martedì 15 febbraio 2011

troppo rumore per nulla

In questi giorni si è fatto molto rumore sul mio “nuovo” orario d’ufficio.
ho rinunciato al chiedere il part-time perché nel mentre che si decide delle mie sorti lavorative, il Tubo potrebbe essere già all’Università e quindi mi pareva inutile.
Ho ripiegato con più serenità possibile sull’orario modificato o per dirla come si dice qui, sul ricollocamento temporaneo dell’orario lavorativo.
Sembra buono. Faccio la mia proposta ragionata e concordata con caposervizio e mi presento all’ufficio personale.
Qui mi invitano a fare domanda scritta con la specifica degli orari richiesti (una variazione di mezz’ora al pomeriggio!!!) e la specifica del lasso temporale interessato ovvero diciotto mesi, finché il bimbo non andrà all’asilo.
Ok. Penso che sia tutto approvato, visto che ho mandato la richiesta in copia anche a Gesù Cristo, ma evidentemente ho dimenticato San Peltro, perché ieri sera alle sei mi viene comunicato che intanto DEVO riprendere col mio orario normale e poi si vedrà. La richiesta è in attesa di approvazione.
Tempistiche, chiedo prima di incazzarmi.
Non si sa’. Abbi fede.
e poi… che fretta hai?!

Mi salta un po’ la mosca al naso perché, gentili signori, ma è da un anno che ho un figlio e non è che ve ne siete accorti adesso, neh?
Non ho chiesto l’impossibile. Ho chiesto di fare 14/18 anziché 14.30/18.30. cazzo. Non mi sembra che sballi questo piccolo mondo antico per questo.
E invece sballa. Zitta muta, vai a casa, non ti agitare e non rompere i coglioni.
Esco e incrocio una collega, casualmente, fa’ il tempo ricollocato o come cazzo si chiama, anche lei. La fermo e mi informo. Ma tu come hai fatto, la domanda, il capo, l’ufficio personale…?
Questa, candida come un fiore, mi dice che lei non ha fatto nessuna domanda scritta, ha chiesto il permesso al capoufficio e questo, troppo carino, gliel’ha concesso.
Così. Senza tante palle.
Ora, oltre al nervoso che se mi infilano una lampadina in bocca sta accesa per 24 ore, mi chiedo, ma c’ho proprio scritto in faccia GIOCONDA…?

15 commenti:

  1. e guardare in giro per ricollocarsi altrove? lo so che di questi tempi non è facile, ma io un'occhiata la darei. Mi sembra che stiano facendo del mero ostruzionismo, tra l'altro senza alcun fine!

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  2. non ti preoccupare che se vogliono la guerra l'avranno. guardarsi intorno nella mia zona è pressochè un fallimento in partenza. ma ci provo, perchè mi sono veramente triturata le balle, ma tanto triturata che posso farci un ragù.

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  3. o siamo il destino gemello, o lavoriamo nello stesso posto..ho chiesto anch'io di ridurre la pausa pranzo per tornamene un po' prima a casa, visto ceh di part time non se ne parla; ogni volta che incrocio bigboss e cerco di avere una risposta, guarda per terra o fa finta di parlare al telefono... mentre in amministrazione le sue pupille hanno tutte un orario diverso dall'altro.. esticazzi!

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  4. capite quando vi dico che mi sento frustrata?

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. No comment...a fare i precisi e le educate ci si rimette sempre!

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  7. mi hanno appena concesso la grazia.... shhhh... non diciamolo troppo forte.
    ecchepalle però.

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  8. si che c'è, ma te la fan purgare, oh se te la fan purgare...

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  9. ma com'è che non ti visualizzo più nella bacheca?

    ah, coraggio, ne abbiamo da fare almeno cento (speriamo) e si osto solo al trentasette

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  10. uhm...io mi trovo spesso ad essere la tua collega (quella a cui hanno concesso senza tante storie) e spesso i colleghi mi chiedono come faccio ad ottenere certe cose. Non chiedo la luna, ma di solito le piccole concessioni che chiedo si, e solo per un motivo credo: vado a chiederle con la convinzione che sia un mio diritto. Se sei troppo supplichevole a volte non ottieni nulla. In realtà a leggere del tuo ufficio credo che la tua realtà sia un po' più strutturata della mia, ma se quella mezz'ora non cambia la vita a nessuno, se non a te ed in meglio... convincili di questo!! ( e se dicono di no, dai fuoco alla ditta!)

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  11. io sono una che all'ufficio del personale ci va' molto poco. però i miei diritti li conosco e la cosa che più mi da' fastidio è essere messa di fronte alla disparità di trattamento.
    perchè io devo fare domanda in carta bollata a gesù in croce e tizia no? e non mi si travisi, non ce l'ho con le colleghe che ottengono. ce l'ho con chi fa' e disfa a suo piacimento, perchè se ci sono delle regole che valgano per tutti.
    per esempio il part time: perchè a qualcuna lo si concede e ad altre no? questo è un Mistero che nemmeno Raz Degna può indagare. :D

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  12. @Red: scusami ma non ho capito la cosa dei numeri, 100, 37 che significa? sono tarda, vero? :D

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  13. tarda?! e se io scrivessi che si capisce? ;)paragonavo gli anni ai km. fai conto che sia una 100km. io sono quasi al trentottesimo, ne ho ancora tanti davanti, quindi mi faccio coraggio. dovendo arrivare a cento devo centellinare gli sforzi solo nelle cose veramente essenziali e importanti, come fare il cicchetto a quelli che si mettono in mezzo tra me la mia felicità, per cui MENEJE!

    purtroppo sovente non è una questione di diritti, ma di "come si ottiene qualcosa che ti è dovuto".

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  14. oh yes. se penso di sopravvivere a me stessa fino a cent'anni.. beh. ci arriverò piegata. poco ma sicuro. :D

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