Uh, la noia..
Uh, la noia di dover portare quadri di qua e scatoloni di là, non me la ricordavo più, anche se alla fine, a me l’odore di stanze vuote non dispiace.
Ieri pomeriggio, che non pioveva, siamo stati alla “casa nuova” con Ico, che girava per le stanze e faceva di sì col testolone.
“Ti piace, Ico? Guarda, il tuo lettino lo mettiamo qui”.
Lo incastriamo qui, sarebbe stato semanticamente più corretto, ma lui non percepisce la felicità a suon di metri quadri ed è contento uguale e io mi vedo già fare delle belle passeggiate serali fino al campetto dove ci sono altri bimbi. Meno spazio ma più opportunità.
Va bene uguale, anzi meglio.
E’ stato un bel fine settimana, senza gare, senza spostamenti, a fare progetti, ad inventarsi soluzioni, e a comprare le mutande di Ico, perché stiamo procedendo a grandi passi sulla via dello spannolinamento.
E qui tutti a dire la loro, tutti a fare gli splendidi e i saputi.
Uh, la noia di queste madri che passano il tempo a parlare delle deiezioni dei loro figli con dovizia di particolari: “… eh, il mio a tre anni aveva già, faceva già, diceva già”.
Seeeee, aveva già scoperto l’America e leggeva giàla
Divina Commedia.
E poi ti dicono che
sei competitiva tu, che fai sport.
Almeno io son competitiva con le cose mie, non attraverso mio figlio, che non so se ve l’ha detto qualcuno mai, ma non è una vostra proiezione, non è una versione di te stessa alta un metro.
Un sé a parte. E non è neanche garantito al limone che vi stiate simpatici.
Io questo, non c’è problema, non me lo dimentico di sicuro.
Però mi sta simpatico, questo mio bimbo alto un metro, sempre sorridente, sempre collaborativo, curioso, ostinato, tenace, con la sua parola d’ordine sempre in bocca: “Peccchè?!”.
“Perché due non è tre”, gli ha detto il Principe consorte ieri sera, scatenando una risata incontrollabile,la mia. Cominciamo bene.
Uh, la noia di dover portare quadri di qua e scatoloni di là, non me la ricordavo più, anche se alla fine, a me l’odore di stanze vuote non dispiace.
Ieri pomeriggio, che non pioveva, siamo stati alla “casa nuova” con Ico, che girava per le stanze e faceva di sì col testolone.
“Ti piace, Ico? Guarda, il tuo lettino lo mettiamo qui”.
Lo incastriamo qui, sarebbe stato semanticamente più corretto, ma lui non percepisce la felicità a suon di metri quadri ed è contento uguale e io mi vedo già fare delle belle passeggiate serali fino al campetto dove ci sono altri bimbi. Meno spazio ma più opportunità.
Va bene uguale, anzi meglio.
E’ stato un bel fine settimana, senza gare, senza spostamenti, a fare progetti, ad inventarsi soluzioni, e a comprare le mutande di Ico, perché stiamo procedendo a grandi passi sulla via dello spannolinamento.
E qui tutti a dire la loro, tutti a fare gli splendidi e i saputi.
Uh, la noia di queste madri che passano il tempo a parlare delle deiezioni dei loro figli con dovizia di particolari: “… eh, il mio a tre anni aveva già, faceva già, diceva già”.
Seeeee, aveva già scoperto l’America e leggeva già
Almeno io son competitiva con le cose mie, non attraverso mio figlio, che non so se ve l’ha detto qualcuno mai, ma non è una vostra proiezione, non è una versione di te stessa alta un metro.
Un sé a parte. E non è neanche garantito al limone che vi stiate simpatici.
Io questo, non c’è problema, non me lo dimentico di sicuro.
Però mi sta simpatico, questo mio bimbo alto un metro, sempre sorridente, sempre collaborativo, curioso, ostinato, tenace, con la sua parola d’ordine sempre in bocca: “Peccchè?!”.
“Perché due non è tre”, gli ha detto il Principe consorte ieri sera, scatenando una risata incontrollabile,
Domenica:
Si ricomincia.
lo spannolinamento è un passo davvero importante :)
RispondiEliminabuona ripresa sportiva
Grazie Alessio! lo spannolinamento è peggio di un Ironman, mi sa! :D
Eliminalo spannolinamento lo sto vivendo grazie al nipote della mia ragazza che ogni tanto ci lascia qualche bella pisciata in giro per casa.....
RispondiEliminauh, chissà che gioia :D
Eliminaincidenti di percorso, dai! :D
Ah santa pazienza nel rispondere a tutti quei perché... mi ricorda tanto i miei nipotini! :)
RispondiEliminaè che a un certo punto non sai più cosa rispondergli! e siamo solo all'inizio ;D
Eliminaper ora mi diletto cercando di fare il pb nel cambio del pannolino...pensavo fosse solo questione di cronometro ma invece bisogna stare attenti agli imprevisti, tipo pisciatina in piena pancia alle 3.00 am! ahahah
RispondiEliminacmq, scherzi a parte, concordo pienamente con te sul fatto che molti genitori (ma credo anche in maniera genuina ed inconsapevole) facciano a gara con le prestazioni dei pargoli.....
è proprio la maniera genuina e inconsapevole, come dici tu, che mi fa' paura ...!
Eliminammmm....paura no, più che altro mi fa "senso" sentire parlare certe persone SOLO di quello....argomento figli come anche tanti altri eh!! vedi corsa, calcio, lavoro....
Eliminapaura invece me la fa chi vorrebbe che i propri bambini diventino ciò che non sono riusciti ad essere loro...
è perché certa gente è settoriale, cioè ha il cervello che lavora a settori. oggi i figli, domani il lavoro e via così (o viceversa).. avere interessi diversi contemporaneamente non gli riesce, poverini.
EliminaQuando si e' al primo figlio/a, credo sia abbastanza normale perche' assisti veramente ad una specie di miracolo quotidiano e gli occhi di genitore vedono la propria creatura come qualcosa di veramente, genuinamente, unico, speciale, superbo. A volte vedo le foto di mia figlia grande, che per me era di una bellezza incredibile. A rivedere le foto a distanza di 6 anni, non mi capacito, nel senso che era sicuramente una bella bimba, ma non riesco a rapportare quella bellezza alle percezioni che avevo e che esprimevo. Con la seconda gia' era diversa. Poverina, mi sono accorto di lei che aveva gia' un anno...
EliminaPoi una persona intelligente, dopo un po' capisce e cerca di limitarsi e di sforzarsi di vedere oltre il proprio figlio, ma purtroppo non siamo circondati da tantissime persone intelligenti!
Non saprei. Io non ce l'ho mai avuta quella fase lì, la fase dell'innamoramento, intendo.
EliminaNon so perché, me lo spiego ricordandomi dei giorni successivi al parto che per noi non sono stati né sereni né "normali", forse per predisposizione personale. Non so, ma non è mai successo.
Anzi, se devo dirla tutta, confesso che mio figlio lo apprezzo molto di più ora, che ha tre anni e comincia ad essere una personcina.
L'ultima tua affermazione è senz'altro tristemente vera :D