"Piove stamattina, o forse no. Nevica...
Il fatto è che il parabrezza della macchinina gelato è un segnale importante: non sarà bello uscire per l’allenamento di bici che avevo previsto.
Tempo per la bici ne ho talmente poco, che mi spiace rimandare, dato che comunque si tratta di rimandare a… beh, a marzo!!
Ma il problema non sussiste, per il triatleta, con l’allenamento indoor.
Ma il problema non sussiste, per il triatleta, con l’allenamento indoor.
Si può correre, pedalare e nuotare sempre, a qualsiasi ora (beh, orari del centro sportivo permettendo, ovvio..!) e con qualsiasi tempo (posto che ci si arrivi, con forti nevicate e raffiche di vento da uragano, magari anche no, meglio desistere).
Perfetto, allora si parte. Sgelata la macchinina, sacca nel baule, anzi no, sul sedile anteriore che pure la serratura del baule si è ghiacciata, son pronta. Destinazione palestra, col borsone pieno di attrezzi.
Non si sa mai.
Meglio non fidarsi, magari la piscina è chiusa, allora corro, magari le bici sono in manutenzione, allora nuoto. Pronta a tutto, come Rambo!
Luci e colori, un caldo tropicale e un fracasso che si potrebbe definire lontanamente musica mi assalgono al mio ingresso.
Ma io, che ho sfidato le colline di Pescara in bici, mica mi spavento e in poco più di cinque minuti son pronta per la bici.
Ma io, che ho sfidato le colline di Pescara in bici, mica mi spavento e in poco più di cinque minuti son pronta per la bici.
Anche altri insieme a me, però, e son tanti... Infatti dopo venti minuti di pedalata forsennata l’istruttore viene a vedere perché non scendo dalla sua benamata bike.
“Mi sto allenando” gli spiego col fiatone dell’ennesima ripetuta fuori sella.
“Eh, ma qui c’è una fila di gente che ha bisogno della bici”. Dietro di me, una coda di cinque persone. Ma tutti qui, dovete venire a rompere i maroni?!
Evabbè, facciamo buon viso a cattivo gioco e simuliamo un combinato, che tanto per una buona mezz’oretta in sella son riuscita a starci. Come inizio, va benone, mi convinco.
Col body da tri grondante di sudore (l’ambiente palestra simula un allenamento a Lanzarote, ma senza gli effetti benefici del vento) mi fiondo sull’ultimo tapis disponibile. C’è un tizio che si aggira lì accanto, in maglietta della squadra di calcio del cuore e calzoncini da basket, che lo osserva come si osserva un animale esotico. Ogni tanto lo tocca, come a sincerarsi che sia proprio vero.
Col body da tri grondante di sudore (l’ambiente palestra simula un allenamento a Lanzarote, ma senza gli effetti benefici del vento) mi fiondo sull’ultimo tapis disponibile. C’è un tizio che si aggira lì accanto, in maglietta della squadra di calcio del cuore e calzoncini da basket, che lo osserva come si osserva un animale esotico. Ogni tanto lo tocca, come a sincerarsi che sia proprio vero.
Con una spallata maldestra lo allontano e salgo sopra al “tapiru”.
“Ehi” mi apostrofa “c’ero prima io!!”.
“Ehi” mi apostrofa “c’ero prima io!!”.
Borbotto qualcosa in una lingua che potrebbe essere sanscrito antico o magari russo moderno.
“Ah, ok... Ok, ho capito…” si arrende e mi lascia salire, ma non cessa di osservarmi. Salgo e accendo il maledetto affare che mi parte da sotto i piedi con un’accellerazione di 8 G e mi sembra di stare un su MIG che decolla… Il tipo si allontana impaurito, non sia mai che gli volo addosso.
Ok, son partita. Adesso non mi fate più scendere, penso.
Maledetto inverno!!
Ma mi ci devo abituare, se voglio nuotare (bella forza, a meno che non mi voglia infilare in qualche gelido torrente, qui non c’è altro a disposizione che piscine), se voglio pedalare (sull’asfalto ghiacciato potrei mettere in serio pericolo la mia stessa sopravvivenza) e se voglio correre (mmmm… e qui, possiamo ancora giocarcela).
Si, mi ci devo proprio abituare, perché l’anno prossimo, a settembre, mi aspetta l’Elbaman. Servizio completo: 3,8 km nuoto, 180 km in bici e 42,195 metri di corsa. È meglio farsi trovare pronta, per quanto comincio a nutrire seri dubbi che non sarò mai abbastanza pronta…
Ma chissà…?
Essì… Francy goes to Elba..!"
andate a scaricarvelo, di corsa!
Ahahaha che scena epica, adoro l'immagine dell'atleta pronta a tutto! Ci fosse stata libera solo più la parete per le arrampicate, son convinto che ti saresti messa a scalare :D
RispondiEliminaeccccerto, circuit training, che ti credi ;D ?!
Eliminapensa già al prossimo ;)
RispondiEliminaihhhhh, ma manco un attimo di riposo mi lasci. Sei insaziabile :D
EliminaAntipatica come al solito!!!!
RispondiEliminaVorrei aver visto la faccia di quello in completo da calcio!!! :D
Forza allora che sti 9 mesi saranno na faticaccia!!!!
Antipatica è un complimento! :D
Eliminaih, ih.. gente strana nelle palestre... una volta mi è successo, mentre correvo sul tapis, di avere per spettatori due tizi che, davanti a me, commentavano: "ehhhh, ma non può mica continuare a quella velocità lì, scoppia..!" (stavo facendo riscaldamento... e io non sono una che fa' riscaldamento a 4/km.. :D)