Sarebbe lunga da spiegare il perché, semplicemente succede, sempre meno tempo a disposizione, e altri (tanti) pensieri per la testa..
Credo che questo sarà, oltre che l` ultimo post dell'anno, l`ultimo post del blog, forse perché, semplicemente, ho perso interesse.
Ho perso tante cose in questi ultimi due anni, ho perso prima di tutto le mie illusioni, la mia "età dell'innocenza".
Ora come non mai nella mia vita sono sola, e mai come ora sono consapevole di essere davvero forte. E forse è per questo che non ho più il bisogno di scrivere. Non so, ma non è un problema.
Non c'è nessun problema, in realtà: sono sempre io, sono Semper Adamas.
Felice anno nuovo a tutti..
martedì 31 dicembre 2013
Semper Adamas
domenica 17 novembre 2013
Stavo benissimo ma...
Se mi presente alla linea di partenza, di principio, sto bene.
Sto benone.
Punto a fare il meglio che posso anche se un mese prima ho finito una gara di 16 ore e puffi e sono, in effetti, a ragion veduta, un po' stanchina.
E infatti oggi che ho il raffreddore, non ho chiuso occhio tutta la notte e il naso moccolante sono a casa, rinunciando all'unica gara di acquathlon che fanno al nord Italia prima del maggio 2014.
Che poi l'acquathlon potrebbe essere il mezzo del mio grande riscatto nella multidisciplina, dato che la biclicletta è il mio tallone d'achille.
Più che altro mi piace poco, ma vebbè, ognuno ha i suoi problemi.
Invece niente: tachipirina e relax (insomma, relax con Ico che gira per casa...è una parola grossa!).
Mi girano un po' le scatole perchè il collinare di ieri, 11 chilometri molto salitosi, sono venuti fuori bene, ma d'un bene, ma d'un veloce che fanno ben sperare per la mezza di domenica prossima.
Strana distanza la mezza: non mi ci sono mai troppo sprecata, considerandola piuttosto che un obiettivo a sè, un mezzo per preparare qualcosa di sempre più lungo, sempre più impegnativo.
La settimana prossima vedrò di dare un ritocchino al mio PB sulla distanza.
Sempre che... mi passi il raffreddore, ovvio.
venerdì 1 novembre 2013
Io non ho (più) paura
Son qui ad oziare, in questa tranquilla mattina di ferie: Ico dorme come un ghiro, il principe consorte è uscito a correre ed io mio regalo questi dieci minuti di riflessione sull'ultima e forse più impegnativa prova dell'anno.
Il nuovo posto di lavoro.
In questo mese mi hanno osservata, cautamente messa alla prova, impegnata con il disbrigo delle doverose consegne di quanto sarebbe rimasto della vecchia attività e poi si sono decisi.
Alcuni di noi sono già stati riciclati in altri ruoli, alcuni direttamente tagliati fuori e i primi giorni tra noi "nuovi" arrivati serpeggiava la paura di affrontare un ambiente nuovo, altre mansioni, altri responsabili.
Avrei dovuto averne un po' anche io, ma mi sono accorta di non essere più toccata da questi aspetti. Ho altre paure, certo: la malattia ad esempio, mio figlio.. ma su questo tema mi sono ritrovata molto serena.
Sarà stato senz'altro l`annus horribilis che abbiamo trascorso, sarà che magari ritrovarsi ad affrontare situazioni che mai avresti creduto di poter vivere in prima persona (anche l' elbaman ha ben contribuito in questo senso!), sarà.. ma io non ho (più) paura e questa settimana ho ricevuto conferme, positive, sul mio ruolo nella nuova azienda, che ci ha inghiottito.
Per festeggiare, domenica, correrò la mia prima mezza dopo l`ironman.
Si ricomincia che ad aprile c'è Phisioman...!
giovedì 17 ottobre 2013
Vegetariano..?
E perché no?
Ci siamo accorti, strada facendo, che non mangiamo praticamente più carne e pochissimo pesce.
Pochissimo pesce non perché non ci piaccia, anzi proprio perché ci piace talmente tanto che accontentarsi di mangiare quello del supermercato, che quando arriva in tavola ha praticamente la mia età, è un'eresia. Con rispetto parlando..
Così, ci siamo arrivati anche noi, perché tanto, mettere in tavola un pasto vegetariano al giorno, non è troppo complicato e comunque Ico, all'asilo, un pezzettino di carne lo mangia.
Noi no. E mi duole ammetterlo, non mi manca. Io che ero un' appassionata della fiorentina, della tartare..
Forse è proprio vero che con l'età si cambia.. Proprio una settimana fa erra il mio ..ttesimo compleanno, festeggiato da Ico e dal principe consorte come meglio non avrei potuto desiderare, con una degna cena, naturalmente.. vegetariana.
E vediamo quanto dura..
venerdì 4 ottobre 2013
Elbaman 2013 (io c'ero)
Sono le otto e mezza. Vado verso la zona cambio, incontro Pietro e il nostro piccolo Federico che mi fanno le foto e mi salutano. Il tragitto verso la zona cambio è lungo, e riesco a perdere la cuffia due volte, ma sto benone: niente vertigini, niente crampi, niente dolori a parte la nuca scorticata dalla muta, come al solito, nonostante cerotti e vaselina e quant’altro...
Giù dalla discesa di Sant’Ilario si comincia a incontrare gente nei fossi; i ragazzi che incrocio mi dicono di scendere piano.
Ok. Sarà fatto. Anche un filino troppo piano, forse, però..non voglio neanche cadere!
Devo scendere, qui in alto sotto il temporale, in mezzo agli alberi, non è comunque prudente rimanere.
Arrivo a Marina di Campo giusto cinque minuti prima che chiuda il primo cancello e sono scoraggiata e delusa, infreddolita e infradiciata, quasi pronta a dichiararmi sconfitta.
Poi vedo Pietro con Ico, che mi dice: “Mamma, è un gioco da ragazzi!” e nonostante le lacrime di sconforto mi scappa un sorriso.
Inforco la bici e riparto, ormai conscia del fatto che sono ultima ma che, costi quel che costi, arriverò in fondo.
Sono, del tutto inaspettatamente, felice quando quasi in fondo alla discesa che porta a Marciana Marina, ancora brutta ma meno terrificante di prima, un motociclista dello staff viene ad interrompere la mia solitudine e mi si affianca.
Mancano gli ultimi quindici chilometri ed io riprendo forza, pedalando bene, spedita, mentre la mia guida, arrivati a Marina di Campo, mi chiede cosa ho intenzione di fare, ora che sono arrivata.
È la frase più bella di tutta la giornata e oggi sento di essermelo meritato questo complimento un po’ rude ma porto con sincero rispetto.
Non sarò più in classifica: questo per me è un bel bagno di umiltà, ma lo accetto se è condizio sine qua non.
Per una frazione di secondo penso che sto facendo tanta fatica per niente e poi, subito dopo, invece mi ritornano alla mente le parole di Pietro, che ricalcano quelle di un altro e più famoso Pietro, il mitico Trab: “Mica lo fai per la classifica in fondo. Cos’è una classifica?! Chi la guarda più fra una settimana? Chi se ne ricorda più tra due anni? Ma tu, se finisci oggi, te lo ricorderai per sempre. Se non finisci, invece, te ne pentirai, stanne certa”.
Prima di partire per la corsa, Pietro mi fa’ notare che il suo orologio segna le 18:18.
Considerazioni filosofiche a parte, cammino un po’ per dare allo stomaco un momento per assestarsi ma poi, quando il GPS decide di spegnersi e abbandonarmi per sempre, al 27° chilometro circa, capisco che non c’è nient’altro da fare se non ricominciare a correre, per arrivare in tempo.
E così corro, accogliendo il tifo dei pochi presenti rimasti tra cui i sostenitori di Pedro, il simpatico spagnolo che ho superato al penultimo giro, che vengono da Valencia e gridano “Campeona, campeona!!” ad ogni mio passaggio, mi godo gli applausi, l’incitamento dei miei due amori, il piccolo e il grande, che mi attendono ad ogni transito sul lungomare, per fortuna praticamente davanti all’appartamento che abbiamo affittato.
Dopotutto, o forse prima di tutto, sono una mamma che si preoccupa..!
Davanti all’Hotel “Villa Etrusca” incontro il “mio” motociclista, quello che mi ha scortato fino all’arrivo, che mi riconosce e mi saluta. Ci scambiamo un festoso “cinque”. “Ma ce l’hai fatta!!” esclama. “Si, che ce l’ho fatta, bello!”.
Per aver combattuto e vinto, non contro gli altri, ma contro me stessa, contro la paura di non farcela, contro la delusione, mia, di non aver saputo essere all’altezza delle mie stesse aspettative, contro le condizioni pessime, che peggio non si poteva, alle quali ho dato la mia personalissima risposta: io non mollo.
Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie!
venerdì 20 settembre 2013
L'anno dello scatolo
Qualcuno è già partito; martedì toccherà a me e al Muffetta.Partiremo insieme per arrivare in posti diversi, finalmente divisi, deo gratias!.
mercoledì 18 settembre 2013
Oggi si nuota
Al massimo mi fermo 10 secondi per cambiare palette e prendere il pull boy.
E nuoto, avanti e indietro come un cricetino folle sulla sua ruota, accumulando vasche e metri: l’ultimo allenamento, lunedì, è stato di un’ora e dieci e
Ed è stata una rivelazione perché nella mia totale ignoranza sportiva comunque lo avevo intuito cosa fosse un ironman. E già, seppur totalmente digiuna di bici e principiante nella corsa, lo desideravo. Forse, ho cominciato lì, vedendo Carlo nuotare avanti e indietro senza requie, come in preda ad una sua personalissima ossessione.
giovedì 12 settembre 2013
Comunicazione interna
Insomma, è la realtà e bisogna adeguarsi: se n'è parlato tanto già dalla scorsa primavera e abbiamo aspettato, atteso, sentito circolare voci in corridoio più o meno attendibili fino a stamattina quando all'improvviso, ma mica poi tanto, è arrivata la comunicazione interna.
L'azienda si sposta e nello spostarsi si fa' un po' di pulizia, di ricollocamento, di assegnazione a reparti diversi. Si cambia.
E cambiamenti ci saranno anche per la sottoscritta, cui è stato assegnato un altro responsabile, che per inciso non ho mai visto.
Martedì prossimo lo vedrò e cercherò di capire anche cosa rimarrà del mio lavoro, delle mie mansione e in che cosa consiste, per me, il cambiamento.
Se mi è andata male oppure bene.
Ma il cambiamento in sé non mi spaventa, anche se mi spiace perdere persone con cui ho collaborato bene e volentieri.
Ma questo è l'anno per antonomasia del cambiamento.
Questo è stato l'anno dei terremoti emotivi: mi sono ritrovata senza più famiglia, senza casa, mi sono data da fare, mi sono adattata.
Sarà così anche stavolta.
E il 26 invece, a trasloco dell'ufficio fatto, si parte per l'Elba.
Dopodiché mi riterrò libera da ogni impegno e mi dedicherò un po' al mio Ico.
Mai più preparazione per gare così lunghe e impegnative.
Mai più litigate per chi può uscire ad allenarsi e chi no e recriminazioni su orari sforati.
Un'oretta al giorno di fitness potrebbe proprio bastare.
Anche se c'è una maratona a dicembre che...
Ecco, volevo parlare per una volta di cose serie e invece.. parlo solo e sempre di sport.
Altro che cambiamento.
lunedì 9 settembre 2013
Lady Mergozzo (e scusate se è poco)
Al giro di boa,
Finisco la mia frazione di bici in 3:06, il mio personal best sulla distanza, completamente bagnata e con le palle un po’ in giostra (la mia capacità di soffrire sta andando a farsi benedire, temo..).
Questo è tre volte peggio. Pioggia fredda, violenta, forte.
mercoledì 4 settembre 2013
106
Inutile dire che sono in loop sull'argomento come un disco rotto: pigliatemi così, non ci posso fare niente.
Addirittura, ieri mattina, correndo prima dell'alba, sono riuscita ad intravvedere sul marciapiede una macchia a forma di... Isola d'Elba. E ad ogni giro (ne faccio sei) mi sembrava sempre più somigliante.
Ironia della sorte o semplice rincoglionimento mattutino delle 05:20?!
Rimango col dubbio e casomai, durante l'allenamento di domani sera, verificherò.
E Vi farò sapere, non temiate!!
Ah ah.
Ora come non mai mi rendo conto della follia che ho fatto. Ma come ho potuto anche soltanto immaginare di potercela fare, ad allenarmi, intendo...? Con un trasloco ad aprile e pure il trasloco di ufficio che avverrà, forse, voci di corridoio sussurrano senza conferme ufficiali, al 20 di settembre. Nove giorni prima della Gara!
Ci mancava pure questa.
Manco a farlo apposta, oggi ho approfittato della pausa pranzo per nuotare nell'unica piscina aperta nel raggio di 20 chilometri dal mio posto di lavoro.
Ce ne sono tre: due chiuse (per ferieeeeeeee???!!!) e una aperta (ma ha aumentato il costo dell'ingresso e l'abbonamento non conviene). Evviva.
Manco a farlo apposta, esco dall'ufficio 10 minuti prima per schizzare in piscina e nuotare un po' di più, arrivo al bureau, alla reception quel che l'è, e trovo la tipetta (simpatica come il famoso dito nel.) che sta completando l'iscrizione della scuola nuoto.
Vabbè, mi conosci. Sai cosa voglio. Voglio nuotare (come un drogato vuole la sua dose, temo).
Fa' finta di non vedermi come un sorrisetto scemo e mentre si forma la fila dietro di me, trattengo le bestemmie mila e mila cose che vorrei dirle a lei mentre chiede alla signora anche i dati anagrafici dei trisavoli.
Dopo 15 minuti di attesa che nemmeno alla stazione centrale di Bologna all'ora di punta, finalmente entro, furente, con un Vaf. liberatorio che mi aleggia sulle labbra ed un'espressione da Erinni che spaventa persino il bagnino, che vorrebbe dirmi di fare la doccia prima di entrare, ma non ci prova neanche.
Scappa, abbandonando la vasca e io mi rendo conto che in piscina non c'è nessuno che nuota: ecco perché chiudono le piscine, cazzo!!
Mentre i centri commerciali spuntano come funghi e sono sempre pieni.
Che postaccio fituso!!
lunedì 2 settembre 2013
September
Me lo merito tutto, come se fosse la coroncina di Miss Italia.
Ho sopportato gente che mi girava per l'appartamento in preda a crisi di schizofrenia preparandosi lo zaino e le borse da lasciare al rifugio, scarpe da trail infangate dappertutto, crisi di scoramento, crisi di rincoglionimento, sono stata ignorata, dimenticata al supermercato, vessata, e, non ultimo, rimbambita dalla paura del saperli in giro per le montagne di notte, con la fretta di arrivare al cancello per continuare l'avventura e morti di sonno, di fame, di stanchezza, infreddoliti dalla pioggia inclemente.
Con questo credo che non ci sia niente di eroico, eh.
Vanno in montagna a correre e son cazzi loro: non li obbliga nessuno e manco partono per la guerra.
Però, li rispetto.
Comunque, dopo un po', non li sopportavo più, così come non reggo tanto bene all'idea di essere messa da parte.
Nessuno che ti dica beh senti, se vuoi nuotare un'ora vai tranquilla. Macchè..!
Piuttosto andiamo tutti a sorbirci per la terza volta il salone dell'Ultra Trail che dopo un po' ti viene il rigetto da zainetto tecnico e vedi i copriguanti Raidlight volteggiare come farfalle.
Così appunto ribadisco che sono stata splendida, anche se lo splendore si è un pelino appannato quando Ico ha pensato bene di piantarci lì in asso (al suddetto salone dell'Ultra Trail) per andare a giocare al parco giochi senza dirci niente. Ecco.
Lì ho dato un attimo fuori. Crisi isterica in piena regola.
Venendo a me, non ho nuotato per tre settimane e non ho pedalato per tre settimane.
In compenso ho corso tutti i giorni per 15/20 chilometri e l'ultimo lungo, fatto sabato, 30 chilometri di sentiero con dislivello, dicono che sto bene.
Sono pronta per il Passatore, cazzo, peccato sia il prossimo anno.
Sono pronta per la Pistoia-Abetone.
Ma non so se sono pronta per l'ironman.
Però questo è quello che ho potuto fare. E pazienza: è andata così.
Tanto ho deciso che col triathlon smetto.
Il prossimo anno, però.
venerdì 9 agosto 2013
Bon Courage!
Alzarsi così presto anche oggi è stata dura, ma ho testardamente assecondato il dovere anziché il piacere, senza dubbio confortata dal fatto che, per almeno le prossime tre settimane, riuscirò a dormire qualche ora in più.
Non molte, ma qualcuna in più, sicuramente.
Saranno due settimane insieme, tutti e tre insieme, ma insieme anche io e il Principe consorte, che ultimamente vedevo di sfuggita la mattina presto e la sera a cena, per scambiarci info di routine e messaggi di servizio, più che carinerie.
La terza settimana invece il Principe partirà per la montagna, lasciandomi in balìa dello splendido figlio che stamattina imperversava per gli uffici semi deserti dell'azienda.
Ma me lo sono portato, che non avevo molta scelta e lui è stato molto felice di passare un po' di tempo all'"asilo delle mamme", come chiama il mio ufficio.
Sono stati anche tutti molto gentili e comprensivi, inaspettatamente.
Bello.
E così, dicevo, ce ne partiamo.
Bon courage a me, che dovrò domare quel piccolo che già, così tanto, ti somiglia.
lunedì 5 agosto 2013
Nirvana
Alle sospirate ferie estive, intendo.
Questi saranno gli ultimi cinque soffertissimi giorni di caldo e afa da subire un po' in ufficio un po' a casa, con Ico sofferente per il caldo e il Principe Consorte sofferente perché deve fare da baby sitter ad Ico.
Però ha trascorso il fine settimana, lui con l'amichetto "Panco", a provare parte del percorso di quella che sarà la loro gara: un percorso di 300 chilometri in montagna, con un dislivello pauroso (24.000 metri... come scalare 3 volte l'Everest..), per la maggior parte del chilometraggio in quota. Insomma, pane per i suoi denti anche se so, per provata esperienza, che trovarsi lassù a guardare il mondo lontanissimo, a stretto contatto con quello che resta della natura, è una sensazione forte, particolare e piacevole.
Lui è tornato ieri pomeriggio, stanco, sorridente, un po' alienato, ovvero tutto preso da quel che aveva fatto, quel che aveva visto... una sensazione che conosco, bene, e da' dipendenza psicologica.
Perché alla fine facciamo quel che facciamo, per provare quelle sensazioni.
Il Nirvana è sempre quello, e a volte, anche un poco più in là.. sempre a portata di mano e tuttavia irraggiungibile.
Al di là delle considerazioni filosofiche sull'Io, sul Sè, sulla vita (sto leggendo, anzi, ho finito ma me lo rileggo, Terzani), ho approfittato della mancanza del fascinoso consorte per avvicinarmi al fascinoso mini figlio.
Che sia fascinoso non c'è dubbio: ha il sorriso marpione del padre..!
Anche testardo, cocciuto e prepotente, però. E ciarliero (e qui è colpa dei miei geni, temo).
Ieri mattina, armati di asciugamani e costume, l'ho portato nella piscina più esclusiva della zona, fra verdi vigneti e alberi secolari.
Una pozzetta d'acqua tranquilla e ben frequentata, anzi.. un po' troppo ben frequentata: praticamente Ico era il solo infant in circolazione e per un po' i signorotti imbolsiti l'han tenuto sotto stretta sorveglianza, temendo inopportuni schiamazzi.
Ma poi, anche le madame incartapecorite si sono sciolte di sorrisi, come neve al sole, ché il bamboccio si è comportato come un piccolo principe, strillando solo per la gioia, quando sguazzava in acqua coi braccioli, attaccato alla mamma dato che non aveva modo di toccare il fondo coi piedini.
Intrepido, Ico!
Non vedo l'ora di replicare (in vacanza!!)
martedì 30 luglio 2013
Arona, il giorno più lungo (seconda parte)
La metto, con sotto il top e le mutandine nere.
Mi porto in zona partenza per provare l’acqua: è ancora presto do’ due bracciate volentieri, almeno mi rinfresco..
Fa’ già un caldo boia. Un caldo barbino. Caldo tropicale. Insomma, caldo. Il leit motiv della giornata.
Scambio due chiacchiere con Florence, in francese, che devo fare esercizio di conversazione, con altri della mia squadra che faranno la staffetta e poi via.
Noi donne partiamo per prime.
Nuoto bene, ma alla seconda boa, i maschioni mi prendono: come già visto in altri film, gli élite non mi sfiorano nemmeno, ma dopo qualche minuto arriva la mandria dei bufali inferociti.
Paura vera a nastro per almeno trenta secondi, poi decido di continuare a nuotare cercando di far finta di niente: i più veloci passeranno comunque, agli altri che mi danno botte da orbi auguro di mettere giù male il piede e rompersi l’osso sacro uscendo dall’acqua.
Al secondo giro mi accorgo di avere un caldo boia e che la muta mi ha scorticato il collo. Allegria! Nel mentre, al secondo giro e seconda boa, mi raggiungono le staffette. Botte da orbi, di nuovo. Auguro tante belle cose anche a loro.
Animata da questo spirito positivo, raggiungo la bici e mi spoglio. Letteralmente. Qualcuno trova anche il tempo di commentare. Minchia, ma l’ormone a palla c’avete. Pensa a pedalare va’..
Parto in bici col rapporto agile, che l’anno scorso sulla rampetta che porta sulla statale ho visto scene gabazzosissime (altro che ciclisti provetti…!) e vado su bella agile e sorrido, moooooolto compiaciuta della mia astuzia tattica.
Parto per la mia scampagnata, spingendo poco, appena appena, avendo ben chiaro in mente il suggerimento del Guzzo (Santo subito!): ”Non bruciarti tutto sui primi
Tornando da Baveno verso Lesa mi accorgo addirittura che ho uno dietro che mi ciuccia la ruota (...a me??!! Ma sei messo malissimo!!!).
Si scusa di non potermi dare il cambio e mi precisa che non è in gara.
E anche qui… chiudiamo la parentesi prima di aprirla. Che è meglio…!
Ahhhhhhhh, ma che bella sensazione! Che momento sublime! Ecco, vedi. Mi sono ammazzata di salitoni ultimamente.
Ma a qualcosa è servito.
Vado su sempre senza affanno. Che storia!
Sulla super salita, lo strappettino più bastardo di tutta la gara, riprendo una staffettista con cui scambio due commenti (Tanto so che mi leggi, mi ha fatto piacere rivederti; hai anche fatto una bella bici. Brava, Fra!) ma poi la lascio andar via, che so che non devo esagerare.
Sto bene (a parte le mutandine che mi danno fastidio. Devo risolvere questo problema prima dell’Elba) e vorrei anche correre, dopo.
I primi due giri soffro (mentalmente) come un cane e il Principe consorte non aiuta, anzi mi maltratta di brutto… Sarà, ma con me non funziona. Mi devo dare una bella calmata da sola, ci devo lavorare su 'sta cosa, penso. Come a Pettenasco.
Oggi non ho neanche i crampi (pensa che botta di culo!): approfittiamone.
Mi accodo a due marcantoni che mi fanno compagnia, muta e silente: ci han fatto anche una bella foto, dove io sembro una tap- star che corre con le guardie del corpo. Figo.
Al terzo giro, visto che sto correndo, il Principe consorte pensa bene di prendermi e buttarmi nella fontana, cosa che mi costerà quei due minutini che.. ma va bene così, dai. Basta il pensiero.
Bestemmio un po’, ma con grazia e ricomincio a correre. Sono un filino zuppa, ma è una costante delle mie gare di triathlon a quanto pare.
Ritrovo Florence che intanto è scesa dalla bici e le urlo che ho finito, con una pronuncia e un’inflessione che sento risuonare meravigliosamente bene.
Sarà la stanchezza, ma la “r” blesa riesce proprio bene.
Mentre Ico al bar mangia il suo toast corro verso il traguardo, un filino scocciata perché sul traguardo volevo che ci fosse qualcuno a farmi due complimenti, ma niente paura... al traguardo mi coccolano e mi danno anche un ghiacciolo al limone. Buono!!.
Poi c’è il Guzzo con
Scambiamo due parole e il Guzzo mi dice anche una gran bella cosa che mi colpisce molto: "Siamo fortunati a fare quello che facciamo. Fortunati, che ci possiamo permettere di essere qui." Bravo Guzzo. Sarai anche un triatleta maschio, ma non sei un trullo..! (scherzo, Guzzo!)
In ultima analisi: è stato faticoso, ma non un massacro.
Sono sempre stata sotto controllo.
Fisicamente ci sono, sono a posto e non sono nemmeno troppo stanca.
Mentalmente il caldo ha contribuito alla sensazione del “non ne posso più”, ma che alla fine si è trasformato in “Ok, allora diamoci una mossa e andiamo a bere qualcosa di fresco” piuttosto che “Ok, allora mi siedo e aspetto le otto di sera”.
lunedì 29 luglio 2013
Arona, il giorno più lungo (prima parte)
Tanto per cominciare ad entrare nel merito di quel che sarà correre una maratona dopo otto ore di bicicletta.
Il primo problema è stato tirarsi dietro il resto della squadra sabato pomeriggio: "parcheggiamo qui, parcheggiamo lì, parcheggiamo là, facciamo, brighiamo.." insomma, ci son 37°… cazzo, facciamo quello che dobbiamo fare ed andiamoci a riposare un momento.
Un ritiro pettorale da delirio mentale: dopo dieci minuti in coda, sudando profusamente, perché c’è sempre qualcuno che scambia il ritiro pettorali per l’ufficio turistico, la simpatica signora al banco mi chiede: “Non si offenda, ma il pettorale è per lei o per suo marito?” E qui scatterebbe il vaffa in automatico per due motivi:
1) se sai già che è una domanda che di per sé potrebbe procurarti quantomeno un’occhiataccia, perché la fai?!
2).. al tipo prima di me, hai chiesto mica se ritirava il pettorale per sua moglie??!!
Chissà perché poi dovrei andare io a prendere il pettorale di mio marito; cosa sono, la cameriera, il fattorino?!
Tra l'altro la cosa che mi indispettisce di più è che nessun uomo, mai ma mai una volta, al ritiro pettorali mi ha fatto questa domanda. Doveva capitarmi un donna.. Bah!
Coda per entrare in zona cambio, col casco ben allacciato in testa (regola piuttosto cretina in quanto ho tutti e due i piedi per terra nonché la borsetta sotto braccio..), finalmente riesco ad entrare, tento di posizionare la mia bici, col telo e tutto, mentre faccio la splendida scambiando due parole con Guzzo senza sembrare troppo imbranata (mi cade pure la bici su un garretto) e sudando come un finlandese in una sauna a 90°…
Finalmente esco, cerco il fascinoso consorte e fascinoso mini figlio, ma senza successo. ..
Girovago fra la folla, con un moto d'ansia che si trasforma presto in un accidentaccio in fieri, e mi volto al suono di una risata argentina di pupo irrequieto e... cosa vedo?!
Il fascinoso principe consorte con tanto di fascinoso mini figlio al seguito sono in zona cambio (illegalmente…!) che armeggiano intorno alla mia bicicletta (me la stanno mettendo a posto a modo loro, anzi, suo, di lui quello grande, che Ico non ha ancora voce in capitolo).
Mi trattengo dal dare due urloni e sopporto anche una cena a base di pizza fredda e birra calda e alcuni personaggi improbabili che fanno da cornice alle zanzare.
O viceversa. Mai visto zanzare così fameliche. Neanche in Congo.
Mi sveglio (completamente rincoglionita) alle 05:00 (a questo almeno mi ci sto abituando): colazione nella sala colazioni assediata da triatleti famelici che sembrano ad un pranzo di nozze e mangiano a quattro palmenti, do' gli ultimi ritocchi alla borsa con la roba della gara (frugo nella spazzatura per ritrovare il braccialetto di carta, che serve per entrare in ZC e io, furbamente, non l'avevo intuito).
Zaino in spalla, mollo i miei due amori che ronfano (chi più chi meno) e mi appropinquo lento pede verso Piazza del Popolo, cominciando ad assaporare il pre-gara. Il lago è una tavola. Sono le sei del mattino.
venerdì 26 luglio 2013
lunedì 22 luglio 2013
La vera sfida
‘Fanculo l’alta savoia, penso, ma faccio le valigie così velocemente che neanche un paracadutista incursore in allerta missione. Nonostante queste terrificanti premesse e un viaggio in macchina all'insegna del mutismo (e un po’ di rincoglionimento, da parte mia, dovuto alla stanchezza delle cinque ore di bici), il fine settimana è stato incantevole.
martedì 16 luglio 2013
Borderline
Questa volta ho fatto la bella pensata di scollinare nella vallata adiacente la nostra (che bello, poter legittimamente definirla “la nostra”!), percorrendo una strada molto panoramica e poco frequentata, che mi aveva mostrato tempo fa’ il Principe consorte e che avevo già (parzialmente) percorso.
E la chiave di lettura del testo risiede proprio in quel "parzialmente"..!
Chissà perché, ma mi ero convinta che la salita (un arzigogolato percorso a tornanti stretti e ripidi) fosse di 3, toh esageriamo, al più
Partendo da casa poi, dico convinta (ma convinta, eh!) al Principe consorte che farò così e cosà, salgo su di qui, scendo giù di là, son
Si, forse Lance se lo faceva in due ore…
Devo essere deficiente.
La discesa nell’altra valle, molto più lunga e morbida, anche se con certe curve che mi sono arrampicata sul manubrio, mi ha fatto capire che avevo scelto il verso sbagliato. E te pareva.
Dulcis in fundo, davanti al centro commerciale a
E una riflessione s’impone sul fatto che ogni volta che esco in bici e rientro nei pressi di quella che chiamano “civiltà” rischio la vita (o perlomeno, in maniera meno melodrammatica, una spiacevole caduta).
E io che mi faccio problemi a prendere l’aereo…!! Devo essere un po' borderline, anche io, ora che ci penso.
venerdì 12 luglio 2013
La domanda del giorno è
Il meteo da' pioggia e schiarite con 27 gradi alle 14:00 del pomeriggio.
Quindi asfalto bagnato e un caldo micidiale.
La mia batteria, all'incirca 140 persone tra donne e old boys, un fottìo di gente per i miei personalissimi gusti, partirà per prima (e 'sti cazzi): unica concessione, un buon venti minuti di margine sulla seconda batteria, i pivelli rampanti, alla quale seguiranno la seconda wawe, la terza e così via a intervalli di tre minuti fino all'ottava.
Dovrebbero bastare, che anche senza muta (in quel laghetto, sembrerà di nuotare nel brodo..) dovrei metterci comunque meno di mezz'ora a nuotare 1.500 metri.
Il significa comunque che il restante diciamo 90% dei partecipanti, ovvero circa 1.100 persone di sesso maschile, mi sorpasserà in bicicletta sui, diciamo, primi 20 km (relativamente piatti) di percorso bici.
Il che significa quindi che almeno la salita dopo il 20° con relativa discesa potrei riuscire a farmele in beata solitudine (si fa' per dire) o perlomeno in relativa tranquillità, passata la bolgia.
La corsa non mi comporta troppi problemi, a parte il fatto che siamo comunque tanti: 1350 partecipanti all'olimpico, in cui spero vivamente che ci siano comprese anche le staffette..(che poi mi domando e dico, ma le staffette in un olimpico sono proprio necessarie?! qui si snatura un po' il significato di triathlon.. di questo passo faranno le staffette anche sulla distanza promozionale, minchia!)
Ma io mi domando e dico: che cavolo mi è venuto in mente di iscrivermi al campionato italiano olimpico no draft?!
Tra l'altro mi toccherà andare da sola, perchè Ico ha pure l'inderogabile appuntamento dall'oculista all'ora esatta in cui parte la mia batteria.
E l'altra domanda del giorno è: che cosa mi trattiene dal mandare l'olimpico a quel paese e farmi un centinaio di chilometri di bici a casa mia, due giri da 50, di un bel collinare tosto, che magari mi serve di più che fare un olimpico, in previsione dell'Elba?
Parto prestissimo, evito il caldone, evito il bagno di folla, faccio il mio allenamento, porto Ico dall'oculista e poi..tutti via per il week end.
Non è un pochino meglio la seconda?!
lunedì 8 luglio 2013
Looking for Asti-Cuneo
Reduci, io e Ico, da una passata d’influenza, pressoché devastante, il Principe Consorte decide di portarci in montagna (ma va là?!).
Tanto per cambiare qualcosa la destinazione è inconsueta: nella Granda, nelle ultime lande occitane prima della Francia.
“Attenta ai cartelli!”
Con un po’ di stringimento al cuore dato che io, tra l’altro, avrei piacere a guardarmela ‘sta Cuneo. Leggenda narra che la mia bisnonna fosse della zona, ma qui ci son venuta solo un’altra volta a dire il vero e sempre di passaggio verso un qualche altro (bel) posto.
Io e Ico, più modestamente, ci mettiamo gli zainetti in spalla, con viveri, acqua e giacche impermeabili, e camminiamo sui sentieri per due ore, incrociando anche un pezzo della gara.