Firenze, dove sono stata “appolipata” a lui dalla partenza all’arrivo… una pazza!
Ci manca un pizzico di quella magia, che ieri abbiamo recuperato, girando per la città in macchina e chiacchierando solo di noi, non di tosse, di febbre, di pannolini, della casa, dell’avvocato e di tutto il noiosissimo resto…
Mi ricordo un viaggio a Firenze, dove sono stata “appolipata” a lui dalla partenza all’arrivo… una pazza!
Ci manca un pizzico di quella magia, che ieri abbiamo recuperato, girando per la città in macchina e chiacchierando solo di noi, non di tosse, di febbre, di pannolini, della casa, dell’avvocato e di tutto il noiosissimo resto…
Ci manca, ma ce la ricordiamo.
E ogni tanto, ritorna.
E ogni tanto, ritorna.
mercoledì 20 aprile 2011
20 aprile 2011 tre anni
La perfezione non è di questo mondo
…però noi siamo ad un passo.
Lo so, è presuntuoso da parte mia azzardare un’affermazione del genere: è andare a cercarsi grane, è un peccato di “ubris”.
Non esiste nulla di perfetto, però noi siamo lì lì, siamo quanto più vicini si può essere.
Io e te siamo lì che ci stiamo lavorando, “siamo sul pezzo”.
Non esiste nulla di perfetto, però noi siamo lì lì, siamo quanto più vicini si può essere.
Io e te siamo lì che ci stiamo lavorando, “siamo sul pezzo”.
Abbiamo un sacco di grane: la casa, i bimbi, il nostro, la tua, e pensieri a bizzeffe. Ma noi siamo noi e siamo una forza piena di energia, come quando arriviamo insieme sul traguardo.
Lo vedo dai tuoi occhi quando ti svegli la mattina e trovi il tuo caffè sul comodino. È da tre anni che lo trovi lì, ma tu non lo dai per scontato.
Lo capisco quando torno a casa e trovo l’erba tagliata: tu che odi queste piccole e noiose incombenze, ma ti sforzi di farlo lo stesso, per noi.
Lo vedo dai tuoi occhi quando ti svegli la mattina e trovi il tuo caffè sul comodino. È da tre anni che lo trovi lì, ma tu non lo dai per scontato.
Lo capisco quando torno a casa e trovo l’erba tagliata: tu che odi queste piccole e noiose incombenze, ma ti sforzi di farlo lo stesso, per noi.
Per noi.
Perché sai che per mettere insieme un “noi” ci vuole pazienza, la stessa resistenza che hai su una gara di100 chilometri , la piena comprensione di sé stessi e di chi ti sta accanto e non solo la voglia di rotolarsi nel letto ogni volta che ci arriviamo svegli…
E quanto è cambiata la nostra vita da tre anni fa’..!
Insieme a te ho vissuto le esperienze più incredibili, più belle e appassionanti, le più vere. Mi sono studiata attraverso il tuo sguardo e mi sono vista per come sono. E mi sono impegnata. Per una volta nella vita non ho pestato il piedino per pretendere di più dagli altri, ma da me stessa. Come mi hai insegnato tu.
Noi due, che siam partiti da una pista di atletica e siamo arrivati a svegliarci alle quattro, come questa mattina, non per correre una “Ultra”, ma per consolare un poppante febbricitante;
noi due che abbiamo cominciato con ostriche e champagne e siam finiti alla pizza fuori una volta la settimana, quando gira bene;
noi due, zingari nell’anima con la valigia sempre pronta in macchina per il week end fuori ed ora piantiamo patate nell’orto nuovo dietro casa.
Perché sai che per mettere insieme un “noi” ci vuole pazienza, la stessa resistenza che hai su una gara di
E quanto è cambiata la nostra vita da tre anni fa’..!
Insieme a te ho vissuto le esperienze più incredibili, più belle e appassionanti, le più vere. Mi sono studiata attraverso il tuo sguardo e mi sono vista per come sono. E mi sono impegnata. Per una volta nella vita non ho pestato il piedino per pretendere di più dagli altri, ma da me stessa. Come mi hai insegnato tu.
Noi due, che siam partiti da una pista di atletica e siamo arrivati a svegliarci alle quattro, come questa mattina, non per correre una “Ultra”, ma per consolare un poppante febbricitante;
noi due che abbiamo cominciato con ostriche e champagne e siam finiti alla pizza fuori una volta la settimana, quando gira bene;
noi due, zingari nell’anima con la valigia sempre pronta in macchina per il week end fuori ed ora piantiamo patate nell’orto nuovo dietro casa.
Ma progettiamo la fuga, ma ci ritroviamo in pausa pranzo, quando chiudiamo la porta e lasciamo fuori, solo per una mezz’ora, il mondo con tutte le sue proposte e le sue noie.
Noi due.
martedì 19 aprile 2011
sfumato..
son tre anni che faccio la corte alla Monza-Resegone, gara da fare a squadre di tre componenti che devono correre insieme per 42 km e ciccia, distanza classica maratona, ma con gli ultimi 10 km di dislivello impegnativo si sale appunto sul Resegone.
quest'anno volevamo farla in squadra con la fascinosa running-sister, ma a quanto pare non tiene botta.
stessa storia per il triathlon. è un pensiero che ogni tanto accarezzo, soprattutto quando vedo certi ciclisti, tipo ieri sera sulla bici da spin, che buffano come mantici. eh, perchè io no, mi chiedo... perchè non ho tempo, mi rispondo. ma intanto ci penso. e rosico.
rosico, perchè avevamo organizzato una staffetta femminile in tre, dove però la ciclista si è data alla macchia e la podista, sempre la fascinosa sorella, pure.
già, perchè la fascinosa sorella è caduta in uno stato di prostazione spirituale e non pervengono ad oggi segnali di ripresa, nè sportiva nè mentale.
il principe consorte la gambizzerebbe volentieri: per lui chi si accascia merita di rimanere accasciato, ma lui non fa' testo. quando lo deludi chiude la porta e la spranga.
io cerco di mediare, ma non ottengo riscontri soddifacenti.
mi piacerebbe solo vederla sorridere.
e comunque anche quest'anno il mio sogno è sfumato.
pazienza, ma d'ora in avanti non propongo più niente a nessuno, neanche una cena.
quest'anno volevamo farla in squadra con la fascinosa running-sister, ma a quanto pare non tiene botta.
stessa storia per il triathlon. è un pensiero che ogni tanto accarezzo, soprattutto quando vedo certi ciclisti, tipo ieri sera sulla bici da spin, che buffano come mantici. eh, perchè io no, mi chiedo... perchè non ho tempo, mi rispondo. ma intanto ci penso. e rosico.
rosico, perchè avevamo organizzato una staffetta femminile in tre, dove però la ciclista si è data alla macchia e la podista, sempre la fascinosa sorella, pure.
già, perchè la fascinosa sorella è caduta in uno stato di prostazione spirituale e non pervengono ad oggi segnali di ripresa, nè sportiva nè mentale.
il principe consorte la gambizzerebbe volentieri: per lui chi si accascia merita di rimanere accasciato, ma lui non fa' testo. quando lo deludi chiude la porta e la spranga.
io cerco di mediare, ma non ottengo riscontri soddifacenti.
mi piacerebbe solo vederla sorridere.
e comunque anche quest'anno il mio sogno è sfumato.
pazienza, ma d'ora in avanti non propongo più niente a nessuno, neanche una cena.
lunedì 18 aprile 2011
mai contenta..
Ebbene si. Ce l’ho fatta anche io..
Il mio orgoglio femminile ha avuto la meglio (finalmente) e mi son concessa un paio di scarpine open toe, suola con una zeppa comoda, che mi rialzano decentemente da terra senza frantumarmi caviglie, tibie e ginocchia.
Ho passato lo smalto sulle unghie dei piedi che mi rimangono, in realtà la situazione è molto migliorata: dopo la maratona di settembre le unghie son cadute e ricresciute.
Il mio orgoglio femminile ha avuto la meglio (finalmente) e mi son concessa un paio di scarpine open toe, suola con una zeppa comoda, che mi rialzano decentemente da terra senza frantumarmi caviglie, tibie e ginocchia.
Ho passato lo smalto sulle unghie dei piedi che mi rimangono, in realtà la situazione è molto migliorata: dopo la maratona di settembre le unghie son cadute e ricresciute.
Ho di nuovo due piedi da mostrare senza imbarazzo.
Che poi, diciamocelo, non mi ha mai disturbato più di tanto, però col caldo che avanza, mostrare i piedini massacrati attira sempre un sacco di commenti non richiesti e non graditi.
Che poi, diciamocelo, non mi ha mai disturbato più di tanto, però col caldo che avanza, mostrare i piedini massacrati attira sempre un sacco di commenti non richiesti e non graditi.
Alla fine però non ho resistito e ho comprato pure una bella giacca impermeabile per le gare in montagna.
Bianca, un bel design e peso decisamente ridotto, ideale da mettere nello zaino o da usare per le notturne.
Non c’è niente da fare, la mia vera anima viene sempre fuori.
Bianca, un bel design e peso decisamente ridotto, ideale da mettere nello zaino o da usare per le notturne.
Non c’è niente da fare, la mia vera anima viene sempre fuori.
Avrei voluto anche un paio di jeans nuovi, ma proprio l’altro ieri mi son misurata quelli che avevo lasciato a mia sorella e che lei mi aveva ritornato perché non le stavano più. Figurati a me, pensavo, però son lì che mi guardano…
E invece, meraviglia delle meraviglie, ho recuperato la 38 e la bilancia conferma.
Buono, molto buono, visto e considerato che mi sto mangiando il mondo, di questi tempi e che sto meditando di farmi l’uovo di Pasqua con le mie manine, tanto di tempo io ne ho da buttare…!
Magari servisse a farmi andare un po’ più forte, non tanto, solo un pochino.
E invece, meraviglia delle meraviglie, ho recuperato la 38 e la bilancia conferma.
Buono, molto buono, visto e considerato che mi sto mangiando il mondo, di questi tempi e che sto meditando di farmi l’uovo di Pasqua con le mie manine, tanto di tempo io ne ho da buttare…!
Magari servisse a farmi andare un po’ più forte, non tanto, solo un pochino.
Mai contenta…
venerdì 15 aprile 2011
sincerità
sinceramente quello che mi da' maggior soddisfazione è un bell'allenamento fatto bene, dove fai fatica, ma vai.
così è andata che una volta tornata a casa in pausa (6 minuti e 30' netti sul coupé scappottato e la sciarpetta svolazzante) mi son cambiata al volo, mettendomi i calzoncini cortissimi e una maglia a maniche lunghe, perchè l'aria era, pur tuttavia, bella fresca.
un buff a far da fascia e via, zampettando allegramente a 5' e10''il primo chilometro, il secondo a 5', tranquilla con dietro il principe consorte in bici.
niente, non c'è verso che se ne sia a casa...
al terzo chilometro accellero e siamo a 4' e 45'', sempre senza forzare, un altro chilometro e poi si cambia direzione.
il vento mi aggredisce ributtandomi in faccia i capelli come uno schiaffo, ma non mollo, 4' e 45" e il principe consorte porta la sua bici davanti a me per tagliarmi l'aria, che sembra un muro compatto.
che barba 'sto vento.
accellero. 4' e 40", 4' e 35".
respirazione impegnata e gambe che girano, girano e spingono.
ultimo chilometro, con vento a favore a 4 e 15''.
solo otto chilometri oggi, ma fatti bene, sotto il sole e col vento contro.
e che bello rientrando in ufficio sentirsi dire:
"Dottoressa, ma che bella abbronzatura! E' andata al mare?"
... e che gli rispondo?!
così è andata che una volta tornata a casa in pausa (6 minuti e 30' netti sul coupé scappottato e la sciarpetta svolazzante) mi son cambiata al volo, mettendomi i calzoncini cortissimi e una maglia a maniche lunghe, perchè l'aria era, pur tuttavia, bella fresca.
un buff a far da fascia e via, zampettando allegramente a 5' e10''il primo chilometro, il secondo a 5', tranquilla con dietro il principe consorte in bici.
niente, non c'è verso che se ne sia a casa...
al terzo chilometro accellero e siamo a 4' e 45'', sempre senza forzare, un altro chilometro e poi si cambia direzione.
il vento mi aggredisce ributtandomi in faccia i capelli come uno schiaffo, ma non mollo, 4' e 45" e il principe consorte porta la sua bici davanti a me per tagliarmi l'aria, che sembra un muro compatto.
che barba 'sto vento.
accellero. 4' e 40", 4' e 35".
respirazione impegnata e gambe che girano, girano e spingono.
ultimo chilometro, con vento a favore a 4 e 15''.
solo otto chilometri oggi, ma fatti bene, sotto il sole e col vento contro.
e che bello rientrando in ufficio sentirsi dire:
"Dottoressa, ma che bella abbronzatura! E' andata al mare?"
... e che gli rispondo?!
Iscriviti a:
Post (Atom)