mercoledì 5 settembre 2012

à la guerre comme à la guerre


Si avvicina l’evento per cui il Principe consorte si è allenato (duramente) per un anno.
No, anche qualcosa in più, a dire il vero. Correre in montagna è sempre stata la sua ambizione, da quando nel 2008 ha provato la sua prima sky marathon.
È stato un grande amore, tanto intenso che quando l’ho ritrovato all’arrivo (impensabile per me all’epoca tentare di incrociare qualche passaggio, se non alla mezza maratona che incocciava molto opportunamente il paesino di Claviere), seppur stravolto dalla fatica, aveva tuttavia gli occhi luccicanti di entusiasmo e pieni di sogni da realizzare.
Da lì in avanti è stato un susseguirsi di corse in montagna e di trail running, dove per trail non si deve pensare allo sterrato di campagna o di dolci pendenze collinari quanto piuttosto ad aspri passaggi in alta quota, tra massicci ghiacciai e rocce affilate e rese viscide da pioggia e nevischio.

All’epoca il trail non era ancora di gran moda, tant’è che tutta la nostra (ex) squadra podistica se ne faceva allegramente beffe… ma lui, sereno come Venezia, se n’è sempre impipato delle opinioni del prossimo, vicino o lontano che fosse, ed è andato dritto per la sua strada, continuando a fare quello che amava fare.
Si è tolto delle gran belle soddisfazioni ed ora ci riprova, a domare i giganti de “La Vallée” in una gara di durerà almeno cinque giorni.
Cinque giorni a correre fra le nuvole e le vette, a fil di cielo in compagnia di aquile e marmotte e dei altri 600 pazzi come lui, provenienti da tutto il mondo.

Ci riprova e a me tocca stare a casa a seguirne i passaggi sul sito della manifestazione, senza potergli stare accanto al passaggio nemmeno nelle basi vita.
Se potessi, prenderei il mio zaino da trail, le mie scapette grippanti, il mio impermeabile da montagna e il piumino, e mi metterei a camminare sui sentieri.
Farei un tratto di strada con lui, sarei con lui di notte, quando il passo si fa’ incerto e il sonno ottunde i sensi.
Se fossi con lui, potrei guardare il suo viso e capire se è distrutto dalla fatica e se può continuare senza pericolo per i suoi 330 chilometri inmontagna, 24.000 metridi dislivello (no, non c’è uno zero in più...!).
Ma non posso.
Non potendo, mi sono preparata. Ho studiato il percorso come se dovessi correrlo io, ho scaricato tabelle di percorrenza, pronta a seguirlo in ogni passo, ogni alpeggio, ogni ristoro, ogni rifugio.
E forse, con Ico al seguito, una capatina in Vallée la farò. 
(Sorpresaaaaa!)

 ..à la guerre comme à la guerre 





19 commenti:

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    1. lo scorso anno aveva patito le vesciche ai piedi vero? Hai comprato i compeed? :)

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    2. ah, ah :D!! che memoria!
      l'anno scorso ha fatto l'UTMB, non il Tor, anche se la musica è quella.. e a metà gara aveva avuto problemi con le scarpe, che si erano rotte.
      piedi distrutti, altroché compeed ..:D
      però è arrivato alla fine.
      l'unico problema in effetti che potrebbe avere è proprio quello... tu pensa!!

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    3. chiamalo problema da poco...

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    4. eh no, non è roba da poco, lo so!
      però ce ne sono altri in una gara così lunga e impegnativa, il meteo ad esempio (speriamo non nevichi, almeno sull'Entrelor e sul Loson..) e poi la testa, 330 km sono tanti...

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  2. mi è venuto il fiatone e una vescica di comprensione...

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    1. ah ah! tante vesciche! e qualche unghia in meno... :D
      (ma se è per quello son solidale anche io da anni!)

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  3. Grande, ha tutto il mio rispetto! E anche tu hai tutta la mia stima, visto che lo accompagni (seppur a distanza) e lo sostieni!! :)

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    1. merci! :D
      lo accompagno, lo sostengo, lo sopporto!
      servizio completo ;D

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  4. Scusa una domanda da ignorante o da scema che dir si voglia... ma corre per 330 km senza mai dormire??? oppure hanno dei rifugi per riposarsi un po'? e come funziona con il tempo complessivo? vengono contati anche quelli oppure vi è un controllo sul percorso per i tempi giusti???

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    1. niente domande sceme, casomai legittime curiosità!
      funziona così, partono e hanno il chip (controllo elettronico) che registra i passaggi in determinati punti del percorso.
      Ci sono inoltre 7 basi vita dislocate sul territorio (nei paesini a fondo valle) dove, se vogliono, possono mangiare, dormire e farsi la doccia, dato che di volta in volta alle basi vita trovano il loro sacco numerato con il ricambio.
      la gara è in semi-autosufficienza, cioè sul percorso trovano ristori e acqua ma devono essere in grado di alimentarsi d soli.
      non è una gara a tappe, non sono obbligati a fermarsi, ma siccome sono 330 km è consigliabile (per una pura questione di sopravvivenza) organizzare qualche ora di riposo durante la giornata. tutto chiaro? ;D

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  5. ci va anche un mio vicino di casa, quello che l'anno scorso l'ha "vinta". Gran bella gara, forse quella con piu' fascino in europa, ma non per me io DEVO dormire almeno 8-9 ore a notte!

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    1. mitico, il tuo omonimo!
      ma come ha fatto l'anno scorso a perdersi il Bonatti?

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    2. come ha fatto il Gazzola?

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    3. si, come ha fatto il Gazzola a perdersi l'ultimo check point il Bertone (non era il rifugio Bonatti, mi son sbagliata, era il Rifugio Bertone, li confondo sempre!)
      è venuto fuori un minestrone lessicale :D
      http://www.mountainblog.it/?p=24277

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    4. se sbaglia anche quest'anno il mio caro vicino d'azienda e di paese é meglio se cambia sport e magari si da alla corsa d'orientamento ;-)

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    5. ah ah :D
      farò un po' di tifo anche per lui, allora!

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  6. ho letto proprio un articolo sulla gazzetta su questa gara mentre ero al mare :)

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